Hashimoto KT88 UL PushPull – Versione con raddrizzamento a diodi

Nel precedente articolo ho presentato il caso dell’ Hashimoto KT88 UL Push Pull costruito da Fabrizio, problemi del circuito e relative risoluzioni, in questo articolo invece presento una variante che mi è stata richiesta dello stesso circuito ma senza valvola raddrizzatrice, la differenza rispetto l’altro circuito è la sezione di alimentazione anodica che utilizza diodi al silicio, il trasformatore di alimentazione differisce nella tensione del relativo secondario, i condensatori di livellamento sono più generosi e l’induttanza è un modello con resistenza DC più bassa, in questo modo si ottiene un’alimentazione più stabile che ha un’erogazione di corrente maggiore verso il circuito, questo si tramuta essenzialmente in una maggiore fermezza dei bassi e minori distorsioni dovute all’ondeggiamento della tensione anodica.

Ecco lo schema premium

Questo della foto è il set di trasformatori che riceverete per realizzare questo progetto, il costo compresa spedizione è di €710,00

Pisa 19.04.2021

Ciao Stefano, ho fatto questa breve recensione, e al di là di quello che ho scritto Ti dico che sono molto soddisfatto di quanto realizzato, anche grazie alla Tua consulenza e disponibilità. Dopo 40 anni circa che non prendevo un saldatore in mano, mi sono deciso ad affrontare la realizzazione di un amplificatore valvolare con KT88; perché queste valvole? ho visto in rete alcuni impianti auto-costruiti e oltre all’aspetto tecnico mi è piaciuto l’aspetto estetico. Le mie conoscenze di elettronica si limitano al periodo scolastico e poco più, non suffragate da studi specifici ma solo passione per l’elettronica (di fatto sono un elettrotecnico). A parte alcuni impianti auto-costruiti in gioventù e tutti allo stato solido, mi dilettavo solo alla riparazione di apparecchi valvolari di amici e parenti.

Oggi ascolto musica con impianti discreti e ben suonanti, anche se quando li ho acquistati volevo un impianto valvolare che aimè avevano prezzi piuttosto alti, e chi mi ha seguito nell’acquisto non li consigliava. La voglia però di avere un impianto valvolare era forte per cui mi sono deciso di costruirmelo. Il primo problema è stato quello di trovare uno schema attendibile è i relativi trasformatori, altrimenti non si và da nessuna parte; in rete si trova di tutto e il contrario di tutto.

Dopo una ricerca approfondita ho trovato quello che volevo negli articoli sul sito SB-LAB, molto dettagliati e suffragati da conoscenza tecnica e non solo sensazioni di ascolto dovute alla buona pratica. Dopo vari contatti mi sono deciso ad acquistare i trasformatori proposti dalla SB-LAB e la fornitura del relativo schema. Durante le fasi costruttive ho trovato la disponibilità da parte di Stefano Bianchini per soluzioni e consigli, indispensabili prima affrontare la realizzazione.

Di fatto oggi ho completato la realizzazione di un dual-mono con KT88, acceso e funzionante alla prima, nessun rumore di alternata anche al massimo del volume e nessuna interferenza. Fatte le dovute tarature e verifica delle tensioni (tutto regolare), l’ho messo in prova al posto dell’attuale impianto che utilizzo per ascoltare la musica.

Dopo alcuni giorni e circa 20 ore di funzionamento senza alcun problema, la soddisfazione di ascolto è piena e meno impegnativa rispetto all’altro impianto, mi piace molto e non solo a me ma anche a mia moglie o a chi altro l’abbia fatto sentire (molto probabilmente sostituirà il mio primo impianto). Non ho fatto prove strumentali poiché non ho il necessario, ma prima o poi mi le farò.

Allego delle foto di quanto realizzato, certo da un punto di vista estetico si può fare di meglio ma a me piace la sobrietà e la funzionalità senza troppi inutili fronzoli. Il cablaggio? Ho cercato di fare del mio meglio, soprattutto sulla distribuzione delle masse, realizzate comunque con collegamento a stella e collegate al telaio in un solo punto (nessun rumore di alternata).

Posso chiudere affermando che lo schema proposto da Stefano, abbinato ai trasformatori forniti, è più che ottimo e ben funzionante. Saluti Roberto Carmassi

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Luxman CL32 – Revisione Approfondita di un Preamplificatore Storico

Il Luxman CL32 è uno dei preamplificatori valvolari più apprezzati della produzione giapponese anni 70, noto per il suo stadio phono RIAA di alta qualità, per la timbrica raffinata e per una costruzione complessivamente robusta, anche se spesso indebolita dagli anni e da interventi precedenti poco accurati.

In questo articolo mostro la revisione completa di un CL32 arrivato in condizioni incerte, spiegando quali problemi comuni affliggono questi apparecchi vintage, cosa verificare prima di rimetterli in funzione e come ripristinare prestazioni e affidabilità. È un riferimento utile per chi possiede un CL32 e desidera riportarlo allo stato originale senza comprometterne il valore storico.

Questo Luxman CL32 è arrivato in laboratorio per una revisione, ma sin dal primo sguardo era evidente che le condizioni non erano chiare. Esternamente sembrava in ordine, ma alcuni segni lasciavano intuire interventi precedenti non esattamente professionali. Come accade spesso con apparecchi di questa età, ogni esemplare racconta la propria storia, fatta di modifiche, tentativi di riparazione o componenti sostituiti senza criterio.

