Lo scherzo “Rework” Semplice amplificatore in classe A con valvole ECL82 / PCL82 / 6BM8

Visto il recente interessamento per “Lo Scherzo” da parte di diversi clienti nelle ultime settimane, per accontentare le loro richieste, rinfresco nuovamente questa pagina con uno schema ritoccato e il relativo set di trasformatori necessario a realizzarlo. “Lo Scherzo” di Luca Chiomenti è stato presentato su Costruire HI-FI n° 24-29-36-43. È un progetto molto semplice che fù venduto come scatola di montaggio, adatto ai principianti e che se abbinato a diffusori corretti, ad alta efficienza, può dare parecchie soddisfazioni, iniziamo vedendo lo schema originale presentato nel 1996 (clicca per ingrandire).

Su internet si vedono centinaia di realizzazioni di questo progettino in tutte le salse, la maggioranza di questi sono montaggi tirati al risparmio quindi è frequente vedere utilizzati piccoli trasformatori d’uscita concepiti per radio d’epoca, da un parte è giusto perchè sono i primi montaggi di novellini, dall’altra parte però sembra escludersi, nella testa delle persone, che un tal circuitino se curato possa raggiungere livelli sonori di tutto rispetto invece di finire a fare la parte dello “scoreggino” montato solo per passatempo e che poi non si ascolta veramente perchè è privo di doti sonore superiori al citofono di casa. Quindi pubblico lo schema Free dello Scherzo “Rework”.

Cosa cambia rispetto lo schema originale? La finale è collegata permanentemente a triodo essendo una finale molto piccola la potenza erogata è molto limitata, l’incremento da triodo a pentodo è veramente risicato e inutile e come già sapete la connessione in ultralineare di un single ended serve solo a far distorsione e non è nemmeno contemplata. La resistenza posta in serie alla G2 è stata modificata da 1k8 a 330ohm, 1k8 è troppo grande e rende il suono moscio. Ho eliminato la gridstop in serie alla griglia della finale perchè è assolutamente e totalmente inutile. Ho modificato la cella “CR” di accoppiamento tra driver e finale da 100nF/470k a 220nF/330k, resistenza di ancoraggio più piccola = meno intermodulazione. Ho maggiorato le capacità di bypass del catodi per avere meno degenerazione alle basse frequenze, e quindi meno rotazioni di fase, la modifica è necessaria anche per sfruttare i trasformatori SE5K6-UNI in grado di scendere in frequenza molto di più dei trasformatori originali. Ho segnato per i meno accorti di bypassare gli elettrolitici catodici con dei piccoli polipropilene per migliorare la qualità della gamma alta. Il segnale di NFB non è opzionale per me, ma un requisito fondamentale, e consiglio quindi di connetterlo. La sezione di alimentazione originale usava solo una cella CRC per il filtraggio dell’anodica, all’estremo opposto invece c’è gente che consiglia di mettere addirittura 2 induttanze in serie con una doppia cella CLCLC o altri che dividono a “Y” facendo una cella LC separata per ogni canale, la mia valutazione ultima è che sono valvolette da si e no 30mA che funzionano in classe A, ho quindi schematizzato una cella CLC unica con condensatori abbondanti (220uF / 440uF) e una induttanza da 10H che risulta del tutto sufficiente a fornire un’alimentazione stabile ad entrambe i canali senza che questi possano in alcun modo creare diafonia tra loro, le PCL82 non ce la fanno a smuovere 440uF di condensatore in questa condizione metterci 2 induttanze o separare i 2 canali è una spesa inutile che non porta nessun miglioramento. Per il suono migliore invece che filtrare un’alimentazione già stabile con 3000 induttanze conviene spendere qualcosa per dei condensatori buoni, mundorf, elna etc… Consiglio anche di utilizzare un buon potenziometro per il volume, per carità stareo! Non mettete 2 volumi separati se non volete passare la vita ad alzarvi dalla poltrona perchè non siete sicuri del bilanciamento destra/sinistra, spendete qualcosa anche sulla qualità dei connettori RCA e degli altoparlanti.

Se volete realizzare lo scherzo ex novo il set di trasformatori completo (1 TA, 2 TU SE5K6-UNI, 1 ind. 15S56) costa €335,00 compresa spedizione.

