Lo scherzo “Rework” Semplice amplificatore in classe A con valvole ECL82 / PCL82 / 6BM8

Visto il recente interessamento per “Lo Scherzo” da parte di diversi clienti nelle ultime settimane, per accontentare le loro richieste, rinfresco nuovamente questa pagina con uno schema ritoccato e il relativo set di trasformatori necessario a realizzarlo. “Lo Scherzo” di Luca Chiomenti è stato presentato su Costruire HI-FI n° 24-29-36-43. È un progetto molto semplice che fù venduto come scatola di montaggio, adatto ai principianti e che se abbinato a diffusori corretti, ad alta efficienza, può dare parecchie soddisfazioni, iniziamo vedendo lo schema originale presentato nel 1996 (clicca per ingrandire).

Su internet si vedono centinaia di realizzazioni di questo progettino in tutte le salse, la maggioranza di questi sono montaggi tirati al risparmio quindi è frequente vedere utilizzati piccoli trasformatori d’uscita concepiti per radio d’epoca, da un parte è giusto perchè sono i primi montaggi di novellini, dall’altra parte però sembra escludersi, nella testa delle persone, che un tal circuitino se curato possa raggiungere livelli sonori di tutto rispetto invece di finire a fare la parte dello “scoreggino” montato solo per passatempo e che poi non si ascolta veramente perchè è privo di doti sonore superiori al citofono di casa. Quindi pubblico lo schema Free dello Scherzo “Rework”.

Cosa cambia rispetto lo schema originale? La finale è collegata permanentemente a triodo essendo una finale molto piccola la potenza erogata è molto limitata, l’incremento da triodo a pentodo è veramente risicato e inutile e come già sapete la connessione in ultralineare di un single ended serve solo a far distorsione e non è nemmeno contemplata. La resistenza posta in serie alla G2 è stata modificata da 1k8 a 330ohm, 1k8 è troppo grande e rende il suono moscio. Ho eliminato la gridstop in serie alla griglia della finale perchè è assolutamente e totalmente inutile. Ho modificato la cella “CR” di accoppiamento tra driver e finale da 100nF/470k a 220nF/330k, resistenza di ancoraggio più piccola = meno intermodulazione. Ho maggiorato le capacità di bypass del catodi per avere meno degenerazione alle basse frequenze, e quindi meno rotazioni di fase, la modifica è necessaria anche per sfruttare i trasformatori SE5K6-UNI in grado di scendere in frequenza molto di più dei trasformatori originali. Ho segnato per i meno accorti di bypassare gli elettrolitici catodici con dei piccoli polipropilene per migliorare la qualità della gamma alta. Il segnale di NFB non è opzionale per me, ma un requisito fondamentale, e consiglio quindi di connetterlo. La sezione di alimentazione originale usava solo una cella CRC per il filtraggio dell’anodica, all’estremo opposto invece c’è gente che consiglia di mettere addirittura 2 induttanze in serie con una doppia cella CLCLC o altri che dividono a “Y” facendo una cella LC separata per ogni canale, la mia valutazione ultima è che sono valvolette da si e no 30mA che funzionano in classe A, ho quindi schematizzato una cella CLC unica con condensatori abbondanti (220uF / 440uF) e una induttanza da 10H che risulta del tutto sufficiente a fornire un’alimentazione stabile ad entrambe i canali senza che questi possano in alcun modo creare diafonia tra loro, le PCL82 non ce la fanno a smuovere 440uF di condensatore in questa condizione metterci 2 induttanze o separare i 2 canali è una spesa inutile che non porta nessun miglioramento. Per il suono migliore invece che filtrare un’alimentazione già stabile con 3000 induttanze conviene spendere qualcosa per dei condensatori buoni, mundorf, elna etc… Consiglio anche di utilizzare un buon potenziometro per il volume, per carità stareo! Non mettete 2 volumi separati se non volete passare la vita ad alzarvi dalla poltrona perchè non siete sicuri del bilanciamento destra/sinistra, spendete qualcosa anche sulla qualità dei connettori RCA e degli altoparlanti.

Se volete realizzare lo scherzo ex novo il set di trasformatori completo (1 TA, 2 TU SE5K6-UNI, 1 ind. 15S56) costa €335,00 compresa spedizione.

