Il nuovo SB-LAB Taygete rappresenta l’evoluzione naturale del progetto Merope, da cui eredita filosofia e timbrica, portandole a un nuovo livello di potenza e autorevolezza. Se Merope era un raffinato push-pull di EL34 connesse a triodo da circa 10 watt per canale, Taygete ne è la sorella maggiore, capace di erogare 20 watt reali in classe A, grazie all’adozione di una coppia di EL34 per ramo in configurazione push-pull-parallelo.

La scelta di mantenere la connessione a triodo non è un vezzo nostalgico, ma una precisa volontà di perseguire la massima qualità sonora al posto della mera potenza. In questa modalità, la valvola lavora con una curva più lineare, riducendo la distorsione e restituendo un suono più “vero”, ricco di micro-dettagli.
Anche la classe A è una scelta di pura ortodossia audiofila: significa che le valvole conducono corrente per l’intero ciclo del segnale, eliminando qualsiasi forma di crossover distortion. Il risultato è un suono morbido, continuo e denso di armoniche naturali, con una dinamica che non esplode in modo artificioso, ma cresce fluida e proporzionata come in un’esecuzione dal vivo.
Con Taygete, SB-LAB consolida la propria visione dell’amplificazione valvolare come arte dell’equilibrio: potenza senza aggressività, dettaglio senza asprezza e, soprattutto, musicalità autentica, frutto di una progettazione che unisce tecnica rigorosa e sensibilità d’ascolto.
La rinascita da un rottame: come è nata Taygete
La storia di Taygete nasce quasi per caso, da uno di quei momenti in cui un guasto diventa un’occasione per creare qualcosa di nuovo e migliore. Qualche mese fa, un mio cliente di lunga data mi riportò per l’ennesima volta un amplificatore Sigma Elettroacoustics EL34-PPP, un apparecchio che avevo già riparato e revisionato più volte nel corso degli anni. Questa volta il sintomo era inequivocabile: un botto, del fumo e uno scoreggione nell’altoparlante, come lo ha descritto lui.

Una volta aperto l’amplificatore, la diagnosi fu chiara: un condensatore era esploso e alcune resistenze risultavano bruciate. Ma il vero problema emerse poco dopo: uno dei trasformatori di uscita era compromesso. Le misure di induttanza sul primario erano anomale, e l’isolamento verso il secondario si rivelò insufficiente, a circa 700 volt iniziava già a scaricare internamente, mentre il suo gemello reggeva tranquillamente 3 kV. Il trasformatore era irrimediabilmente guasto.

La riparazione sarebbe stata costosa: serviva riavvolgere una nuova coppia di trasformatori d’uscita e ripristinare il circuito danneggiato. Il cliente, davanti a quella prospettiva, stava seriamente pensando di rottamare l’apparecchio, ormai datato e non più del tutto soddisfacente. Lo descriveva così: “Sì, medi e alti vellutati, ma i bassi sono molli, fiacchi…”, il tipico comportamento di un circuito a zero feedback, con tutti i limiti dinamici che questo comporta.
A quel punto, gli proposi una soluzione alternativa: invece di buttare via tutto, avremmo potuto riciclare il mastodontico telaio in acciaio inox del Sigma, un supporto meccanico già pronto e di qualità, risparmiando così moltissime ore di lavorazione. L’idea era di costruirci dentro un amplificatore completamente nuovo, partendo dal collaudato schema del Merope, con una PCF80 e una ECC82 per canale a pilotare un push-pull di EL34 connesse a triodo.

Il progetto, però, non si fermò lì: raddoppiare le valvole finali non rappresentava un grosso problema tecnico per il driver, e il nuovo assetto push-pull-parallelo avrebbe portato vantaggi concreti. Con più valvole in parallelo, la resistenza interna vista dal trasformatore si dimezza, migliorando lo smorzamento naturale e permettendo di usare meno controreazione, con un guadagno in qualità senza rinunciare al controllo dei bassi, esattamente ciò che il cliente desiderava.
Infine, su richiesta, ho reso Taygete utilizzabile senza preamplificatore, aggiungendo un controllo di volume motorizzato con telecomando. Per ragioni estetiche e funzionali ho collocato la manopola sul retro, accorciando al minimo i cavi di segnale: in fondo, si regola tutto comodamente da telecomando.

Il cliente, entusiasta dell’idea, accettò la proposta. Così, da un amplificatore ormai ridotto a rottame, nacque Taygete: un nuovo apparecchio elegante, potente, e capace di offrire finalmente bassi saldi, dinamica naturale e una musicalità appagante, mantenendo l’anima valvolare più pura.
Dal simulatore al banco di lavoro: la costruzione di Taygete passo dopo passo
Il processo di costruzione di Taygete è iniziato, come ogni mio progetto, dalla fase di simulazione su LTSpice, dove ho messo a punto lo schema definitivo e verificato il corretto comportamento elettrico in ogni condizione di lavoro. Una volta stabiliti i punti di funzionamento e le tensioni operative, ho proceduto al calcolo dei trasformatori d’uscita, di quello di alimentazione e dell’induttanza di filtro, commissionandone poi l’avvolgimento.
Terminata la parte teorica, ho affrontato quella pratica: ho completamente smontato il vecchio Sigma Elettroacoustics, riportando il grande telaio in acciaio inox al suo stato originario, completamente vuoto.

