Sun Audio SV 300BE – La generazione armonica nei circuiti valvolari

Finalmente ho avuto in mano uno di questi “mostri sacri” usannati da tutti gli audiofili, quindi non me ne vogliano gli estimatori di questo marchio se mi permetterò di evidenziare qualche altarino tecnico che li riguarda. La prima cosa che voglio evidenziare è lo schema elettrico e le differenze che ci sono con la versione 2A3. Qui sotto potete vedere i 2 schemi SUN Audio 2A3 e 300B…

2A3300B

Cosa cambia tra i 2 schemi? Niente! o meglio hanno messo la 300B al posto della 2A3, modificato il valore della resistenza di polarizzazione del catodo e collegato la 300B alla presa 3500ohm del trasformatore invece che alla presa a 2500ohm, il resto è tutto uguale. Il problema è che la versione 300B eroga 4 watt al clipping (potenza indistorta 3watt). Nella foto qui sotto si può vedere su 2 miei oscilloscopi (nella scala dei 2 volt quadretto) l’amplificatore su carico resistivo da 8 ohm, l’ampiezza che si può osservare è di 16volt picco picco, quindi all’incirca 4 watt RMS…

Per chi avesse ancora dubbi ho simulato il circuito su spice, ottenendo lo stesso risultato… Se volete provare lo schema è li sopra e lo trovate su numerosi altri siti, ltspice lo potete scaricare gratis da qui

La casa madre indica genericamente 8 watt… quindi 4+4 giocando sul fatto che molti penseranno che sono 8 watt a canale, una potenza abbastanza buona per una 300B, invece sono 4 watt a canale (meno di 4 se si considera la potenza prima che inizi a clippare), le 300B sono state fatte lavorare allo stesso regime di dissipazione di una 2A3. Il mio parere personale è che avrebbero potuto riprogettare un circuito su misura per la 300B invece di riciclare quello della 2A3, sopratutto perchè non sono apparecchi venduti a 300€, invece si sono basati sul solito specchietto TRECENTOBI per vendere, perchè se c’è la 300B lo vendi di sicuro, ma di fatto essa non è sfruttata. L’amplificatore era in condizioni di quasi originalità, prodotto nel 1995 mostrava qualche problema dovuto agli anni, il primo erano gli zoccoli delle 300B e della raddrizzatrice super consumati. Mi è stato detto che le valvole sono sempre le sue originali, o almeno ho capito che non siano mai state cambiate dal proprietario attuale ma non voglio credere che gli zoccoli siano così flosci di fabbrica, anche perchè gli zoccoli delle 6SN7 al contrario avevano una buona tenuta, quindi penso che forse si siano snervati per via di cambi continui di valvole in cerca di un suono che non poteva cambiare cambando solo le valvole… Molti audiofili sono vittime di questa compulsione del cambio valvole, purtroppo però il suono è dato da tutto l’insieme del circuito e dei trasformatori dove le valvole non sono nemmeno l’elemento più importante. Cambiando valvole si può modificare leggermente il timbro per via delle tolleranze costruttive tra una valvola e l’altra ma tutto si limita a piccoli cambiamenti marginali.

Il secondo problema erano i 2 attenuatori a scatti presenti (ALPS taroccati cinesi non suoi originali) che erano scassati, durissimi e montavano 2 monopoline di plastica brutte e molto sgradevoli al tatto.

Il terzo problema erano i condensatori elettrolitici di bypass catodico che non erano di gran qualità e che con gli anni si erano deperiti con una ESR superiore a 1. Il lavoro di ripristino e upgrade è consistito nel cambio dei 2 attenuatori a scatti con 2 potenziometri ALPS originali (io avrei mantenuto sempre attenuatori a scatti perchè avendo 2 volumi separati per ogni canale era più facile regolarli allo stesso livello ma il cliente desiderava potenziometri tradizionali), il cambio degli zoccoli usurati e il cambio dei vari condensatori di bypass catodico con condensatori di buona qualità e di capacità maggiori rispetto gli originali (sotto nelle strumentali si capirà perchè ho maggiorato le capacità), l’unica piccola modifica che mi sono permesso di fare al circuito è stato ritoccare leggermente il valore della resistenza di catodo delle finali, ponendo un’altra resistenza in parallelo, per aumentare leggermente la corrente di BIAS perchè su LT spice sembrava l’unico miglioramento possibile.