Se avete già lo scherzo originale e volete fare l’upgrade potete buttare via (o rivendere su ebay o subito) i trasformatori d’uscita a vostra disposizione e comprare il set che comprende i 2 trasformatori d’uscita SE5K6-UNI e l’induttanza 15S56 (il trasformatore di alimentazione a disposizione è riciclabile senza problemi) e in questo caso il costo sarà di €282,00 compresa spedizione.

Se siete interessati all’aquisto potete contattarmi cliccando qui.

NOTA: l’immagine sotto è puramente indicativa e non raffigura il set di trasformatori che riceverete.

Vediamo come eseguire l’upgrade di uno scherzo originale del 1996 che mi hanno portato da riparare…

Purtroppo il montaggio eseguito da chi lo ha poi venduto su uno dei tanti siti di annunci lo classificava dentro la categoria degli impresentabili… Se trovate dei grovigli del genere potete comprarli con l’intento di recuperare valvole, PCB, il trasformatore di alimentazione e lo schassis, quindi dovete pagarli poco in quanto classificabili come merce guasta, non pensate nemmeno di collegarli alla corrente, anche se chi li vende li da via per funzionanti, in quanto “funzionante”, anche se dovrebbe essere qualcosa di oggettivo, per molte persone sembra essere qualcosa di soggettivo, con le foto successive capirete il perchè.

I guasti al circuito erano abbastanza evidenti oltre alle splendide saldature…

Ho dovuto ripulire il PCB sia dai vecchi componenti, che dal vecchio stagno e dal solder…

Ora invece voglio parlare dei trasformatori d’uscita dello scherzo: Già da anni sul mio listino è presente un modello (SE5K6-UNI) che indico come adatto alla realizzazione dello scherzo, diverse persone mi hanno mandato messaggi esprimendo perplessità sulla resistenza DC di tale trasformatore che dichiaro di 736ohm dicendo di ricordare che la resistenza DC degli originali trasformatori dello scherzo era molto più bassa, meno della metà rispetto a quella del trasformatore che vendo, ma far capire alla gente che l’SE5K6-UNI va bene così comè a parole è difficile perchè poi le persone non si fidano, allora ecco qui gli originali trasformatori dello scherzo venduti nella scatola di montaggio del 1996 riconoscibili dalla piattina rosso/nera usata per il secondario…

L’induttanza primaria di questo trasformatore è insufficiente! Provato a banco, alle basse frequenze, mostra un’attenuazione di -3dB a 70Hz, giusto per capire qui sotto la foto di come esce una sinusoide a 20Hz da tale trasformatore:

Non ho acquisito altre strumentali o grafici perchè era una perdita di tempo. Quello che voglio spiegare è che quando hai a che fare con valvole di piccole potenze non puoi usare nuclei enormi e se ti serve induttanza primaria extra per scendere di frequenza devi fare più spire con un filo più sottile, questo aumenta la resistenza DC del trasformatore che si può compensare aumentando un pelo la tensione anodica che si fornisce alla valvola per compensare la caduta del trasformatore, si ha una leggera perdita di potenza in più ma l’alternativa è un trasformatore che non fa i bassi!!! Poi ci sono i distorsofili con pessimi gusti a cui piace così, distorto e con i peggio condensatori… Contenti loro 😆 … In ogni modo per questo restauro ho provveduto a fornire una coppia di SE5K6-UNI nuovi di zecca e il circuito ricostruito con componenti di buona qualità…

Purtroppo condensatori di una certa caratura sono voluminosi rispetto i “pisellini” originali e ho dovuto montare alcune cose dal lato rame del PCB, ho bypassato gli elettrolitici catodici e di alimentazione con dei polipropilene mundorf e icel.

Il mobiletto di legno era sporco, la piastra di ottone verniciato graffiata e ossidata, la manopola del volume si incastrava e i connettori degli altoparlanti e di ingresso rivolti verso l’altro sono una roba che non si può vedere.

Niente che un pò di olio di gomito e di vernice non possa sistemare…

Quindi ho rimesso tutto al suo posto ma in modo decente e ordinato.

Ho configurato le finali con la connessione a triodo secca non mutabile, così eroga 1,6 watt. La connessione ultralineare non è contemplata e nemmeno possibile in quanto il trasformatore d’uscita non dispone della presa, volutamente, questo perchè in UL la potenza cresce appena di una frazione di watt, si arriva forse a 1,8 effettivi con il triplo della distorsione. Come ho già spiegato la connessione ultralineare in single ended è una gran fesseria.

