Lo scherzo “Rework” Semplice amplificatore in classe A con valvole ECL82 / PCL82 / 6BM8

Visto il recente interessamento per “Lo Scherzo” da parte di diversi clienti nelle ultime settimane, per accontentare le loro richieste, rinfresco nuovamente questa pagina con uno schema ritoccato e il relativo set di trasformatori necessario a realizzarlo. “Lo Scherzo” di Luca Chiomenti è stato presentato su Costruire HI-FI n° 24-29-36-43. È un progetto molto semplice che fù venduto come scatola di montaggio, adatto ai principianti e che se abbinato a diffusori corretti, ad alta efficienza, può dare parecchie soddisfazioni, iniziamo vedendo lo schema originale presentato nel 1996 (clicca per ingrandire).

Su internet si vedono centinaia di realizzazioni di questo progettino in tutte le salse, la maggioranza di questi sono montaggi tirati al risparmio quindi è frequente vedere utilizzati piccoli trasformatori d’uscita concepiti per radio d’epoca, da un parte è giusto perchè sono i primi montaggi di novellini, dall’altra parte però sembra escludersi, nella testa delle persone, che un tal circuitino se curato possa raggiungere livelli sonori di tutto rispetto invece di finire a fare la parte dello “scoreggino” montato solo per passatempo e che poi non si ascolta veramente perchè è privo di doti sonore superiori al citofono di casa. Quindi pubblico lo schema Free dello Scherzo “Rework”.

Cosa cambia rispetto lo schema originale? La finale è collegata permanentemente a triodo essendo una finale molto piccola la potenza erogata è molto limitata, l’incremento da triodo a pentodo è veramente risicato e inutile e come già sapete la connessione in ultralineare di un single ended serve solo a far distorsione e non è nemmeno contemplata. La resistenza posta in serie alla G2 è stata modificata da 1k8 a 330ohm, 1k8 è troppo grande e rende il suono moscio. Ho eliminato la gridstop in serie alla griglia della finale perchè è assolutamente e totalmente inutile. Ho modificato la cella “CR” di accoppiamento tra driver e finale da 100nF/470k a 220nF/330k, resistenza di ancoraggio più piccola = meno intermodulazione. Ho maggiorato le capacità di bypass del catodi per avere meno degenerazione alle basse frequenze, e quindi meno rotazioni di fase, la modifica è necessaria anche per sfruttare i trasformatori SE5K6-UNI in grado di scendere in frequenza molto di più dei trasformatori originali. Ho segnato per i meno accorti di bypassare gli elettrolitici catodici con dei piccoli polipropilene per migliorare la qualità della gamma alta. Il segnale di NFB non è opzionale per me, ma un requisito fondamentale, e consiglio quindi di connetterlo. La sezione di alimentazione originale usava solo una cella CRC per il filtraggio dell’anodica, all’estremo opposto invece c’è gente che consiglia di mettere addirittura 2 induttanze in serie con una doppia cella CLCLC o altri che dividono a “Y” facendo una cella LC separata per ogni canale, la mia valutazione ultima è che sono valvolette da si e no 30mA che funzionano in classe A, ho quindi schematizzato una cella CLC unica con condensatori abbondanti (220uF / 440uF) e una induttanza da 10H che risulta del tutto sufficiente a fornire un’alimentazione stabile ad entrambe i canali senza che questi possano in alcun modo creare diafonia tra loro, le PCL82 non ce la fanno a smuovere 440uF di condensatore in questa condizione metterci 2 induttanze o separare i 2 canali è una spesa inutile che non porta nessun miglioramento. Per il suono migliore invece che filtrare un’alimentazione già stabile con 3000 induttanze conviene spendere qualcosa per dei condensatori buoni, mundorf, elna etc… Consiglio anche di utilizzare un buon potenziometro per il volume, per carità stareo! Non mettete 2 volumi separati se non volete passare la vita ad alzarvi dalla poltrona perchè non siete sicuri del bilanciamento destra/sinistra, spendete qualcosa anche sulla qualità dei connettori RCA e degli altoparlanti.

Se volete realizzare lo scherzo ex novo il set di trasformatori completo (1 TA, 2 TU SE5K6-UNI, 1 ind. 15S56) costa €335,00 compresa spedizione.