Ora passiamo alle strumentali:

Potenza: 4watt RMS per ogni canale al pieno clipping
Smorzamento DF: 2,66 equivalente ad una resistenza d’uscita di 3ohm
Distorsione THD: qui mi prendo l’occasione di parlare di un’altra cosa. Quante volte si è letto o sentito dire su vari siti, riviste, Forum e video di youtube che le “le valvole distorcono solo con armoniche pari” oppure “i pentodi distorcono dispari e i triodi pari”, oppure “i pushpull distorcono dispari e i single ended distorcono pari”, come se lo scopo primario fosse avere un’amplificatore che distorce con armoniche pari perchè le armoniche dispari suonano male. Altri dicono che “le armoniche devono esserci tutte ma precise a gradini”, mha… Posso dire che queste affermazioni sono tutte grandissime fesserie che non trovano nessun riscontro nella realtà ed escono di bocca a smanettoni (ma anche per bocca di personaggi noti) che non hanno mai toccato un’analizzatore di spettro per verificare le cose che affermavano. Quante volte ho iniziato inutili litigi con il guru di turno, affermando che quando le armoniche sono molto basse, sotto l’1% totale, ad orecchio non senti differenza, ho scritto un’articolo parlando di che certe sensazioni che si hanno all’ascolto, spiegando che non sono dovute alle armoniche ma ad altri tipi di distorsione, o peggio cercando inutilmente di spiegare che escono sempre sia armoniche pari che dispari… sia dai single ended che dai pushpull… sia se sono a pentodo che se sono a triodo… e che tutto dipende dal circuito nel suo insieme e che spesso tutto cambia anche solo cambiando valvole. Che in pratica non c’è una regola precisa e che le affermazioni che fanno sono totalmente false, perchè lo dicono tutti i vari personaggi noti che affermano cose a cui ovviamente bisogna credere ciecamente… Ok siete pronti a tornare alla realtà? qui sotto i 2 grafici di distorsione armonica di questo SV-300BE in condizioni di originalità (valvole sane e testate, prima che che modificassi qualsiasi altra cosa nel circuito a parte gli zoccoli che non tenevano le valvole).

THD a 1WattTHD a 3 Watt

Come si può vedere le armoniche ci sono tutte fino alla sesta (poi diventano tanto piccole da essere irrilevanti), non sono perfettamente a gradini ma già a 1watt si ha una terza armonica ampia quasi quanto la seconda, se poi si alza il volume fino a 3 watt (prima che inizi a subentrare il clipping) si può vedere che addirittura la terza armonica svetta su tutte le altre… Ma come? un Single Ended mono triodo con la 300B originale SUN Audio con i trasformatori Tamura che fa la terza armonica! ma come è possibile?

Voglio far notare che questa non è una critica a SUN Audio, questo comportamento distorsivo è una cosa normale, a 1 watt la THD totale è circa dell’1% e a 3 watt circa 3%, da uno zero feedback non si può avere di meglio, questa sigori miei si chiama REALTÀ. Aggiungo che di spettri del genere questo sito è pieno, su miei progetti o su apparecchi portati in riparazione, ma non ho mai affrontato l’argomento perchè sapevo che poi molti si sarebbero limitati a pensare “succede così perchè tu non sai progettare” oppure “quell’amplificatore li non è buono… o costa poco… o ha i pentodi… o non ha la 300B” quindi ho aspettato anni che mi portassero in riparazione un’apparecchio di riferimento come questo con la 300B per avere finalmente la possibilità di sbugiardare tutti i vari guru che continuano a divulgare queste assurdità… Per curiosità cosa simula spice ?

Molto simile a quello che ho misurato io a 1 watt, in realtà poi potrebbe cambiare tutto sostituendo le valvole con altre di diverso tipo/marca, quello che importa alla fine è che la THD totale sia bassa. Ora sapete come stanno le cose sulla questione armoniche pari/dispari.

Banda passante: 35Hz – 25Hz -1db @ 1 watt – La risposta in frequenza dichiarata di fabbrica è di 15Hz – 30khz -3dB e qui risulta anche migliore perchè il -3dB in alto è a 50khz e non a 30.

