Da oltre trent’anni, Copland è un nome stimato nel panorama audiofonico internazionale, apprezzato per il suo approccio sobrio ma raffinato alla costruzione di amplificatori e componenti hi-fi. La casa danese produce una gamma limitata ma curata di apparecchi, puntando più sulla qualità esecutiva che sulla quantità di modelli.
Il modello CTA-401 è uno dei primi integrati a valvole progettati da Copland all’inizio degli anni Novanta (la produzione è cominciata attorno al 1990). È diventato un’icona del marchio per il suo equilibrio fra linearità, musicalità e raffinatezza timbrica. Pur essendo considerato da molti una soluzione “da città” — adatta cioè ad ambienti con casse efficienti e dove non servono potenze elevate — il CTA-401 è spesso elogiato per la sua grazia sonora, la trasparenza nella fascia media e la coerenza timbrica fra le sezioni del circuito.
Molti estimatori ne apprezzano anche l’aspetto progettuale: il frontale simmetrico, i pomelli “a cilindro” (rotary hat knobs) e lo stile elegante sono diventati elementi distintivi della famiglia Copland.
Questo Copland CTA-401 mi è stato affidato per risolvere alcune criticità. Il primo problema riguardava il trasformatore di alimentazione, che vibrava in modo evidente: qualcuno aveva già tentato un intervento palliativo, purtroppo senza successo. Il secondo problema era l’impossibilità di impostare lo stesso valore di bias su tutte e quattro le finali. L’originale trasformatore di alimentazione era stato alloggiato dentro un cilindro di acciaio riempito con schiuma di poliuretano: soluzione che può attenuare vibrazioni a breve termine, ma che nel tempo trasferisce comunque le risonanze al telaio e rende più complessa ogni manutenzione.
Ho quindi provveduto a progettare e realizzare un ricambio elettricamente e meccanicamente compatibile, con lamierini a perdite ridotte e fissaggio più solido, in grado di contenere la vibrazione e riportare le tensioni entro le specifiche del costruttore. L’installazione è stata eseguita senza modifiche irreversibili allo chassis, così da preservare l’originalità dell’apparecchio.
Poi ho avviato la revisione dello stampato dell’amplificatore: erano presenti sporcizia diffusa e croste di vecchio solder che stavano corrodendo i margini delle piste, con rischio di microfessurazioni e contatti incerti. Ho rimosso le residuazioni, ripassato le saldature fredde e ripristinato i pad più stressati per garantire affidabilità nel lungo periodo.
Quindi ho smontato l’intera scheda e proceduto a un’accurata pulizia con detergenti idonei, seguita da lavaggio e completa asciugatura. Questo passaggio è fondamentale per eliminare flussanti vecchi e prevenire tracciamenti ad alta tensione o rumori parassiti dovuti a contaminazioni superficiali.
Il primo guasto rilevante è stato una delle quattro resistenze da 10 ? usate come test point del bias: era cotta e misurava 5,6 ? anziché 10 ?. Oltre a falsare la lettura del bias, una resistenza in quelle condizioni può fungere da “fusibile casuale” e innescare instabilità. È stata sostituita con un componente a bassa tolleranza e adeguata dissipazione.
Ho poi trovato un ponte raddrizzatore “universale” al posto dei quattro diodi fast dell’anodica principale: scelta impropria, perché incrementa le perdite e peggiora il recovery alle alte tensioni, con possibile aumento del ronzio e stress dei condensatori. La sostituzione era indispensabile per ripristinare il comportamento originario del circuito di alimentazione HT.
Ho quindi reinstallato quattro diodi del tipo corretto, veloci e con adeguata tensione inversa, migliorando l’efficienza del raddrizzamento e riducendo il rumore residuo. Dopo l’intervento la forma d’onda e le tensioni si sono riportate entro le specifiche attese.
