Riparazione Apparecchiature Valvolari

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Per chi è interessato a commissionarmi un lavoro

  • Trasformatori audio e di alimentazione, induttanze e bobine di campo per radio d’epoca: Sarà necessario che mi inviate il pezzo originale rotto, dopo di che vi sarà fatto preventivo.

La maggior parte di questi vecchi trasformatori, in maniera obbligatoria, dovranno essere riavvolti sul supporto originale, in quanto il 90% di essi non ha dimensioni standard quindi il pezzo realizzato finirebbe per non montarsi bene e comunque un trasformatore realizzato con materiali  nuovi esteticamente stonerebbe su una radio di 80 anni.

Quando avrò in mano il trasformatore originale guasto potrò valutare se è possibile rifarlo completamente nuovo o se devo conservare alcune sue parti (lamierini / rocchetto / chiusure etc). In base all’oggetto vi comunicherò il costo del rifacimento.

Se avete un trasformatore bruciato dovete inviarlo tutto intero, non posso farvi un preventivo vedendo una foto inviata via email o lo schema della radio. Male che vada perdere il costo della spedizione perchè il preventivo è senza impegno.

Specificate sempre il modello di radio (o i modelli a montare la stessa circuiteria) da cui proviene, a volte potrebbe essere utile in caso si abbiano dati incerti. Avere qualche foto per email può essere comunque utile.

  • Trasformatori audio, di alimentazione e induttanze per apparecchi Musicali e HiFi Vintage: Sarà necessario che mi inviate il pezzo originale rotto, dopo di che vi sarà fatto preventivo.

Molti di questi trasformatori potrebbero avere dimensioni non standard, rocchetti strani o essere avvolti in maniere particolari per cui sarà necessario sbobinare il trasformatore per apprendere come è costruito oppure recuperare lamierini, rocchetto ed eventuali chiusure. Se avete un HiFi stereofonico sarà necessario replicare la coppia di trasformatori d’uscita, è si possibile riavvolgere solo il trasformatore rotto ma non è possibile garantire che, sebbene riavvolto e ricostruito alla stessa maniera, sia uguale “sonicamente” al suo fratello anziano. Per esperienza acquisita il nuovo trasformatore riavvolto spesso risulta MIGLIORE del trasformatore vecchio, con una banda passante leggermente più estesa e minori distorsioni, è difficile stabilire come mai questo capiti in quanto sono repliche 1:1, la spiegazione che mi do è che i materiali (smaltature, resine, impregnanti) peggiorino il trasformatore col passare degli anni, quindi potrei affermare che gran parte degli amplificatori HiFi Vintage in circolazione potrebbero non suonare più esattamente come quando erano nuovi. Questo problema non si pone invece con gli amplificatori da chitarra o in genere i monofonici in quanto hanno un solo trasformatore d’uscita.

Quando avrò in mano il trasformatore originale guasto potrò valutare se è possibile ripararlo, rifarlo completamente nuovo o se devo conservare alcune sue parti (lamierini / rocchetto / chiusure etc). In base all’oggetto vi comunicherò il costo del rifacimento.

Se avete un trasformatore bruciato dovete inviarlo tutto intero, non posso farvi un preventivo vedendo una foto inviata via email o lo schema della radio. Male che vada perdere il costo della spedizione perchè il preventivo è senza impegno.

Specificate sempre il modello dell’apparecchio (o i modelli a montare la stessa circuiteria) da cui proviene, a volte potrebbe essere utile in caso si abbiano dati incerti. Avere qualche foto per email può essere comunque utile.

  • Trasformatori audio, di alimentazione e induttanze per apparecchi Musicali e HiFi moderni: Sarà necessario che mi inviate il pezzo originale rotto, dopo di che vi sarà fatto preventivo.

Solitamente le apparecchiature moderne usano lamierini e rocchetti standard eccezion fatta per quegli apparecchi provenienti da USA e UK che spesso usano lamierini si standard ma in pollici invece che metrici (io ho disponibilità solo di materiali “metrici”), altre volte invece questi trasformatori possono essere impregnati con resine “vetrificate” che rendono molto difficile e in certi casi impossibile l’operazione di sbobinatura, è utile conoscere marca e modello dell’apparecchio, lo schema può fornire informazioni ulteriori. A volte sarà necessario sbobinare l’originale per copiarlo, altre volte potrebbe essere possibile rifarlo nuovo di sana pianta senza problemi. Avere qualche foto per email può essere comunque utile.