Se avete già lo scherzo originale e volete fare l’upgrade potete buttare via (o rivendere su ebay o subito) i trasformatori d’uscita a vostra disposizione e comprare il set che comprende i 2 trasformatori d’uscita SE5K6-UNI e l’induttanza 15S56 (il trasformatore di alimentazione a disposizione è riciclabile senza problemi) e in questo caso il costo sarà di €282,00 compresa spedizione.

Se siete interessati all’aquisto potete contattarmi cliccando qui.

NOTA: l’immagine sotto è puramente indicativa e non raffigura il set di trasformatori che riceverete.

Vediamo come eseguire l’upgrade di uno scherzo originale del 1996 che mi hanno portato da riparare…

Purtroppo il montaggio eseguito da chi lo ha poi venduto su uno dei tanti siti di annunci lo classificava dentro la categoria degli impresentabili… Se trovate dei grovigli del genere potete comprarli con l’intento di recuperare valvole, PCB, il trasformatore di alimentazione e lo schassis, quindi dovete pagarli poco in quanto classificabili come merce guasta, non pensate nemmeno di collegarli alla corrente, anche se chi li vende li da via per funzionanti, in quanto “funzionante”, anche se dovrebbe essere qualcosa di oggettivo, per molte persone sembra essere qualcosa di soggettivo, con le foto successive capirete il perchè.

I guasti al circuito erano abbastanza evidenti oltre alle splendide saldature…

Ho dovuto ripulire il PCB sia dai vecchi componenti, che dal vecchio stagno e dal solder…

Ora invece voglio parlare dei trasformatori d’uscita dello scherzo: Già da anni sul mio listino è presente un modello (SE5K6-UNI) che indico come adatto alla realizzazione dello scherzo, diverse persone mi hanno mandato messaggi esprimendo perplessità sulla resistenza DC di tale trasformatore che dichiaro di 736ohm dicendo di ricordare che la resistenza DC degli originali trasformatori dello scherzo era molto più bassa, meno della metà rispetto a quella del trasformatore che vendo, ma far capire alla gente che l’SE5K6-UNI va bene così comè a parole è difficile perchè poi le persone non si fidano, allora ecco qui gli originali trasformatori dello scherzo venduti nella scatola di montaggio del 1996 riconoscibili dalla piattina rosso/nera usata per il secondario…

L’induttanza primaria di questo trasformatore è insufficiente! Provato a banco, alle basse frequenze, mostra un’attenuazione di -3dB a 70Hz, giusto per capire qui sotto la foto di come esce una sinusoide a 20Hz da tale trasformatore:

Non ho acquisito altre strumentali o grafici perchè era una perdita di tempo. Quello che voglio spiegare è che quando hai a che fare con valvole di piccole potenze non puoi usare nuclei enormi e se ti serve induttanza primaria extra per scendere di frequenza devi fare più spire con un filo più sottile, questo aumenta la resistenza DC del trasformatore che si può compensare aumentando un pelo la tensione anodica che si fornisce alla valvola per compensare la caduta del trasformatore, si ha una leggera perdita di potenza in più ma l’alternativa è un trasformatore che non fa i bassi!!! Poi ci sono i distorsofili con pessimi gusti a cui piace così, distorto e con i peggio condensatori… Contenti loro 😆 … In ogni modo per questo restauro ho provveduto a fornire una coppia di SE5K6-UNI nuovi di zecca e il circuito ricostruito con componenti di buona qualità…

Purtroppo condensatori di una certa caratura sono voluminosi rispetto i “pisellini” originali e ho dovuto montare alcune cose dal lato rame del PCB, ho bypassato gli elettrolitici catodici e di alimentazione con dei polipropilene mundorf e icel.

Il mobiletto di legno era sporco, la piastra di ottone verniciato graffiata e ossidata, la manopola del volume si incastrava e i connettori degli altoparlanti e di ingresso rivolti verso l’altro sono una roba che non si può vedere.

Niente che un pò di olio di gomito e di vernice non possa sistemare…

Quindi ho rimesso tutto al suo posto ma in modo decente e ordinato.

Ho configurato le finali con la connessione a triodo secca non mutabile, così eroga 1,6 watt. La connessione ultralineare non è contemplata e nemmeno possibile in quanto il trasformatore d’uscita non dispone della presa, volutamente, questo perchè in UL la potenza cresce appena di una frazione di watt, si arriva forse a 1,8 effettivi con il triplo della distorsione. Come ho già spiegato la connessione ultralineare in single ended è una gran fesseria.

