Il Mesa Boogie Dual Caliber DC-5 è uno degli amplificatori più rappresentativi della produzione Mesa degli anni 90, un combo potente, versatile, con canali realmente indipendenti e una dinamica che lo ha reso un punto di riferimento per chitarristi rock e metal. Come molti prodotti Mesa di quell’epoca, il DC-5 è costruito in modo robusto, con una circuitazione complessa che integra commutazioni logiche, relè, JFET e optoisolatori per gestire muting, switching dei canali e funzioni accessorie. Proprio questa complessità, però, lo rende un apparecchio che, quando si guasta, può trasformarsi in un campo minato per chi ci mette le mani.

La storia della riparazione di questo esemplare ne è la dimostrazione perfetta.
Un amplificatore completamente muto. L’apparecchio è arrivato da me completamente silenzioso. Il proprietario sospettava una valvola guasta, ma su uTracer tutte le valvole risultavano perfettamente funzionanti. Il problema, quindi, era altrove.
Aprendo il DC-5, ho trovato la prima sorpresa: il trasformatore di alimentazione era stato sostituito con un clone, e chi ha fatto il lavoro non ha pensato, o non ha saputo, recuperare il connettore originale. I fili del nuovo trasformatore erano stati saldati direttamente sugli spinotti del PCB, una scelta discutibile che ha reso ogni futuro intervento molto più laborioso. Ora, per smontare la scheda, è necessario dissaldare tutto ogni volta, con i fili che si rovinano. Una vera genialata.
Condensatori cotti e primi guasti evidenti. La prima riparazione “vera” riguarda tre elettrolitici da 1000uF completamente cotti, che ovviamente ho sostituito. Fin qui nulla di sorprendente. Il vero incubo è iniziato dopo.
Il circuito di commutazione dei canali e delle funzioni completamente morto. Alle prime prove è emerso che tutta la parte di circuito che comanda i vari relè, mute, cambio canale Lead/Rhythm e altre funzioni, era fuori uso. Continuando la diagnosi ho trovato:
- Una serie di transistor completamente morti
- Diversi JFET J175 fuori servizio
- Optoisolatori 4N33 tutti bruciati
- Solo due transistor ancora funzionanti in mezzo al disastro
Non ho idea di cosa possa essere capitato a questo amplificatore, ma deve essere arrivata alta tensione in una zona dove non sarebbe mai dovuta arrivare, perché il livello di devastazione non è compatibile con un guasto ordinario. Componenti irreperibili, test ingannevoli e smontaggi continui.
Per procedere ho dovuto acquistare appositamente i 4N33 e i J175, mentre altri due transistor li ho potuti sostituire con dei più comuni BC547.
La difficoltà maggiore è stata che molti componenti sembravano sani al tester finché non venivano dissaldati. Per esempio i J175, testati da sopra la scheda, risultavano regolari (si vedevano i due diodi con un anodo comune). Solo una volta dissaldati e messi sul tester per semiconduttori mostrava che in realtà erano morti.
Questo significa smontare, dissaldare, testare, rimontare… e ripetere la trafila più volte. Un calvario. Per complicare ulteriormente il tutto, trovare lo schema per la versione esatta di questa versione di PCB è stata un’altra perdita di tempo non indifferente.
Il lieto fine, dopo molte ore di lavoro, smadonnamenti e diagnosi ripetute, i nuovi componenti sono finalmente entrati in funzione, e il DC-5 è tornato a suonare come deve. Un lavoro davvero impegnativo, ma che ancora una volta dimostra quanto sia importante affidare certi amplificatori a chi li conosce bene e ha gli strumenti per affrontare guasti complessi.
Hai un Mesa Boogie DC-5 che necessita di assistenza? Se il tuo DC-5 presenta problemi di mute, cambio canale, rumori, malfunzionamenti del circuito logico o alimentazione – o se semplicemente vuoi farlo controllare – puoi contattarmi tramite il sito SB-LAB. Posso occuparmi di diagnosi, riparazione e revisione completa di questo modello.















Sono perfettamente d’accordo. L’originalità è una bella cosa ma anche a me è capitato di avere tra le mani apparecchi e dispositivi con componenti non all’altezza. A meno che non ci siano ragioni “museali” preferisco un apparecchio magari non originale ma funzionante.
Purtroppo il mondo è pieno di persone stupide, pensa che circa 1 o 2 anni fà mi contattò il vecchissimo cliente di uno dei primi luxman mq70 a cui riavvolsi il trasformatore come suo originale, per dirmi che stava provando di dare via l’amplificatore e che uno gli aveva detto che aveva visto che era lo stesso apparecchio che appariva nelle foto sul mio sito, perchè ingrandendo le foto si leggevano i seriali e questo tizio non voleva più comprare tale amplificatore perchè io avevo riparato 1 solo dei 2 trasformatori e secondo lui avrei dovuto riavvolgerli tutti e 2 perchè fossero uguali… perchè nei grafici che ho pubblicato con la misura comparativa tra l’originale e il riavvolto si vedeva nel riavvolto un 0,2db di attenuazione a 10hz che nell’originale rimaneva a 0db e aveva paura di sentire la differenza tra i 2 canali… che prima di tutto la stereofonia non si avverte sulle basse frequenze, men che meno un’attenuazione di 0,2db a soli 10hz visto che l’orecchio umano non scende sotto i 40hz. Peccato che poi differenze del genere le trovi anche tra 2 trasformatori originali, bastano pochi henry di differenza tra i 2 trasformatori, che sono cosa normale… l’induttanza dei trasformatori cambia un pò anche con la temperatura ed + realisticamente impossibile avere 2 trasformatori match anche se c’è gente che li vende a coppie dicendo che son match, tanto poi chi li compra non ha gli strumenti per verificare che sia vero e allora va bene anche il trasformatore tarocco con dentro un nucleo 22×25 che gli fa 1db di attenuazione non a 10hz ma a 70hz… Molti audiofili sono persone a cui basta solo l’idea che una cosa sia perfetta, facili vittime di truffatori che gli raccontano mari e monti e poi gli vendono delle patacche e si permettono poi di criticare il lavoro di qualcuno come mè che si smazza da anni per avvicinasi più possibile alla perfezione…
Non ti curar di loro ma guarda e passa…