Per piacere leggete:

Credo che alcune persone credano che voglio farmi mandare il trasformatore bruciato per costringerle a fare il lavoro, allora qualcuno pensa di bypassare il problema chiedendomi un preventivo di un trasformatore ex novo con le caratteristiche elettriche (o le caratteristiche che presuppone) di quello bruciato montato sul suo apparecchio convinte poi che quello fatto nuovo, con materiali nuovi, rocchetti nuovi e lamierini nuovi per forza di cosa debba venire uguale a quello vecchio o peggio pensano che poi il costo del riavvolgimento del suo vecchio sia uguale che a farne uno nuovo.

Non è così e non avete capito quali siano i problemi nel dare preventivi per pezzi di ricambio, e nel farli fisicamente. Se fate questa cosa perdete tempo voi, perdo tempo io, perdono tempo altre persone a farvi calcoli e conti per qualcosa che non va bene e non verrà mai realizzato, avrete un prezzo che non centra niente con quello che volete fare oppure rischiate di comprare un trasformare che non si monta bene nella sua sede o esteticamente è completamente diverso.

Se dovete sostituire un trasformatore bruciato ditelo subito!

Trasformatori per apparecchi di scarso valore: Sbobinare e riavvolgere un trasformatore è un’operazione che richiede molto tempo, la mano d’opera non è gratis e lo stato italiano vuole le tasse in ogni modo, non potete pretendere che il costo di un lavoro di riavvolgimento sia proporzionato al valore dell’oggetto che volete riparare o che un trasformatore sbobinato e riavvolto venga a costare meno dei 2 soldi a cui magari trovate il ricambio originale nella bancarella del mercatino dell’elettronica. Talvolta alcune persone mi hanno chiesto riavvolgimenti di trasformatori per apparecchi talmente economici che conveniva di più ricomprare tutto l’apparecchio che rifare il trasformatore quindi assumete queste regole:

  1. Se potete trovare il pezzo originale ditelo subito, e ditemi cosa lo pagate, vi dirò se conviene provare a riavvolgere il rotto o se vi conviene comprare il ricambio originale.
  2. Se potete trovare un’intero amplificatore di ricambio ditelo subito, e ditemi cosa lo pagate vi dirò se conviene provare a riavvolgere il rotto o se vi conviene comprare un’altro amplificatore.
  3. Se in generale pensate di spendere una cifra modica ditelo e ditemi cosa vorreste spendere perchè riavvolgere trasformatori non è un’operazione economica.
  4. Anche fare un preventivo porta via tempo e a volte ci sono casi “non preventivabili” (più sotto nell’articolo), se mandate avanti un lavoro, anche se non preventivabile, vi impegnate a saldare il debito, non mi importa se nel frattempo vi è capitato di vedere su una bancarella un pezzo di ricambio venduto al costo di 5 euro.
  5. Dovete essere convinti di voler veramente riparare l’apparecchio in vostro possesso, riavvolgere un trasformatore non è un’operazione economica e anche far preventivi porta via tempo.

Trasformatori USA con Primario a 110

Se mi mandate un trasformatore di alimentazione con primario a 110 da riavvolgere io assumerò in modo predefinito che deve essere convertito a 230 per essere utilizzato sulla rete italiana, se desiderate che rimanga a 110 per qualche motivo che non posso conoscere dovete dirmelo espressamente.

Il perchè della necessità di avere il pezzo originale anche se guasto

Nella foto qui sotto si può osservare la foto di 2 lamierini:

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In alto un lamierino colonna 10 standard di produzione attuale, in basso il lamierino di un trasformatore d’epoca che è anche lui un colonna 10 ma completamente fuori standard, infatti a parte la sezione della colonna che si vede essere uguale a quella del lamierino moderno tutte le altre dimensioni sono diverse. In questi casi è quindi impossibile costruire un trasformatore di ricambio elettricamente compatibile che abbia anche le stesse dimensioni fisiche del pezzo originale con materiali nuovi, è necessario avere il trasformatore originale per poter recuperare i lamierini e il rocchetto.

Nella foto qui sotto: a destra un pezzo originale d’epoca a sinistra un trasformatore che era bruciato ed è stato riavvolto conservando il suo rocchetto e i suoi lamierini originali.