Le strumentali:
Potenza: 1,6 Watt RMS per canale
Distorsione THD @ 0,25Watt: 1,9%
Smorzamento DF: 2,22
Banda passante @ 0,25Watt: 10Hz / 25khz -1dB

Analisi di spettro

Banda passante su carico resistivo

E carico reattivo

Quadre a 100hz – 1k – 10k

Continue reading...

Una risposta a Lo scherzo “Rework” Semplice amplificatore in classe A con valvole ECL82 / PCL82 / 6BM8

  • Vi racconto brevemente lastoria di qs. “Scherzo” acquistato per fare un impiantino di base a mia figlia che una discreta cultura musicale. Quindi ho voluto darle i mezzi di base per ascoltare i suoi CD in modo decoroso. Sul mercato dell’usato ho reperito un sempre eccellente Naim CDI (350 €) ed una coppia di vecchie Richard Allan Pavane (280 €) anni 60′ che ho restaurato con un po di pazienza. Come ampli ho acquistato usato “Lo Scherzo” … ma quando lo accendevo saltava il fusibile… apro il fondo e scopro un ginepraio di cavi mai visto realizzato da un incompetente alle prime armi. Chiudo tutto e dopo aver fatto una ricerca veloce su internet trovo il sito web di SB Lab a cui invio modulo di richiesta riparazione compilato. Prontamente il Sig. Bianchini mi risponde dicendosi disposto ricablarlo. Beh devo dire che non si è limitato alla ricabatura; sono stati sostituiti i condensatori di alimentazione perchè negli anni avevano perso di efficienza e tutta la componentistica presente sulla scheda … tabula rasa… bocciati anche i trasformatori di uscita, che come si vede dai grafici sopra non rispondevano ai requisiti necessari per dare un risultato di qualità che io ricercavo nell’ampli. Il risultato sonoro di 1,6 watt a triodo è strepitoso !! Non mi aspettavo tanta musicalità da un progetto del genere con un contenuto armonico di tutto rispetto ed una gestione delle basse frequenze molto buona. Anche il timing è ottimo, la musica ha una liquidità incredibile … devo dire che sono veramente soddisfatto dell’impiantino realizzato a mia figlia… e devo fare i miei personali complimenti a mr. Bianchini che si è rivelato un tecnico molto preparato e veramente appassionato del suo lavoro che mette a disposizione tutte le sue conoscenze. Complimenti ancora per la serietà e per il risultato. Mia figlia Giulia ringrazia …

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Music Angel Meng Mini X3 – Upgrade

Questo amplificatore Music Angel si colloca nella fascia dei cinesi modificabili, diciamo che al contrario di altre scatole di montaggio probabilmente non conviene comprarlo con il solo scopo di modificarlo, però se ne trovate uno usato a buon prezzo oppure lo avete già comprato e accantonato perchè non vi piace potete prendere la palla al balzo o divertirvi con un pò di fai da te.

Da originale

(Nota: questa prima parte dell’articolo è molto vecchia, da qui le strumentali con strumenti poveri) Ho iniziato con il vedere le strumentali dell’apparecchio originale che come mi aspettavo erano molto ma molto scarse, senza star a snocciolare troppi dati basta dire che i trasformatori d’uscita originali a 50Hz erano già a -3dB, la banda passante in alto “sembra” molto estesa, “sembra” avanzare fino a 60/70khz… Ho detto “sembra” perchè in realtà questi trasformatori d’uscita da circa 8/9khz in su hanno una risonanza con una rotazione di fase molto marcata e fortissime distorsioni conseguenti a questo fatto, mentre il fattore di smorzamento è inferiore a 2. Mostro le analisi di spettro e l’aspetto dell’onda quadra che evidenzia benissimo la risonanza di questi trasformatori.

Spettro a 1 Watt

Spettro poco prima del clipping

Quadra a 1khz

Quadra a 10khz

Ho quindi smontato completamente l’apparecchio e ho scoperto anche che internamente aveva diversi punti di ruggine…

Questi i trasfomatori originali (il TA e uno dei TU)

Il trasformatore di alimentazione Music Angel tende a sedersi, infatti sebbene monti le EL34, da originale, le fa funzionare con una corrente di bias molto limitata quindi ho pensato di utilizzare delle 6V6GT che meglio si adattano al trasformatore in dotazione a questo apprecchio, usare valvole più grosse non avrebbe senso perchè non si riuscirebbe a portarle in potenza. I trasformatori d’uscita sono i miei SE5K6-UNI che, privati delle calotte, hanno le stesse dimensioni dei trasformatori originali, recuperando le 2 staffe a “L” è possibile rimontarli sul telaio con le sue coperture.