Se avete già lo scherzo originale e volete fare l’upgrade potete buttare via (o rivendere su ebay o subito) i trasformatori d’uscita a vostra disposizione e comprare il set che comprende i 2 trasformatori d’uscita SE5K6-UNI e l’induttanza 15S56 (il trasformatore di alimentazione a disposizione è riciclabile senza problemi) e in questo caso il costo sarà di €282,00 compresa spedizione.

Se siete interessati all’aquisto potete contattarmi cliccando qui.

NOTA: l’immagine sotto è puramente indicativa e non raffigura il set di trasformatori che riceverete.

Vediamo come eseguire l’upgrade di uno scherzo originale del 1996 che mi hanno portato da riparare…

Purtroppo il montaggio eseguito da chi lo ha poi venduto su uno dei tanti siti di annunci lo classificava dentro la categoria degli impresentabili… Se trovate dei grovigli del genere potete comprarli con l’intento di recuperare valvole, PCB, il trasformatore di alimentazione e lo schassis, quindi dovete pagarli poco in quanto classificabili come merce guasta, non pensate nemmeno di collegarli alla corrente, anche se chi li vende li da via per funzionanti, in quanto “funzionante”, anche se dovrebbe essere qualcosa di oggettivo, per molte persone sembra essere qualcosa di soggettivo, con le foto successive capirete il perchè.

I guasti al circuito erano abbastanza evidenti oltre alle splendide saldature…

Ho dovuto ripulire il PCB sia dai vecchi componenti, che dal vecchio stagno e dal solder…

Ora invece voglio parlare dei trasformatori d’uscita dello scherzo: Già da anni sul mio listino è presente un modello (SE5K6-UNI) che indico come adatto alla realizzazione dello scherzo, diverse persone mi hanno mandato messaggi esprimendo perplessità sulla resistenza DC di tale trasformatore che dichiaro di 736ohm dicendo di ricordare che la resistenza DC degli originali trasformatori dello scherzo era molto più bassa, meno della metà rispetto a quella del trasformatore che vendo, ma far capire alla gente che l’SE5K6-UNI va bene così comè a parole è difficile perchè poi le persone non si fidano, allora ecco qui gli originali trasformatori dello scherzo venduti nella scatola di montaggio del 1996 riconoscibili dalla piattina rosso/nera usata per il secondario…

L’induttanza primaria di questo trasformatore è insufficiente! Provato a banco, alle basse frequenze, mostra un’attenuazione di -3dB a 70Hz, giusto per capire qui sotto la foto di come esce una sinusoide a 20Hz da tale trasformatore:

Non ho acquisito altre strumentali o grafici perchè era una perdita di tempo. Quello che voglio spiegare è che quando hai a che fare con valvole di piccole potenze non puoi usare nuclei enormi e se ti serve induttanza primaria extra per scendere di frequenza devi fare più spire con un filo più sottile, questo aumenta la resistenza DC del trasformatore che si può compensare aumentando un pelo la tensione anodica che si fornisce alla valvola per compensare la caduta del trasformatore, si ha una leggera perdita di potenza in più ma l’alternativa è un trasformatore che non fa i bassi!!! Poi ci sono i distorsofili con pessimi gusti a cui piace così, distorto e con i peggio condensatori… Contenti loro 😆 … In ogni modo per questo restauro ho provveduto a fornire una coppia di SE5K6-UNI nuovi di zecca e il circuito ricostruito con componenti di buona qualità…

Purtroppo condensatori di una certa caratura sono voluminosi rispetto i “pisellini” originali e ho dovuto montare alcune cose dal lato rame del PCB, ho bypassato gli elettrolitici catodici e di alimentazione con dei polipropilene mundorf e icel.

Il mobiletto di legno era sporco, la piastra di ottone verniciato graffiata e ossidata, la manopola del volume si incastrava e i connettori degli altoparlanti e di ingresso rivolti verso l’altro sono una roba che non si può vedere.

Niente che un pò di olio di gomito e di vernice non possa sistemare…

Quindi ho rimesso tutto al suo posto ma in modo decente e ordinato.

Ho configurato le finali con la connessione a triodo secca non mutabile, così eroga 1,6 watt. La connessione ultralineare non è contemplata e nemmeno possibile in quanto il trasformatore d’uscita non dispone della presa, volutamente, questo perchè in UL la potenza cresce appena di una frazione di watt, si arriva forse a 1,8 effettivi con il triplo della distorsione. Come ho già spiegato la connessione ultralineare in single ended è una gran fesseria.

