Il GRAAF Venticinque, conosciuto anche come Graffiti 25, è uno degli amplificatori integrati più compatti prodotti dalla casa modenese fondata da Giovanni Mariani. È un valvolare push-pull capace di circa 25 watt RMS per canale, realizzato secondo una filosofia piuttosto diversa da quella dei più celebri finali OTL GRAAF.

Lo stadio finale utilizza quattro valvole 5881, due per canale, mentre la sezione di ingresso e pilotaggio impiega tre 6922 / ECC88. Il finale lavora in configurazione pentodo con polarizzazione catodica e una quantità molto contenuta di controreazione. Anche l’alimentazione presenta una particolarità abbastanza evidente per un amplificatore valvolare di questo periodo: al posto del classico trasformatore a lamierini troviamo infatti un grosso trasformatore toroidale, soluzione che ha permesso a GRAAF di mantenere l’apparecchio relativamente compatto.
È un amplificatore costruito in maniera piuttosto razionale, ma quando bisogna intervenire sulla scheda principale la faccenda diventa decisamente meno divertente: per raggiungere alcuni componenti è necessario smontare buona parte dell’apparecchio. Negli anni me ne sono passati diversi sul banco e in questa pagina voglio raccogliere due interventi effettuati sullo stesso modello, a parecchi anni di distanza l’uno dall’altro.
Primo intervento: condensatori esauriti e trasformatore di alimentazione bruciato
Il primo esemplare era arrivato in laboratorio completamente fuori uso. L’apparecchio non era mai stato revisionato e, dopo tanti anni di servizio, aveva semplicemente smesso di funzionare.
Aprendolo, una delle prime cose evidenti era lo stato dei condensatori elettrolitici dell’alimentazione. Uno dei quattro condensatori principali era visibilmente rigonfio; la plastica che si vede aperta nella fotografia l’avevo tagliata io per verificare meglio se il condensatore avesse effettivamente sfiatato.
Il problema è che sostituire questi componenti non significa semplicemente aprire il coperchio e dissaldarli. Per poter estrarre la scheda principale bisogna smontare praticamente tutto l’amplificatore. Una volta raggiunta la PCB ho quindi sostituito i quattro elettrolitici principali di filtro.
A questo punto mi aspettavo che l’amplificatore tornasse almeno ad accendersi. Invece niente.
Continuando con le verifiche ho scoperto il secondo guasto, decisamente più serio: il primario del trasformatore toroidale di alimentazione era interrotto. Con tutta probabilità il condensatore difettoso non aveva provocato un cortocircuito netto, sufficiente a far intervenire immediatamente il fusibile, e il trasformatore aveva finito per cedere. Una bella sfortuna, perché a quel punto la semplice revisione dell’alimentazione si era trasformata in una riparazione ben più importante.
All’epoca riuscii fortunatamente a procurarmi un trasformatore di ricambio originale GRAAF, marchiato dalla casa, che mi venne fornito personalmente da Giovanni Mariani.
Montato il nuovo trasformatore e completata la revisione dell’alimentazione, il Venticinque è finalmente tornato in funzione. Dopo i controlli e le verifiche finali l’amplificatore era nuovamente stabile, silenzioso e perfettamente funzionante.
Un altro GRAAF Venticinque sul banco
Parecchi anni dopo il primo intervento mi è arrivato in laboratorio un altro esemplare dello stesso amplificatore. Questa volta il GRAAF funzionava, ma presentava un fastidioso sibilo proveniente da uno dei due canali. Tolto il coperchio è apparso subito evidente che qualcuno ci aveva già messo le mani. La scheda era molto sporca e portava i segni di una precedente riparazione. In particolare erano già stati sostituiti i grossi condensatori elettrolitici dell’alimentazione.