Per fare un circuito semplice e con simpatiche valvolette “snobbate” dagli audiofili con la puzza sotto al naso ho scelto come pilota le PC88 o EC88…

Le 6V6 funzionano a pentodo, c’è la solita controreazione assolutamente necessaria per un suono decente e siccome non c’era spazio per inserire un’induttanza di filtro ho adottato un multiplicatore di capacità a stato solido. Lo schema premium è qua sotto:

Vediamo la realizzazione di “C.R.”

Strumentali:
Potenza 3,5Watt RMS per canale (prima del clipping)
Distorsione THD @ 1 watt: 0,98%
Smorzamento DF: 20
Banda passante: 10Hz – 42khz -1db

Analisi di spettro

Banda passante su carico resistivo

Banda passate su carico reattivo

Quadre a 100hz – 1khz – 10khz

Triangolare a 1khz

Come suona?

Ho comprato questo mini x3 ad un prezzo molto basso per poterlo modificare. Confermo che originale le doti sonore si questo ampli sono tutt’altro che buone. La costruzione è abbastanza semplice, e i particolari circuitali li lascio descrivere a lui. Io dico solo che acceso, l’ascolto mi ha lasciato senza parole, un ampli così economico che suona così bene non l’avevo ancora sentito, mi piace anche di più di roba più complessa e costosa. 3,5w di goduria sonica. Ottimo circuito e ottimi i soliti TU. Stefano si è superato ancora una volta. “R.C”.


E qui sotto la realizzazione di “S.Z.” in Bianco

Continue reading...

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Preamplificatore / DAC + RIAA MM con uscita a trasformatori basato sulla valvola 6BX7 / 6BL7

Per questo progetto, frutto del secondo lock down, ho preso spunto da diverse cose e da diverse esperienze, ho miscelato l’esperienza del granny27 e del nibiru per ottenere un preamplificatore DAC con uscita a trasformatori, similmente al vecchio progetto euridice ma con una marcia in più perchè sono riuscito a sfruttare (grazie all’esperienza maturata su nibiru) un’effetto di suono tridimensionale o palcoscenico controllato  e ottenuto combinando volutamente l’effetto di un’elemento induttivo (nel nibiru era un’induttanza, qui un trasformatore) e di un blando ma preciso tasso di controreazione, calibrato per non essere troppo poco e dare un suono slabbrato o sfocato da circuito zero feedback nè essere troppo elevato e schiacciare tutti gli strumenti contro la parete, ma la giusta via di mezzo tra tridimensionalità e messa a fuoco dei suoni per diventare godibile senza andare in contro a sporcature, quel moderato, ponderato e positivo uso della controreazione che tutti quelli che continuano a sbandierare lo zero feedback non capiranno mai. Questo progetto lo pubblico come premium.

Per non andare in contro ai problemi che ho avuto sul granny27, che alla fine è stato caricato con un CCS a transistor, suonando anche molto bene ma non facendo quello che volevo, ho utilizzato una valvola con una resistenza interna più bassa, una 6BX7…

La 6BX7 (e il suo ecquivalente 6BL7) è un doppio triodo di potenza, ha la stessa zoccolatura della 6SN7 ma può dissipare 6watt per ogni placca e ha una resistenza interna di 1300ohm e un Mu di 10, assomiglia abbastanza alla sezione di potenza di una 6EM7, questa valvola è adatta per fare amplificatori da cuffia, preamplificatori linea, finali con potenze molto piccole o come driver per valvole molto grosse come 300B / 845 ad esempio. Per questo progetto ho realizzato un nuovo trasformatore interstadio l’ i12K600

Questo trasformatore ha un primario da 12k e un secondario da 600ohm con presa centrale, e sopporta una corrente dc di 10mA, è possibile utilizzarlo con valvole che abbiano una Ri da 1700ohm a scendere, cito quindi le 6BX7 – 6BL7 ma anche le 5842 e la 417a, nel mio caso avendo già a disposizione un segnale forte proveniente da un DAC ho quindi preferito la 6BX7, con il suo basso mu e il fattore di discesa del trasformatore sono riuscito a dare a questo pre un guadagno quasi unitario nonostante la valvola amplifichi realmente, quindi dia al suono il suo carattere decisamente bello (non come tutti quegli inutili buffer da 2 soldi che vendono su internet con la valvola collegata ad inseguitore messa li solo per far mostrina mentre pugni di opamp fanno il lavoro vero e proprio).