Le strumentali:
Potenza: 1,6 Watt RMS per canale
Distorsione THD @ 0,25Watt: 1,9%
Smorzamento DF: 2,22
Banda passante @ 0,25Watt: 10Hz / 25khz -1dB

Analisi di spettro

Banda passante su carico resistivo

E carico reattivo

Quadre a 100hz – 1k – 10k

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Una risposta a Lo scherzo “Rework” Semplice amplificatore in classe A con valvole ECL82 / PCL82 / 6BM8

  • Vi racconto brevemente lastoria di qs. “Scherzo” acquistato per fare un impiantino di base a mia figlia che una discreta cultura musicale. Quindi ho voluto darle i mezzi di base per ascoltare i suoi CD in modo decoroso. Sul mercato dell’usato ho reperito un sempre eccellente Naim CDI (350 €) ed una coppia di vecchie Richard Allan Pavane (280 €) anni 60′ che ho restaurato con un po di pazienza. Come ampli ho acquistato usato “Lo Scherzo” … ma quando lo accendevo saltava il fusibile… apro il fondo e scopro un ginepraio di cavi mai visto realizzato da un incompetente alle prime armi. Chiudo tutto e dopo aver fatto una ricerca veloce su internet trovo il sito web di SB Lab a cui invio modulo di richiesta riparazione compilato. Prontamente il Sig. Bianchini mi risponde dicendosi disposto ricablarlo. Beh devo dire che non si è limitato alla ricabatura; sono stati sostituiti i condensatori di alimentazione perchè negli anni avevano perso di efficienza e tutta la componentistica presente sulla scheda … tabula rasa… bocciati anche i trasformatori di uscita, che come si vede dai grafici sopra non rispondevano ai requisiti necessari per dare un risultato di qualità che io ricercavo nell’ampli. Il risultato sonoro di 1,6 watt a triodo è strepitoso !! Non mi aspettavo tanta musicalità da un progetto del genere con un contenuto armonico di tutto rispetto ed una gestione delle basse frequenze molto buona. Anche il timing è ottimo, la musica ha una liquidità incredibile … devo dire che sono veramente soddisfatto dell’impiantino realizzato a mia figlia… e devo fare i miei personali complimenti a mr. Bianchini che si è rivelato un tecnico molto preparato e veramente appassionato del suo lavoro che mette a disposizione tutte le sue conoscenze. Complimenti ancora per la serietà e per il risultato. Mia figlia Giulia ringrazia …

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Schadeode e Triodi Virtuali – Un’interessante alternativa all’ultralineare

  • Maggiore Potenza
  • Minore distorsione
  • Utilizzabile anche in Single Ended

Schade Feedback o Partial Feedback – Migliore dell’ultralineare ?

Ripeto spesso ai miei clienti che il suono delle valvole di per sè non esiste, che a suonare è tutto l’amplificatore nel suo insieme e che se lo sai progettare bene, su per giù, puoi far suonare qualsiasi valvola più o meno come qualsiasi altra. Non parliamo di amplificatori zero feedback dove diventa una gara a chi distorce nel modo più “soggettivamente bello” ma di circuiti pensati per essere HiFi e riprodurre bene il segnale senza troppe colorature,  in buona sostanza non vogliamo che la “Monna Lisa” assomigli a un quadro di “Jackson Pollock”.

