Il Graaf GM20 è uno di quegli amplificatori che, nel bene e nel male, non lasciano indifferenti. Parliamo di un OTL (Output TransformerLess) a valvole basato su 6C33, progettato per pilotare i diffusori senza trasformatore d’uscita e con un’impostazione tecnica molto particolare: quando è in ordine regala un suono grande, rapido e credibile, ma pretende manutenzione corretta e soprattutto componenti e valvole selezionati come si deve. In questo articolo raccolgo una revisione completa di un esemplare originale del 1996, arrivato funzionante ma con elettrolitici ormai fuori specifica, e aggiungo una guida pratica per regolare bias e offset in sicurezza, insieme ad alcune note sui guasti tipici che ho visto ricorrere più spesso su questo modello, inclusi problemi sugli ingressi bilanciati e l’annoso caso delle “induttanze” interne che possono causare ronzio apparentemente irrisolvibile.
L’obiettivo non è “modernizzare” il GM20 o snaturarlo, ma riportarlo alle condizioni corrette rispettando la filosofia originale del progetto. Su questi apparecchi la differenza la fa la manutenzione fatta con criterio: cambiare ciò che è davvero soggetto ad usura (elettrolitici, valvole se instabili), verificare tarature e cablaggi, e lasciare in pace i componenti di qualità che non hanno alcun motivo tecnico per essere sostituiti solo perché “vecchi”.
Questo GM20 mi è stato portato funzionante e in condizioni di originalità, mai nessun componente cambiato da quando era stato costruito nel 1996, con la richiesta di una revisione generale. Appena iniziata l’ispezione ho notato un aspetto piuttosto comune su macchine rimaste “ferme nel tempo”: praticamente tutti gli elettrolitici erano scesi di valore, sia quelli sulla scheda che i quattro grossi Kendeil. È un comportamento tipico, anche quando l’amplificatore “sembra andare”: la capacità cala, l’ESR sale, e il circuito inizia a lavorare fuori dalle condizioni previste, con ripple maggiore, maggiore stress sui componenti e tarature che diventano più sensibili.
Su un OTL come il GM20 questo tema è ancora più importante perché l’alimentazione e i punti di lavoro delle 6C33 influenzano direttamente offset in uscita, rumore residuo e stabilità complessiva. In pratica, prima ancora di parlare di valvole “capricciose”, conviene sempre assicurarsi che l’alimentazione stia facendo il suo dovere.
Ho quindi dovuto smontare l’intero PCB per la sostituzione. Non è un’operazione “da mezz’ora”, perché su questi apparecchi bisogna lavorare con attenzione, segnare i collegamenti, evitare di stressare cablaggi e connettori e, soprattutto, rimontare tutto in modo pulito: un GM20 non perdona lavori frettolosi, e molti problemi che poi vengono attribuiti a “misteriose oscillazioni” nascono in realtà da interventi precedenti eseguiti male.
Ne ho approfittato anche per pulirlo bene dalla polvere e dallo sporco accumulato in 25 anni. La pulizia non è “estetica”: polvere e sporcizia trattengono umidità, favoriscono correnti superficiali dove non dovrebbero esserci, e nel tempo possono creare contatti incerti, specialmente in presenza di calore. Nella foto si vedono i quattro condensatori che in assoluto avevano sofferto di più, segno evidente di quanto l’apparecchio avesse lavorato per anni con stress termico reale.
Ne approfitto ora per mettere in guardia i possessori dei GM20 da alcuni ciarlatani che vogliono “rinfrescare” tutto l’amplificatore, sostituendo non solo gli elettrolitici secchi, ma anche tutti i condensatori a film e le resistenze. Non fateglielo fare, sottraete loro l’apparecchio prima che ci mettano le mani.
Prima di tutto, il tipo di resistenze usate è di altissima qualità e, inoltre, Mariani sovente le selezionava. Una resistenza, se non palesemente bruciata e non di tipo a impasto di carbone (nel GM20 non ce ne sono ad impasto di carbone), non “degrada” col tempo per il solo fatto di essere vecchia. Se i valori sono corretti e non ci sono segni di stress, non c’è alcuna ragione tecnica per cambiarla “perché è vecchia”.
Stesso discorso per i condensatori ICEL in polipropilene: sono componenti di alta qualità, venivano selezionati uno per uno e, se non sono palesemente guasti (ad esempio in corto), non hanno motivo di essere sostituiti. E soprattutto non fatevi trascinare da chi dice “eh ma sono condensatori industriali, mettici Mundorf, Jensen o chissà cos’altro”. Gli ICEL selezionati da Mariani sono indistinguibili, sul piano funzionale, dai migliori “bottiglioni” in polipropilene che potete trovare nel mercato Hi-Fi. Sostituirli a caso significa solo introdurre variabili inutili, spesso peggiorando l’amplificatore.
