Il Vox AC30 è uno degli amplificatori per chitarra più iconici della storia. Nato alla fine degli anni ’50 dalla britannica JMI (Jennings Musical Industries), ha contribuito a definire quello che oggi identifichiamo immediatamente come il classico suono britannico. Il progetto originale, basato su uno stadio finale con quattro EL84, ha attraversato oltre mezzo secolo di evoluzioni e numerose versioni moderne che ne conservano l’impostazione generale, pur adottando circuiti e soluzioni costruttive differenti.
In questo articolo raccolgo due interventi eseguiti su Vox AC30 di produzione moderna, differenti sia per versione sia per costruzione. Il primo riguarda un AC30CCH, la versione testata, arrivato in laboratorio a causa di un guasto intermittente che provocava la bruciatura apparentemente casuale del fusibile di alimentazione. Più avanti vedremo invece un’altra versione dell’AC30, questa volta in configurazione combo con gli altoparlanti incorporati.

L’esemplare che vedete nelle fotografie è quindi un Vox AC30CCH. Durante il controllo delle valvole ho individuato rapidamente qualcosa di sospetto nella GZ34 utilizzata come raddrizzatrice. Provandola sul tester per valvole, era possibile provocare occasionalmente delle scintille interne semplicemente picchiettando leggermente con un dito sul vetro. Si trattava quindi di un difetto intermittente, perfettamente compatibile con il comportamento lamentato dal proprietario.
La GZ34 difettosa era quindi la principale indiziata per gli interventi casuali del fusibile. Un guasto di questo tipo è anche un buon esempio di quanto la qualità e l’affidabilità delle valvole siano importanti: una raddrizzatrice lavora in una posizione tutt’altro che tranquilla e un difetto interno può facilmente provocare sovracorrenti e malfunzionamenti apparentemente inspiegabili.
Ho quindi sostituito la GZ34 difettosa con una nuova Tung-Sol. Tra le valvole di produzione attuale è un marchio che utilizzo volentieri quando cerco un componente affidabile e ben costruito. In questo caso il costo della nuova valvola era sensibilmente superiore a quello della precedente, ma su un componente così importante dell’alimentazione preferisco non scegliere esclusivamente in base al prezzo. Una raddrizzatrice affidabile è fondamentale sia per il corretto funzionamento dell’amplificatore sia per evitare che un suo cedimento possa sollecitare inutilmente altri componenti.
Considerata l’età dell’amplificatore, circa 16 anni al momento dell’intervento, ho approfittato della riparazione per controllare anche lo stato dei condensatori elettrolitici. Quattro condensatori da 22uF utilizzati nel filtraggio dell’alimentazione principale mostravano un valore di ESR (Equivalent Series Resistance) ormai piuttosto elevato.
Questi componenti lavorano sottoposti a tensioni elevate e, con il passare degli anni e dei cicli termici, possono inevitabilmente deteriorarsi. Anche le modalità di utilizzo dell’amplificatore possono contribuire allo stress dell’alimentazione: ad esempio, togliere immediatamente lo standby dopo l’accensione sottopone il circuito a condizioni differenti rispetto a un avviamento dopo un breve preriscaldamento. In questo caso, comunque, le misure parlavano chiaramente e ho preferito sostituire i condensatori prima che il loro ulteriore deterioramento potesse provocare problemi più evidenti.
Per la sostituzione ho scelto dei Mundorf M-Lytic. Si tratta di condensatori normalmente associati anche al settore HiFi, ma questo non significa che siano fuori luogo all’interno di un amplificatore per chitarra. Nei vecchi apparecchi valvolari era normale trovare componenti di alimentazione robusti e generosamente dimensionati, mentre in molte produzioni moderne il costo e l’ingombro diventano inevitabilmente fattori importanti nella scelta dei componenti.
Non bisogna naturalmente attribuire a un singolo condensatore il “suono vintage” di un amplificatore: tra un AC30 storico e uno moderno cambiano molti altri aspetti del circuito, della costruzione e dei componenti utilizzati. In alcune versioni moderne compaiono inoltre soluzioni circuitali e componenti attivi che nei modelli originali semplicemente non esistevano. Il mio obiettivo, in questo caso, non era quindi trasformare un AC30 moderno in un AC30 vintage, ma ripristinare l’apparecchio utilizzando componenti affidabili e adeguati al lavoro che devono svolgere.
I Mundorf M-Lytic scelti per la sostituzione sono leggermente più ingombranti rispetto agli elettrolitici originali. È stato quindi necessario montarli leggermente accavallati, sfruttando lo spazio disponibile all’interno del telaio. Dal punto di vista estetico non è forse la disposizione più elegante possibile, ma elettricamente e meccanicamente i condensatori hanno trovato posto senza particolari difficoltà e senza interferire con il resto dell’apparecchio. In una riparazione di questo tipo considero molto più importante utilizzare un componente adatto e installarlo correttamente piuttosto che scegliere un ricambio peggiore soltanto perché ha esattamente le stesse dimensioni dell’originale. Terminata la riparazione, l’amplificatore è stato naturalmente sottoposto alle normali prove di funzionamento.
Vox AC30 combo
Il secondo Vox AC30 di questo articolo è invece una versione combo, quindi con gli altoparlanti integrati nel mobile. In questo caso il difetto segnalato dal cliente era il mancato funzionamento del canale clean, mentre il resto dell’amplificatore risultava apparentemente operativo.