Poi ho analizzato la questione del bias: in sostanza è un bug di progettazione, perché è stato previsto un solo trimmer per regolare tutte e quattro le valvole. Riporto il testo che appare sul sito di audiokit a questo indirizzo, che già proponeva una modifica:
Come ultimo passo abbiamo provveduto a eliminare un bug circuitale. Per come è stato impostato il circuito di Bias si è costretti ad usare un quartetto di valvole selezionate. I trimmer P1 e P2 infatti permettono si il bilanciamento della corrente anodica di ogni coppia di valvole finali, ma avendo un solo potenziometro P3 per la regolazione della corrente anodica possiamo ritrovarci con una coppia che “tira” di più ed una coppia che “tira” di meno, ed in tal modo un canale suona in un modo ed un canale in un altro! Assurdo, pensando al costo di un comunissimo trimmer. La modifica è semplicissima: si duplica il circuito a valle di P3, si trancia la pista che collega i cursori dei trimmer P1 e P2 e dal terminale negativo di C18 Bis si collega un filo al cursore del Trimmer isolato. In questa maniera è possibile procedere alla taratura in maniera più libera.
La modifica proposta da audiokit è questa qui:

In realtà la problematica dell’amplificatore originale è più ampia: anche acquistando un quartetto matchato, in breve tempo si osserva una deriva delle quattro valvole che rende impossibile, nel giro di poche settimane, mantenere un corretto bilanciamento del bias. Nel caso in esame avevo a disposizione un quartetto di Svetlana WC con circa una settimana di rodaggio, e già si riscontravano differenze di anche 10 mA tra una valvola e l’altra. La modifica del circuito di bias diventa quindi sostanzialmente obbligatoria per una taratura stabile e indipendente delle singole finali. Ho implementato la soluzione proposta da audiokit, con cablaggio pulito e percorsi di massa controllati.
Ho però riscontrato un ulteriore limite: le Svetlana WC mostravano un’emissione leggermente inferiore rispetto ad altre EL34 (oltre alle WC ho testato anche JJ e National), come verificato su uTracer. Non riuscivo a superare i 32 mA perché ero a fine corsa del trimmer (mentre il setpoint consigliato è di 48 mA per ciascuna valvola). Inoltre, il ventaglio di regolazione tra minima e massima corrente era troppo stretto e mal si adattava a certe produzioni di valvole attuali. Ho quindi introdotto una piccola modifica al circuito di bias, aggiungendo solo due resistenze, in modo da ampliare il range utile e ottenere una regolazione comoda e precisa anche con valvole di emissione differente. Pubblico di seguito lo schema (clicca per ingrandire):
![]() |
![]() |
Nota scritta direttamente da audiokit:
Buongiorno Stefano, bel lavoro e grazie del link (bei ricordi..) dovresti solo specificare che la modifica proposta da Audiokit risale al 1998 circa tempi in cui le tipologie delle valvole di allora erano probabilmente diverse e più ripetitive, considera che poi NON tutti i quartetti di EL34 JJ, EH, Tung-Sol, China, Svetlana USA, Svetlana SED ecc… hanno valori ripetitivi simili, io che le misuro sempre tutte posso dirti con certezza che ci sono variazioni tra quartetti anche del 30-40 % (e non solo sulle EL34…) e qualche marchio di cui non faccio nome mi spedisce quartetti che superano anche il 30% di tolleranza tra le stesse valvole (devo dividerle poi io a coppie se mi va bene..) quindi a volte è necessario agire pesantemente sulle tarature anche sostituendo componenti.
Questo è l’apparecchio finito:
Non ho eseguito altre modifiche suggerite da audiokit perché un precedente proprietario aveva già sostituito i condensatori sul segnale con polipropilene (marca indicata “miflex”) e gli altri condensatori del circuito con Wima rossi. All’ascolto ho trovato l’apparecchio tendenzialmente brillante sulle alte frequenze; in particolare i Wima rossi enfatizzano la gamma alta in modo per me affaticante (ho dovuto abbassare la regolazione di roll-off delle mie Tannoy per un ascolto equilibrato). Probabilmente la sostituzione dei soli condensatori di segnale con Jensen avrebbe fornito un equilibrio timbrico più naturale, mantenendo al contempo la trasparenza.
