Graaf GM50B: riparazione, restauro completo e valvole corrette

Il Graaf GM50B è un amplificatore integrato a valvole nato all’inizio degli anni 2000, un progetto italiano di alto livello. Si distingue per una architettura completamente bilanciata e, nel corso degli anni, si è guadagnato una ottima reputazione tra gli appassionati. Attorno a questo apparecchio, però, continuano a circolare molte informazioni errate, soprattutto riguardo alle valvole finali da utilizzare.

Molti appassionati montano KT88 o 6550 come se fossero equivalenti. In realtà il Graaf GM50B le fa lavorare oltre i limiti previsti per queste valvole. La placca, cioè l’anodo, arriva infatti a dissipare fino a 50 watt, mentre KT88 e 6550 sono progettate per un massimo di circa 35 watt. Questo porta al fenomeno noto come redplate, cioè quando la placca della valvola diventa visibilmente rossa per eccesso di calore. Attenzione però a non confonderlo con il normale bagliore interno del catodo. Se diventa rossa la placca, significa che la valvola sta lavorando oltre i suoi limiti e rischia danni irreversibili. Per questo motivo, sul GM50B la valvola corretta da montare è la KT90, che è in grado di sopportare senza problemi questo tipo di funzionamento.

Recentemente mi è stato affidato un GM50B in funzione da circa vent’anni, per un controllo generale delle valvole e dei condensatori elettrolitici. In questo amplificatore erano installate delle 6550, ormai a fine vita. Dopo una verifica accurata ho trovato tutte le valvole di segnale in buono stato, tranne una ECC88 che risultava consumata, mentre le 6550 erano completamente esaurite. Ho quindi sostituito tutti i condensatori elettrolitici da 150 µF, che presentavano una ESR molto elevata e compromettevano la corretta alimentazione delle sezioni di potenza.

Sulla sezione d’ingresso ho montato una coppia di E88CC Siemens gold pin selezionate, mentre per le finali ho installato un quartetto nuovo di KT90, ripristinando così il corretto funzionamento dell’amplificatore.

Per mancanza di tempo non ho potuto eseguire le consuete misure strumentali complete, ma l’apparecchio è tornato a suonare perfettamente.

Trasporto disastroso, imballaggio sbagliato e restauro completo del Graaf GM50B

Mi ha contattato un cliente che aveva acquistato online un Graaf GM50B usato. Purtroppo l’apparecchio è arrivato con danni pesanti da trasporto, ma in casi come questo bisogna essere onesti e dire le cose come stanno: dare automaticamente la colpa al corriere è troppo facile. Molto spesso il vero problema parte prima, cioè da un imballaggio fatto male.

In questo caso il venditore aveva imballato l’amplificatore in modo del tutto inadeguato, con troppo poco materiale di protezione tra l’apparecchio e la scatola, e soprattutto senza fissarlo su bancale. Il risultato è stato prevedibile. Durante il trasporto il GM50B ha subito urti violenti che hanno deformato il telaio nell’angolo posteriore, piegato il coperchio superiore e persino storto i morsetti degli altoparlanti. All’interno, i trasformatori, per inerzia e per i colpi subiti, hanno letteralmente strappato e deformato le loro sedi di fissaggio, arrivando a piegare sia il telaio sia le calotte stesse.

È bene ribadirlo con chiarezza, perché su queste cose si continua a vedere troppa leggerezza. Un amplificatore del genere non si spedisce come fosse un tostapane. Le scatole devono essere abbondantemente più grandi dell’oggetto contenuto e riempite con una quantità adeguata di materiale protettivo, non con due pezzetti di cartone buttati lì tanto per dormire tranquilli. E quando dentro ci sono trasformatori pesanti, il collo deve essere obbligatoriamente fissato su bancale con regge. Senza bancale, nei centri di smistamento i pacchi vengono movimentati a mano, scaraventati, ribaltati, lasciati cadere anche da altezze importanti. Con un bancale, invece, vengono spostati coi muletti e la movimentazione è decisamente più corretta. Se si spedisce senza bancale un apparecchio pieno di ferri pesanti imbullonati ad una lamiera, poi non ci si può stupire se all’arrivo il telaio è piegato e i trasformatori hanno sfondato tutto quello che avevano intorno.

