Riparazione Apparecchiature Valvolari

valvole

Molti di voi avranno trovato in casa un’apparecchio a valvole, magari appartenuto a qualcuno della famiglia e vorrebbero farlo restaurare in maniera impeccabile e professionale ma non sapranno a chi rivolgersi.

Potete trasformare la vostra vecchia radio a valvole, tenuta per anni in una cantina o in soffitta in un bellissimo apparecchio da presentare nella vostra casa, non solo come soprammobile, ma come oggetto di arredamento vintage e sopratutto perfettamente funzionante. Chi in passato ha conosciuto il suono caldo che una radio a valvole riesce a diffondere e come questo possa trasformarsi in un piacevole momento di relax, può trovare interessante l’idea di far restaurare o semplicemente riparare il proprio apparecchio, mentre per quelli che non hanno mai ascoltato il suono di queste “radio dei nonni” ascoltare qualche stazione anche straniera potrà essere una piacevole scoperta, oppure potrà avere la radio convertita per la ricezione FM o addirittura Bluethooh. Continuate a leggere questa pagina, perchè sono a disposizione di chiunque possegga una vecchia radio a valvole e abbia desiderio di rivederla nel suo splendore originale, sia estetico che funzionale.

Non affidate la vostra radio a smanettoni della domenica o persone che non documentano di essere veramente capaci e/o non hanno adeguata strumentazione o ricambi adatti, purtroppo molto spesso mi portano radio e altri apparecchi gravemente rovinati da questi soggetti (un’esempio qui e qui). SB-LAB vi garantisce un servizio professionale, visitate la sezione “Radio d’epoca riparate” per farvi un’idea di come lavoro, se poi siete interessati ad un intervento la sezione “Contatti” vi fornirà tutte le informazioni su come procedere.

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Riguardo il cambio di valvole di una radio d’epoca.

Quanto costa restaurare una radio ?

Ho bisogno di poter visionare innanzitutto la radio che volete restaurare e solo dopo si può parlare della fattibilità. Grosso modo però posso dire che ogni lavoro è una cosa a se e non è possibile fare un preventivo preciso, potete darmi 2 radio uguali, una si ripara con poco e l’altra mi farà diventare matto! Non c’è una regola! Non posso sapere cosa troverò di guasto dentro e se ci sono particolari che necessitano di ricambio o rimpiazzo, una potrebbe essere bella pulita e l’altra una crosta di ruggine con i fili rosicchiati dai topi.

Normalmente una radio in buone condizioni necessita del controllo e rigenerazione o sostituzione degli elettrolitici, del controllo dei condensatori di disaccoppiamento e sostituzione a tappeto di tutti quelli a carta e del controllo della tolleranza di tutte le resistenze. Spesso è necessario ritarare le medie frequenze. In qualche caso capita che le medie frequenze non si riescano più ad allineare, in questi casi bisogna vedere come risolvere, se la media che non si allinea si può riparare o se va rimpiazzata. Il guasto delle medie frequenze e di altre parti del gruppo di sintonia si può diagnosticare SOLO dopo aver riparato il resto del circuito, quando è possibile alimentare il circuito, da qui deriva l’incertezza sui costi di una riparazione perchè comunque è necessario esegui il lavoro fino a un certo punto per poter scroprire se c’è altro.

Nel caso di conversione FM, se il cliente non è interessato alla ricezione delle altre gamme d’onda della radio (onde corte, onde lunghe) è possibile ignorare guasti alle medie, ed è sufficiente che funzioni l’oscillatore locale OM per avere una radio che riceve perfettamente l’FM, anche se muta nelle altre gamme originali, questo fa risparmiare diverse ore.

I trasformatori se sono bruciati di solito si vede subito ed è comunque facile testarli, ma a volte mi è capitato che una volta finita la riparazione la radio funzionasse correttamente per alcune ore poi il trasformatore di alimentazione si bruciasse o iniziasse a surriscaldare dopo un pò che era in funzione, purtroppo a volte i materiali ormai logori dal tempo possono fare questi scherzi e anche questa è una cosa che causa incertezza durante un restauro.