Le strumentali:
Potenza: 1,6 Watt RMS per canale
Distorsione THD @ 0,25Watt: 1,9%
Smorzamento DF: 2,22
Banda passante @ 0,25Watt: 10Hz / 25khz -1dB

Analisi di spettro

Banda passante su carico resistivo

E carico reattivo

Quadre a 100hz – 1k – 10k

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Una risposta a Lo scherzo “Rework” Semplice amplificatore in classe A con valvole ECL82 / PCL82 / 6BM8

  • Vi racconto brevemente lastoria di qs. “Scherzo” acquistato per fare un impiantino di base a mia figlia che una discreta cultura musicale. Quindi ho voluto darle i mezzi di base per ascoltare i suoi CD in modo decoroso. Sul mercato dell’usato ho reperito un sempre eccellente Naim CDI (350 €) ed una coppia di vecchie Richard Allan Pavane (280 €) anni 60′ che ho restaurato con un po di pazienza. Come ampli ho acquistato usato “Lo Scherzo” … ma quando lo accendevo saltava il fusibile… apro il fondo e scopro un ginepraio di cavi mai visto realizzato da un incompetente alle prime armi. Chiudo tutto e dopo aver fatto una ricerca veloce su internet trovo il sito web di SB Lab a cui invio modulo di richiesta riparazione compilato. Prontamente il Sig. Bianchini mi risponde dicendosi disposto ricablarlo. Beh devo dire che non si è limitato alla ricabatura; sono stati sostituiti i condensatori di alimentazione perchè negli anni avevano perso di efficienza e tutta la componentistica presente sulla scheda … tabula rasa… bocciati anche i trasformatori di uscita, che come si vede dai grafici sopra non rispondevano ai requisiti necessari per dare un risultato di qualità che io ricercavo nell’ampli. Il risultato sonoro di 1,6 watt a triodo è strepitoso !! Non mi aspettavo tanta musicalità da un progetto del genere con un contenuto armonico di tutto rispetto ed una gestione delle basse frequenze molto buona. Anche il timing è ottimo, la musica ha una liquidità incredibile … devo dire che sono veramente soddisfatto dell’impiantino realizzato a mia figlia… e devo fare i miei personali complimenti a mr. Bianchini che si è rivelato un tecnico molto preparato e veramente appassionato del suo lavoro che mette a disposizione tutte le sue conoscenze. Complimenti ancora per la serietà e per il risultato. Mia figlia Giulia ringrazia …

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Radio Marelli RD164 FM – Restauro estremo

Storia iniziata a Febbraio 2020 e terminata a Ottobre 2020… questo per far capire come mai sto frenando il ritiro delle radio e inizio a predirigere altri apparecchi…

Mi è stato richiesto di restaurare una RD164, accetto la commissione e ricevo uno scatolone contenente la radio fatta a pezzi, mobile smontato del suo coperchio, del giradischi e del supporto del giradischi, delle grate degli altoparlanti, degli altoparlanti stessi, telaio smontato con il trasformatore di alimentazione bruciato, smontato e con i fili tagliati… scala parlante frantumata in 3 pezzi, e una scatola contenente un’infinità di minuterie molte delle quali nemmeno appartenti alla radio, il lockdown del covid di mezzo, problemi per realizzare una nuova scala parlante causata da impossibilità altrui si sono trasformati in un parto di 9 mesi, ovviamente non ci ho lavorato sopra per 9 mesi, l’ha fatta a più riprese, me alla fine ci sono riuscito. Ma la prossima volta che ricevo una scatola con una radio a pezzi la chiudo e la rimando al mittente. In ogni modo…

Ho riavvolto il trasformatore di alimentazione…

Sono riuscito con varie peripezie a produrre una nuova scala parlante…

Quindi ho iniziato a riparare il telaio con la solita prassi: cambio condensatori e cambio di quelle resistenze che erano marce, montaggio del nuovo trasformatore di alimentazione, tarature e installazione modulo bluethooth.

Il mobile è stato restaurato da Rita Stefani

E ho dovuto produrre 4 nuove griglie degli altoparlanti con la stampa 3D

Quindi ho finito il lavoro

Eccola in funzione nella ricezione FM

E il funzionamento Bluethooth, ottimo audio con il suo circuito originale a valvole.