Grafico su carico resistivo

E su carico reattivo

Veniamo alla mia modifica che implica la maggioranzione dei condensatori di bypass catodico e il leggero aumento della corrente di BIAS, banda passante: 20Hz – 30khz -1dB con netto miglioramento della rotazione di fase a 20hz che passa da 60 gradi a 40 gradi, permette di sentire un poco più di basse frequenze quando lo si abbina a diffusori monovia quale questo apparecchio è destinato. Se volete fare questa modifica potete rivolgervi a me, maggiorando i condensatori senza criterio si rischia di cadere in una zona di instabilità in cui l’amplificatore innesca un motorboat a bassa frequenza oppure si mette in crisi la valvola raddrizzatrice.

Mentre qui sotto l’analisi di spettro dopo la modifica della corrente di bias (la 300B è ancora ampiamente al di sotto della sua dissipazione massima, 16 watt su 36).

Qui sotto le onde quadrea a 100Hz / 1khz / 10khz

I trasformatori montati su questo apparecchio vanno bene, non voglio però sembrare arrogante ma le doti strumentali e sonore, per quello che mi riguarda non hanno niente di irragiungibile (ho fatto trasformatori simili o anche migliori). Ho ascoltato questo amplificatore nella mia saletta, io ho delle casse reflex della tannoy e quindi uno zero feedback non si trova nel suo ambiente, le medio alte sono buone anche se le voci femminili le trovo un poco penetranti, ma i bassi sbrodolati rovinano tutto, un’amplificatore come questo può essere abbinato a casse monovia, una modifica che può essere fatta (visto che il circuito guadagna uno sproposito) è sfruttare il guadagno in eccedenza per fare un pò di controreazione… come vorrei vedere le facce di alcune persone, controreazione in un 300B… Fidatevi che ci sarebbe un netto miglioramento, avrebbe le stesse medio alte belle e pulite (per via della qualità dei trasformatori d’uscita) con la possibilità di abbinarlo anche a casse reflex in modo da poter sentire anche delle buone basse frequenze. Chi crede che un’apparecchio del genere possa essere superiore ad altri circuiti, anche con valvole meno costose (meno alla moda) si sbaglia.

Un utente mi ha segnalato che qualche altro tecnico italiano modifica completamente lo stadio driver e mi chiede se questo può servire ad incrementare la potenza, la risposta è NO, per aumentare la potenza erogata dalla 300B è necessario cambiare l’impedenza del trasformatore d’uscita, aumentare la tensione di placca e la corrente di bias oltre a modificare il driver in modo da pilotare più a fondo la finale. Praticamente va cambiato tutto, la modifica del solo stadio driver non serve a niente, la 300B continuerà a clippare a 4Watt qualsiasi sia la valvola che la pilota, essendo poi la limitazione più grossa la mancanza di smorzamento (la mancanza di negative feedback) il cambio del circuito driver non porta molto lontano, diffidate di chi spara supercazzole di valvole ad emissione undirezionale blabla, per stravolgere veramente questo amplificatore bisogna cambiarlo completamente e non vale la pena farci interventi troppo invasivi.

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5 risposte a Sun Audio SV 300BE – La generazione armonica nei circuiti valvolari

  • magari intendevanowatt musicali? 🙂 comunque su 3500ohm con 330volt di tensione e 50/60mA di bias non c’è santo che tenga

  • Buongiorno, segnalo che sia sul sito giapponese originale, fra l’altro aggiornatissimo (ultimo aggiornamento: 12/2015) sia su quello dell’importatore ufficiale italiano (un negozio di Milano) il super ampli viene dichiarato 8W+8W, quindi se clippa a 4 watt siamo messi bene…Ciao, Francesco P.S. Potevano metterci una cella CLC sull’alimentazione dei filamenti delle 300B, insomma, per 5600 euro…forse non serviva il potenziometro dell’HUM.