Foto del PCB di una GM20 che ha subito l’inutile sostituzione di tutti i condensatori originali ICEL selezionati uno per uno manualmente da Mariani e perfettamente funzionanti, con condensatori Audyncap “quelli che c’erano nel cassetto”…
Finita la sostituzione dei condensatori e rimontata la scheda ho proceduto con il collaudo e la taratura del bias e dell’offset. Qui chiarisco anche una domanda frequente su questo apparecchio: no, non si può modificarlo per funzionare con bias automatico in modo sensato, senza stravolgere il progetto e introdurre complessità e punti di guasto ulteriori. Il GM20 nasce con regolazioni manuali e, se mantenuto bene, funziona correttamente così.
Un problema spesso lamentato dai possessori di GM20 è la necessità di ritarare di frequente bias e offset perché l’amplificatore inizia a ronzare. Una parte del problema è legata al fatto che, al tempo in cui fu progettato, sul mercato circolavano 6C33 di qualità di gran lunga superiore a quelle che si trovano attualmente. Mariani le selezionava in modo estremamente accurato: scartava quelle che non reggevano 1 kV di isolamento interno tra gli elettrodi e quelle che mostravano corti provvisori se “picchiate” con un martello in gomma (cosa che ho visto personalmente).
Oltre a questa prima selezione, decine di valvole venivano rodate su un grosso telaio dove rimanevano accese e alimentate per una settimana, e solo dopo venivano abbinate in coppia. Si dice che i GM20 con le valvole da lui selezionate arrivassero a 20 anni senza bisogno di cambio valvole o ritocchi dei trimmer, ed è plausibile: con una selezione così severa, la stabilità iniziale e la deriva nei primi periodi di vita sono molto più controllabili.
Con le 6C33 che si trovano attualmente purtroppo non è più possibile contare su quella stabilità. Anche le coppie vendute come “match” a volte restano abbinate meno di una settimana, poi diventa difficile riuscire a regolare l’offset perché le valvole variano parecchio proprio nel primo rodaggio, che finisce per avvenire dentro all’amplificatore. Per questo motivo ho pubblicato il progetto di un tester per 6C33 che possa aiutare i possessori di GM20 a ri-selezionare autonomamente le 6C33 in loro possesso, facendo un lavoro serio prima di montarle (o rimontarle) nell’amplificatore. Mediamente sarà necessario eseguire regolazioni e riabbinamenti delle valvole circa ogni 3 o 4 settimane.
Infatti è assolutamente sbagliato gettare via le coppie di 6C33 che non si abbinano più. Come detto, le 6C33 sono valvole che durante il rodaggio e la vita utile cambiano valori in modo marcato, ma questo non significa che siano guaste o esaurite. Dopo un certo periodo di assestamento tendono a stabilizzarsi di più. Il concetto pratico è: tenere da conto le valvole che non “matchano” più, accumularne un numero sufficiente e poi, con calma, cercare nuovi match tra quelle usate per formare nuove coppie più da rimontare nel GM20.
Sì, è seccante, ma chi vende 6C33 oggi spesso non le roda (o non le roda abbastanza a lungo) prima di selezionarle, e quindi il match tra due valvole nuove è destinato a svanire in poco tempo. Finora l’esperienza di coloro che hanno realizzato il mio tester per 6C33 è che le nuove coppie formate con valvole inizialmente scartate reggono mediamente più a lungo di quanto non facessero le coppie comprate nuove “già matchate”.
Come regolare il BIAS e l’OFFSET del GM20
Dichiarazione di non responsabilità: non aprire il tuo amplificatore a meno che tu non sappia cosa stai facendo! Gli amplificatori a valvole funzionano con tensioni letali che possono rimanere nell’amplificatore anche dopo averlo scollegato dalla rete. Se non sai come lavorare in sicurezza sul tuo amplificatore, non provarci. Chiedi ad un tecnico di aiutarti. Se tu muori o il tuo amplificatore si guasta, non ne sono responsabile. Clicca qui per approfondire.
Il GM-20 è un amplificatore dal suono bellissimo, ma è molto importante regolare bias e offset una volta ogni tanto, e sempre quando cambi le valvole. Può sembrare complicato le prime volte, ma con un minimo di pratica diventa una procedura semplice e ripetibile. Quando esegui le regolazioni lavorerai all’interno dell’amplificatore, quindi ti serviranno: una chiave a brugola per aprire il coperchio inferiore, un piccolo cacciavite piatto per i trimmer e un multimetro affidabile per leggere le tensioni.
Prima di iniziare: assicurati che l’amplificatore sia su un piano stabile, che i cavi non possano impigliarsi e che tu abbia spazio e luce sufficienti. Ricorda che in un OTL l’uscita è direttamente legata al circuito attivo, quindi evita qualunque operazione improvvisata o “di fretta”. Ribaldate l’amplificatore a pancia in sù e aprite il coperchio.
Procuratevi una coppia di resistenze da una decina di watt di valore compreso tra 22 e 33 ohm e collegatele ai morsetti degli altoparlanti, perché non è sicuro accendere un OTL senza carico. L’assenza di carico può portare a condizioni anomale, e in generale è una di quelle “cose da non fare” se si vuole evitare problemi inutili.