Una foto della parte elettronica mi può aiutare a capire le condizioni generali dell’apparecchio e se voglio e non voglio prenderla in mano. Il mio lavoro va a ore più i pezzi (trovate qui i costi orari) e non posso proporzionarlo al valore della radio che riparo se no il 50% delle volte dovrei lavorare rimettendoci. Se la radio si accende e qualcosa si sente è facile che il costo non sia eccessivo, ma se non l’avete mai accesa non fatelo perchè rischiate di causare danni seri al circuito e far lievitare parecchio il costo di una riparazione successiva. In questo link potete trovare diverse spiegazioni in merito alle problematiche e ai danni che capitano accendendo una radio dormiente da decenni.

Se non ci sono valvole da cambiare, problemi e sorprese che saltano fuori in corso d’opera il costo della riparazione elettrica dovrebbe restare a cavallo dei 200/300€, ma questa cifra è assolutamente spannometrica, teorica e del tutto irrilevante, ci sono radio che sono venute a costare anche meno di 200€ ma in altri casi anche 300/400€ o più, tutto dipende da cosa c’è di guasto e dalle loro condizioni di partenza. Assolutamente non mi interessa niente del valore della radio di partenza, le ore di mano d’opera e i materiali costano sempre la stessa cifra, sia che la radio valga 5€ sia che la radio valga 5000€.

Consulta la pagina relativa ai costi orari.

L’affermazione “quando è stata messa via funzionava” è assolutamente priva di valore, perchè è stata messa via magari 40 o 50 anni fà e ci sono cose che si guastano anche solo a restar ferme con il passare del tempo, per non parlare poi del fatto che il più delle volte vengono messe via in cantine umide o hanno passato anni in balia di tarli e roditori per poi essere spostate in posti migliori senza che il proprietario si ricordi di nulla. Anche qui dovrei ricordare le numerose radio che “quando son state messe via funzionavano” e quando sono state riattaccate alla corrente hanno fatto il botto.

Quanto vale la mia radio ?

Se ti piace, il suo valore economico non ti deve importare, se si guarda il valore economico di una radio allora a parte pochi modelli, nessuno dovrebbe restaurarle. La questione è semplice, se andate in un negozio ne potete comprare una nuova? NO! C’è qualche sito che vende radio già restaurate, potete scegliere tra la decina di modelli che hanno in quel momento… E se non ne hanno una come la vostra? In tutti i modi quella che acquistate non sarà quella di vostra nonna o quella di vostro padre. Lasciamo stare poi le numerose radio che si trovano sui diversi siti di annunci, messe in vendita da privati che per sbarazzarsene e guadagnare qualche soldo dicono essere perfette, il 99% delle volte sono radio tirate fuori da cantine e solai nelle stesse condizioni di tutte le altre, ossia che vanno sistemate prima di essere usate. Molti venditori poi le attaccano alla spina 30 secondi e la dichiarano funzionanti solo perchè vedono accendersi le lampadine della scala parlante. Ho conosciuto diverse persone che hanno comprato radio (su internet o in qualche mercatino di paese) che poi gli hanno fatto il fumo dopo 5 minuti che le avevano attaccate alla spina. Se vuoi una radio che funziona devi prendere atto che bisogna spenderci sopra quello che è necessario per rimetterla in sesto. Quindi non interessarti del valore della tua radio, considerala un’oggetto che avrai solo tu, se il tuo scopo è restaurarla per poi metterla in vendita e pagarci una rata del mutuo lascia stare, stai sopravvalutando il suo valore monetario e non gli stai dando invece nessun valore emotivo, quindi mettila in vendita così com’è senza farci nulla e senza collegarla alla corrente, ad un prezzo onesto e lascia che a farla restaurare sia qualcuno che la apprezza per quello che è e non per il suo valore economico.

Su internet si trovano molte radio a prezzo bassi, perchè dovrei spendere di più per restaurare la mia ?