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EL84 Single Ended Amplifier – 5 semplici progetti Single Ended con la EL84

Tutti questi progetti si basano sul mio trasformatore SE5K6-UNI. Se sei interessato a conoscere il prezzo e/o acquistare il kit di trasformatori do uscita, alimentazione e induttanze clicca qui per visualizzare il listino dei KIT. O contattami se la variante dello specifico progetto non fosse presente nel listino.


1) Pico 8284 – EL84 pilotata da ECC82

Tempo fa ho venduto il set di trasformatori per un Pico 8282 ad una persona che però non è stata in grado di eseguire un montaggio corretto del circuito che gli continuava a ronzare in maniera spaventosa, mi ha quindi chiesto di assemblare per lui il KIT. Le 2 foto qui sotto mostrano il montaggio del cliente, ossia come non montare un’apparecchio valvolare, se anche voi state pensando di montare qualcosa in questo modo desistete, non parlo della questione estetica ma del legno. Non si può montare un’amplificatore su una base di legno ad iniziare dal fatto che le valvole scaldano parecchio, sopratutto le finali noval come le EL84 e rischiate di appiccare un’incendio. Un montaggio ha bisogno di almeno un piano metallico, per la massa e avere un minimo di schermatura.

Ecco lo schema premium del pico 8284, privo di negative feedback globale…

Ho realizzato prima un pannello di alluminio di 3mm come supporto meccanico del circuito…

Poi mi sono fatto fare da un falegname una scatoletta di legno grezzo (che ho provveduto poi io a forare stuccare, levigare, mordenzare, oliare e tirare a gomma lacca), nella foto si vedono 2 mobili perchè l’altro è per uno “scherzo”.

Nei miei montaggi non rinuncio mai ad avere una piastra di bachelite sotto quella metallica per avvitare comodamente i componenti.

Di importanza vitale avere degli ancoraggi ai quali fissare i componenti!!! Non potete assemblare senza!

Montaggio Finito

Strumentali

Potenza 3 Watt RMS per canale
Banda passante @ 1 Watt: 20Hz / 36khz -3db
THD@1Watt: 0,45%
Smorzamento DF: 1,3
Rout: 6 ohm


2) Pico 8484 – EL84 pilotata da ECC84

La ECC84 è una di quelle valvole “snobbata per ignoranza”, ossia gli autocostruttori non la conoscono e quindi hanno paura che suoni male. La ECC84 è la progenitrice della più famosa ECC88, ha un Mu di 24 e una resistenza interna di 4k che la rende migliore rispetto la ECC82 che ha una Ri di 7k. Lo schema elettrico è identico a quello della versione con ECC82, quindi è possibile realizzare la versione con ECC82 e poi sostituirla con la 84 e viceversa. È possibile montare anche la PCC84 che rispetto la veersione “E” ha il filamento a 7volt invece che 6,3, questa differenza di tensione è talmente piccola che la valvola funziona ugualmente bene. È facilmente reperibile NOS a prezzi modici (inferiori a 10€) ed in grande quantità

Ecco lo schema premium, anche questo privo di negative feedback globale…


3) Pico 8084 – EL84 pilotata da EABC80 (oppure ECC83)

La EABC80 è una valvola molto utilizzata nelle radio anni 50/60 dotate di FM, al suo interno ci sono 3 diodi di segnale, che in questo caso non sono utilizzati, e un triodo che ha caratteristiche elettriche molto simili a quelle di una ECC83 cui differisce per un Mu leggermente più basso, 70 invece di 100. È una di quelle valvole “immortali” nel senso che in tanti anni a riparare ricevitori radio non ne ho mai vista una guasta, per questo motivo si trova a prezzi modici inferiori a 10€ e in grande quantità. La si potrebbe considerare come una ECC83 dei poveri, per un autocostruttore alle prime armi e per divertirsi è sicuramente indicata per via della modesta spesa per acquistarla, che non toglie però che si possa avere da essa ottime prestazioni sonore. Lo schema che ho realizzato in questo caso utilizza negative feedback globale in quanto l’alto Mu renderebbe tutto il circuito troppo sensibile e la gestione del volume impossibile, questo però dota il circuito di un’ottimo fattore di smorzamento al contrario dei circuiti privi di feedback visti in precedenza.