  • anche le casse pneumatiche soffrono meno il basso smorzamento di un circuito, quello che comunque volevo dire era un’altra cosa… molti prendono per assunto che se fai il triodo SE zero feedback allora hai fatto il circuito meglio suonante che si possa fare e il non plus ultra è se lo fai con la 300B o le 2A3, poi magari ammettono che tale circuito non riesce a pilotare casse reflex allora cambiano versione dicendo e ma devi metterci dei monovia con degli altoparlanti da 9cm di diametro “eh allora sentirai!” … non sento neinte di chè! suonerà pure, ma il punto delle questione è che detta in tutta franchezza con circuiti anche con pentodi da 2 soldi con controreazione, trasformatori buoni e tutte quelle cose che dicono che non vanno bene in un circuito ben progettato, ho sentito medi alti che non hanno niente da invidiare da questo 300B con anche una gamma bassa che questo 300B se la sogna. Il 300B “triodino 4” che ho fatto fare a un mio cliente, controreazionato, in una gara di ascolto non darebbe scampo all’avversario. Alla fine i circuiti zero feedback sono solo l’ennessima teoria partorita dai guru, di fatto non portano nessun vantaggio ma solo limitazioni e la 300B è ampiamente sopravvalutata ci sono un’infinità di valvole che possono essere fatte suonare bene, tanto quanto, anche tra quelle vendute sotto i 20€ al pezzo. Ma purtroppo molti audiofili vivono in un mondo di fantasia comandato da guru e dalla moda che spingono, basta dire che circa un ventennio fà le 2A3 biplacca della fivre venivano schifate e le 211 le trovavi nei mercatini a 10.000 lire l’una. Quel che è peggio poi è che la 300B è una valvola abbastanza difficile da pilotare perchè richiede uno swing di tensione molto ampio per essere pilotata, e nella maggioranza dei 300B che ho visto essa non viene sfruttata o è usata male, praticamente fanno l’amplificatore con il fine di guardare la 300B ma non di usarla bene o di avere un risultato tecnico sonoro che sia degno della spesa che comporta montare valvole così.

  • La cancellazione armonica è una di quelle cose che sono sempre tirate fuori da guru come fosse una bacchetta magica, come fosse possibile annullare la distorsione di un circuito. Le armoniche sono come il gioco delle talpe, quando ne spingi giù una te ne saltano fuori 2 da un’altra parte… quando cancelli una seconda ti esce una terza. Un pushpull nella teoria dovrebbe generare armoniche dispari, ma dovresti avere un circuito bilanciato dall’inizio alla fine dove tutte le coppie che formano i vari stadi montino valvole che siano perfettamente uguali tra loro, situazione che si verifica solo in un simulatore dove le valvole sono modelli matematici quindi perfettamente uguali tra loro, un match su un punto fisso non implica questa situazione, dovrebbero essere matchate con il tracciacurve e avere curve tutte perfettamente sovrapponibili, ma anche alla simulazione è possibile vedere che il classico circuito dove hai una singola valvola di ingresso seguita da sfasatore e 2 finali in pushpull potrebbe finire a distorcere con armoniche predominanti di seconda e quarta perchè la distorsione del primo stadio non bilanciato sovrasta quella degli stadi successivi, oppure il classico circuito pushpull anni 20 con trasformatore interstadio sfasatore pilotato da uno stadio SE distorcerà con predominanti di seconda e quarta seguendo l’andamento distorsivo della valvola SE che sta dietro al trasformatore sfasatore. Nella realtà poi le cose sono ancora più complicate perchè hai la tolleranze delle valvole e differenze costruttive non solo da un produttore a un’altro ma anche da un lotto all’altro, per non parlare delle variazioni delle caratteristiche che si hanno con l’invecchiamento dove quindi 2 valvole erano match da nuove ma già dopo 1 settimana di funzionamento cominciano a spostarsi leggermente tra loro. In un circuito SE le armoniche dispari subentrano appena metti 2 stadi in cascata per la questione della cancellazione dovuta all’inversione di fase, come succede in questo 300B e a dirla tutta la armoniche di terza ci sono comuqnue anche su un singolo stadio preso da solo. Nella realtà alla fine non avviene mai quello che dovrebbe capitare nella teoria e se avviene è solo per caso, alla fine l’importante è che la distorsione complessiva sia bassa poi le armoniche che escono te ne devi fregare perchè tanto non le controlli, se anche ti metti li fichè non tiri fuori lo spettro che volevi è destinato a durare fino al primo cambio di valvole (se non prima).

