L’Unison Research Simply Two Anniversary è un integrato valvolare single ended molto conosciuto tra gli appassionati di ascolti “pochi Watt ma buoni”, basato su EL34 e pensato per privilegiare semplicità circuitale, armoniche gradevoli e un’impostazione sonora tipicamente valvolare. In apparecchi di questo tipo la componentistica lavora spesso vicino a condizioni reali impegnative, soprattutto quando le valvole invecchiano e i parametri iniziano a spostarsi rispetto al nominale. Proprio per questo, oltre alla riparazione in senso stretto, in laboratorio ha senso fare anche una verifica ragionata dei punti critici, applicando piccole correzioni conservative che aumentano l’affidabilità senza snaturare il progetto e senza alterare in modo percepibile il risultato d’ascolto.
In questo intervento descrivo un caso tipico: un Simply Two Anniversary arrivato con rumori tipo “botti” su un canale, seguiti dalla perdita completa del segnale. La causa principale è stata individuata nel gruppo di polarizzazione catodica e nel comportamento di una EL34 ormai a fine vita. Chi ripara valvolari lo sa bene: quando una finale è molto usurata, o semplicemente non è più stabile, può verificarsi una deriva di polarizzazione che porta la valvola ad assorbire corrente in modo anomalo, fino a stressare pesantemente i componenti di contorno. L’obiettivo dell’articolo è mostrare cosa ho trovato, perché il guasto “ha una sua logica” dal punto di vista progettuale, e quali accorgimenti minimi adotto per ridurre drasticamente la probabilità che il problema si ripresenti con EL34 invecchiate.
Questo Unison Simply Two Anniversary mi è stato portato perché, ad un certo punto, mentre stava funzionando regolarmente, ha iniziato a produrre dei “botti” su un canale. Dopo alcuni episodi il canale è diventato muto del tutto. In casi simili conviene procedere con metodo: prima una verifica rapida dei carichi e dei collegamenti (connettori, cablaggi, altoparlanti, eventuali ossidazioni), poi misure di base sulle valvole e sulle tensioni principali, per capire se il guasto è confinato allo stadio finale o se coinvolge anche la sezione driver/alimentazione.
La prima anomalia è emersa misurando le finali: una delle due EL34 risultava completamente esaurita. “Esaurita” non significa solo “ha meno emissione”, ma spesso significa anche che non mantiene più un comportamento prevedibile sotto tensione e temperatura, con il rischio di instabilità di corrente e di polarizzazione. A quel punto l’apertura dell’apparecchio e l’ispezione visiva hanno confermato che qualcosa nello stadio finale aveva lavorato in condizioni decisamente oltre il normale. Quando ho aperto l’apparecchio ho trovato la resistenza di catodo in queste condizioni:
La resistenza di catodo in un single ended svolge un ruolo fondamentale: imposta la polarizzazione “automatica” della finale (catodo bias) e dissipa una potenza non trascurabile. Se, per qualsiasi motivo, la corrente anodica della EL34 aumenta oltre il previsto, quella resistenza è uno dei primi componenti a finire sotto stress termico, fino al guasto. In questo caso la resistenza era chiaramente danneggiata, segno di una corrente di lavoro anomala protratta abbastanza a lungo.
Come succede anche sugli S2 ogni tanto, quando le valvole sono vecchie, può verificarsi una deriva di polarizzazione che porta lo stadio finale ad assorbire corrente in modo “distruttivo”. È importante dirlo in modo chiaro: non è una “colpa” di qualcuno né un pretesto per puntare il dito, è un comportamento possibile in un circuito in self bias quando la finale non è più stabile. Il fatto che il progetto preveda un condensatore di bypass catodico da 400 volt è un indizio interessante: quel componente si trova in parallelo alla resistenza e deve sopravvivere anche a condizioni anomale. Se la resistenza si interrompe, il catodo può trovarsi a potenziali inattesi e un condensatore sottodimensionato potrebbe cedere in modo spettacolare. In altre parole, la scelta del rating elevato è coerente con l’idea di rendere il guasto “gestibile” e non catastrofico per i componenti immediatamente vicini.
Un dettaglio importante emerso dall’analisi è questo: la finale probabilmente non era già “morta” all’istante del guasto, ma si è rovinata come conseguenza della condizione anomala. Quando la polarizzazione deraglia e la valvola viene spinta ad erogare una corrente elevatissima, la dissipazione interna sale, le temperature aumentano e il decadimento accelera. È il classico scenario in cui una EL34 ormai al limite passa da “ancora suona” a “ormai è finita” nel giro di poco, trascinandosi dietro la resistenza di catodo.
Dopo aver sostituito la resistenza guasta, oltre al ripristino ho applicato una modifica preventiva basata sull’esperienza accumulata negli anni su finali EL34, soprattutto quando iniziano ad invecchiare. In pratica ho verificato e corretto il valore della resistenza di ancoraggio della griglia controllo (grid leak), limitandolo ad un massimo di 220kohm. Ho osservato nel tempo che mantenere questo valore entro 220kohm riduce in modo molto significativo la tendenza alla deriva del punto di lavoro e ai fenomeni anomali che possono comparire con valvole usurate, evitando di fatto la catena di eventi che porta all’aumento incontrollato di corrente e allo stress della resistenza di catodo. Per questo motivo, in questo esemplare ho modificato quel valore portandolo entro questa soglia. È un intervento minimale e non invasivo, non altera la filosofia del circuito e, nella pratica, non comporta variazioni udibili del suono, ma aumenta la robustezza operativa nelle condizioni reali d’uso, cioè anche quando le EL34 non sono più “da scatola nuova”.
