The Fisher 500c – Sinto Amplificatore – Riparazione

Nota: questo è uno dei vecchi articoli del mio archivio, risalente a un periodo in cui il laboratorio SB-LAB era ancora in fase di crescita. Le foto non sono perfette, ma raccontano bene lo spirito artigianale e la passione che da sempre metto in ogni restauro. Il protagonista, questa volta, è un classico Fisher 500C, uno dei sinto-amplificatori valvolari più iconici dell’epoca d’oro dell’hi-fi americana.

Questo sinto-amplificatore Fisher 500C mi è stato consegnato in condizioni originali, con solo qualche piccolo problema dovuto all’età. Il telaio era untuoso, e zoccoli, commutatori, interruttori e potenziometri avevano bisogno di una profonda pulizia. Ho testato tutte le valvole per sicurezza: erano tutte sane, tranne una EC900 montata al posto di una EC97, e le quattro finali, che pur funzionando mostravano ormai evidenti segni di affumicatura ed evaporazione del getter.

Il lavoro è consistito in una pulizia completa di chassis e comandi, la sostituzione della valvola errata con una corretta PC97 e il montaggio di un nuovo quartetto di finali. Dopo l’intervento, l’apparecchio ha ripreso a funzionare in modo stabile e silenzioso.

Alla fine della revisione ho voluto misurare alcune caratteristiche audio dell’apparecchio, giusto per curiosità. I risultati hanno confermato ciò che spesso ripeto: non tutto ciò che è vintage o “blasonato” è automaticamente hi-fi. I numeri parlano chiaro.

Risultati strumentali:
Banda passante a 1 Watt: 25 Hz – 13 kHz (-3 dB)
Banda passante a 20 Watt: 23 Hz – 11 kHz (-3 dB)


Nonostante i limiti tecnici, il Fisher 500C resta un oggetto affascinante, testimone di un’epoca in cui l’hi-fi iniziava a entrare nelle case con eleganza e calore valvolare.
Se possiedi un Fisher, un McIntosh o qualsiasi altro amplificatore vintage da restaurare, puoi contattarmi attraverso la sezione “Servizi”: valuterò il tipo di intervento più adatto per riportarlo alle migliori condizioni operative e sonore.

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Tube Tecnology Unisis – Riparazione

Questo apparecchio d’occasione l’ho acquistato in una fiera dell’elettronica. Presentava gravi problemi dovuti alla totale assenza di manutenzione per molti anni: il bias delle valvole finali probabilmente non era mai stato regolato, gli zoccoli in poliuretano si erano completamente deformati rendendo difficoltoso l’inserimento e l’estrazione delle valvole, e alcuni condensatori elettrolitici erano entrati in corto, causando la rottura del fusibile.

Ho proceduto sostituendo gli zoccoli danneggiati e ricablando l’intera alimentazione dei filamenti, che originariamente era stata realizzata con un filo troppo sottile. Ho poi sostituito i condensatori elettrolitici guasti e verificato l’integrità di tutti gli altri componenti.

Purtroppo, durante il primo test, è emerso un ulteriore problema: il trasformatore di alimentazione era anch’esso guasto. Alimentando gradualmente l’apparecchio con il variac, già a 50 V l’assorbimento superava 1 A. A quel punto non ho avuto alternative: ho dovuto smontarlo completamente e farne riavvolgere uno nuovo.

Ecco il trasformatore ribobinato, mantenendo il rocchetto e il pacco lamellare originali, che avevano dimensioni fuori standard (probabilmente espresse in pollici).

Una volta completata la riparazione, l’apparecchio è tornato perfettamente funzionante. Dopo tante ore di lavoro, non resta che godersi la musica come un tempo.

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