Nella mia esperienza una delle valvole più ostiche da addomesticare è stata sicuramente la EL84. La EL84 è un pentodo da 12watt di dissipazione con una resistenza interna di ben 38k. Con una resistenza interna così alta è stato anche difficile produrre un trasformatore d’uscita (pushpull) che rendesse bene sulle basse frequenze perchè l’induttanza primaria necessaria era davvero alta e per raggiungerla si finiva a pregiudicare l’estensione in alto. Questo pentodo è stato molto diffuso nelle vecchie radio d’epoca e in amplificatori valvolari per chitarra elettrica, come il famosissimo VOX AC30. Sostituiva la 6V6 nei circuiti che montavano valvole Noval. Però su una radio l’estensione in basso non era importante in quanto i piccoli trasformatori d’uscita utilizzati all’epoca spesso non scendevano sotto i 500Hz per concezione, lo stesso dicasi per gli amplificatori da chitarra che non dovevano produrre frequenze molto basse e dove comunque la distorsione era ricercata. In HiFi molti circuiti dal disegno classico che utilizzano la EL84 finiscono per avere un suono abbastanza tipico, vintage, che mentalmente associo al suono della EL84. Supratutto sui pushpull dove la Ri raddoppia e diventa necessario fare tanto NFB se si vogliono raggiungere tassi di smorzamento un minimo decenti come in questo clone Dynaco 410, ruggente, dal suono antico e per i miei gusti decisamente poco piacevole. In ultralineare la sistuazione non migliore di molto e per altro la EL84 non ti da nemmeno la soddisfazione di dire, “la connetto a triodo!”… Connessa a triodo la curve hanno una pendenza molto accentuata, solitamente in questi casi si utilizza un trasformatore con un’impedenza elevata e si allunga in tensione ma… NO! Il datasheet della EL84 consiglia di non superare (tensione statica) i 300volt Placca e G2, quindi o ci si riduce come qualcuno che ha prodotto dei ridicoli SE con la EL84 a triodo da 0,4Watt o pushpull da 2Watt poi nascondendo la propria incapacità affermando che “è il suono che conta”, oppure si prende un’altra strada più sensata.

Anche se l’avevo già usato in passato, solo oggi ho preso la palla al balzo per parlare in modo approfondito di un tipo di circuito chiamato Schadeode o Partial Feedback.

Questa topologia di circuito è definita dall’uso di 2 resistori, uno porta il segnale di placca sulla griglia controllo e l’altro è posto in serie al segnale di ingresso, essendo questi 2 segnali in opposizione di fase, alla griglia giunge un segnale differenziale che è il prodotto della reciproca sottrazione dei 2 mediato da queste resistenze, esso eè un loop di feedback locale dalla placca alla griglia. Questo loop di feedback fornisce dei vantaggi: abbassa la distorsione, la resistenza interna della valvola e il rumore, estendendo al contempo la larghezza di banda del circuito. Poiché il ciclo di feedback è così breve, questo sistema di feedback trova pochi dei problemi di instabilità solitamente associati all’uso del feedback ad anello. La quantità di controreazione applicata dipende dai valori di R1 e R2. Questo sistema implica che il generatore di segnale, ossia lo stadio che pilota la finale, esca con una Zout molto bassa, tipicamente uno stadio ad inseguitore o un SRPP, la cui Zout sia irrilevante rispetto il valore di R1. Volendo invece fare uno Schade Feedback verso uno stadio che esce di anodo si figurerebbe un circuito con questo aspetto:

In questa variante di circuito il tasso di retroazione applicata dipende dal rapporto che R1 ha verso R2/R3 e la Ri del triodo pilota. Rispetto il circuito con le resistenze dove è virtualmente possibile fare quanto NFB si vuole (in quanto le resistenze sono perfettamente lineari) qui si è limitati dalla linearità dello stadio pilota che ad un certo punto sarà spinto dal segnale proveniente da R1 in zona di saturazione/interdizione provocando una forte distorsione proveniente proprio da questo elemento.

Iniziamo però a vedere in dettaglio quello che fa questo circuito e perchè dovrebbe essere migliore della connessione ultralineare. Come scritto ad inizio pagina si ha maggiore potenza rispetto all’ultralineare. Il pentodo ha la massima resa in termini di potenza trasferita al carico (40/50% in alcuni casi anche il 60%) ma anche la massima Ri mostrata al trasformatore e generalmente un tasso di distorsione alto, un pentodo connesso a triodo o un triodo vero e proprio invece ha il rendimento minimo in termini di trasferimento di potenza (20/25%) ma anche una Ri molto più bassa mostrata al carico e un basso tasso di distorsione. In ultralineare si ha un rendimento intermedio sia in potenza che in termini di Ri mostrate al carico e distorsione. Poi come se non fosse finita la connessione ultralineare trova larga applicazione nei pushpull ma sull’uso nei single ended risulta limitativa, sconveniente… produce solo poca potenza in più rispetto la connessione a triodo ma con molta più distorsione, anche se nonostante questo molti distorsofili continuano ad utilizzarla proprio perchè non sono amanti dell’alta fedeltà ma appunto della distorsione, come si può vedere qui. Di fatto la connessione ultra lineare in single ended non ha senso, ne ho già parlato qui.