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Voglio far notare la staffa a forma di L montata su questi trasformatori, per dire che se anche avessero avuto dimensioni standard (a volte capitano), la presenza di tale staffa di montaggio sul trasformatore impedisce di costruire un pezzo nuovo senza recuperare almeno la suddetta staffa. Nei trasformatori di apparecchi d’epoca possono essere innumerevoli i motivi che spingono alla necessità del recupero del pezzo d’epoca, oltre i lamierini e i rocchetti, ci sono appunto varie chiusure, staffe, supporti calotte a volte con a bordo lo zoccolo della raddrizzatrice o il cambio tensione, morsettiere etc… tutti particolari meccanici che rendono obbligatorio il recupero del pezzo originale.

Trasformatori Audio: Quando il trasformatore d’uscita manca del tutto è possibile costruire un rimpiazzo compatibile, per farlo bisogna capire come era fissato l’originale nella sua sede, gli spazi a disposizione e la distanza tra i fori di fissaggio, questo per realizzare qualcosa che meccanicamente si possa montare nella sua sede. Poi serve sapere qual’è la valvola audio e almeno l’impedenza dell’altoparlante…

Un piccolo chiarimento sulle impedenze: un trasformatore non ha un’impedenza sua, un trasformatore “trasforma”; trasforma l’impedenza dell’altoparlante in una molto più alta, ma se cambia anche di poco l’impedenza dell’altoparlante cambia di tantissimo l’impedenza che vede la valvola e quindi necessario conoscere l’impedenza dell’altoparlante della radio che è tutt’altro che scontata. Come per altre cose all’epoca non avevano standard, oggi producono altoparlanti da 2/4/8 ohm … ma se prendete diversi modelli di radio d’epoca, anche con le stesse valvole finali potreste trovare altoparlanti da 4,6ohm … 11ohm … 2,4ohm … 14ohm … 6,2ohm … etc…

Per misurare l’impedenza di un’altoparlante serve un’impedenziometro, non la misurate col testerino messo in ohm, io sono attrezzato per eseguire queste misure, quindi se volevo realizzare un trasformatore veramente perfetto per la vostra radio e non conoscete l’impedenza del vostro altoparlante potete spedirmelo, la misurerò io e realizzerò un trasformatore audio su misura.

Bobine di eccitazione o di campo: Posso riavvolgere anche le bobine di eccitazione di altoparlanti elettrodinamici.

Tempi: Chiedete di volta in volta.

Come contattarmi: Tramite la form dei contatti, qui…

Lavori che non accetto

Se avete un trasformatore bruciato e avete provato ad aprirlo voi, lo avete sbobinato a mano o qualcuno ha tentato di riavvolgervelo senza successo: Non accetto il lavoro! Lamierini deformati perchè smontati senza la dovuta cura che quando vai a riassemblare il trasformatore fanno fisarmonica e non riesci più a metterli dentro… prese strappate che non sai più dove andavano… trasformatori già riavvolti dal pensionato smanettone del paese che però non aveva il filo della giusta sezione e ha provato a riavvolgerlo con quello che aveva e quindi non si sa più come era fatto… Trasformatori distrutti dall’amico che ha provato a riavvolgerlo senza successo e clienti che ti dicono “ti do i lamierini da riusare le tensioni e le correnti sono questi” poi ti arriva il tutto ci fai i conti e l’avvolgimento non sta dentro la finestra del lamierino… o lo rifai e i lamierini sono rovinati… oppure lo rifai e si accorge dopo che manca una tensione… Non accetto trasformatori estratti dalla resina con la fiamma ossidrica, che si polverizzano appena li tocchi, ogni operazioni di estrazione deve essere effettuata da noi e noi valutiamo la fattibilità di tale estrazione. Quindi se dovete riavvolgere un trasformatore dovete mandarmelo in condizioni di assoluta originalità, se è stato manomesso nego ogni disponibilità.

Non accetto richieste di riavvolgimento di trasformatori di amplificatori PA Geloso…

La sbobinatura e il riavvolgimento di questi trasformatori per una serie di motivi che non sto a elencare diventa sempre molto costosa, negli anni mi hanno dato decine di questi trasformatori per il preventivo di spesa e la percentuale di rifiuto è stata del 100%, indi per cui non sono interessato nemmeno a guardarli.

Non accetto il riavvolgimento di trasformatori toroidali.

