Spark 734 – Riparazione, errore di fabbrica e modifiche per migliorare le prestazioni sonore

Lo Spark 734 è un amplificatore integrato valvolare prodotto dalla cinese Zhuhai Spark Electronic Equipment, azienda conosciuta anche per il marchio Cayin. Si tratta di un apparecchio risalente alla fine degli anni ’90 e ai primi anni 2000, un periodo in cui diversi costruttori cinesi cominciavano a proporre amplificatori valvolari di una certa importanza, con costruzioni robuste e circuitazioni piuttosto tradizionali.

Il 734 impiega quattro EL34 in configurazione push-pull, funzionanti in classe AB, con una potenza dichiarata di 45 watt per canale su 8 ohm. La sezione di ingresso e pilotaggio utilizza valvole 6922, ECC82 (12AU7) e 12BH7. È un apparecchio di dimensioni generose, dal peso di circa 25 kg, con tre trasformatori ben visibili sulla parte superiore del telaio.

Sulla carta, quindi, un amplificatore di tutto rispetto, capace di erogare una cinquantina di watt per canale e di pilotare senza particolari difficoltà una buona varietà di diffusori. Peccato che l’esemplare arrivato nel mio laboratorio fosse ben lontano dal funzionare come avrebbe dovuto.

Un amplificatore che suonava male e litigava con un lettore CD Rotel

Il proprietario mi ha consegnato questo Spark 734 lamentando una qualità sonora piuttosto scadente, ma anche un problema decisamente più strano: quando l’amplificatore veniva collegato a un lettore CD Rotel, cominciava a emettere dei rumoracci dagli altoparlanti, persino tenendo il volume abbassato. Collegando altre sorgenti, invece, il problema sembrava non presentarsi e l’amplificatore apparentemente funzionava, anche se continuava a suonare male.

La richiesta del proprietario era quindi duplice: risolvere questa misteriosa incompatibilità con il lettore CD e, già che l’apparecchio si trovava sul banco, verificare se fosse possibile apportare qualche modifica per migliorarne le prestazioni sonore. Ho iniziato come faccio normalmente, evitando di cambiare componenti a casaccio e cercando prima di capire come stesse realmente funzionando l’amplificatore.

Le valvole erano perfette, ma la potenza era ridicola!

La prima operazione è stata quella di smontare e misurare tutte le valvole. Il risultato è stato quasi sorprendente: erano tutte in condizioni perfette, praticamente come nuove. Nessuna valvola esaurita, nessuna emissione insufficiente e nessun problema evidente che potesse giustificare il cattivo funzionamento dell’apparecchio. Ho quindi rimontato tutto e iniziato le misure strumentali con l’amplificatore acceso, collegato ai carichi resistivi. Ed è qui che è arrivata la prima brutta sorpresa. Uno dei due canali riusciva a erogare appena 6 watt, superati i quali la forma d’onda cominciava a deformarsi in maniera disastrosa. L’altro canale faceva appena qualcosa di meglio, ma senza avvicinarsi minimamente alla potenza che ci si sarebbe dovuti aspettare.

Insomma, per un amplificatore da circa 50 watt, riuscire a tirarne fuori soltanto 6 o poco più non era esattamente un grande risultato! Il problema era evidentemente nel circuito, ma senza avere a disposizione uno schema elettrico non era semplice capire dove andare a cercare. Ho cominciato quindi ad analizzare i vari stadi e a verificare il loro funzionamento, finché non mi sono accorto quasi per caso di un particolare molto sospetto. Le due 12BH7, utilizzate come valvole pilota delle EL34, erano appena tiepide. Una cosa piuttosto strana, soprattutto confrontandole con le ECC82 che le precedevano nel circuito e che risultavano decisamente più calde. A quel punto ho controllato l’alimentazione dei filamenti e ho scoperto un errore di cablaggio piuttosto grave.

Un errore di fabbrica: le 12BH7 alimentate alla tensione sbagliata!

Le 12BH7, esattamente come le valvole della famiglia ECC8x dotate di filamento con presa centrale, possono essere alimentate in due modi differenti: a 12,6 volt, utilizzando le due metà del filamento in serie, oppure a 6,3 volt, collegandole in parallelo. Ebbene, in questo Spark 734 le due 12BH7 erano cablate nella configurazione per funzionare a 12,6 volt, ma ricevevano un’alimentazione di soli 6,3 volt!