Come sempre, prima di concentrarmi esclusivamente sul sintomo dichiarato, ho eseguito un controllo generale dell’apparecchio e delle valvole. È emerso subito che una delle ECC83 aveva il filamento interrotto e quindi risultava completamente spenta. Un guasto di questo tipo può naturalmente provocare la perdita totale di una parte del preamplificatore e spiegava il mancato funzionamento del canale.
Durante l’ispezione ho però individuato anche un secondo problema, meno evidente ma altrettanto importante. Sotto uno degli zoccoli di una finale era presente una classica saldatura fredda, riconoscibile dalla tipica pallina di stagno che non aveva aderito correttamente al terminale. Il contatto elettrico risultava quindi precario e questa condizione aveva finito per compromettere il funzionamento di una delle EL84 dello stadio finale, che risultava ormai esaurita.
Questo genere di difetto è un buon esempio di quanto sia importante non limitarsi alla semplice sostituzione della valvola che appare guasta. Se non si individua la causa che ha portato al problema, si rischia infatti di installare componenti nuovi lasciando però intatta l’anomalia che li ha danneggiati.
Ho quindi rifatto correttamente la saldatura difettosa, verificando il collegamento dello zoccolo e l’assenza di altri falsi contatti nella zona interessata. Successivamente ho sostituito la ECC83 con il filamento interrotto e montato un nuovo set di EL84, in modo da ripristinare correttamente lo stadio finale senza lasciare valvole con caratteristiche troppo differenti tra loro.

Dopo l’intervento ho eseguito i normali controlli elettrici e funzionali: entrambi i canali sono tornati a funzionare correttamente e lo stadio finale ha ripreso a lavorare in modo regolare. L’amplificatore è stato quindi lasciato acceso e provato per verificare che il difetto non si ripresentasse e che il funzionamento rimanesse stabile anche dopo il raggiungimento della normale temperatura di esercizio.
Per il collaudo finale ho voluto fare anche qualcosa di diverso dalla solita verifica strumentale sul banco. Non essendo io un chitarrista, posso controllare senza problemi tensioni, segnali, potenza, distorsione e comportamento elettrico dell’amplificatore, ma per giudicare realmente come risponde sotto le dita di chi lo strumento lo sa usare è sicuramente meglio affidarsi a qualcuno più qualificato di me in quel campo.
Ho quindi portato il Vox AC30 da Erede del Sound, negozio di strumenti musicali e gear di Sassuolo, dove è stato possibile provarlo con una vera chitarra e avere anche un riscontro pratico e acustico del risultato della riparazione. Il negozio si occupa di chitarre, amplificatori, effetti e altra strumentazione, sia nuova sia usata, con possibilità di acquisto, vendita, scambio e permuta.
Per chi si trova in zona e vuole dare un’occhiata a chitarre, amplificatori o pedali, Erede del Sound si trova in Via Refice 62 a Sassuolo (MO). Nel mio caso è stato soprattutto il posto ideale per fare ciò che sul banco non posso simulare completamente: mettere l’amplificatore nelle mani di chi sa davvero suonarlo e verificare che, oltre ai numeri giusti sugli strumenti, avesse anche il comportamento e la risposta sonora che ci si aspetta da un AC30. Nei due video qui sotto potete vedere e ascoltare l’amplificatore durante questa prova finale.




Grazie della fiducia e complimenti per l’ottimo lavoro svolto Ste! Un abbraccio!
Ottimo lavoro come sempre, con Stefano si va sul sicuro. Non è stata solo una riparazione ma un vero e proprio upgrade, l’ampli ora suona molto bene. Consigliatissimo!