La quasi totalità delle radio messe in vendita su internet o che trovate nei mercatini sono nelle stesse condizioni della vostra; rimaste ferme per decenni in una cantina o in un solaio e necessitano di una revisione prima di essere rimesse in funzione. Molti venditori un pò per baro un pò per ignoranza nelle loro inserzioni affermano che la radio è funzionante anche se non lo è, oppure la danno per funzionante semplicemente perchè vedono accesa la lampadina della scala parlante. Il fatto che non si senta nulla non li preoccupa oppure sono convinti che non si senta nulla perchè “su quelle frequenze non trasmette nessuno”.

E se anche la radio funzionasse effettivamente (sempre che non sia stata revisionata in tempi recenti) funziona in modo non ottimale e non è affidabile (vedi questo articolo per capire cosa intendo). Mi è già capitato di ascoltare clienti raccontare storie del tipo “ho comprato questa radio da uno che diceva che andava, l’ho portata a casa l’ho accesa funzionava e poi a un certo punto sento un rumore di scintille ed è uscito del fumo da dietro”. Quindi concludendo se volete un soprammobile potete comprare una radio d’epoca su internet a 50 euro, se volete che funzioni anche nessuno ve la da a così poco, e bisogna obbligatoriamente restaurarla, anche se nell’annuncio c’era scritto “funzionante”.

Cosa posso ascoltare con una radio d’epoca restaurata ?

Ci sono radio d’epoca, quelle meno anziane, che sono già dotate di ricezione FM nativa (da metà anni 50 in avanti), quelle più vecchie invece possono ricevere nativamente solo trasmissioni in modulazione di ampiezza AM, nella gamma delle onde medie e onde corte, su queste gamme è possibile ascoltare in italiano solo Rai Radio 1 trasmessa da una sola stazione emittente in onde medie e qualche piccola emittente locale, il resto sono stazioni estere in lingua straniera, però questo non vi deve preoccupare perchè grazie a SB Convertitore FM uno speciale modulo FM esclusivo per i clienti SB-LAB è possibile convertire la gamma “OM” alla ricezione della FM completa da 87,5 a 108mhz con ottima qualità dell’audio (senza i disturbi tipici della ricezione AM) oppure è possibile dotare la radio di un modulo ricevitore bluetooth che si interfaccia alla presa giradischi, di cui sono dotate tutte le radio d’epoca con il quale è possibile inviare audio dal proprio smartphone alla radio d’epoca senza utilizzare pericolosi cavetti di connessione.

Restauro del Mobile

Il restauro del mobile è affidato a una ditta esterna (RS Restauro di Rita Stefani) a cui viene affidato il mobile già privato delle parti elettriche, esso richiedere vari tipi di intervento che dipendono dal legno, dallo stato del mobile e delle parti che lo compongono.

Le fasi del restauro del mobile approssimativamente sono:

  • Pulizia del mobile.
  • Sverniciatura, dove fosse necessario.
  • Trattamento antitarlo, dove fosse necessario.
  • Oliatura e lucidatura a gomma lacca con tecnica a tampone.
  • Lavaggio delle parti in plastica, se presenti.
  • Verniciatura di eventuali mascherine, griglie metalliche in oro, rame o altri colori per ripristinare il colore originale o lucidatura in caso di parti di ottone.
  • Sostituzione della tela dell’altoparlante, dove fosse necessario.

Ecco alcuni esempi, come il mobile di questa Geloso G-321R prima e dopo l’intervento di restauro.

Qui il mobile di una zenith del 1936 prima e dopo il restauro:

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Riparazione della parte elettronica

La riparazione elettronica di qualsiasi  apparecchio,  ed  in  particolare  degli apparecchi  d’epoca, richiede esperienza e professionalità, ma anche e soprattutto disponibilità di pezzi di ricambio. Nella riparazione non è sufficiente sostituire i componenti difettosi, ma è necessario sostituire anche quelli a rischio, in questo modo infatti, posso garantire il funzionamento nel tempo dell’apparecchio e dare  garanzia sui lavori effettuati.