Una volta aperto il preamplificatore, ho trovato una situazione mista: una valvola ECC83 era stata sostituita con un modello equivalente ma non di grande qualità e, soprattutto, diversi elettrolitici originali erano stati rimpiazzati con componenti economici e non adeguati a un apparecchio di questo livello. Chiunque conosca il CL32 sa che la sua musicalità dipende in buona parte dal corretto funzionamento dello stadio RIAA e dei suoi condensatori: usare componenti scadenti può compromettere il rumore di fondo, la stabilità e la coerenza timbrica.

Il circuito stampato originale presentava inoltre una crepa nella zona centrale, probabilmente causata da un urto o da un precedente tentativo di riparazione. Un PCB fessurato può portare a falsi contatti, disturbi intermittenti e rumori che diventano sempre più difficili da diagnosticare col tempo, quindi ho deciso di sostituirlo completamente con un ricambio compatibile.

Una volta completata la sostituzione dei condensatori e del PCB, il preamplificatore è stato sottoposto a una verifica strumentale completa. Non ho acquisito tutti i grafici, ma ho testato accuratamente lo stadio RIAA, che nei Luxman dell’epoca è particolarmente sensibile e richiede componenti con tolleranze molto strette per mantenere la curva entro i limiti previsti. La risposta in frequenza del canale sinistro appariva corretta e stabile, confermando che il restauro aveva riportato lo stadio phono alle sue prestazioni originali.

In conclusione, questo Luxman CL32 aveva diversi problemi tipici degli apparecchi vintage: valvole non adeguate, condensatori scadenti e un PCB danneggiato. Dopo la sostituzione dei componenti critici e i dovuti controlli strumentali, il preamplificatore è tornato pienamente operativo, silenzioso e con una risposta RIAA fedele al progetto originale. Un intervento che non solo ne ripristina il valore tecnico, ma garantisce anche che possa continuare a funzionare per molti anni senza rischi.

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Luxman MQ80 – Revisione, Taratura del Bias e Test di Laboratorio

Il Luxman MQ80 è uno dei finali valvolari giapponesi più ricercati dagli appassionati, noto per la timbrica elegante e per la costruzione impeccabile tipica del marchio. In questo articolo presento una revisione completa di un esemplare arrivato in laboratorio apparentemente funzionante, mostrando quali controlli conviene effettuare su questi apparecchi vintage, quali componenti tendono a richiedere attenzione e quali risultati strumentali si possono ottenere dopo una calibrazione eseguita correttamente. È un riferimento utile per chi possiede un MQ80 e desidera mantenerlo efficiente, stabile e fedele alle sue prestazioni originali.

Il Luxman MQ80 mi è stato consegnato come perfettamente funzionante per una semplice revisione ordinaria. Come spesso accade con gli apparecchi d’epoca, una verifica approfondita ha permesso di individuare piccoli problemi non immediatamente evidenti: in particolare una EF86 stanca, che mostrava rumori intermittenti e microfonicità. La sostituzione della valvola ha restituito al canale la sensibilità corretta e un livello di rumore decisamente più basso.

Successivamente ho eseguito la regolazione del BIAS delle valvole finali e il bilanciamento del driver, operazione fondamentale su amplificatori come questo che utilizzano push-pull ad alta controreazione. Molti MQ80 che arrivano in laboratorio presentano correnti di riposo completamente sballate a causa dell’età dei componenti o di precedenti regolazioni improvvisate, e questo può causare distorsioni elevate, surriscaldamento e instabilità. In questo caso, fortunatamente, il circuito era in buone condizioni e dopo pochi minuti di intervento l’amplificatore è tornato pienamente nei parametri.

Per completezza documentale e a scopo divulgativo pubblico i grafici strumentali di base: distorsione a 1 watt, risposta in frequenza su carico resistivo e comportamento su carico reattivo. Nonostante si tratti di un intervento minimo, le prestazioni ottenute sono perfettamente in linea con ciò che ci si aspetta da un MQ80 ben tenuto: bassa THD, banda ampia e stabilità impeccabile anche sotto stress.

In conclusione, questo MQ80 aveva solo bisogno di una piccola manutenzione per tornare a offrire le sue prestazioni tipiche: un suono morbido, molto lineare e con la classica raffinatezza dei progetti Luxman dell’epoca. È un apparecchio che, se mantenuto correttamente, può funzionare ancora per decenni senza problemi.

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3 Responses to Luxman MQ80 – Revisione, Taratura del Bias e Test di Laboratorio

  • quindi qui niente staccare i diffusori con ampli in funzione…

  • non mi sono messo a fare l’ingegneria inversa, ma usa le 6336 che genererebbero abbastanza smorzamento anche senza NFB, le fanno andare in configurazione unity coupled e c’è pure controreazione a anello, quindi uno squinterno tipico disegno luxman di un valvolare anni 80. L’analisi di spettro cmq non è bella per un’apparecchio con così tanta controreazione sono arrivati al punto in cui la distorsione ricomincia ad aumentare.

  • quanti db di controreazione ha?

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