  • Per dirla tutta un PP tende a cancellare le armoniche PARI(come tutti i circuiti diversi dai SE) mentre un SE no;.
    Il SE SENZA controreazione d’anello si ascolta meglio anche su di una cassa a sospensione pneumatica.
    Comunque, saper usare un minimo i simulatori spice permetterebbe a chiunque di sbugiardare i guru.

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Single Ended 6GE5 – “Resurrect garbage with style”

Un giorno ricevo un messaggio da “R.O.” che mi fa domande riguardo un “bellissimo” amplificatore “hifi, hi-end, zero feedback” prodotto da uno dei tanti guru delle valvole che circolano per l’italico stivale, perchè ovviamente non suonava bene e voleva farmelo vedere per valutare come sistemarlo… Me lo porta ed ecco un’altro impresentabile in tutto il suo splendore…

A parte un potenziometro volante messo da R.O. per cercare in qualche modo di regolare il volume in un circuito che ovviamente non è stato calcolato in nessuna delle sue parti e che guadagnava troppo, il resto è farina del guru compresa la disposizione di sbieco delle valvole che mal predisponeva un cablaggio ben fatto anche fosse stato in grado di cablare. Una valvola raddrizzatrice con le placche che arrossavano tanto era tirata (vetro affumicato, bordo dello zoccolo cotto). Ovviamente per far suonare bene un circuito non serve farci di conto ma basta riempirlo di condensatori e valvole costose…

Come una coppia di KT88 Full Music che in 40 minuti circa di funzionamento si sono ridotte al 60% di emissione… 250€ di valvole da gettare nel pattume… Mi sembra doveroso dire a tutti di non spendere soldi in condensatori galattici e valvole preziose su apparecchi del genere perchè non solo gettate soldi nel gabinetto senza andare da nessuna parte, ma nel caso siano valvole NOS (in questo caso no per fortuna) sprecate bellissime valvole fuori produzione e che andranno a esaurirsi prima o poi per montarle su dei veri e propri trabicoli, vale anche per molti amplificatorini cinesi in condizioni di originalità di fabbrica, non gettateci soldi!

Ho guidato “R.O.” verso un nuovo progetto cercando di recuperare tutto il recuperabile visto che quel trabiccolo era comunque una miniera di pezzi che si potevano riutilizzare. I trasformatori d’uscita erano indecenti e quello di alimentazione non era adatto ad alimentare un’altro KT88 ho quindi pensato a qualcosa di più modesto, senza valvole prestigiose ma che potesse suonare bene e sono caduto sulla proposta di realizzare un single ended con delle compactron 6GE5 equivalenti con diversa zoccolatura della 6DQ6B e utilizzando come driver delle semplici PC86, qui sotto lo schema premium ormai censurato al 100% (assieme a tutti gli altri) perchè non ha limiti l’assurdità delle persone che provavano a copiare i miei schemi anche se non si leggevano i valori dei componenti solo per risparmiare 50€ comprando dei trasformatori da altri siti e poi  avevano la faccia tosta di  venir a chiedermi come farli funzionare!

Se volete lo schema lo comprate assieme al set di trasformatori. Ma vediamo come “R.O.” ha upgradato col mio aiuto il suo rottamino. Ho realizzato una coppia di trasformatori SE da 6k primari dedicati alla 6GE5 sperimentando un nuovo tipo di lamierino per l’occasione (che potete già trovare a listino). L’amplificatore è stato completamente demolito, sono state realizzate nuove piastre di montaggio conservando il vecchio mobile che è stato decerato e lucidato a gomma lacca (insegno al guru che non si da la cera sopra al legno grezzo, prima devi laccarlo se no diventa una colla di sporco inguardabile…). Ho realizzato per “R.O.” anche diverse parti decorative con la stampa 3D per cercare di abbellire quel mobiletto. Ho poi collaudato il circuito e fatto qualche foto del montaggio:

Come suona? bassi molto profondi e grande apertura, ma che caratteristiche tecniche esibisce?