Descrivo brevemente alcune fasi  della  riparazione  elettronica:

  • Smontaggio dell’apparecchio.
  • Verifica dello stato di salute delle valvole su prova valvole.
  • Pulitura di contatti striscianti, di zoccoli, potenziometri, etc…
  • Pulitura commutatori gamma, tastiera.
  • Sostituzione di eventuali fili essiccati che hanno perso l’isolamento o che rischiano di andare in corto.
  • Controllo ed eliminazione di eventuali cortocircuiti.
  • Controllo delle resistenze (spesso variano di valore causando abbassamento di volume ed altri difetti).
  • Rigenerazione o sostituzione (se la rigenerazione non andasse a buon fine) dei condensatori elettrolitici di alimentazione e di accoppiamento stadio BF (anche se in buono stato, non danno garanzia di funzionamento).
  • Taratura delle medie frequenze.
  • Controllo, pulizia e lubrificazione del condensatore variabile di sintonia.
  • Pulizia esterna accurata della scala parlante.
  • Sostituzione della cordina che permette la sintonizzazione delle stazioni (solo se necessario).
  • Lubrificazione delle pulegge e controllo della lancetta di sintonia.
  • Sostituzione delle lampadine di illuminazione della scala (solo se necessario).
  • Montaggio dell’apparecchio.
  • Collaudo tenendo l’apparecchio acceso diverse ore per verificare la stabilità della riparazione.
  • Installazione del modulo conversione FM se richiesto dal cliente.
  • Installazione del modulo di ricezione bluetooth se richiesto dal cliente.

In caso di necessità posso replicare parti meccaniche mancanti o distrutte ove non fosse possibile trovare il pezzo di ricambio originale, ad esempio le pulegge del variabile in zama spesso col tempo finisco per andare in pezzi, qui sotto potete vedere un’esempio, la puleggia originale si è praticamente distrutta:

E questo è il rimpiazzo:

Nel caso si desiderino lavori in economia o quanto sia possibile o consigliabile mi è possibile anche realizzare ricambi in plastica e gomma con il metodo della stampa 3D, come dimostra la foto qui sotto:

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Se siete interessanti a rimettere in funzione una vecchia radio contattatemi.

Ma io voglio il preventivo preciso!

Alcune persone nonostante questo articolo mi mandano messaggi pretendendo un preventivo preciso, magari convinti che allegando qualche foto io possa indovinare un prezzo, a queste persone chiedo cortesemente di rileggere tutto l’articolo dall’inizio! Non posso farvi un preventivo preciso e il perchè è spiegato sopra, lavoro a ore + i pezzi. Faccio presente che non sono un hobbysta o uno smanettone della domenica ma una ditta con partita IVA che deve fatturare e pagare tasse, quindi non posso di certo farvi un lavoro che richiede 1 mese per 50€ (come ho visto, radio poi rovinate e che smettevano di funzionare dopo pochi giorni). Se non accettate di commissionare un lavoro con l’incertezza della spesa finale allora semplicemente non sono interessato a tirarmi addosso problemi e litigi, quindi semplicemente non voglio toccare la vostra radio se voi non siete d’accordo al 100% con questa condizione.

Garanzie

Io metto tutto il mio impegno nei lavori che eseguo, considerate però che una radio restaurata non è comunque un’oggetto nuovo, ma un oggetto molto vecchio che è stato revisionato e quindi avrà alcune parti sostituite con parti nuove ma tante altre parti ancora sue originali e vecchie, non posso sapere se un pezzo funzionante si guasterà in futuro, io ovviamente cerco di cambiare tutte le cose che per esperienza non sono sicure ma non avrebbe nemmeno senso ricostruirla tutta da capo a piedi, sarebbe costosissimo e inutile. Quindi io vi riparo la radio e poi la faccio funzionare per un certo tempo come collaudo. Ve la consegno assolutamente in buona fede, se poi dovessero sorgere dei problemi di funzionamento vi chiedo cortesemente di non arrabbiarvi ma invece di ri-contattarmi per risolvere il problema, il più delle volte potrebbe essere una sciocchezza da niente. Faccio anche notare che ci sono siti che si lodano di restituirvi il vostro apparecchio con tutte le “garanzie a norma di legge”, ma la legge non prevede nessuna garanzia per un’apparecchio riparato e non nuovo, io (come loro) posso garantirvi solo la qualità dei componenti che impiego e se il guasto dovesse essere causato da un componente da me impiegato non chiederò nessun compenso per una eventuale futura nuova riparazione, quindi in garanzia. Io sono sincero e vi dico la verità altri non lo fanno. Posso comunque assicurarvi che è raro che una radio una volta riparata si torni a guastare.