Ecco lo schema premium… È possibile montare una sola ECC83 al posto delle 2 EABC80 ovviamente connettendo correttamente le 2 sezioni.

Ciao Stefano , sono “M.T.T.” da Ravenna a cui hai venduto un coppia di TU SE5k6-UNI, ti scrivo dal mio secondo indirizzo e mail perche l’altro ha dei problemi.
Ho montato i trasformatori e fatto le modifiche da te consigliatomi… Alla prima accensione è saltato fuori un problema con la reazione negativa (anzi in questo caso era “positiva”) che faceva oscillare l’amplificatore, il problema l’ho risolto invertendo il collegamento del primario dei TU, quindi il rosso (+H) collegato alla placca e il Nero (placca) collegato alla +H.
Una volta risolto il problema della reazione negativa e controllate le tensioni ho iniziato a fare prove con generatore di segnale e oscilloscopio, subito si è visto il netto miglioramento che ha avuto l’ampli.
La risposta in freq. risulta lineare da 20hz a 35Khz, le onde quadre sono pressochè perfette in ogni condizione (le prove sono state effettuate con carico resistivo da 8ohm) e l’assenza di ripple… o comunque non misurabile.
La sensibilità di ingresso che ho rilevato è di 0,8V RMS su 250K (non avevo il pot da 47K) per una potenza di uscita di ben 3,6W RMS sui due canali in funzione temporaneamente (misurata fino al primo cenno di deformazione del segnale sinusoidale sul carico).
Passando alle prove di ascolto “salta subito alle orecchie” la profondità delle basse frequenze, la “pulizia” degli acuti, e la mancanza di distorsione di intermodulazione nei passaggi forti, dovuto alla resistenza di G1 di “basso” valore che impedisce alla griglia di spostarsi dal suo punto di lavoro.
Le prove di ascolto sono state fatte con lettore cd PHILIPS CD624 con conversione BITSTREAM, un apparecchio dei primi anni ’90 economico, che durante svariate prove ha stracciato apparecchi ben piu costosi, come casse delle Philips 22RH496, delle 3 vie con woofer in sospensione pneumatica, un pelo ostiche da pilotare, ma l’ampli non ha dato segni di cedimento.
Ti mando alcune foto dell’apparecchio finito.
A presto.

4) Pico 8084VTR – EL84 pilotata da EABC80 (oppure ECC83) con rettificatore EZ81

Questo schema mi è stato espressamente richiesto da un cliente che voleva utilizzare una valvola raddrizzatrice EZ81, lo schema è quindi molto simile al precedente, cambia il trasformatore di alimentazione e la relativa sezione di alimentazione dimensionata per accogliere una EZ81 al posto del normale ponte di diodi. Ecco lo schema premium. Anche in questo caso e possibile montare una sola ECC83 al posto delle 2 EABC80 ovviamente connettendo correttamente le 2 sezioni.


5) Alimede – EL84 pilotata da 5842

Questo progetto è più raffinato dei precedenti, sia per la ricercatezza del circuito che per via della valvola driver più raffinata, tutto è cominciato quando mi hanno regalato una coppia di monofonici prodotti da ignoto come “ferro vecchio” e volevo vedere cosa si poteva recuperare per fare qualcosa di funzionante.

È incredibile le porcherie che certe persone spacciano per hifi, prima di passare al lavoro di ricostruzione voglio soffermarmi un’attimo sulla recensione tecnica degli apparecchi di partenza. Qui lo mostro dal vivo  dal lato tecnico quello che si posiziona nel mondo degli impresentabili. Gli apparecchi erano 2 monofonici single ended con EL84 connessa a triodo, pilotate da delle 5842 e alimentate da una 6X4, il tutto ovviamente zero feedback. Dei perfetti cliché dell’ideologia audiofila moderna, ossia:

  • Dual mono perchè separando i canali suona meglio…
  • Con la finale a triodo perchè i triodi suonano meglio dei pentodi…
  • Il driver è una valvola di quelle famose, perchè le valvole famose suonano meglio di quelle che trovi per pochi euro…
  • C’è la raddrizzatrice perchè se ci metti una raddrizzatrice suonerà sicuramente meglio che con dei diodi…
  • Zero feedback perchè senza feedback suona meglio che con il feedback…

