Nel vasto mondo dell’alta fedeltà e degli amplificatori a valvole, certi progetti occupano un posto speciale grazie alla combinazione tra ingegneria vintage e sonorità raffinate. In particolare, gli amplificatori basati sulla valvola 300B sono apprezzati per la loro risposta timbrica dolce, la capacità di ricreare una scena sonora articolata e un “calore” che molti intenditori associano al vero ascolto hi-fi. Quando ci troviamo davanti a un apparecchio che monta stadi finali con 300B o simili, e magari un circuito che prevede retroazione negativa o scelte costruttive non banali, il suo intervento può richiedere mano esperta e occhio clinico. Nel presente caso la storia inizia così: Mi hanno portato questo amplificatore perché, a detta del proprietario, era diventato completamente muto:
Ecco alcune foto dell’interno:
Non vorrei dire, ma uno zoccolo non costa molto…

Le foto qui sotto, invece, mi fanno godere come pochi dettagli sanno fare…
Per chi non è avvezzo: il pirullo rosso è il morsetto del positivo dell’altoparlante, mentre quelle due resistenze con il condensatore che rientrano nel circuito portano il segnale di negative feedback. E scusatemi, ma GODO. Su quei giornaletti dove pubblicano progetti e schemi sono tutti a sbandierare lo zerofeedback come unica via del suono buono, per imboccare le masse bigotte adepte al credo diffuso dai guru, con il rischio di venire snobbati se si osa dire il contrario. Ma poi… eh… GODO. Come diceva il mio maestro G.M.: “Gli amplificatori digli che son fatti come loro credono vadano fatti, ma poi quando li fai… falli fatti bene”. Io non sono mai riuscito a essere falso e a non dire la verità delle cose. Però un 300B retroazionato… e non è un mio progetto… GODO. Il problema che resta sono tutti quelli che non la capiscono, che dicono di farli come si crede vadano fatti e poi li realizzano davvero così come la raccontano, insieme a tutti quelli che gli vanno dietro. E forse, Diego Nardi, dovrai perdonare anche tutti quelli a cui hai detto che l’amplificatore era “zerofeedback”… ma ti capisco: di fronte al pregiudizio, a volte si può solo annuire con un “sì, sì” e poi fare come si ritiene giusto, tanto non hanno comunque la capacità di capire se quel negative feedback c’è oppure no. Diego Nardi, sei il mio mito: ti perdono anche le valvole saldate senza zoccolo.
Comunque, dopo aver perso un pò di tempo a dissaldare i piedini delle valvole per misurarle e verificare che fossero in buona salute, e dopo aver sostituito due elettrolitici che si erano gonfiati, l’amplificatore è tornato a funzionare regolarmente.
L’amplificatore eroga circa 10 watt con uno smorzamento di 2,66. Qui sotto i soliti grafici di rito che conservo e pubblico per confronti futuri con apparecchi dello stesso tipo:
Spettro a 1 watt su carico resistivo.
Banda passante a 1 watt su carico resistivo
E su carico reattivo
Quadre a 100 Hz – 1 kHz – 10 kHz







ma quella scala li di fianco dipende dalla regolazione degli ingressi e del volume… cambia solo che cambio la regolazione la sensibilità delle sonde o dell’ingresso dal software etc…, io l’ho sempre ignorata, semplicemente quando acquisisce trascino per centrare la traccia e non i interessa, quello che conta sono i salti in DB dal centro, cmq per avere uno smorzamento di 2,6 non va nemmeno male
avendo letto gain per le y ho dedotto fosse il guadagno dell’ampli, che con carico resistivo guadagna 30db e con quello reattivo 50db, non capisco…
Dici la scala a sinistra del grafico? Il livello del segnale sul cartico reattivo sarà aumentato quindi avrò dovuto trascinare giù la curva per centrarla sullo schermo, sinceramente non ci ho fatto caso, capita cmq, la RDC del carico reattivo non è 8ohm, è un carico da 8ohm reattivi…
non è proprio un buco, in realtà la banda passante “vera” del trasformatore finisce li, crolla giù, quello che c’è dopo è una risonanza interna che ha il suo apice tra 40 e 50khz.
non mi ero mai accorto, ma tra prova su carico resistivo e reattivo ci sono 20db di guadagno in più nel secondo caso… sai come mai?
ma il buco di guadagno al pelo degli 11 khz a cosa può essere dovuto?
eh… ^_^’
La risposta in gamma alta mi sembra francamente scadente. Mi sa che la qualità dei trasfo non è all’altezza del “nome” del progettista. Però vuoi mettere? Ci sono i carta olio da 100€…