Con la connessione Schadeode invece è possibile avere il rendimento di potenza di un pentodo con una Ri mostrata al carico ed una distorsione volendo anche inferiori alla stessa valvola connessa a triodo, ed è possible utilizzarlo profiquamente anche in Single Ended!!! Volere la moglie ubriaca e la botte piena, in questo caso si può! Incredibile? Guardate i grafici qui sotto, paragoniamo prima la EL84 a pentodo alla stessa connessa a triodo…

PentodoTriodo

Poi guardiamo le curve della EL84 in ultralineare, al 20% e al 40%, come viene indicato dal datasheet della valvola, in questo caso come già sapete le curve sono valide solo se il punto di lavoro viene posto alla tensione di 300volt, e non è possibile spostarlo sopra o sotto questa tensione senza cambiare completamente il grafico come già spiegato in un’altro articolo…

Come è possibile vedere, la EL84 in UL che sia al 20 o al 40% non ha delle curve entusiasmanti, si perde potenza senza quasi niente in cambio, quandi conviene lasciarla connessa a pentodo, ma vediamo con la connessione Schadeode, che il software di uTracer mi consente di simulare, come diventano le curve. NOTA: tutti i grafici sono stati acquisiti da una vera EL84 inserita nel tracciacurve e non sono frutto di simulazioni al computer.

Come si vede i limiti di corrente/tensione sono gli stessi della valvola che funziona a pentodo, quindi ad esempio una retta di carico alla sinistra del grafico, può arrivare fino a 50volt con 100mA di corrente trasferendo la stessa potenza che la valvola erogherebbe a pentodo, ma le curve hanno pressochè la stessa pendenza della EL84 connessa a triodo. Nella connessione realmente a triodo la stessa retta di carico si fermerebbe con la saturazione della valvola a 150volt / 75mA trasferendo quindi molta meno potenza. Praticamente una EL84 a triodo che riesce ad erogare la stessa potenza di una EL84 a pentodo. Me vediamo cosa succede aumentando il tasso di retroazione locale:

I limiti sono ancora quelli della EL84 connessa a pentodo ma la pendenza della curve e il guadagno sono molto diminuiti, ossia la sua resistenza interna è diminuita e ora servono fino a -36volt per portarla in interdizione, di fatto abbiamo creato un triodo nuovo che non esisteva. Niente a che vedere con l’ultralineare e poco importa se verso l’alto le curve non proseguono come nei triodi veri perchè la retta di carico normale non arriverà mai in quella zona. L’abbassamento della Ri della valvola virtuale poi diventa utile per aumentare il tasso di smorzamento senza l’uso di NFB ad anello, ma con questo tipo di controreazione ancora meno dannosa di quella convenzionale. Nota per chi volesse fare esperimenti: il punto di lavoro statico (tensione/corrente/polarizzazione di griglia) si stabiliscono sulle curve della valvola a pentodo, perchè il funzionamento a triodo virtuale avviene in regime dinamico ma non su quello statico.

Qui sotto i link a qualche sito esterno che parla dello stesso argomento:

Tube CAD

Bertola Valves

Su questo sito potete trovare il progetto alimede con la EL84 pilotata in Schade Feedback con una 5842 come driver, il vecchissimo progetto libero con il single ended con la 6JZ8 (il fattore di smorzamento di questo circuito resta basso in quanto il tasso di feedback locale è basso a sua volta). E a breve dovrebbe arrivare un progetto premium di un pushpull con le EL84 dove tenterò di ottenere un fattore di smorzamento accettabile senza uso di feedback ad anello, della potenza di 15 watt. Inoltre per completare il discorso va detto anche che lo Schadeode può essere utilizzato con qualsiasi valvola, anche un triodo, ottenendo l’abbassamento della sua resistenza interna.

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6 risposte a Schadeode e Triodi Virtuali – Un’interessante alternativa all’ultralineare

  • Hai sbagliato perchè facendo come hai fatto tu il segnale di Nfb risale il potenziometro e arriva sull’uscita della sorgente, quindi la R in serie al segnale non è il valore che hai stabilito ma quella resistenza più quella del potenziometro in base a come lo hai regolato + quella della sorgente, va messo obbligatoriamente un buffer per interrompere la propagazione e fissare dei valori di controreazione fissi.