Per fare qualche esperimento ho inserito nel pre oltre a un DAC anche un preamplificatore a jfet che usa dei BF256 e dei 2SK170, c’è quindi un commutatore che permette di passare dal DAC al pre fono ad una presa AUX per sorgenti esterne.

Per iniziare ho costruito l’alimentazione in un telaietto separato, per poter allontanare il trasformatore di alimentazione dagli interstadio in modo da non introdurre ronzii (problema che ebbi con il granny27). L’alimentazione anodica l’ho ottenuta con una piccola 6X5GT in quanto la corrente massima assorbita dallo stadio con la 6BX7 è di 20mA media e costante lavorando in classe A la 6X5GT è assolutamente dimensionata in modo corretto potendo erogare fino a 70mA non è per niente tirata per il collo, durerà a lungo ed è possibile utilizzare una valvola NOS reperibile a basso costo, in quanto snobbata dalle masse perchè i guru gli raccontano che per alimentare i 5/10mA di 6SN7 serve almeno una 5U4GB o una GZ34 con dei 470/1000uF di condensatori dopo “perchè la valvola ha bisogno di corrente” ovviamente nemmeno sanno la differenza tra corrente e tensione o cosa sia la resistenza di uscita di uno stadio, che nulla ha che vedere con quanto sia grossa la valvola raddrizzatrice che hai usato.

Dopo la 6X5GT ho messo una cella CLC, come nel granny, fatto con un vecchio condensatore a vitone NOS philips le cui caratteristiche elettriche fanno impallidire molti condensatori moderni (anche audio grade), per sfizio poi visto che volevo il silenzio assoluto dal punto di vista strumentale ho voluto sopprimere il poco ripple rimasto (10/20mVpp) con un moltiplicatore di capacità che si vede a sinistra dopo il ponte raddrizzare verde che invece raddrizza l’alimentazione a 24volt del pre riaa.

Mio personale godimento nell’usare vecchi componenti: nel moltiplicatore di capacità assieme al BUX85G si può vedere un vecchio BC207 NOS, nel video qui sotto si può vedere il lavoro del moltiplicatore, scala dell’oscilloscopio 20mV quadretto (quindi il rumore residuo è comunque molto poco), la traccia in basso è quella prima del motiplicatore, la traccia in alto quasi piatta è quella dopo il moltiplicatore. Le ondulazioni a bassa frequenza che si osservano sono assestamenti della tensione di rete e sono da ignorare, il moltiplicatore non è uno stabilizzatore.

Passando invece al telaio del pre vero e proprio, si vede l’anodica disaccoppiata da una cella RC formata da una resistenza da 22ohm e un condensatore carta olio NOS da 2,5uF della migliore qualità, uno sprague di quelli destinati all’aviazione che ha le viti per essere bloccato al suo posto e non strapparsi dal circuito con la forza di accelerazione.

Forse non tutti sanno che i carta olio in audio andrebbero usati così, sulle alimentazioni danno il loro meglio, messi lungo il segnale o ancora peggio nei crossover tendono a cancellare asprità ma anche parte del dettaglio sonoro, in gamma alta sopratutto…

Il trimmerone che si vede in questa foto serve per bilanciare perfettamente i 2 canali, essendo la tasso di NFB molto basso (circa 2dB) e per quando la valvola possa avere la 2 sezioni matchate non sarà mai perfetta, quindi ho messo questo trimmer per regolare sotto oscilloscopio i 2 canali perfettamente allo stesso livello. Per farlo non ho toccato il segnale di ingresso, per non introdurre disturbi, ma ho fatto un bilanciamento fine sul segnale di NFB, in modo da portare il guadagno dei 2 triodi ad esattamente lo stesso livello.

La 6X5GT

Strumentali: La distorsione anormica del circuito è dello 0,78% con un’uscita di 8Vpp (oltre il massimo che viene normalmente erogato, 6Vpp quando lavora con il DAC) e la banda passante è 30Hz / 35khz -1dB sempre alla stessa ampiezza.