Non ho inserito induttanze di filtro sull’alimentazione anodica perché non c’era un punto di fissaggio meccanicamente adeguato. Ho però variato il valore della resistenza R47 da 15 ? a 62 ? per compensare l’aumento di tensione introdotto dal nuovo trasformatore (l’anodica è passata da ~430 V, valore previsto, a ~466 V). In questo modo ho riportato i punti di lavoro entro un range più consono e ridotto lo stress sui componenti a valle.
Come già osservato sugli Audio Research Reference 210, con grossi condensatori di livellamento sull’HT è impossibile annullare completamente la vibrazione del trasformatore: resta un leggero ronzio meccanico, però minimo e inavvertibile durante la riproduzione; si percepisce solo in silenzio ravvicinato. Purtroppo, anche i trasformatori selezionati dalle case madri tendono a vibrare dopo un certo periodo. Una lieve vibrazione è fisiologica; altra cosa è un “trattore”. Chi avesse un CTA-401 con trasformatore che ronza in modo inaccettabile e desiderasse il mio ricambio Mod. 20S4474 trova le caratteristiche nella pagina dei trasformatori di alimentazione e può contattarmi per l’acquisto.
Per completare l’intervento ho effettuato alcune misure strumentali di verifica: la risposta in frequenza coincide con quanto dichiarato dalla casa madre, confermando l’allineamento funzionale dopo la sostituzione del trasformatore e la revisione del circuito.
La risposta sul carico reattivo suggerisce un buon fattore di smorzamento (non l’ho misurato direttamente su questo esemplare, preferisco evitare la misura sui commerciali; a occhio è nell’ordine di 7–10), con basso rigonfiamento in gamma bassa e controllo decoroso del woofer.
E questa è la distorsione armonica a 1 W su carico resistivo, con spettro regolare e assenza di spurie anomale, in linea con l’architettura del circuito e con le condizioni di polarizzazione impostate.



















































Come ti ho già risposto su facebook questo è il mio progetto, a me interessava fare quelle quelle prove li. Il valore della RK però va lasciata invariata per non sposare il punto di lavoro della valvola. Tu cmq puoi fare le prove che vuoi. A me non interessa vendere questo oggetto, lo costruii solo per verificare una mia teoria sugli effetti all’ascolto, mi ha confermato quello che pensavo, per me il suo scopo si è esaurito li, se vuoi le 2 induttanze ed evantualmente un trasformatore di alimentazione te lo posso fornire e dopo puoi fare le tue prove poi ci racconti cosa scopri 🙂
Il fatto che lei abbia pensato di realizzare un cotale induttore ha un significato importante di per sé, indipendentemente dalle difficoltà realizzative. Le degenerazioni introdotte dall’assenza dei condensatori catodici si ha dunque anche selezionando il carico anodico resistivo? Ecco che sarebbe dune importante testare sia il resistore sia l’induttore anodico nelle stesse condizioni di presenza e/o assenza dell’array di condensatori catodici. Il potenziometro non sarebbe del tutto in serie ai condensatori di by-pass, ma sostituirebbe il resistore catodico. Il cursore sarebbe collegato all’array dei condensatori, dunque solo una parte di quel potenziometro sarebbe in serie ai condensatori, esclusa la posizione in cui tali condensatori verrebbero a trovarsi direttamente collegati al catodo del triodo.
L’induttanza da 600henry non è stato poi niente di tanto difficile da realizzare. Togliendo la capacità sotto il catodo introduci degenerazione locale che è equivalente ad aggiungere controreazione, cioè è controreazione locale anche quella. Con il potenziometro in serie al C di bypass puoi variare quest’altra controreazione con la differenza direi che sposti anche il taglio e la rotazione di fase in basso.