  • Il primo l’ho provato per un pre di linea con solo un triodo di segnale per canale (senza trasformatore d’uscita) e un pot del volume da 10Klog in ingresso, ma ho dovuto mettere in parallelo a R1 una piccola capacità per recuperare banda… ha una dinamica superiore rispetto la configurazione senza controreazione, insomma, interessante giocarci sopra

  • I 2 circuiti dovrebbero essere equivalenti, solo che portando indietro il segnale di NFB sulla placca del driver si è limitati nel tasso di controreazione che si può applicare per problemi di linearità dello stadio driver di per sè (PS se il driver è un pentodo funziona meglio rispetto se è un triodo), non vedo dove potrebbe essere limitata la banda passante, nel circuito il collo di bottiglia maggiore alla banda passate è sempre il trasformatore d’uscita, non prendendo segnale dal secondario del trasformatore si riesce effettivamente ad estendere meno la banda passante rispetto un circuito con NFB ad anello, ma in questo caso se il trasformatore copre come dovrebbe la banda udibile è abbastanza, non dovrebbero sorgere problemi legati alle rotazione di fase come capita con l’NFB ad anello. Cmq in linea generale avendo simulato qualche circuito come distorsione va meglio il primo circuito con solo le resistenze, a livello di analisi di spettro è molto più pulito, anche se obbliga a mettere uno stadio ad inseguitore tra driver e finale o a usare un SRPP.

  • si, scusa, al secondo esempio

  • A quale schema ti riferisci? non ci sono schemi a parte 2 teorici e le curve della valvola con 2 tassi di local feedback diversi, ma non sono riferiti a gli schemi sopra, sono solo esempi.

  • Se non sbaglia la simulazione, il secondo schema ha una risposta in frequenza inferiore a quella ottenibile con il feedback d’anello e riduce un po’ quella ad anello aperto

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Il Triodino 2 “Rework” – Rivisitato e Corretto

PSE con valvola 5998 / 6AS7 / 6080

In questo mondo, dell’autocostruzione audio a valvole, ancora una volta mi tocca fare il rompiscatole. Non è colpa mia se la fuori è pieno di schemi e progetti contenenti errori, che circolano da 25 anni o più e nessuno si sia mai accordo ti ciò o si sia preso briga di correggere, “l’importate è che suoni” dicono… o che esca qualcosa lasciato un pò al caso per come la vedo io.

Questo articolo nasce dalla rischiesta di “P.C.” di un set di trasformatori per realizzare un progetto trovato su una vecchia rivista, ossia il Triodino 2 con la 5998A, allego sotto lo schema che mi ha inviato:

Ormai sono abituato a non fidarmi di schemi che provengono da internet, riviste e libri scritti da guru vari, e quei 350volt già a colpo d’occhio mi puzzavano. Sono andato a vedere il datasheet della 5998A che altro non è che una versione leggermente potenziata della 6AS7 o 6080 in cui differisce solamente per la massima dissipazione che è di 15 watt per placca contro i 13Watt della 6AS7 e della 6080, ma per il resto sono uguali in tutto e per tutto. Facendo 2 conti semplici vediamo una resistenza di catodo da 1k su cui indicano esserci 53volt quindi la corrente che vi scorre per la legge di ohm è I = V/R (53mA), se sulla placca sono presenti 350volt, tolti i 53 che cadono sulla resistenza sulla valvola cadono 350-53=297volt, quindi la dissipazione è 297*0,053=15,74Watt già di poco oltre il limite della valvola per una 5998, fuori invece se si utilizzano 6AS7/6080, e infatti molti costruiscono questo progetto con le 6AS7/6080 in quanto sono più facili da reperire. Ma fin qui uno potrebbe dire “il progetto è pensato per le 5998A” e avrebbe ragione, se uno sostituisce una valvola con un’altra dovrebbe verificare che la valvola di rimpiazzo sia effettivamente uguale all’altra o se ha delle differenze dovrebbe assicurarsi di non eccedere quanto permesso dalla valvola che va a utilizzare, il problema però sono quei 297volt che cadono sulla 5998A… Vediamo un pezzo del datasheet della 5998A…

Il sottotitolo della sezione dice “Absolute Values” tradotto “Valori ASSOLUTI“. Poco sotto si legge “Plate voltage dc = 275v”, ossia la massima tensione fissa tollerabile in modo sicuro dalla valvola è di 275volt, ma in questo progetto vi si applicano 297volt, va considerato poi che è sott’inteso e buona norma far funzionare una valvola AL DI SOTTO dei suoi valori massimi! In valvole come queste, regolatrici di tensione, sopratutto è importante rispettare i massimi valori di tensione di placca perchè la loro costruzione interna prevede che le distanze tra i vari elettrodi (catodo, griglia, placca) siano ridotti al minimo (condizione necessaria per ottenere resistenze interne molto basse) e quindi l’isolamento tra questi vari elementi si riduce drasticamente, considerando anche che vanno tenute in considerazione le dilatazioni termiche dei metalli superare questi limiti significa rischiare scariche interne alla valvola. Poco importano le voci di quelli che dicono di averlo fatto lo stesso e che non è mai successo nulla, i datasheet sono legge.