Non accetto la richiesta di avvolgimento di nuovi trasformatori di ricambio per apparecchi d’epoca senza avere in mano fisicamente l’originale rotto, se manca del tutto non produco trasformatori dai dati presunti con disegni delle dimensioni del trasformatore che tanto saranno del tutto fuori standard. Realizzo trasformatori di “rimpiazzo” solo se posso avere fisicamente in mano l’intero apparecchio sul quale dovranno essere montati, in modo che possa valutare le problematiche meccaniche.

Lavori non preventivabili

Sul fatto che sia possibile riparare o riavvolgere praticamente qualsiasi cosa con ottimi risultati non ci piove, come ho scritto sopra abbiamo bisogno di avere il pezzo in mano per fare un preventivo, ma esistono alcuni casi in cui ci è impossibile dire un prezzo, vediamo le foto sotto per un’esempio:

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Nelle foto potete osservare il blocco altoparlante di una radio del 1938, sono presenti un’induttanza un trasformatore d’uscita e una bobina di campo. Questa radio ha patito anni di umidità e l’attacco di roditori che hanno rosicchiato le carte, gli isolanti e anche il rame, nella prima ispezione i più malandati apparivano senz’altro il trasformatore e l’induttanza, composti per altro da filo di rame sottilissimo. Riavvolgere l’induttanza è abbastanza semplice perchè nota la sezione del filo basta tirare via tutto e riavvolgerla finchè ce ne sta, il trasformatore d’uscita fa lavorare poco di più ma per fortuna il rame rosicchiato, e quindi interrotto, è solo nei primi strati, il resto si svolge facilmente. Poi capita la sorpresa, prendiamo a mano la bobina di campo che apparentemente non aveva subito l’attacco dei roditori, e quella che doveva essere solo un’ispezione per sicurezza si trasforma in un’incubo, togliendo lo strato di carta esterno scopriamo che:

  1. Aveva preso una botta ai tempi e quindi c’era un’ammaccatura sul rame con segni di ossidatura.
  2. Il rame è di uno spessore infinitesimale con un numero esagerato di spire come se ne vedono molto raramente.
  3. Il rame ha la smaltatura che a tratti appare più chiara perchè praticamente è venuta via a chiazze.

Problema: La bobina di campo va rifatta per forza, non può essere alimentata perchè al 99% non funziona e nell’1% rimanente potrebbe funzionare poche ore e poi guastarsi.

Secondo problema: è necessario recuperare il rocchetto di cartone senza romperlo e questo obbliga a sbobinare tutto il rame che c’è avvolto sopra, la macchina non è capace di fare questa cosa autonomamente ma il numero di spire presenti è talmente elevato che sai quando inizi ma non sai quando finisci per questo motivo diventa impossibile stabilire un prezzo, devi cominciare e sai quanto tempo ci hai messo solo quando sei arrivato alla fine, anche perchè filo di questo spessore si rompe spesso durante l’operazione di svolgimento e farà perdere un tempo incognito.

Alla fine questa bobina di campo è stata rifatta…

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C’erano dentro più di 44.000 spire per non si sà quanti chilometri di filo (nella foto si vede il batuffolone di rame vecchio), per disfarla è servita quasi una giornata intera di un’operaio. Alla fine l’intero set è stato ricostruito, anche se ad un costo non modesto.

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Il restauro è anche questo, un’incognita a volte, trovare pezzi di ricambio originali in salute è un terno al lotto, perchè il più delle volte si trovano pezzi malandati esattamente come quelli di cui si dispone sopratutto se sono apparecchi molto vecchi. Rifare un rocchetto con la stampa 3D quando disponibile l’originale non avrebbe avuto senso, avrebbe richiesto lo stesso tempo ma attorno alla produzione del pezzo.

Quindi se mi spedite dei trasformatori da riavvolgere e per qualche motivo che non posso conoscere a priori vi ricontatto dicendo che il pezzo o uno dei pezzi non è preventivabile purtroppo potrebbe essere una di queste situazioni.

Casi Particolari
(Demo Luxman MQ-70)

Esiste tutta una serie di casi in cui per fare un preventivo è necessario fare un pò di mano d’opera, ad esempio posso citare una coppia di trasformatori di un “Luxman MQ-70” affogati nel catrame, il cliente nel riparare l’apparecchio ha scoperto che uno dei due era bruciato ma voleva anche in preventivo. Per farlo sarò costretto ad eseguire una delle mie “magie” per estrarre il trasformatore e pulirlo prima di poter valutare il suo smontaggio e sbobinatura, questo lavoro esula dal preventivo di spesa successivo, in questo caso se anche si decidesse di buttarlo via io vorrò a giusta ragione essere compensato per il lavoro di estrazione del trasformatore dal catrame.