Siccome ricevo ancora richieste da persone che si divertono a montare o imitare il vecchio KIT di nuova elettronica LX1240 (anche se non capisco dove trovino i PCB e i trasformatori per metterli assieme) vado scrivendo questo articolo per soddisfare la richieste. Come succede per l’LX1321 anche per l’LX1240 circolano su internet diversi sitarelli amatoriali che propongono modifiche abbastanza discutibili che non sono affatto HiFi (sebbene le propongano come tali) oppure sono semplici esperimenti di smanettamento, che prevendono adattamenti di valvole in maniera abbastanza rozza. In questo articolo prendo in esame il progetto di NE, che di per sè ha un disegno abbastanza normale, e propongo delle modifiche che possano renderlo un’apparecchio veramente HiFi, di alto livello e non solo uno scassone di citofono su cui fare esperimenti di montaggio casuale di pezzi. Ho quindi preso in esame le limitazioni del circuito stampato originale e ho deciso di fare modifiche che possano essere realizzate modificando solo i valori dei componenti, senza stravolgimenti troppo pesanti, e quindi potranno essere utilizzate come valvole finali le EL34 e compatibili (KT66 / KL77) e le KT88/6550, niente 2A3, niente 6L6 niente 300B o PL36 o altre cavolate che richiederebbero trasformatori troppo diversi e driveraggi differenti per essere attuale correttamente.

Inizio spiegando che il progetto originario di nuova elettronica era tirato al massimo risparmio (oltre ogni limite) a totale discapito della qualità dei trasformatori che hanno delle enormi limitazioni qualitative. Il trasformatore di alimentazione originario di nuova elettronica era talmente sottodimensionato che si narra arrivasse a fumare dopo un pò che era acceso, tantè che molte persone ne compravano 2 per alimentarci solo un canale, avendo ugualmente problemi di surriscaldamento! Di stessa qualità sono i trasformatori d’uscita, talmente piccoli che io in quelle dimensioni ho realizzato trasformatori d’uscita per cuffie con valvole del taglio delle 6J5 mentre loro ci hanno fatto lavorare sopra una EL34. Premesso quindi che spendere poco con cose a valvole non ha senso, meglio usare un TDA2002 che costa ancora meno e suona sicuramente meglio che un valvolare realizzato con trasformatori così, è quindi palese che la modifica prevede l’acquisto di un nuovo set di trasformatori. Ovviamente la cosa non è un problema per chi monterà il progetto da zero senza partire dalla base di un LX1240.

Veniamo quindi alla mia versione. Premetto che su internet circolano schemi dove la gente commuta da pentodo a triodo o a ultralineare così alla leggera, senza considerare che il valore della resistenza di polarizzazione sotto al catodo della finale andrebbe cambiato, così come il tasso di NFB. Come ho già spiegato in questo articolo l’ultralineare in single ended è assolutamente da evitare, mentre con la finale a triodo si richiederebbe maggiore spinta da parte del driver io quindi considero solamente il funzionamento a pentodo che è l’unico che possa rendere dare una prestazione ben bilanciata all’oggetto. I trasformatori d’uscita sono gli stessi usati in altri single ended di EL34 quindi ad alta banda passante e dal suono di altissimo livello, ho previsto l’uso di un diverso trasformatore per la KT88 rispetto la EL34.