Proseguendo poi ho fatto una simulazione del circuito in questione perchè sospettavo che l’impedenza (2500ohm) del trasformatore non fosse corretta, lo screenshot qui sotto parla da solo, non c’è bisogno di fare analisi di spettro e di parlare di distorsione armonica, perchè si vede a occhio.

“8 Watt Sopraffini” che per altro non sono nemmeno 7watt RMS pieni prima che inizi il clipping e questo nella simulazione, nella raltà forse 4/5?! Ho fatto presente questi miei dubbi a “P.C.” (sarò stato il primo che ha avuto le @@ di dirlo in 25 anni?) e mi ha confessato che anche lui nutriva qualche sospetto in merito, ma non azzardava a dir niente perchè è un semplice hobbysta, però poi mi ha notificato l’esistenza di uno schema modificato, sempre pubblicato dagli stessi autori, che tornati sui loro passi, eccola qui sotto:

Probabilmente qualche fuoco d’artificio del precedente schema hanno fatto questa variante dove la tensione vista dalla valvola è stata abbassata a 257volt, finalmente entro i limiti e la dissipazione a 11watt (conservativo anche per una 6AS7/6080). Però ancora un’erroraccio permane sullo schema: viene indicato di utilizzare la valvola raddrizzatrice 5U4 o in alternativa la GZ34, ma queste 2 valvole raddrizzatrici hanno delle cadute di tensione diverse, dovute a resistenze interne e limiti di corrente divesi… Di fatto se con la 5U4 si avessero 300volt sulla placca della 5998, con la GZ34 se ne avrebbero 340… non è una differenza irrilevante! La differenza irrilevante sarebbe stata se avessero indicato di sostituire la 5U4 con una 5X4 (sento le vocine di certi personaggi “ma la 5X4 era usata nelle TV e nelle Radio, non è una valvola audio! blablabla bhe bhe bhe …” allora la 5U4 e la 5X4 sono la STESSA valvola con connessioni sui pin dello zoccolo differenti, punto, basta e fine della questione, di queste stupidaggini ne ho sentite abbastanza), ma l’uso della GZ34 richiede un trasformatore con una tensione di più bassa o quanto meno un qualche accorgimento tipo resistenza in serie alla valvola per smaltire i 40volt di troppo, ma niente, ancora una volte le cose vengono lasciate al caso. Poi sui forum si legge di gente che parla del diverso suono delle raddrizzatrici, ma con schemi del genere il diverso suono viene perchè cambia la tensione del circuito… con 40 volt in più sfido che distorca meno e abbia un pochino più di potenza, ma pure spingi nuovamente la finale oltre le sue possibilità… ah no è il suono dovuto alla GZ34 (perchè non usano gli strumenti di misura ma solo le orecchie quindi non si rendono conto di niente)… e tutti su ebay a spendere 500€ per una GZ34, (*) magati mezza esaurita, ma con la base di metallo che è lei che fà!

(*) Posso narrarvi in merito una storia proveniente da facebook dove “tizio” (che rimarrà anonimo) raccontava di aver trovato una scatola con delle valvole e tra di queste c’era appunto una GZ34 con la base di metallo che provata su tester AVO risultava con una sezione all’75% e l’altra sezione al 40%, quindi di fatto una valvola marcia ma che comunque si poteva utilizzare per far funzionare senza pretese un’apparecchio d’epoca, in quanto nell’ottica di un restauro, per taluni, l’originalità di un pezzo conta di più del suo stato di conservazione. Tizio mise questa GZ34 su ebay e con sua sorpresa il giorno dopo la trovò venduta a oltre 300€ e lo stupido (permettetemi) che sborsò tale cifra riferì anche quanto essa suonava bene. Ora non impeditemi di dire che questo è effetto placebo.