Ho realizzato una nuova grafica per il frontale in alluminio, ormai scolorito dal tempo. L’immagine è stata stampata su pellicola in vinile e successivamente applicata al pannello, restituendo al Taygete un aspetto elegante, pulito e moderno.

Ho quindi fissato i nuovi trasformatori, progettati espressamente per adattarsi alle forature già esistenti nel telaio, senza bisogno di nuove lavorazioni meccaniche. A questo punto è iniziato il montaggio del nuovo circuito, passo dopo passo, con la consueta cura artigianale.

Il primo problema serio da risolvere riguardava la distribuzione della tensione di filamento: con otto EL34 da alimentare a 6,3 V per un totale di circa 12 A, non era possibile utilizzare il classico cablaggio intrecciato, perché i conduttori sarebbero risultati troppo grossi per gli zoccoli e le cadute di tensione avrebbero creato squilibri tra le valvole. Dopo alcune prove, ho deciso di realizzare un sistema a barre in rame massiccio, fissate tramite isolatori in nylon e alimentate al centro, da cui ho poi prelevato la tensione per ciascuna valvola. Una soluzione solida, pulita e perfettamente bilanciata.

Ho inoltre ristampato due isolatori di ricambio per i morsetti degli altoparlanti, poiché quelli originali erano crepati, ma indispensabili per mantenere la compatibilità meccanica con le forature del pannello posteriore.

Il resto del cablaggio è stato realizzato riutilizzando alcuni ancoraggi originali del Sigma, opportunamente ripuliti. I componenti elettronici sono stati scelti con cura: tutti nuovi, ad eccezione di alcuni elementi di pregio recuperati dal precedente circuito, come i due elettrolitici Kemet da 680 µF, gli zoccoli delle valvole e un paio di condensatori non polarizzati ancora perfettamente efficienti.

Come nel Merope, anche Taygete adotta il sistema di self-bias e self-balancing di Blumlein, grazie al quale ogni coppia di EL34 si autoequilibra in modo da eliminare completamente la corrente continua residua nei trasformatori d’uscita, senza bisogno di alcuna regolazione manuale. Questo richiede ben 16 resistenze di catodo e 8 condensatori elettrolitici con i rispettivi bypass in polipropilene, tutti selezionati a mano su ponte LCR per garantire il perfetto bilanciamento tra le sezioni.
Prestazioni e misure strumentali di Taygete
Le prove strumentali del Taygete confermano in pieno la bontà del progetto e la qualità dei trasformatori impiegati. L’amplificatore eroga 20 watt RMS per canale perfettamente puliti e privi di distorsione percepibile, per una potenza complessiva di 40 watt. In condizioni di clipping il picco raggiunge i 26 watt x 2, con una saturazione morbida e progressiva, che rende l’eventuale distorsione poco udibile se si manifesta per brevi istanti durante i picchi dinamici.
Il fattore di smorzamento (DF) si attesta su un valore di 6,2, un dato eccellente per un amplificatore a triodo in classe A, garanzia di controllo saldo sui woofer e risposta precisa alle basse frequenze. Proprio in gamma bassa, Taygete sorprende: la banda passante si estende da 5 Hz a 55 kHz (–1 dB) anche a piena potenza, grazie all’impiego di trasformatori d’uscita con nucleo sovradimensionato rispetto alla potenza nominale.

La distorsione armonica totale (THD) misura appena 0,22% @ 1 watt, un valore che testimonia l’elevata linearità del circuito e la perfetta simmetria del push-pull. Anche le forme d’onda quadra risultano impeccabili, con un ringing molto contenuto e nessun accenno di instabilità o sfasamento anomalo.


Per chi fosse interessato ai dettagli tecnici, il trasformatore d’uscita di Taygete presenta un’impedenza primaria di 2 kohm, ed è identificato con il codice SB-LAB PP2K (PPPEL34T), disponibile anche separatamente — su richiesta, con o senza calotte di schermatura.
Taygete prende forma
Dopo settimane di lavoro Taygete è finalmente pronto. Ecco alcune immagini dell’apparecchio finito, che mostrano nei dettagli il risultato di questo lungo lavoro di precisione e passione.

Con Taygete, il percorso iniziato con Merope trova il suo naturale compimento: più potenza, maggiore controllo e una resa sonora ancora più matura, senza tradire l’anima raffinata della connessione a triodo in classe A. È un amplificatore nato da un’idea di recupero, ma cresciuto come un progetto completamente nuovo, dove ogni scelta — dai trasformatori sovradimensionati al cablaggio in rame massiccio — risponde a una logica di qualità assoluta e durata nel tempo.
Il risultato è un apparecchio dal suono denso, controllato e trasparente, capace di unire forza e musicalità in modo naturale. Un amplificatore costruito con la cura di un artigiano e la precisione di un ingegnere, pensato per chi cerca non solo potenza, ma autenticità sonora.
Ancora una volta un infinito grazie a Stefano per la sua più che accurata riparazione, un riferimento per noi amanti del valvolare e del vintage
La tua professionalità, la tua competenza, la tua accuratezza nei minimi dettagli … tutto cio’ va ben oltre….. è solo amore di chi si prende cura con estrema pazienza di ridare voce a questi apparecchi senza tempo…..grazie.
grazie!
Ringrazio Stefano, per l’opera titanica di risanamento revisione e sostituzione valvolare. Grande professionalità e competenza doti ormai rare, fa piacere che ci siano ancora persone serie.