Come suona

Ho fatto qualche esperimento con i bypass degli elettrolitici di catodo della 6BX7, provato polipropilene, acetato di cellulosa etc… ho trovato il mio optimus con il polipropilene (preferisco tanto dettaglio), suono ricco e piacevole, la gamma alta è frizzante, ottima separazione, voci ben focalizzate al centro della stanza, e buon palcoscenico. Sono pienamente soddisfatto.

Continue reading...

7 risposte a Preamplificatore / DAC + RIAA MM con uscita a trasformatori basato sulla valvola 6BX7 / 6BL7

  • Se pensi che l’NFB elimini tutte le distorsione ti sbagli, non è una cura magica, ti elimina una certa distorsione ma te ne crea altra diversa, ti abbassa armoniche basse e te ne fa spuntare altre più piccole in alto, genera intermodulazioni etc e succede sopratutto quando ci sono rotazioni di fase. Gli induttori sopratutto introducono delle distorsioni sui transienti e possono creare sensazioni sonore di tridimensionalità posticcia, che non erano presenti nel segnale di origine e che colorano il suono come piace a tanti audiofili. La controreazione in un tale circuito tende ad eliminare questi effetti posticci e quindi erroneamente molti audiofili affermano che la controreazione calcella cosa dal segnale, ma cerca di cancellare cose che non c’erano, quindi di coreggerle, con nibiru io dosavo questo livello. Succede anche che se però in un tale circuito la controreazione è troppa avvengono delle interazioni con l’elemento induttivo in primis per cui il suono diventa brutto al punto che è meglio eliminare del tutto il circuito, ossia la controreazione ha eliminato alcune cose che non dovevano esserci ma ne ha introdotte altre che sono anche peggio e succedeva sempre con nibiru se regolavo il tasso di NFB troppo alto, di queste cose ho già parlato su quell’articolo e mi sto ripetendo. Io purtroppo non ho lo strumento che mi permetterebbe di produrre dati tangibili di questa cosa perchè costa troppo per le mie tasche, ma empiricamente ho fatto queste osservazioni, anzi dovrei dire ascolti.

  • perdona ma stiamo mischiando cose diverse, l’uso della nfb per diminuire le distorsioni e migliorare la fedeltà nella riproduzione dei bassi è hi-fi, aggiungere altro per avere un suono più piacevole non mi pare cada nell’hi-fi, altrimenti ti contraddici sul motivo per cui usi la nfb…

  • Ciò che è un’effetto è un’effetto, quindi non c’è nella registrazione, come mettere sale e pepe sulla bistecca per non mangiarla insipida… tutto questa trafila iniziata con nibiru ha lo scopo di dimostrare che non è il negative feedback a cancellare cose dal suono, ma (1) al contrario che è la sua assenza ad aggiungere cose che non ci sono, (2) che lo zero feedback porta con sè anche effetti deleteri tipo bassi slabbrati, e brutte distorsioni e impastamenti tutt’altro che piacevoli e che limitano l’amplificatore a poter pilotare solo dei monovia, (3) che con un uso sapiente della controreazione è possibile regolare e avere il controllo su questi fenomeni e trovare un punto di equilibrio tra effetti piacevoli e spiacevoli. L’effetto non è una cosa apocalittica, si sente è bello, non è fastidioso ma ci vuole anche un’ambiente di ascolto corretto per apprezzarlo, per dire in un’ambiente con casse buttate come capita non si riesce a capire cosa fa nibiru.

  • Ma usi una traccia di riferimento che sai come deve suonare? Perché altrimenti non rischi di dare un effetto 3d a tracce che di suo non ne hanno?

  • provando, ho modificato i valori delle resistenza attorno al segnale di NFB 3/4 volte prima di trovare quello che mi sembrava meglio, essendo cmq un pre che non ha carichi reattivi ma vede una resistenza pura non è critico, alla fine il tasso di NFB ottimale di questo circuito è tipo 1,4/2dB…

  • non ho capito come stabilisci la giusta via di mezzo tra tridimensionaltà e messa a fuoco…

  • Complimenti Stefano, leggere i tuoi articoli e le descrizioni dei tuoi lavori è sempre un arricchimento di conoscenze. Metti anima , cuore e sopratutto competenza in tutti i tuoi progetti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.