Vediamo come è stato eseguito il lavoro in questo caso, tolta la chiusura il trasformatore risulta bloccato nella sua scatola in una colata di catrame.

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Il primo passo è estrarre il trasformatore dal catrame in una maniera che non sia distruttiva ne per il trasformatore ne per la scatola.

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Il secondo passo è ripulire il trasformatore dal catrame fuori ma sopratutto dentro, tra le spire  gli strati di carta dovrà essere pulito ed esente da residui che impediscano l’operazione di sbobinatura.

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Questo è il trasformatore riavvolto uguale all’originale, con la stessa tecnica e gli stessi materiali.

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Nuovamente inserito nella scatola e riaffogato nel catrame.

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Che qui si può vedere già indurito.

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E richiuso.

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Questo lavoro finito è venuto a costare oltre 300 euro comprensivo di tasse.

Qualche esempio dei miei altri lavori.

Sotto il trasformatore audio di una radio CGE (primi anni 40), valvola finale 6V6, aveva il primario bruciato. È stato sbobinato e riavvolto sugli stessi lamierini originali. Questo trasformatore in particolare è stato un lavoro raffinato in quanto non aveva rocchetto ma era avvolto su un semplice pezzo di cartoncino, inoltre le dimensioni e le peculiarità costruttive impedivano di procedere con metodi moderni, sopratutto era impossibile usare isolanti moderni. Quindi è stato riavvolto su un cartoncino esattamente com’era l’originale, usando gli stessi materiali.

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Un trasformatore e un’induttanza degli anni 20 ribobinati…

Il trasformatore di alimentazione di una radiomarelli…

Una bobina di campo riavvolta…

Un’altra bobina di campo riavvolta su un nuovo rocchetto realizzato con la stampa 3D perchè il suo rocchetto originale si sarebbe sbriciolato come un biscotto…

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Questi sono di quei lavori che puoi fare solo a perditempo. Mi hanno regalato ad agosto questa radio con il desiderio che fosse restaurata:

Già il primo impatto visivo non è dei migliori, non so dove e come sia stata conservata nè da chi, fatto sta che l’intero mobile presentava segni inequivocabili di prolungata esposizione a forte umidità tanto che ogni singolo pezzo di legno che componeva lo stesso si era scollato. Era tutta coperta di muffa bianca che si è letteralmente mangiata la colla. Una di quelle cose che quando pensi di doverla mettere a posto, la guardi, ci pensi 2 minuti e la rimetti nello scatolone… Ne ho comunque approfittato per passarmi il tempo nel periodo delle feste quando non cè di meglio da fare e il resto del mondo è preso dalla frenesia del consumismo. Guardando bene il telaio si nota che al contrario del mobile si è conservato molto bene, senza fare ruggine, di fatti il ripristino funzionale non è stato troppo impegnativo eccezion fatta per un’avvolgimento interrotto nella bobinetta dell’oscillatore locale, sono impazzito per riuscire a ricongiungere il capo interrotto con il suo morsetto.

I condensatori a carta originali philips purtroppo hanno il corpo completamente in catrame ed è quindi impossibile recuperarli in quanto si sbriciolano con una facilità estrema, volendo fare una cosa che apparentemente conservasse una parvenza di vecchio anche se non proprio originale ho occultato dei nuovi condensatori all’interno dei corpi di vecchi condensatori siemens guasti conservati dalle demolizioni di altre radio (che non era possibile riparare in nessun modo).

Anche le valvole sono tutte di recupero. Una nota è da fare sul condensatore a vitone: la bi390a prevedeva 2 condensatori da 8uF separati con il negativo NON collegato dalla carcassa, che mancavano entrambe, sostituiti in passato da degli assiali “uranio”. Nello schema elettrico della radio però era riportata anche la piccola differenza tra la “bi390a” e la “bi390a BIS”, la BIS usa un doppio condensatore da 32uF con negativo sulla carcassa, solo 2/3 modifiche ai collegamenti, tutto il resto è uguale. Siccome disponevo di un vitone doppio da 32uF originale (recuperato anch’esso) che ha sopportato bene il processo di rigenerazione non ci ho pensato 2 volte e ho modificato i collegamenti attorno alla raddrizzatrice per convertire il circuito nella versione “BIS”. Altra nota sulla raddrizzatrice: lo schema indica una EZ2A che è la versione con zoccolo octal della EZ2, questa valvola non riuscivo proprio a trovarla, poi guardando bene i datasheet mi sono accorto che è esattamente uguale (piedinatura e caratteristiche elettriche) alla 6X5GT eccenzion fatta per la forma del bulbo di vetro che è a duomo per la EZ2A e tubolare per la 6X5GT. Elettronica riparata e ritarata. Ho ripulito come potevo la scala parlante e riverniciato il suo supporto in lamiera…