Questo concetto è lo stesso che applico anche in altri interventi simili: piccole correzioni di affidabilità, mirate e motivate, che non stravolgono nulla ma riducono parecchio la probabilità che un guasto si ripresenti. In sostanza, l’amplificatore deve continuare a suonare come un Simply Two, non diventare “un altro progetto”, però deve anche avere margine di sicurezza quando le valvole, inevitabilmente, invecchiano.
Ho sostituito la resistenza guasta e, come anche sull’S2, ho modificato il valore di altre 2 piccole resistenze nel circuito che per esperienza aiutano ad evitare che la cosa risucceda anche con valvole invecchiate. Anche qui vale la stessa logica: interventi piccoli, reversibili, e pensati per aumentare l’affidabilità, non per “ritarare il suono”.
A valle della riparazione ho eseguito i controlli funzionali standard: verifica delle tensioni principali, controllo del punto di lavoro a caldo, assenza di rumori anomali, stabilità nel tempo e risposta regolare su carico fittizio. Ho installato 2 EL34 nuove e l’amplificatore è tornato a funzionare correttamente su entrambi i canali.
Per quanto riguarda la potenza, il comportamento è coerente con un single ended basato su EL34: il circuito arriva tipicamente ad una potenza “pulita” dell’ordine di 6/7 watt, prima che si inizi a vedere l’evidenza del taglio delle semionde. Se si insiste oltre, la potenza può salire anche verso 12 watt e in certi casi si può leggere anche qualcosa di più a strumento, ma si tratta di una condizione di saturazione, non di erogazione lineare. Non è un difetto, è la natura di questa topologia e del compromesso single ended: pochi watt, ma erogati con un andamento armonico e una tessitura che molti appassionati ricercano proprio per l’ascolto in ambienti domestici, con diffusori adeguati.
Di seguito riporto alcune schermate di misura indicative, utili più che altro per documentare che l’apparecchio è rientrato in piena funzionalità e per dare un riferimento oggettivo dopo l’intervento. Come sempre, questi grafici vanno letti nel loro contesto: descrivono un comportamento su carico e in condizioni di test, non “spiegano” da soli la piacevolezza di ascolto, ma sono fondamentali per verificare che tutto sia stabile e coerente.
THD 1watt
Lo spettro a 1 watt è utile per verificare che non ci siano componenti spurie, ronzio anomalo o “stranezze” che facciano pensare a instabilità, oscillazioni o problemi di alimentazione. In particolare, dopo un guasto legato a deriva di polarizzazione, è importante confermare che lo stadio finale lavori in modo regolare e che non ci siano comportamenti intermittenti che potrebbero ripresentarsi a caldo.
Sinusoide 1khz a 3 watt
La sinusoide a 1 kHz a 3 watt mostra la forma d’onda in una condizione di lavoro già significativa ma ancora tipicamente in area lineare per questo tipo di circuito. È un controllo semplice ma molto rivelatore: eventuali asimmetrie, deformazioni premature o instabilità “a pacchetti” spesso saltano fuori subito qui, soprattutto se c’è qualche problema residuo di valvola o di componentistica collegata alla griglia e alla polarizzazione.
Banda passante a 1 watt
La misura di banda passante a 1 watt su carico resistivo serve a verificare che il trasformatore d’uscita e l’insieme stadio finale non presentino anomalie dopo l’intervento. In un single ended il trasformatore è un elemento centrale, e qualsiasi condizione di sovracorrente importante può, nei casi peggiori, stressarlo termicamente. Qui l’obiettivo è confermare che la risposta rimanga regolare e prevedibile, senza gobbe, crolli anticipati o comportamenti strani alle estremità di banda.
In conclusione, l’intervento su questo Simply Two Anniversary è stato un classico esempio di riparazione più “messa in sicurezza”: sostituzione della componente guasta, sostituzione delle EL34, controlli strumentali, e applicazione di una modifica minima ma efficace, basata sull’esperienza, per ridurre la probabilità di una deriva di polarizzazione in presenza di valvole invecchiate. Se c’è una morale pratica, è questa: in apparecchi SE con EL34, una manutenzione ragionata delle valvole e piccoli accorgimenti sui valori critici, come il contenimento della resistenza di ancoraggio della griglia controllo entro 220kohm, possono fare la differenza tra un amplificatore che “ogni tanto fa scherzi” e un amplificatore che resta stabile e affidabile nel tempo.






Sono il proprietario dell’amplificatore. Sono decisamente soddisfatto dell’intervento eseguito.
Devo dire che pilotando delle heresy II, non mi costringe ad aumentare il volume oltre la soglia delle distorsioni..
Ottimo lavoro e esaurienti spiegazioni ottenute al ritiro dell’amplificatore.
Francesco