Potenza: 6,25Watt RMS per canale
Distorsione THD: 0,57% @ 1 watt
Banda passante: 7Hz / 60khz -1dB
Smorzamento DF: 6,66

Grafico di banda passante su carico resistivo

E su carico reattivo

Analisi di spettro a 1watt

Quadra a 100Hz / 1k / 10k

Nel video qui sotto ho ripreso la sinusoide ancora perfetta e dritta a 7Hz @ 1 watt, incredibile, un risultato quasi esagerato…

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2 risposte a Single Ended 6GE5 – “Resurrect garbage with style”

  • Meglio una NOS snobbata ma usata bene che una valvola famosa di produzione attuale… sopratutto se usata male.

  • Molto bella l’idea di usare valvole trascurate dai “guru” e bello anche il fatto che si parli seriamente e in modo documentato di controreazione e di smorzamento

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Come farsi ROVINARE l’amplificatore da un Guru

La storia che sto per raccontarvi non è di fantasia ma corrisponde alla pura realtà, ci tengo a raccontarla perchè spero che possa essere di monito ad altri avventori e novelli che muovono i primi passi nel mondo dell’audio valvolare, ma sopratutto perchè spero di riuscire a togliere un pò di credibilità ad una razza di personaggi che la fanno da padrone in questo mondo, personaggi chiusi nel guscio del loro mondo fantasioso con i loro seguaci e che il più delle volte allontanano chiunque provi ad avvicinarsi al mondo dell’amplificazione valvolare e abbia la sfortuna di trovasi invischiato con le loro teorie strampalate.

Capitolo 1: Il Single Ended EL34 di Alberto

Tutto è iniziato con Alberto che dopo aver realizzato con soddisfazione l’upgrade all’amplificatore di nuova elettronica LX1321 ha visto il progetto di un single ended con la EL34 che partiva dalla rielaborazione di una scatola di montaggio della concorrenza, che potete visionare cliccando qui (primo dei progetti presentati nella pagina). Mi ordina il set di trasformatori ma dopo qualche giorno mi iniziare a mandare messaggi  di preoccupazione su WhatsApp (allora gli schemi sul mio sito erano ancora in chiaro e non pixelati) perchè aveva parlato con un suo amico che vive in america ed è appassionato di autocostruzione che visionando il mio progetto e il mio schema comincia a dirgli “Non farlo!” … “Da quello schema non puoi aspettarti niente di che!” … “Non suonerà mai bene!” … “È tutto sbagliato! devi staccare il negative feedback, devi mettere delle gridstop li, quello non va bene, devi fare quello e devi fare quell’altro” … Ho fatto di tutto per rassicurare Alberto della bontà del progetto e per fortuna ha voluto darmi credito, ha realizzato il mio schema con i miei trasformatori e il risultato è riportato qui sotto scritto con le sue parole.

L’esperienza di Alberto con il progetto SB-LAB

Questo è il contenuto della vecchia pagina che era pubblicata dentro “i lavori dei lettori” che ho spostato per realizzare questo articolo.

Un Saluto a chi avrà pazienza di leggere questo mio resoconto ed a Stefano Bianchini. Ho deciso, essendo già possessore di un LX1321 modificato su progetto SB-LAB, ho deciso di farne uno interamente assemblato da me, non su PCB, quindi in aria ed in Classe A, sopratutto che fosse alla mia portata, dal punto di vista economico e della difficoltà di assemblaggio.

La scelta è ricaduta sullo schema in SE di EL34. Avendo piena consapevolezza sulle qualità dei trasformatori Stefano ho provveduto ad ordinarne un set dedicato a quel progetto ed a scaricare lo schema. Ho iniziato con il reperire tutti i componenti, mi sono affidato interamente ad un rivenditore specializzato in Elettronica valvolare nei pressi di casa, reperli in rete a destra e sinistra mi avrebbe portato fuori budget per via delle spese postali. Il commerciante vista la mia inesperienza ha subito approfittato per appiopparmi lo stagno Hi-End all’argento. Il quale è prontamente volato dalla finestra, per tornare allo stagno classico con cui ho saldato per tutta la mia gioventù. Con lo stagno per “Audiofili” le saldature restano opache, cosa mi fa sclerare e sopratutto si rompono da sole!

Mi sono procurato un lastra di bachelite, che ritengo necessaria, intanto per isolarci dalla lamiera, le tensioni in gioco non sono terapeutiche, e poi per far venire meglio tutto il montaggio in questo modo non vi vedono viti di fissaggio che escono nel coperchio superiore, sopratutto mentre lavori è comodissima per fissare gli ancoraggi.