In pratica i filamenti ricevevano metà della tensione necessaria. Le valvole si accendevano debolmente, restavano troppo fredde e non erano assolutamente in grado di fornire il pilotaggio richiesto dalle EL34 per sviluppare tutta la potenza disponibile. Non era quindi un problema di valvole consumate o difettose, ma un vero e proprio errore di cablaggio che impediva loro di lavorare correttamente.

Ho corretto i collegamenti dei filamenti in modo che le 12BH7 potessero funzionare regolarmente con l’alimentazione disponibile e, alla successiva prova strumentale, l’amplificatore ha finalmente cominciato a erogare tutta la sua potenza.

Da poco più di 6 watt siamo passati a oltre 50 watt per canale! Una differenza non proprio trascurabile. Mi domando per quanto tempo questo apparecchio abbia funzionato in quelle condizioni e come sia stato possibile che un errore del genere sia passato inosservato in fase di produzione e collaudo.

Miglioramento della controreazione e del fattore di smorzamento

Risolto il problema più grave, sono passato alla valutazione delle prestazioni dell’amplificatore, per capire quali miglioramenti potessero essere apportati senza stravolgerne il circuito. La prima cosa che non mi è piaciuta è stato il fattore di smorzamento, che risultava pari ad appena 5.

Un valore del genere può anche essere accettabile su un piccolo amplificatore valvolare da una decina di watt, ma su un finale da 50 watt preferisco avere qualcosa di meglio. Con una potenza di questo genere, ritengo consigliabile raggiungere almeno un fattore di smorzamento compreso tra 7 e 8, in modo da ottenere un controllo più adeguato dei diffusori, soprattutto sulle basse frequenze.

Ho quindi modificato il valore della resistenza della rete di controreazione negativa (NFB), aumentando opportunamente il tasso di feedback. Il risultato è stato un fattore di smorzamento salito da 5 a 7,6, un valore decisamente più interessante. Questa modifica ha avuto anche un secondo effetto positivo: la diminuzione della sensibilità d’ingresso.

Lo Spark 734, nella configurazione originale, presenta infatti una sensibilità fin troppo elevata, che rende poco sfruttabile la corsa del potenziometro del volume quando viene utilizzato con sorgenti moderne, capaci di fornire segnali di ampiezza piuttosto elevata.

Con la nuova regolazione della controreazione ho quindi ottenuto due miglioramenti contemporaneamente: un migliore controllo dei diffusori e un guadagno complessivo più ragionevole. Non bisogna avere paura della controreazione quando viene applicata correttamente. Il problema non è quanta se ne usa in assoluto, ma come viene impiegata e quali risultati si ottengono realmente sul circuito.

Qualche piccolo intervento sui condensatori

Ho poi effettuato alcuni interventi mirati sui condensatori elettrolitici. In particolare, ho aggiunto dei condensatori di bypass in polipropilene sui due elettrolitici catodici dello stadio d’ingresso e un ulteriore bypass sull’elettrolitico dell’alimentazione anodica che alimenta direttamente le prese centrali dei trasformatori d’uscita (di cui ho dimenticato di fare le foto).

Si tratta di modifiche poco invasive, che non richiedono di stravolgere l’amplificatore o di sostituire indiscriminatamente componenti ancora perfettamente funzionanti. L’intento è quello di migliorare il comportamento dei condensatori alle frequenze più elevate, affiancando agli elettrolitici componenti a film con caratteristiche differenti.

I tre misteriosi trimmer dello Spark 734

Un altro aspetto che merita attenzione riguarda le regolazioni interne dell’amplificatore. Lo Spark 734 dispone di tre trimmer per ciascun canale, quindi sei in totale. Il problema è che la documentazione reperibile non riporta istruzioni chiare su come effettuare le regolazioni e, almeno nell’esemplare che ho avuto sul banco, i trimmer erano addirittura bloccati con del frenafiletti. Quasi come se il costruttore non volesse che qualcuno andasse a metterci le mani!

Analizzando il circuito ho identificato la funzione dei tre trimmer:

  • Regolazione della corrente di riposo (bias) delle valvole finali.
  • Bilanciamento del bias tra le due EL34 dello stesso canale.
  • Bilanciamento dello stadio sfasatore.