Dopo è iniziato il lavoro più pesante, rimettere assieme il puzzle di legnetti e nastri di legno ammuffito:

Ogni singolo pezzo di legno è stato staccato (poca fatica !) e pulito con spazzole, panno abrasivo e aria compressa, poi ho preparato la maledettissima colla garavella (o colla di ossa)…

E ho cominciato a reincollare un pezzo per volta, aiutandomi anche con mezzi di fortuna per serrare bene i pezzi durante l’asciugatura della colla.

 

Incollaggio finito! Adesso è il momento di mettere la nuova impiallacciatura in noce nazionale (la vecchia era irrecuperabile e in ogni modo ne mancava troppa per poterla riusare).

Successivamente all’impiallacciatura ho levigato tutto il mobile per renderlo liscio:

Coloratura della cornice e dell’interno con mordente noce concentratissimo:

Oliata (il flash ha messo in risalto le otturazioni di stucco).

Ho pulito i particolari in rame della maschera, e ricostruito la stessa con nuova tela, dopo aver lucidato a gomma lacca e cerato il mobile ho rimontato il tutto:

Rimontata l’elettronica:

Completa!

Dopo qualche anno che era ferma a casa mia una persona mi ha chiesto se poteva averla, quindi ho installato all’interno di questa radio il mio modulo convertitore fm… In questo apparecchio sono stato costretto a montare un piccolo trasformatore aggiuntivo per alimentare il modulo in quanto la radio funziona con un’autotrasformatore e non c’è nessun modo di ottenere un’alimentaziona utilizzabile in quanto lo zero del trasformatore stesso non è ancorato al telaio ma sollevato con una resistenza necessaria alla polarizzazione della EBL1.

Eccola in funzione

Salve! Mi hanno regalato estate scorsa una piccola e antica radio a valvole, CGE “radioletta” modello 1545. Che ho subito portato a far riparare in un laboratorio di *****. Dopo qualche mese la radio mi è stata riconsegnata riparata. Allora… diciamo che non avrei nulla da obiettare a chi me l’ha riparata perché la radio funziona, mi hanno sistemato il mobile esterno ecc… l’accendo spesso e funziona… però… guardando i tuoi lavori di restauro/riparazioni sulle radio d’epoca c’è un abisso! Tu sei fantastico! E meticoloso. Gia solo il fatto che pulisci sempre l’interno della radio e la struttura in ferro mi mandi di fuori ahahahah. Così ho dato una controllata alla mia di radio, l’ho aperta e notato con un poco di rammarico che la pulizia scarseggia parecchio e alcune valvole seppur funzionanti sono montate un poco storte… e ad accenderla… l’audio dell’unica stazione che prende (non ha FM) si sente malaccio… è piu il ha ronzio sulle canzoni.

Vorrei quindi fare in salto da te e portartela per una revisione COMPLETA di quelle che sai fare tu e una bella ritarata e al limite qualche lavoretto extra…

Ricevo la radio in questione assieme alla fattura consegnata da altri per il lavoro di riparazione che parla di “perizie”, di restauro del mobile e dell’elettronica e sostituzione del cordone di alimentazione, potete visionare qui sotto il documento opportunamente censurato dai dati sensibili…

85€ per un restauro… già vedendo questa cifra così bassa chiunque dotato di buon senso e che abbia veramente idea di quanto tempo è necessario per rimettere in funzione seriamente una radio d’epoca dovrebbe pensare che qualcosa non torna visto per altro che questi signori hanno una tariffa oraria che è il doppio di quella che chiedo io ho pensato immediatamente: ma l’hanno restaurata o hanno fatto finta? … Ovviamente hanno fatto finta, vediamo perchè:

Iniziamo dal restauro del mobile, nell’istante preciso che l’ho vista ho capito immediatamente questo particolare…