Ma i fatti quali sono? iniziando dalla sezione di alimentazione, la povera 6X4 è seguita da un circuito CLCRC… 47uF / 3H 90ohm / 330uF / 1k5 / 330uF… Ora per chi non lo sapesse la 6X4 è una tra le più piccole raddrizzatrici esistenti, ha capacità di erogazione di corrente veramente risicata ed è famosa per essere molto delicata e per andare in corto quando la guasti. Facendo una veloce simulazione del circuito di alimentazione con PSU Designer si ottiene immediatamente un warning per superamento dei limiti operativi della valvola con un picco in accensione di addirittura 1,6 Amper e un continuativo di 72mA:

Praticamente ogni volta che accendevi l’apparecchio poteva essere l’ultima volta che lo accendevi… ed anche durante il funzionamento con i condensatori ormai carichi la valvola era tirata oltre la massima erogazione di corrente che gli è possibile.

La EL84 era connessa a triodo con un trasformatore da 10k primari, eroga la potenza di ben 0,39Watt (zero virgola trentanove) RMS indistorti e fino a 1,07Watt a piena saturazione con le onde interamente clippate, ma nonostante questo gli apparecchi erano spacciati per 3,5watt ma in realtà è poco più di un’amplificatore per cuffie (ma non sarebbe andato bene manco per quello).

La 5842 è versione speciale della famosa 417a, col catodo bypassato (da un condensatore di nessun pregio) guadagnava uno sproposito, bastavano 0,4Vpp (0,14v RMS) sull’ingresso per portare il finale a saturazione rendendo molto difficile regolare il volume in quanto appena si sfiorava il pomello si era già al massimo, inoltre in tale condizione la valvola captava abbondantemente rumori dall’esterno che era possibile vedere sull’oscilloscopio come fluttuazioni e sporcature della traccia e pure qualche stazione AM captata. Per finire il quadro il circuito dei filamenti era riferito direttamente al positivo dell’anodica a piena tensione (circa 240volt) quando la massima tensione tra filamento e catodo della EL84 è 100volt e per la 5842 di 55volt. Anche se poco importante la banda passante dei trasformatori originali era di: 25hz / 23khz -3 alla potenza che riusciva a erogare quel circuito.

Praticamente il circuito nella sua totalità era sbagliato dalla testa ai piedi e questo non è un caso ma purtroppo una consuetudine per tantissimi piccoli produttori e hobbysti: le valvole non sono inserite in un circuito ponderato che deve rispettare delle regole ben precise e nel rispetto dei limiti operativi, esse sono usate in modo totalmente irrazionale come monili a cui si attribuisce un potere magico, oggetti di vetro che si illuminano cui basta la sola presenza per “suonare”, non importa come le si faccia funzionare basta che senti il “suono” e vuol dire che funziona… Quando dicono “però suona!” e come dire che hai una ferrari che va solo in prima e non supera i 30km/h col motore sempre al limite dei giri e dire “però cammina!”.

La differenza tra 2 cose che funzionano va a gusto, la differenza tra qualcosa che funziona e qualcos’altro realizzato a questo modo invece per me non è un’opinione, se anche la ridottissima potenza potrebbe essere sufficiente ad ascoltare qualcosa con casse ad altissima efficienza e se anche il timbro sonoro potrebbe soddisfare il gusto di qualcuno i problemi insiti nel circuito sono tali per cui l’oggetto va considerato inaccettabile e non funzionante e inaccettabile.

SB Alimede

Dopo Varuna con le 6V6 ho realizzato quest’altro piccolo amplificatore (un’altro progetto di Single Ended con la EL84 lo trovi qui) partendo da quanto di recuperabile rimaneva dalla demolizione dei 2 piccoli single ended recensiti qui sopra.

Ho voluto utilizzare un circuito che qualcuno chiama Shadeode e altri chiamano Partial Feedback, (potete leggere il breve articolo sul sito tubecad cliccando qui) unito all’uso di reazione catodica per aumentare il fattore di smorzamento. Degli apparecchi demoliti ho recuperato le valvole, zoccoli, alcuni condensatori, 1 trasformatore di alimentazione e una induttanza più diverse minuterie. I trasformatori di uscita non erano riciclabili perchè l’impedenza di 10k non era adatta con la EL84 e l’uso a triodo della stessa permetteva un’efficienza in termini di potenza erogata troppo bassa su 10k. Ho quindi utilizzato una coppia di miei trasformatori d’uscita (SE5K6-UNI) da 5600ohm primari. Lo schema premium dell’apparecchio, è qua sotto (clicca la miniatura per ingrandire).