Qui ho trovato un altro problema piuttosto importante. Effettuando le misure delle correnti di riposo, mi sono accorto che uno dei due canali stava lavorando con una corrente quasi doppia rispetto all’altro! E questo nonostante le quattro EL34 fossero un quartetto selezionato e accoppiato. Una situazione del genere non è certamente ideale, sia per quanto riguarda il funzionamento dell’amplificatore sia per la durata delle valvole finali.

Non avendo delle indicazioni ufficiali sulle procedure di taratura, ho dovuto dedicare un po’ di tempo allo studio del circuito, ricostruendo il funzionamento delle regolazioni e verificando il loro effetto sui punti di lavoro e sul segnale amplificato. Una volta capito come intervenire, ho potuto regolare correttamente le correnti di riposo, bilanciare le due finali di ciascun canale e mettere a punto gli sfasatori. Finalmente i due canali hanno cominciato a comportarsi come dovevano.

Nell’immagine seguente ho indicato la posizione e la funzione dei tre trimmer presenti su ciascun canale dello Spark 734, visto che queste informazioni non risultano chiaramente documentate nei manuali reperibili.

Naturalmente, conoscere la posizione dei trimmer non significa che sia consigliabile mettersi a girarli a caso. Queste regolazioni richiedono misure precise e vanno effettuate con l’apparecchio in funzione, lavorando in presenza di tensioni potenzialmente letali.

E il problema con il lettore CD Rotel?

La cosa interessante è che, una volta sistemati i problemi di funzionamento e completata la messa a punto dell’amplificatore, è sparito anche il difetto che si manifestava collegando il lettore CD Rotel.

L’apparecchio ora funziona regolarmente anche con questa sorgente, senza produrre i rumoracci che si presentavano prima, nemmeno con il volume abbassato. Il problema di compatibilità lamentato dal proprietario si è quindi risolto senza dover introdurre circuiti aggiuntivi o modifiche specifiche agli ingressi audio. Evidentemente il funzionamento anomalo dell’amplificatore e le regolazioni completamente fuori posto contribuivano a creare una situazione di instabilità che si manifestava in particolare con quella sorgente.

Le misure finali

Terminati gli interventi, ho sottoposto lo Spark 734 a una nuova serie di verifiche strumentali. Il risultato finale è decisamente diverso da quello che avevo trovato al momento dell’arrivo in laboratorio. L’amplificatore è ora in grado di erogare poco più di 50 watt per canale, con un fattore di smorzamento di 7,6 e una risposta in frequenza molto estesa. I grafici acquisiti durante le prove mostrano il comportamento dell’apparecchio dopo la riparazione e le modifiche.

Conclusioni

Questa riparazione è un bell’esempio di quanto sia importante misurare un amplificatore prima di decidere cosa fare per migliorarne il suono. Il proprietario mi aveva consegnato uno Spark 734 che suonava male e che sembrava addirittura incompatibile con un determinato lettore CD. Le valvole erano tutte perfette, ma l’amplificatore riusciva a erogare soltanto una piccola parte della potenza prevista. Il problema principale non era dovuto all’età dell’apparecchio o a componenti esauriti, ma a un errore di cablaggio dei filamenti delle 12BH7, al quale si aggiungevano delle regolazioni del bias completamente squilibrate. Una volta corretto il difetto, sistemati i punti di lavoro e apportate alcune modifiche mirate alla controreazione e ai condensatori, lo Spark 734 ha finalmente dimostrato di avere delle buone potenzialità.

Quello che mi lascia perplesso è soprattutto l’errore sui filamenti: non stiamo parlando di una piccola differenza di taratura o di un componente invecchiato, ma di due valvole che erano state collegate per ricevere 12,6 volt e ne ricevevano soltanto 6,3. Un errore piuttosto grossolano per un apparecchio di questa categoria. Adesso lo Spark 734 eroga tutta la sua potenza, ha un migliore controllo dei diffusori, una sensibilità d’ingresso più ragionevole e, soprattutto, funziona correttamente anche con il lettore CD che prima gli dava tanti problemi. Direi che rispetto ai 6 watt iniziali, di strada ne abbiamo fatta parecchia!

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