Buongiorno, non sono un elettronico “studiato”, ma un semplice appassionato autodidatta. Devo farle i complimenti per questo interessante circuito di prova. E anche per la realizzazione di codesto altrettanto interessante induttore da ben 600 H! Detto questo, la mia curiosità mi avrebbe spinto a disgiungere la commutazione delle capacità catodiche dall’induttanza anodica, per vedere cosa accade inserendo/disinserendo le capacità catodiche sia col resistore che con l’induttore come carico anodico. In altre parole provare la differenza di prestazioni fra induttore e resistore anodico nelle stesse condizioni catodiche. Addirittura: sostituire il resistore catodico con un potenziometro avente il cursore collegato a detti condensatori riferiti a massa, in modo da parzializzare a piacimento l’inserimento di quelle capacità. Ed infine provare ad inserire/disinserire una grid stopper immediatamente prima della griglia di controllo. Questo è quanto, la ringrazio per l’attenzione e le auguro buon lavoro.
Certo AleD ti dicono sempre che devi spendere tanto se no non va bene poi vai a casa di un tuo amico che ti chiama a sentire un 300b che ha pagato 12000 euro e fa schifo se anche fosse che spendi un sacco di trasformatori e va bene uguale a come va bene fatto in un altro modo cosa ci hai guadagnato?, vale l’idea o vale il risultato? dai retta a me che di apparecchi con i trasformatori di stefano ne ho già costruiti 3 con i suoi schemi e suonano molto meglio di tanta roba che compri senza feedback anche costosa
“Ma con un budget elevato sarebbe possibile progettare e costruire per esempio un SE a triodi con nessuna retroazione, ne’ globale e nemmeno locale, e che funzioni sonicamente bene? Da abbinare a diffusori ad alta sensibilità e facili da pilotare.”
C’è anche da dire che il fastidio del basso smorzamento dipende anche dall’inerzia delle casse e dalla potenza del circuito, con questo 45 che ho realizzato io https://www.sb-lab.eu/sb-tulipa-single-ended-45/ avevo usato un tasso di NFB veramente poco limitato, il DF era appena di 3 ma con i soli 2,2 watt era sufficiente a fare un buon ascolto, però la questione è sempre quella che si rifugge il negative feedback perchè vi si associa una esperienza uditiva negativa, ma questo non è sempre vero, sopratutto se i trasformatori hanno bande passanti elevate e la rete di NFB è fatta bene non si trova nessuna differenza apprezzabile ad orecchio se non che senza del tutto in molte situazioni si ha esperienza di bassi fuori controllo, quindi non capisco la ragione dell’accanimento. In ogni modo il lilliput https://www.sb-lab.eu/lilliput-amplificatore-single-ended/ potrebbe essere uno di quei progetti molto semplici e con uno smorzamento buono nonostante l’assenza di controreazione, perchè la 6080 ha una resistenza interna di appena 300ohm… purtroppo le altre valvole di più comune uso hanno Ri di migliaia di ohm…
Gentile utente non posso fare commenti diretti su prodotti della concorrenza e ho dovuto per ovvi motivi eliminare il link, io non dico niente su quell’apparecchio perchè non l’ho mai provato ma un’idea ce l’ho e il video in questione l’ho già visto tempo fà e non mi trovo d’accordo con quelle che viene affermato, un monotriodo zero feedback accoppiato e trasformatori avrà un certo risultato che può piacere o non piacere ma trovo sbagliato affermare che l’uso di NFB sia incontrovertibilmente e sicuramente peggiorativo perchè si afferma come verità assoluta quello che invece è un gusto personale, ho pubblicato il progetto del triodino 4 con nfb disattivabile proprio per incuriosire le persone perchè il paragone tra 2 apparecchi diversi non vale niente e si traggono conclusioni errate, ci sono fior di amplificatori che usano la controreazioni venduti a parecchie migliaia di € di marchi famosi, che suonano bene. La questione piuttosto è che i sostenitori dello zerofeedback a tutti i costi a mio modesto parere siano una minoranza ma sono accaniti e fanno tanta “confusione” tutti gli altri comprano e realizzano quello che gli pare senza fare tanta propaganda, il problema è che sempre secondo me gli stessi stanno portando al collasso il mercato dei valvolari perchè ho osservato tantissime persone stanche di essere prese in giro con apparecchi che costano un’occhio della testa e mi dicono che non suona bene e sono passati allo stato solido perchè si sono arresi che quella via di mezzo non gliela da nessuno… o stato solito o valvolari zero feedback e tutti e dire così suona meglio.. in termini culari è come se tutti proponessero la loro ricetta per cucinare il baccalà dicendo questo è buono, è meglio, ma se non ti piace il baccalà?