Bella brillucciccosa come uno specchio e che odorava da mobilume moderno era stata lucidata non da un restauratore (come si dovrebbe) ma da un mobiliere con vernici a spruzzo, forse qualche sprovveduto non ci troverà niente di male in realtà è un grosso problema per diversi motivi, prima di tutto la resa estetica non è la stessa perchè la gomma lacca non ha un’aspetto così perfetto e ha un colore ambrato ma fin quà il problema è minimo anche perchè se la radio originariamente fosse stata lucidata con vernici alla nitrocellulosa invece che a gomma lacca l’aspetto potrebbe essere molto simile all’originale, il grosso problema è un’altro ossia che queste vernici moderne provocano forti tensioni sulla superficie dell’impiallacciatura che è incollata con colle vecchie e non tenaci come quelle moderne e spesso l’impiallacciatura delle radio che subiscono questa violenza si spacca e si solleva nel giro di pochi anni, il secondo problema è che queste vernici, come tutte le cose moderne, non sono pensate per durare e non sono reversibili, ossia nel fortunato caso che il legno non si spacchi sono destinate a rovinarsi in poco tempo e a rendere molto difficile un successivo ripristino. Con la gomma lacca è possibile sverniciare e riverniciare un pezzo di legno un numero indefinito di volte, con queste verniciature moderne invece si fissa un termine ultimo all’esistenza di un’oggetto, che può non essere importate per un comodino di truciolato da 20€ ma è triste e indecoroso per un’oggetto d’epoca!

Di fatti poi nel successivo tentativo di restauro la rimozione di questo plasticone trasparente è stato molto difficile, ha richiesto 3 cicli di sverniciatura col più potente sverniciatore disponibile sul mercato, altamente corrosivo a base di diclorometano e altri solventi molto forti, nonostante questo il legno era ormai compromesso e la sua naturale porosità non ripristinabile… Non assorbiva l’olio e la gomma lacca non aggrappava più lasciando questo misero e schifoso risultato:

Se non altro non è più destinata a spaccarsi, ma esteticamente è rovinata per sempre. Ci tengo a sottolineare che questa ripugnante pratica di verniciare le radio a spruzzo è diffusa e praticata anche da personaggi che si elevano a venditori di “radio di lusso” anche molto antiche e a prezzi ben maggiori di 80€ quindi metto in guardia chiunque stia leggendo queste pagine: se vedete una bella radio, troppo lucida con una patina spessa e chiaramente trasparente come il vetro e non ambra non compratela! sembrano più belle da vedere ma sono oggetti d’epoca che hanno vissuto 2 guerre mondiali per arrivare a noi ed essere rovinati e compromessi da qualcuno ignorante o privo di scrupoli che ha posto su di essi una sentenza di morte definitiva usando materiali non idonei al restauro… verniciare una radio a spruzzo si fa in 1 minuto, a gomma lacca richiede ore, ma un’oggetto d’epoca merita di essere rispettato e non trattato come qualsiasi altro pezzo di mobilio in truciolato moderno e destinato a finire in discarica entro 5 anni dalla sua vendita! se non siete sicuri potete anche odorarla le vernici a spruzzo hanno il caratteristico odore plasticoso che fanno i mobili moderni. Ricordate queste vernici moderne a spruzzo sono irreversibili!

Ok, finita la parentesi sul mobile vediamo invece come si presentava la parte elettronica…

Perizia ?! Riparazione ?! è tutta originale al 100%, non hanno cambiato niente, zero, nulla! Tutti i condensatori a carta marci e in dispersione ancora tutti al loro posto, l’elettrolitico doppio per metà in isolamento ancora li, resistenze visibilmente cotte (ultima foto) al loro posto, moduli lares con la resistenze integrate il quadruplo del valore nominale al loro posto, la resistenza da 1400ohm per la neutralizzazione del ronzio era diventata da 2600ohm e ancora al suo posto. Anche la sprocizia era ancora tutta al suo posto, contatti ossidati pure. Non hanno toccato niente di niente, si sono limitati a cambiare il cordone di alimentazione con un pezzo di filo bipolare di quello che si compra nei negozi di bricolage.

Quindi riassumendo 85€ pagati per rovinare il mobile e cambiare un pezzo di filo elettrico. E non è questione di aver pagato poco è questione che sarebbe stato meglio non far niente e tenerla solo come soprammobile risparmiando gli 85€.