Di particolare gaudio per i sostenitori del suono colorato questo progetto prevede un feedback ad anello che lascia fuori il primo stadio, ecco lo schema (clicca per ingrandire)

Ho corretto la polarizzazione della finale e anche la polarizzazione e sopratutto quella della ECC82, perchè nella versione di Nuova Elettronica era fatta funzionare a correnti troppo basse, ma vediamo le rette per capire (in verde la versione Nuova Elettronica, in rosso la polarizzazione nella mia versione).

Rette ecc82

Come capita spesso mi arrivano persone imbeccate dai soliti guru dei forum che sanno tutto senza provare le cose che lanciano critiche sulle scelte circuitali che faccio e nel caso specifico hanno criticato questo cambio di polarizzazione della ECC82 definendolo peggiorativo, dicendo che:

  • Avendo fatto lavorare la valvola con una corrente maggiore questa si consuma prima.
  • Che il punto di lavoro risulta meno lineare, cioè la valvola distorce di più, “lo dicono anche i datasheet!”
  • Che non serve niente fare uno stadio che esce con un’impedenza inferiore tanto le resistenze di carico sono di valori molto alti.
  • Che il tempo di salita (che si migliora facendo lavorare la valvola a correnti maggiori, ossia facendola uscire ad impedenza più bassa), del circuito è una cosa irrilevante.

Allora visto che io non mi limito solo ad usare un simulatore computerizzato per verificare le cose che dico ho assemblato un circuito su un pezzo di legno con una ECC82, l’ho alimentata e ho effettuato varie misure per paragonare come si comportava nelle 2 situazioni, quella di nuova elettronica e quella che ho deciso di usare io, facendo ora ben presente che IO al contrario di tanti altri non considero solo la distorsione armornica (THD) ma anche tutta un’altra serie di parametri per stabilire quale circuito vada meglio. Sottolineo poi che la velocità del circuito (tempo di salita) per me è un parametro importante che definisce quanto dettaglio un certo circuito può far “sentire”, a tal proposito potete andarvi a vedere le specifiche tecniche degli OTL Graaf dove questo parametro era sempre dichiarato, G.Mariani mi ha sempre detto di tenerlo in considerazione e di far lavorare le valvole con della corrente, nel caso di questa ECC82 il punto di lavoro da me impostato è a metà della dissipazione massima della valvola quindi è del tutto accettabile e non credo che pregiudichi la vita della valvola, una volta facevano lavorare le valvole un modo parsimonioso perchè non gli interessava raggiungere certi livelli di fedeltà (le stesse registrazioni negli anni 50 non è che fossero granchè) ma piuttosto non avendo a disposizione condensatori di grosso taglio e rettificatori capaci di correnti elevate lo facevano per non andare in contro ad altri problemi, erano bravi progettisti alla philips ma all’epoca certe cose gli interessavano ben poco, oggi invece dovrebbero interessare sopratutto a quelli che si trastullano con DAC da mille mila BIT… tanta definizione poi perdi tutto in un circuito di concezione così arcaica?!

Ma vediamo il confronto tra le 2 circuitazioni, iniziamo con il circuito di nuova elettronica:

Fase e banda passante NE

Analisi di spettro NE

Tempo di salita NE

Riassunto strumentali NE:

  • Banda passante: 20khz -1 dB
  • Andamento di fase: 6 gradi 20Hz/1khz e ulteriori 10gradi 8khz, oltre 25gradi a 20khz.
  • Distorsione armonica THD: 0,4089% con prenza di picchi sotto la fondamentale, instabilità probabilmente causata dal valore molto alto della resistenza di carico.
  • Tempo di salita: 14uS

Ora vediamo il circuito come l’ho realizzato io…

Fase e banda passante SB-LAB

Analisi di spettro SB-LAB

Tempo di salita SB-LAB

Riassunto strumentali SB-LAB:

  • Banda passante: 75khz -1 dB (molto migliore della vesione NE).
  • Andamento di fase: 7,5 gradi 20Hz/1khz e ulteriori 10 gradi a 20khz (molto migliore della versione NE che a 20khz aveva oltre 25gradi di rotazione).
  • Distorsione armonica THD: 0,4268% (peggiore rispetto NE ma solo dello 0,0179%, differenza di distorsione IRRILEVANTE) minore presenza di rumore sotto la fondamentale (migliore rispetto NE).
  • Tempo di salita: 8uS (contro i 14 di NE)