L’alimentazione è affidata a una coppia di comunissimi 1N4007, non era possibile fare diversamente viste le tensioni a disposizione nel trasformatore, non c’era margine per una raddrizzatrice e la stessa non avrebbe portato nessun giovamento sonoro ma piuttosto l’obbligo di usare capacità ridotte e una resistenza in serie (la Ri della valvola stessa) con tutti i problemi che ne conseguono.

Il primo stadio è formato dalla 5842, il catodo è polarizzato mediante l’uso di un LED Verde (caduta di tensione selezionata a 2,00volt) bypassato da un generoso elettrolitico da 1500uF a basso ESR, questo tipo di polarizzazione a livello di resa sonora è equivalente a un bias fisso, la corrente di 10mA della 5842 è sufficiente a polarizzare a pieno il led e il grosso condensatore da 1500uF serve a mantenerlo polarizzato anche quando il segnale porta la corrente della valvola prossima all’interdizione nonstante questo per sicurezza ho portato al led 3mA aggiuntivi con una resistenza da 100k direttamente dalla tensione anodica. La tensione al catodo della 5842 resta stabile anche con segnali di 20Hz e il finale a pieno clip.

La 5842 pilota la EL84 connessa a pentodo puro e riceve il segnale di partial feedback attraverso le resistenze da 90k (si può usare anche 82k senza che cambi sostanzialmente nulla), in questa configurazione circuitale la EL84 nonostante sia connessa a pentodo nel regime dinamico si comporta come se fosse un triodo (ma eroga la potenza di un pentodo), esattamente come succede anche nella configurazione STC usata nel Luna. Il guadagno del circuito era ancora alto e lo smorzamento basso, visto che il tasso di partial feedback è modesto ho applicato anche una reazione catodica alla finale, ponendo il secondario del trasformatore d’uscita sotto al suo catodo trovando un’equilibrio perfetto. Sotto al catodo della EL84 si possono osservare 2 resistenze da 330ohm e da 1100ohm atte ad ottenere il valore di 255ohm, un grosso elettrolitico da 2200uF che funge da bypass principale più altri 2 condensatori non polarizzati da 1,5uF e da 220nF che ho selezionato in base al loro fattore di dissipazione per bypassare l’elettrolitico, al posto di questi due è possibile montare, probabilmente con egual risultato, un condensatore mundorf in polipropilene da 1uF, diciamo che io riesco a risparmiare ma bisogna saper misurare e selezionare i condensatori che si usano… montando un mkt da 1,5uF e un 220nF mkp “a caso” difficilmente otterrete il risultato che ho avuto io o che otterete con il mundorf. Anche l’elettrolitico deve essere di buona qualità, basso ESR e basso D, io ho utilizzato un componente di surplus marchiato Frako che ha ottime strumentali.

La potenza dell’amplificatore è di 3 Watt RMS veri e pieni e indistorti. Il fattore di smorzamento DF è pari a 3,33 e la banda passante è 12Hz / 42khz -3dB @ 1watt RMS, sotto il grafico…

La distorsione armonica dell’1% con un raporto segnale rumore di -65dB, sempre a 1watt, sotto il grafico:

Le quadre a 100Hz / 1k e 10k

Vediamo il montaggio: Il telaio è stato realizzato in mogano lucidato a gomma lacca, le piastre di alluminio verniciate a polvere.

Il suono dell’apparecchio è veloce con una gamma alta brillante e dettagliata che fa sentire tutti i particolari della registrazione senza cancellare cose, come un vero HiFi deve essere. Ma come suona? vediamo il commento di un lettore che ha acquistato lo schema premium: Stefano, ho finito la realizzazione da un paio di giorni dell’Alimede e sono soddisfattissimo! Nel suo piccolo, ha un suono sorprendente per trasparenza, equilibrio, velocità e controllo. Sono solo 3w, ma ottimi per i miei ascolti nelle ore notturne a basso volume. Hai fatto un ottimo lavoro!!! Un vero miracolo, considerati i piccoli ruderi da cui sei partito. Ti ringrazio molto e ti invio i miei più cordiali saluti. A presto G.

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