Accendete l’amplificatore e lasciatelo scaldare. All’interno troverete i test point sui quali leggere la tensione del bias. Su altre guide dicono che è molto scomodo tenere fermi i puntali del tester mentre si cerca di regolare il trimmer. Io aggiungo che è anche rischioso perché i puntali potrebbero scapparvi.
Ma c’è una buona notizia: chi ha scritto altre guide sulla taratura del GM20 spesso non si è accorto che i due punti del test point fanno capo ad una resistenza posta ad appena un centimetro da essi. Questa resistenza è grossa ed è rialzata appositamente dal PCB, quindi ignorate i test point, procuratevi due cavi per il tester terminati a coccodrillo e agganciateli direttamente alla resistenza. In questo modo avete le mani libere, riducete il rischio di scivolamenti e rendete la misura molto più stabile.
Col tester nella scala dei 200 mV dovrete regolare il trimmer “BIAS” fino a leggere 30 mV. Poi dovrete collegarvi sui morsetti degli altoparlanti, ai capi della resistenza che avete collegato come zavorra, e regolare il trimmer “OFFSET” fino a leggere un valore prossimo a zero. Fate la stessa cosa per entrambi i canali.
Lasciate l’amplificatore acceso mezz’ora o 40 minuti, perché le 6C33 ci mettono davvero molto ad andare completamente in temperatura, e ricontrollate ogni tanto ritoccando i valori con calma. La regola pratica è semplice: niente regolazioni “al volo” appena acceso, perché inseguirete valori che cambiano continuamente e vi sembrerà impossibile farlo stare fermo.
Problemi ronzio o suono basso sugli ingressi bilanciati
Un difetto che ho osservato spesso sul GM sono gli ingressi bilanciati con problemi di funzionamento quali suono basso, suono basso solo su un canale, ronzio, un canale muto e via discorrendo. Più spesso su apparecchi che avevano già subito riparazioni o manomissioni, il video sotto è esplicativo:
Spiegazione: purtroppo un errore progettuale del GM20 risiede nel fatto che la scheda PCB praticamente entra al pelo nel suo cabinet. In alcuni esemplari, per via delle tolleranze, non passa proprio anche se di poco. Per inserirla ed estrarla è quasi sempre necessario l’uso della forza, forza che si va a scaricare addosso ai connettori XLR in quanto è proprio per loro che la scheda non entra agilmente.
Per questo motivo spesso gli apparecchi che subiscono riparazioni o “smanettamenti” ad un certo punto vanno incontro a guasti dei connettori stessi, che poi vanno sostituiti. È un caso classico in cui il guasto non nasce “da solo”, ma viene favorito da smontaggi ripetuti e da operazioni meccaniche inevitabilmente aggressive su una zona già critica per progetto.
Problema di ronzio irrisolvibile sul GM20
A volte alcuni GM20 iniziano a soffrire di un problema di ronzio persistente su un canale (o su entrambi) che sembra non risolversi cambiando le valvole o ritarando bias e offset. In questo caso il guasto è da attribuirsi alle due “induttanze” che potete vedere in foto.
Ho virgolettato “induttanze” perché non sono induttanze. So come sono fatte dentro, ma non possedendo lo schema dell’apparecchio mi è oscuro il principio di funzionamento preciso di questi due oggetti. Fatto sta però che è apparso evidente che, a volte, uno degli avvolgimenti interni si interrompe e quando avviene inizia a presentarsi ronzio in altoparlante nel canale con il guasto o, in alcuni casi, su entrambi i canali.
Anche qui i riparatori si sbizzarriscono con diagnosi fantasiose e “cure” creative. Il punto è che, se i sintomi sono coerenti e tutto il resto è già stato verificato, queste unità vanno considerate tra i primi sospettati, non tra gli ultimi.
Da esperienze di utenti è emerso anche che di solito, quando si guasta la prima, entro breve si guasta anche la seconda. Ho provveduto già alcuni anni fa a realizzare il clone di queste induttanze partendo da un’originale, consultare questa pagina per maggiori informazioni.
Se state inseguendo un ronzio “che non ne vuole sapere” e avete già escluso valvole, tarature, alimentazioni e contatti, questa è una delle poche strade che vale davvero la pena controllare, perché il sintomo è subdolo e tende a far perdere tempo a chi non ha già visto il problema dal vivo.














Ho dato in riparazione il mio GM20 perché non era funzionante un canale. Stefano me lo ha riparato perfettamente con la sua solita maestria e competenza. Credo che in Italia non esista nessun’altro che possa riparare gli ampli Graaf come sa fare Stefano!! Come sempre, consigliatissimo.
I received the 4071 chokes for my Graaf GM20, fast and in perfect packing condition. The product is constructed absolutely professional, like the original and it worked perfectly. Stefano gave me also whatever advice I asked for. Thanks Stefano!!!
Grazie per l’intervento sul mio GM20 con XLR guasta. Ora tutto funziona benissimo e finalmente posso avere una catena tutta bilanciata! Come al solito hai fatto uno dei tuoi piccoli miracoli!