In definitiva questo “peggioramento della THD” paventato dal lettore di datasheet è sostanzialmente inudibile, mentre tutti gli altri parametri di banda passante, andamento di fase, velocità del circuito risultano molto migliori rispetto la versione del circuito di nuova elettronica. Aggiungo anche che le griglie delle valvole ancorate con una resistenza di valore inferiore (220k invece di 470k) sono più stabili e meno suscettibili dal captare rumori e ronzii, quindi il circuito di nuova elettronica è solo una concezione circuitale “old style” assolutamente da bocciare o al limite con un proprio carattere sonoro vintage, ma la mia versione non è assolutamente peggiorativa ma tutt’altro; è decisamente migliorativa sopratutto se si cerca un suono più moderno e brillante. Chi poi insista a dire che uno 0,01qualcosa% di THD in più sia così peggiorativo ignorando tutto il resto per me non merita considerazione.

Attenzione: Le modifiche di seguito riportate in questo articolo PREVEDONO l’utilizzo di trasformatori SB-LAB, attorno a queste il progetto di upgrade è stato sviluppato e collaudato. Se eseguite queste modifiche in maniera errata o non utilizzate trasformatori SB-LAB il risultato è ignoto e SB-LAB non si assume nessuna responsabilità per amplificatori che entrano in auto-oscillazione o si bruciano. Non possono essere utilizzati in nessun modo i trasformatori originali di nuova elettronica. Essendo un circuito a larga banda passante ed essendo gli stessi trasformatori a larga banda passante garantiscono si una resa sonora assolutamente HiEnd, ma il cablaggio richiede grande cura e verifiche onde evitare problemi, le masse sul telaio devono essere pulite e fornire contatto perfetto, deve essere rispettata la polarità di fase dei trasformatori per non innescare oscillazione attraverso la rete di NFB, il cablaggio dell’ingresso pulito, senza loop di massa e con cavo schermato di buona qualità, può essere utile accendere gli apparecchi gradualmente con il variac. Se avete acquistato i trasformatori per l’upgrade, in caso di problemi o dubbi rivolgetevi a SB-LAB che può fornirvi l’assistenza per risolverli.

Ho effettuato il montaggio partendo da un PCB originale ripulito dagli esperimenti di qualcuno che ci si era divertito…

Facendo riferimento alle nomenclature dei componenti che appaiono sopra il PCB ho proceduto a montare il tutto in questo modo:

Resistenza da 15K 1/4 o 1/2 watt nella sede di C1
Condensatore ceramico da 100pF nella sede di R1, avendo cura di ripiegare il terminare e chiudere la pista per far arrivare il segnale all’ingresso della ECC82
Resistenza da 1Mega 1/4 watt montata sotto tra ingresso e massa grattando via il solder dalla pista adiacente

vedi foto:

R4 = 560ohm 1/2w
R2/R3 = 12k 1w
R5 = 470ohm /12w
R6= 82ohm 1/2w
R8/R9 = 220k 1/4w
R7 = 1k8 3watt
C3 = 100uF 400v
C2 = 1uF 250/300v o maggiore, MKP
R11= 39ohm
C4/C5 = 330nF 250volt o maggiore, MKP
R12 = 220ohm 3watt (cortocircuitare la presa GS del circuito a +300v)
C8 va lasciato vuoto
C6 = 470uF 400volt
C7 = 470/1000 o anche 2200uF 25volt di buona qualità con in parallelo in polipropilene da minimo 220nF fino a 1uF
R10 deve essere da 120ohm se si usa la EL34 e da 180ohm se si usa la KT88, sempre 5 watt di dissipazione
Il trasformatore d’uscita è il mod. SE2K-EL34 per uso con la EL34 e il mod. SE2K5-2A3 se si usa la KT88

Sotto a C3 va montato lo zener da 200volt 1watt con il catodo rivolto verso il positivo, questo zener ho lo scopo di stabilizzare la tensione che alimenta il driver impedendo delle lievi oscillazioni a bassa frequenza che avvengono dopo picchi di segnale.