Veniamo quindi alla situazione reale dell’elettronica di questa radio che era in condizioni di originalità d’epoca (non di fabbrica) infatti in passato qualche riparatore ha sostituito malamente sia la finale audio che la convertitrice con valvole diverse e non del tutto compatibili col circuito di alimentazione dei filamenti. È stata montata, con cambio dello zoccolo, una 30A5 alias HL94 al posto della 35QL6 alias 35D5 nonostante il filamento della 30A5 richiedesse 5 volt in meno della 35D5, tale valvola era poi visibilmente cotta e non avevo il ricambio a disposizione (in tutti i modi la avrei ripristinata) ed hanno sostituito anche la più rara  convertitrice 12TE9 con una UCH81 col problema che il circuito era per valvole col filamento serie da 150mA quando il filamento della UCH81 è da 100mA. Ho iniziato ripristinando lo zoccolo noval della finale audio…

E procurando la 12TE9 che richiedeva solo di ripristinare le connessioni sotto lo zoccolo originale…

Ho quindi proceduto ovviamente a pulire il telaio, alla sostituzione in toto di tutti i condensatori e di diverse resistenze che erano completamente fuori tolleranza. Ho ricostruito un modulo lares marcio, sostituito la lampadina che era troppo luminosa…

Nella bustina qui sotto tutti i pezzi che sono stati tolti…

Quindi ho installato un modulo FM… La tensione che prelevavo dalla lampadina era veramente bassa, appena 5,4volt. Il modulo funzionava ma l’audio presentava forte ronzio dovuto al fatto che lo stabilizzatore di bordo non aveva abbastanza margine per livellare il ripple ho quindi risolto sostituendo il condensatore di livellamento del modulo da 1000uF con uno da 4700uF…

Durante le prove a banco mi sono accorto che quando si commutava la radio su fono non veniva spento l’oscillatore locale OM ho quindi approfittato  di questa cosa per fare una modifica diversa dal solito: invece di porre il modulo tra il segnale demodulato e il potenziometro del volume perdendo la ricezione delle OM ho connesso la sola uscita audio del modulo (filo bianco) all’ingresso della presa fono in questo modo la radio riceve l’FM quando il commutatore di gamma è sulla posizione F e normalmente le OM e le OC nelle altre posizioni, quindi la radio che originale era a 3 gamme d’onda è diventata a 4 gamme d’onda.

Ultimo problema: nel mobile mancava il pezzo di contorno del commutatore di gamma, non so se mancasse dall’epoca o fosse stato tolto o distrutto dal mobiliere nella fretta di verniciare il legno in meno di 1 minuto perchè non voleva perderci tempo… Io quoto per la seconda cosa, nei 2 fori avevano messo 2 viti in ottone, chiaramente erano viti nuove in quanto lucide anche dentro, mentre se fosse stato ottone antico sarebbero state annerite, per altro queste viti erano lunghe e dopo averle avvitate le avevano tagliate alla brutta con un tronchese, deformando la filettatura e rendendo difficile la loro rimozione… quanta fretta, odio i lavori fatti di fretta e chi lavora col pepe al c… fanno solo porcherie.

Con la stampante 3D ho creato un nuovo pezzo presumo simile all’originale (che ho visto solo in una foto presa si sbieco)…

Il restauro è finito, ha richiesto 11 ore di mano d’opera (solo sull’elettronica) più tutti i pezzi sostituiti, le 2 valvole tra cui la 12TE9 è molto difficile da trovare, il modulo FM e una serie interminabile di madonne (una giornata intera) per tirare via la coltre di plastica spruzzata sopra quel mobile, non mi vergogno per niente a dire che questo lavoro è costato 388€ , le ore sono ore e quando hai un’attività e paghi le tasse devi farti pagare quanto necessario a non andare in rimessa e fallire, poco mi importa se questa radio la vendono a 70€ (in condizioni di non funzionamento), perchè se vuoi una radio d’epoca restaurata in modo perfetto e funzionante o ti arrangi e te la restauri da solo o devi pagare quello che è necessario per sistemarla perchè come ho dimostrato in questo articolo (e tanti altri sparsi in questo sito) i lavori fatti dai pastrocchioni che te le sistemano a poco alla fin fine non valgono nemmeno quel poco che chiedono e anzi spesso e volentieri i pastrocchioni rovinano le cose che toccano. Se questa radio mi fosse stata consegnata nelle condizioni di cantina per lo meno mi sarei risparmiato la grossa fatica di doverla sverniciare (con miseri risultati).

Eccola in funzione, nella prima parte del video in onde medie poi commuto in FM