Continuando con le modifiche apportate al secondo schema del triodino 2, si nota anche che è stata modificato il trasformatore con un’impedenza da 3200ohm (più consona alla valvola) ed è stata lasciata una presa a 2500ohm per chi volesse farlo funzionare con un tasso di distorsione maggiore. L’aumento dell’impedenza fa diminuire la distorsione ma anche la potenza resa che cala sencondo gli autori a 3,5watt effettivi.

Per completezza di questo articolo voglio segnalare anche il progetto Lilliput che è molto simile a questi e di cui riporto velocente lo schema sotto:

Nel lilliput la tensione di placca della 6080 viene abbassata molto, essa viene fatta funzionare in modo estremamente conservativo, la potenza resa eccede di poco di 2 watt, su un trasformatore con un’impedenza di 1400ohm, il tasso di distorsione non è diverso da quello dello screenshot di ltspice che sta sopra.

Durante lo scambio di messaggi con “P.C.” venne fuori che era interessato anche alla possibilità di utilizzare un’intera valvola con le 2 sezioni in parallelo per avere maggiore potenza, passandomi questa jpeg pescata con google frutto di uno sforzo progettuale immenso:

In realtà trasformare il Triodino 2 in versione PSE fatta bene richiede pochi piccoli accorgimenti per far lavorare i 2 triodi parallelati al meglio… E no! non si tratta di mettere 2 resistenze di catodo con 2 condensatori separati per ogni triodo, lo dico per stroncare le gambe a quelli che poi passano su questa pagina e vedendo lo schema premium non leggibile penseranno “chissà cosa nascondi si capisce…” non è come pensi! Siccome le cose da fare sono tutte stupide secondo alcuni ma alla fine in un trentennio nessuno c’è mai arrivato mi sembra giusto che io me non le mostri a tutti, e chi vuole paga e compra schema e trasformatori.

La seconda cosa è che se 1 triodo lavora bene su un’impedenza da 3200ohm se metti 2 triodi in parallelo l’impedenza va calata a 1600ohm… raddoppia la corrente si dimezza l’impedenza, e ovviamente il trasformatore d’uscita va calcolato per lavorare con quella data corrente DC con una valvola che ha una Ri dimezzata… non come quelli che prendono un trasformatore X pensato per mezza 6080, poi paralellano la 6080, raddoppiano la corrente sul TU e tanto va lo stesso a parte saturare il trasformatore che tanto se i bassi non escono meglio perchè zero feedback poi danno fastidio.

Inoltre ho ritoccato i valori di taglio della cella formata dal condensatore di disaccoppiamento e la resistenza di ancoraggio della finali per spingere meglio in basso il circuito, ho aggiunto qualche accorgimento sull’ingresso e sui catodi di entrambe le valvole. Il circuito usa una ECC81 come pilota della 5998/6AS7/6080 e il guadagno complessivo è tale per cui bastano 1,7Vpp in ingresso per portare la finale alla saturazione, essendo quindi bello sensibile come circuito e avendo sulla carta uno smorzamento di solo 2,9 (nella realtà sarà inferiore, stimo non superiore a 2) ho pensato bene di aggiungere una rete di controreazione disattivabile con un’interruttore. Ad anello aperto è praticamente il circuito originale solo PSE con poche marginali migliorie mentre con la controreazione attiva la sensibilità del circuito cala a 3Vpp per avere il pieno clipping della finali, lo smorzamento aumenta considerevolmente ad un tasso che nel reale dovrebbe quanto meno raggiungere un fattore di 5. La potenza raggiungibile in questa configurazione nella simulazione raggiunge i 9,2 watt prima del clipping nel mondo reale potrebbero essere 7 massimo 8Watt RMS prima del clipping, questa volta veri e non numeri gettati a caso come fanno praticamente tutti tranne me.

Ho ricalcolato il trasformatore di alimentazione e lo stadio con la raddrizzatrice e la cella CLC, ci sono stato dentro con una 5U4GB o una 5X4G, la GZ34 non è contemplata. Per me le cose devono essere precise.

Ecco lo schema premium

Il set di 2 trasformatori d’uscita, uno di alimentazione e un’induttanza 18S5200 e lo schema elettrico necessari per realizzare questo progetto vengono a costare €465,00 compresa spedizione, chi fosse interessato al suo acquisto mi può contattare.

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