Va ovviamente eliminata l’induttanza doppia di NE e vanno cortocircuitate le 2 linee di alimentazione dei 2 canali come se fossero una sola, la separazione dei canali è irrilenvante essendo una classe A ed essendoci 2 condensatori da 470uF che finiscono di fatto in parallelo non possono avvenire fenomeni di diafonia.

Ecco il mio montaggio di collaudo su tavolaccio

 

Strumentali rilevate

Banda passante: 20Hz -0,2dB / 50khz -1db
Distorsione armonica THD @ 1 Watt RMS su carico resistivo: 0,966% (da contare il montaggio volante, quindi non schermato e i fili lunghi)
Potenza: rilevata con KT88 su trasformatore SE2K5-2A3 = 7,5Watt RMS
Smorzamento DF: 5,7

Grafico banda passante e fase su carico resistivo

Grafico banda passante e fase di carico reattivo

Analisi di spettro

Quadre a 100Hz – 1k – 10k su carico resistivo

Questa è una misteriosa phonola 561 variante sconosciuta, oppure un pasticcio fatto da qualche riparatore d’epoca. Ho ricevuto questa radio in condizioni di cantina, il restauro è cominciato con lo smontaggio e la rimessa a nuovo del mobile e fin qui nessun problema particolare. I problemi sono cominciati quando ho preso in mano il telaio perchè era stato evidentemente pasticciato da qualche riparatore all’epoca e non riuscivo a identificare un modello preciso, le valvole montate erano 6A8g – 6K7g – 6B8g – 6V6g – 5Y3g e l’occhio magico 6E5. Lo schienale addirittura riportava scritto phonola 559! Ho trovato un documento che riporta tutte le varianti di questo telaio, ecco qui sotto il riassunto:

Come è possibile vedere la 559 non centra niente con questo telaio perchè monta valvole a bicchiere, tra tutte, quella che più assomiglia è la 561B che monta la 6Q7g dove io avevo una 6B8 e non ha l’occhio magico. Dopo un paio d’ore a studiarmi il pastrocchio fatto dal riparatore d’epoca ho dovuto scegliere la strada più lunga, ma l’unica possibile per arrivare ad avere un telaio che potesse funzionare, ossia smontare quasi tutto il circuito di alimentazione (smanazzato dal riparatore d’epoca) e tutto il circuito tra la 6B8 e la 6V6 e poi con lo schema della 561B ricostruire tutto, convertendola di fatto in una 561B. Anche perchè buona parte dei conduttori con la guaina di plastica si sbriciolava… in pratica non avevo nessun’altra strada se non ricostruirla…

Finito di ricablare il circuito ho potuto fare la prima accensione e ho constatato che l’oscillatore locale era bloccato su tutte le gamme, quindi mi sono dovuto mettere a cambiare tutti i condensatori nel gruppo RF, ripartiti gli oscillatori locali mi sono scontrato con le fameliche medie frequenze phonola che non vanno mai, ho dovuto cambiare le prime 2 per e poi aggiungerci un condensatore fisso + trimmer capacitivo perchè era sostanzialmente impossibile da allineare (come tutte le MF phonola del resto).

Ed ecco che in onde corte ha preso a ricevere qualcosa per lo meno…

Ho quindi proseguito installando il modulo FM, e rimontando la radio che era pronta.

561 E-Tubes

L’articolo prosegue con l’illustrazione di un’altra variante che sembra essere la 561 senza altre lettere dopo, quella che su radiomuseum chiamano e-tubes, con la sola eccezione di montare una 5Y3g al posto della WE54. Praticamente durante la seconda guerra mondiale la phonola ha prodotto robe in maniera creativa con quello che aveva disponibile. Anche questa versava in condizioni abbastanza brutte, sporco e ruggine come se non ci fosse un domani.

Anche qui il lavoro è consistito nella pulizia e parziale ricostruzione.

 

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