Te lo dicono a parole, ma tu lo hai sentito e confrontati, sopratutto confrontati con retroazionati fatti al mio modo (e non uno qualsiasi) ? perchè un mio amico di roma che ha realizzato questo: https://www.sb-lab.eu/single-ended-el34-di-alberto/ aveva uno che continuava a dirgli (quando gli schemi erano ancora visibili in chiaro… infatti li ho pixelati tutti anche perchè mi ero rotto di queste persone) “non farlo, da un circuito così non puoi aspettarti più di tanto, è sbagliato, toglie quello aggiungi quall’altro, stacca il negative feedabck…” poi per fortuna alberto ha fatto il progetto rispettandolo, con i miei trasformatori e ottimi condensatori che gli hanno suggerito i ragazzi di audiokit e quando il guru di turno è andato a sentire è rimasto pietrificato e alla fine ha dovuto ammettere che non ha mai sentito così tanto dettaglio in un’amplificatore… e non è l’unico che si è trovato amici e conoscenti che remavano contro le mie progettazioni alla fine si sono trovati col loro amplificatori di marchi o nomi altisonanti … 845, 2a3, 300B i cui marchi i modelli non posso citare perchè poi sarei passibile di azioni legali, totalmente seppelliti.. tanto per dire che c’è uno che fa dei 300B e dichiara che siano zerofeedback e con uno smorzamento di diverse centinaia come cifra (totalmente impossibile anche con il più retroazionato degli stati solidi) ma poi nei vari commenti leggi gente che dice che però lo usa un biamplificazione solo sui medi alti perchè le basse non le fa bene.
Comunque l’esempio sarebbe questo:
link eliminato
Che ne pensi?
Chiedevo perché ci sono progettisti che li realizzano con costi di costruzione (non di vendita) di svariati migliaia di euro e sostengono appunto che la controreazione zero dia risultati sonicamente migliori usando valvole adatte in circuiti adatti. Boh.
Se interessa in privato posso fornire il contatto (nostrano).
Come ho spiegato in altri articoli si riesce ad avere uno smorzamento “decente” ( https://www.sb-lab.eu/fattore-smorzamento-amplificatori/ )solo con un ristretto numero di valvole che posseggono una Ri molto molto bassa che praticamente si restringe alle regolatrici di tensione come la 6080 / 6336 / 6c33 e poche altre… con valvole come la 2A3 e le 300b non si riesce ad avere ottimisticamente parlante uno smorzamento superiore a fattore 2, ma sinceramente la cosa non deve essere di nessun interesse perchè quello che conta è il risultato e non come lo si ottiene e questo continuare a trattare il negative feedback come una sorte di peste a me personalmente ha stancato, ( https://www.sb-lab.eu/negative-feedback-e-la-caccia-alle-streghe/ ) tutti quelli che hanno sentito le mie realizzazioni o abbiano eseguito qualche mio schema con i miei trasformatori alla fine si sono trovati d’accordo che la buona progettazione con moderato (e sottolinea moderato) uso di NFB abbinato a buoni trasformatori da risultati superiori e non raggiungibili in sua assenza… Ma poi pubblicassero le strumentali a parole potrei anche dire di avere 4 braccia e 3 occhi… quanti ce ne sono che pubblicano i dati che pubblico io? Ho visto mcintosh, un produttore di amplificatori che costano come casa mia e basta… di contro ho avuto qualcuno che ha voluto insinuare che le misure che faccio sono taroccate perchè voglio tirare acqua al mio mulino, oppure quando per dire ho riparato il fatman 252 non ho avuto problemi a scrivere che faceva 100khz di banda passante perchè aveva ottimi trasformatori https://www.sb-lab.eu/fatman-itube-252/
Ma con un budget elevato sarebbe possibile progettare e costruire per esempio un SE a triodi con nessuna retroazione, ne’ globale e nemmeno locale, e che funzioni sonicamente bene? Da abbinare a diffusori ad alta sensibilità e facili da pilotare.