Klimo Merlin – Restauro, analisi e misure strumentali

Nel panorama dell’alta fedeltà valvolare, pochi preamplificatori possono vantare la stessa aura leggendaria del Klimo Merlin. Prodotto in Germania con una cura artigianale fuori dal comune, questo apparecchio è stato concepito per offrire un’esperienza d’ascolto che va ben oltre la semplice riproduzione del segnale: la banda passante dichiarata che va da 3 Hz a 450 kHz, un’uscita massima di 25 V e una distorsione armonica totale inferiore a 0,07?% ne fanno un oggetto tecnico d’élite. Il Merlin incarna la filosofia del designer: lasciare alle valvole la loro voce, integrandole in un circuito che rispetta tempi, dinamica e fascino analogico, senza compromessi.

Questo Klimo Merlin mi è stato consegnato in condizioni completamente originali, ma afflitto da un evidente ronzio e da vari segni di invecchiamento. Oltre ad alcuni condensatori ormai fuori specifica, il vero problema era lo strato di sporco e di vecchio flux saldato mai rimosso, che nel tempo aveva iniziato a intaccare e corrodere le piste del PCB. Ho eseguito una pulizia accurata spazzolando e lavando il circuito con prodotti specifici non oleosi, adatti a rimuovere i residui senza lasciare tracce conduttive. Il PCB si è rivelato estremamente delicato: probabilmente anni di flussante acido e saldature ossidate lo hanno reso fragile, e nonostante l’uso della stazione dissaldante, rimuovere i componenti senza rischiare il sollevamento delle piste o il distacco delle metallizzazioni è stato molto impegnativo.

Nell’immagine sotto si nota la sostituzione dei 4 condensatori presenti di fronte ai 2 transistor: quelli originali, in contenitore plastico, erano ormai fuori tolleranza. A destra si vede anche l’elettrolitico del circuito filamenti, sostituito perché presentava un terminale rotto. Tutti gli altri condensatori, in particolare gli arancioni “ERO” e i gialli “Frako”, sono stati testati uno ad uno con un ponte RLC: non solo risultavano perfettamente in valore, ma con capacità anche superiori a quella nominale e con ESR sorprendentemente più basso rispetto a molti condensatori audio-grade moderni. Quando componenti così datati mostrano prestazioni strumentali eccellenti, vanno mantenuti al loro posto! Lo sottolineo perché troppi riparatori, privi di strumenti adeguati per la misura, si limitano a sostituire in blocco tutti gli elettrolitici con componenti economici attuali, compromettendo irrimediabilmente il carattere sonoro originale dell’apparecchio.

L’apparecchio, dopo gli interventi, è tornato a funzionare correttamente. Qui sotto le misurazioni strumentali.

Banda passante

Banda passante della sezione RIAA

THD

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1 Commento
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Benedikt
Benedikt
1 mese fa

Hello,

Great Restauration !
Do you remember the uf capacity of the 6 yellow capacitors next to the Transformer?
Would Help me very much 🙂

Can Not find a sematic Plan.
Thanks!
Best regards from Austria!