A prima vista sembravano dei Kendeil, ma osservandoli meglio la situazione era ben diversa: si trattava in realtà di condensatori Samsung ribrandizzati con una guaina Kendeil. Dei falsi, insomma. Un particolare che documenterò nelle fotografie, perché è un buon esempio di quello che purtroppo può capitare di trovare dentro apparecchi già riparati in passato.
Al di là della provenienza piuttosto fantasiosa, questi condensatori erano ormai arrivati alla fine della loro vita utile e andavano sostituiti. Ed è qui che il Venticinque ricorda immediatamente a chi lo ripara quanto sia poco comodo lavorare sulla sua scheda principale.
Smontaggio completo e pulizia della scheda
Per togliere i condensatori e poter lavorare correttamente sulla PCB ho dovuto smontare praticamente l’intero amplificatore. Con la PCB finalmente accessibile ho rimosso i vecchi elettrolitici e ho potuto occuparmi anche dello sporco accumulato sulla scheda. La pulizia, in casi come questo, non è soltanto una questione estetica. Residui, polvere e contaminanti depositati nel corso degli anni non hanno nessun motivo di rimanere all’interno di un apparecchio che deve lavorare con tensioni elevate.
| Prima | Dopo |
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La scheda è stata quindi accuratamente lavata e ripulita, sono stati montati i nuovi condensatori e successivamente ho potuto iniziare il lungo lavoro di rimontaggio dell’apparecchio.
Nuovi condensatori e un nuovo set di valvole
Terminato il lavoro sull’alimentazione sono passato alle valvole. Anche qui non aveva molto senso rimettere in servizio un amplificatore appena revisionato utilizzando un set ormai stanco e disomogeneo. Ho quindi rivalvolato il GRAAF con un nuovo set di valvole. L’unica che ho conservato è stata una ECC88 che alle misure risultava ancora in buone condizioni e non mostrava alcun motivo concreto per essere sostituita. Cambiare componenti ancora perfettamente efficienti soltanto per poter dire di averli cambiati non è il mio modo di lavorare.
Dopo il rimontaggio sono seguiti naturalmente i controlli elettrici, le verifiche di funzionamento e le prove d’ascolto. Il sibilo presente all’arrivo era scomparso e l’amplificatore era tornato a lavorare correttamente su entrambi i canali.
Misure strumentali
Terminata la revisione, il GRAAF Venticinque è stato sottoposto alle consuete misure strumentali al banco, per verificare non soltanto il corretto funzionamento dell’apparecchio, ma anche le sue effettive prestazioni. La potenza massima misurata è risultata di circa 23 watt RMS per canale. Naturalmente questo valore può variare leggermente in funzione delle valvole finali montate, del loro stato e del loro effettivo punto di lavoro. La distorsione armonica totale (THD) misurata è dello 0,2%, un valore molto buono per un amplificatore valvolare di questa tipologia.

Particolarmente interessante è la risposta in frequenza: la banda passante a -1 dB si estende da circa 5 Hz fino a 70 kHz. Un risultato che testimonia soprattutto la buona qualità dei trasformatori di uscita, capaci di mantenere una risposta molto estesa sia verso le basse sia verso le alte frequenze.

Il fattore di smorzamento misurato è invece pari a circa 1,5. È un valore piuttosto basso in termini assoluti, ma non insolito per un amplificatore valvolare progettato facendo uso di una quantità minima di controreazione globale.
Riassumendo, sul banco questo esemplare ha fatto registrare una potenza effettiva di 23 watt RMS, THD dello 0,2%, banda passante 5 Hz – 70 kHz a -1 dB e fattore di smorzamento pari a 1,5. Numeri che descrivono abbastanza bene la filosofia del Venticinque: una circuitazione valvolare poco esasperata, con una risposta in frequenza molto estesa e una controreazione mantenuta volutamente contenuta.
Conclusioni
Il GRAAF Venticinque è un amplificatore che merita di essere mantenuto in piena efficienza. Con il passare degli anni condensatori, valvole e altri componenti possono deteriorarsi, mentre precedenti interventi non sempre eseguiti correttamente possono introdurre problemi che emergono soltanto molto tempo dopo.
Nel mio laboratorio posso occuparmi della riparazione e della revisione di amplificatori GRAAF, dalla ricerca del singolo guasto fino a interventi più approfonditi sull’alimentazione, sulle valvole e sull’elettronica interna. Al termine del lavoro l’apparecchio viene controllato e misurato strumentalmente al banco, verificandone il corretto funzionamento prima della riconsegna. Se possiedi un GRAAF Venticinque, o un altro amplificatore valvolare GRAAF che necessita di riparazione o revisione, puoi contattarmi tramite il sito descrivendo il problema riscontrato. Valuterò l’intervento necessario per riportarlo nelle migliori condizioni di funzionamento possibili.
































Desidero ringraziare Stefano per l’accurato lavoro svolto sul mio GRAAF che da tanti anni utilizzo con grande soddisfazione e che è tornato al 100% della sua efficienza; serietà e professionalità sono alla base di interventi manutentivi su elettroniche datate che, non si accontentano di semplici “sostituzioni” ma necessitano di interventi specialistici e per mia esperienza, ahimè, non alla portata di tutti.
Saluti
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