Preso in consegna l’amplificatore, sono riuscito per fortuna a reperire nel vecchio laboratorio di Mariani un fondo e un coperchio di ricambio. È stata una vera fortuna, perché i ricambi originali Graaf ormai sono in esaurimento. Quei pochi pezzi rimasti non dureranno per sempre, e una volta finiti non ce ne saranno più per nessuno. Questo è un aspetto che chi compra certi apparecchi dovrebbe tenere bene a mente, perché oggi recuperare un componente meccanico originale non è più affatto scontato.

Ho iniziato il lavoro smontando completamente l’amplificatore, ma qui è saltato fuori anche un altro problema, di quelli che fanno venir voglia di appendere certi “geni” dell’hi-fi al muro per esposizione. Il precedente proprietario, evidentemente convinto di essere un luminare della manutenzione elettronica, aveva pensato bene di “pulire” i contatti degli zoccoli delle valvole non usando un pulitore per contatti, cosa già troppo difficile forse, ma spruzzando lubrificante su buona parte della scheda. Il solito capolavoro del tecnico della domenica. Olio e lubrificante sulle schede elettroniche, che è più o meno come lavare un piatto con il miele sperando che venga pulito.

Quel lubrificante, col passare degli anni, ha raccolto polvere e sporco, poi si è seccato, trasformando l’interno dell’amplificatore nel classico schifo unto, appiccicoso e sporco che fa perdere ore solo per essere riportato ad una condizione decente. Ho dovuto lavare accuratamente la scheda con sgrassatore per eliminare ogni residuo, soprattutto nelle zone degli zoccoli, dove col tempo si sarebbero potute formare morchie bruciate e conduttive.

E purtroppo non è nemmeno la prima volta che mi capita una porcheria del genere: ho già visto lo stesso scempio su un Graaf GM5050 e anche su un Conrad Johnson. Ovviamente, anche dopo avere sgrassato tutto, nei punti non raggiungibili con il pennello erano ancora presenti incrostazioni di sporco e polvere amalgamata, che ho dovuto rimuovere con molta pazienza, lavorando dove possibile un po’ alla volta.

Quindi lo ribadisco chiaramente: non usate oli, spray lubrificanti o porcherie simili sulle schede elettroniche, per nessun motivo. Se dovete trattare i contatti, esistono i prodotti giusti. Il resto è solo sporcizia che invecchia male e può creare altri problemi.

Dopo la pulizia completa ho raddrizzato le linguette di fissaggio dei trasformatori, ho raddrizzato e ripulito il telaio principale da tutto l’unto accumulato, e ho dovuto ripristinare tutti i rivetti filettati nei fori di fissaggio. Quelli che i colpi del trasporto non avevano già strappato del tutto erano comunque lì lì per cedere. Ho poi sostituito tutti i condensatori elettrolitici, perché quelli presenti avevano ormai capacità bassa e non erano più in condizioni accettabili, e infine ho rimontato tutto utilizzando i ricambi di telaio recuperati.

A quel punto ho controllato anche tutto il set di valvole in dotazione. Per fortuna, a parte una coppia di ECC88, il resto era ancora recuperabile. E qui un altro piccolo capolavoro di pressapochismo: le due ECC88, che avrebbero dovuto essere una coppia, in realtà erano due valvole diverse tra loro. Anche questo la dice lunga sul livello di certe “manutenzioni” fatte tanto per dire di averci messo mano. Sostituite quelle fuori posto, ho acceso l’amplificatore e l’ho lasciato lavorare per un burn test di un intero pomeriggio.

Alla fine il GM50B è stato rimesso a nuovo. Va però detto una cosa importante: anche se il trasporto non avesse causato tutti quei danni meccanici, il cliente avrebbe comunque ricevuto un apparecchio con diversi problemi da risolvere. C’erano i condensatori da cambiare, la scheda imbrattata di unto, una coppia di valvole che non erano equivalenti ECC88 messa insieme senza alcun criterio e, in generale, tutti i segni del solito lavoro fatto con superficialità. È proprio questo pressapochismo che non sopporto, così come non sopporto la mania di certi fenomeni di spruzzare oli e lubrificanti sulle schede come se fossero cerniere arrugginite. Su apparecchi di questo livello non si improvvisa. E infatti, quando si improvvisa, i risultati poi arrivano puntuali sul banco, sporchi, storti e da rifare da zero e centinaia di euro da spendere.

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ippoliti Fabrizio
ippoliti Fabrizio
23 giorni fa

Ottimo lavoro purtroppo non ti posso mettere mi piace su facebook perché mi anno bloccato ??