Con il caldo di fine luglio e inizio agosto ho trovato il tempo per sviluppare qualcosa di nuovo. Da tempo volevo lavorare su trasformatori interstadio e di linea, anche perché qualche anno fa ebbi una pessima esperienza con un trasformatore commerciale blasonato e costosissimo: sulla carta prometteva miracoli, ma al banco, abbinato alla sua valvolina, si è rivelato disastroso, con un imbarazzante –1 dB già a 9 kHz…
Un risultato inaccettabile, soprattutto dopo aver speso 300 € per una coppia di pezzi di ferro inadatti persino come fermaporte, e aver dovuto discutere a lungo con il venditore per restituirli e ottenere il rimborso: non rispettavano neppure i dati del loro stesso datasheet.
Così, lo scorso weekend mi sono messo al lavoro: calcoli e simulazioni fino alle quattro di notte, e due giorni dopo ero già alla bobinatrice a realizzare il primo prototipo, curioso di verificare se la teoria reggeva alla pratica.
Il prototipo ha superato le misure senza problemi. Niente nuclei a doppia C, materiali esotici o “trappole anti-capacità” da marketing: solo un trasformatore ben progettato, con un classico nucleo a lamierini EI di piccola dimensione, che potrò offrire a un prezzo accessibile—circa un decimo rispetto a certi prodotti hi-end.
Ecco le caratteristiche principali. È pensato per lavorare con una ECC88 in configurazione push-pull a 5 mA per ramo, ma funziona anche con valvole aventi una Ri intorno a 2,6 k?. L’impedenza primaria è di ben 60 k?; il secondario è multi-impedenza con uscite a 32/64/128/256 ohm.
Questi valori non sono casuali: con una primaria così alta si può collegare, ad esempio, una cuffia da 50 ohm all’uscita da 64 ohm, o carichi da 120/130 ohm alla presa da 128 ohm, e da 250/300 ohm su quella da 256 ohm, senza temere disadattamenti. La risposta in frequenza è 20 Hz–22 kHz (–1 dB) con carico da 250 ohm, senza alcuna controreazione, a 100 mW di potenza.
L’induttanza primaria, misurata a 100 Hz, conferma le previsioni: circa 48 henry, un valore notevole per un trasformatore di queste dimensioni.
Questo è il semplice circuito di test utilizzato:
È un push-pull “parafase” molto elementare, probabilmente non ottimale alle basse frequenze, ma l’ascolto in cuffia monofonica—collegando i due canali delle mie DT880 Pro all’uscita da 128 ohm—è stato sorprendentemente buono. Nota: con due trasformatori, due ECC88/6DJ8 e questo semplice schema, si ottiene già un amplificatore per cuffie completo; basta aggiungere un’alimentazione capace di 150 V e 20 mA.
Questo trasformatore, però, non serve solo per pilotare cuffie: può essere usato come interstadio (anche sfasatore), oppure come trasformatore di linea bilanciata o sbilanciata con isolamento galvanico. Ecco due esempi d’uso:
L’obiettivo è proporlo incapsulato per il montaggio su PCB. Spero che questo progetto possa interessare chi cerca un trasformatore interstadio o di linea davvero ben suonato e onesto nel prezzo.









Bravo Stefano. Come al solito non finisci mai di stupire. Continua così.