Bucare la bachelite non è uno scherzo viste le polveri puzzolenti, ed anche poco salutari che genera, consiglierei di farlo all’aperto. Il mobile prescelto e di Hifi2000, che è di discreta fattura, ma non è progettato per ospitare un’elettronica valvolare, infatti non è in grado di sopportare il peso dei trasformatori sul coperchio superiore, inoltre ci sono delle feritoie di aereazione che creano dei problemi durante la fase di foratura. Se vi dovesse capitare di acquistare dei Trasfo del Bianchini vi renderete subito conto che pesano molto di più di quelli commerciali (rispetto a quelli impiegati su ampli di pari potenza e spesso anche di potenza ben superiore).

Per risolvere il problema del coperchio ho aggiunto nella parte superiore un lastra di ottone, questa mi ha consentito facendo un sandwich con la lamiera stessa del coperchio e la bachelite da 3mm di avere una base di appoggio solidissima, mal sopporto quegli ampli nei quali mentre infili una valvola nello zoccolo senti la contropiastra che ti cede sotto le mani. Oltretutto l’ottone più essere facilmente fatto incidere da un qualsiasi laboratorio per creare delle scritte a piacimento. Ma cmq questo, a parte la questione meccanica e solo questione di gusti che sono strettamente personali.

Ho piano piano preso confidenza con il cablaggio in aria, ho twistato i fili dove necessario mettendo la coppia nel mandrino dell’avvitare. Vi consiglio inoltre di non buttare gli spezzoncini di filo che avanzano dai trasfo, sono morbidi, di qualità. si spellano bene e si saldano benissimo. Ho cercato di avere l’accortezza, di montare tutti i componenti con il valore facilmente leggibile, in modo che se Stefano, o io stesso per ricontrollare il cablaggio se avessimo dovuto rimetterci le mani si sarebbe imprecato di meno. Sono andato avanti di pari passo sui due canali, in modo che con un svista sola potevo sbagliare due volte :-)) Ho tentato anche nei limiti delle mie capacità di fare un montaggio il più ordinato possibile, su questo sono stato facilitato dalle generose dimensioni del mobile scelto, adatto ad un principiante come me alla prima esperienza di cablaggio in aria.

Lascia e riprendi ci ho impiegato qualche mese ad assemblare il tutto. Sono un tipo molto meticoloso, e attento alla misure quindi prima di fare buchi sul metallo, faccio delle prove su carta millimetrata e controllo appoggiando le cose sullo stesso mobile in modo da non dover fare le cose due volte.

Mi sono assicurato che le boccole di entrata e di uscita non fossero in corto con il mobile, ho collegato due resistenze di carico, verificato le tensioni, e grazie a questo controllo rimediato agli errori di assemblaggio e dopo aver collegato l’oscilloscopio ed il generatore di segnali, ho iniziato a vedere che tutto andava correttamente. Allego le forme d’onda rilevate. La prima accensione è stata molto emozionante, dopo ore ed ore di lavoro, emetteva i primi vagiti, seppur strumentali.

Finalmente sono o passato all’ascolto, vero è il detto che ogni scarrafone è bello a mamma soia, ma l’ampli l’ho trovato subito ottimo. In primis ronzio ZERO, nessun rumore di fondo, una gamma bassa a dir poco SUPERBA, molto dettagliato e controllato. Ho fatto la prova su diversi tipi di diffusori, anche delle Thiel da 4 ohm di un amico, che per un ampli piccolino sono una bella sfida. L’ampli ha restituito sempre un ottimo dettaglio e dei violini setosi, mai striduli, certo la Quinta di Beethoven nei passaggi di orchestra molto pieni lo ha messo leggermente in crisi perdendo un pochino di dettaglio, ma stavamo pur sonorizzando un salone di 60 mq con dei diffusori che secondo me in certi casi scendono pure a 2 ohm, quindi non oso lamentarmi, anche perchè il confronto avveniva con finale a mosfet sempre costruito dal sottoscritto, da 100+100w rms e un OTL valvolare del mio amico di pontenza ben superiore.

Cmq alcuni dettagli, sfumature sulla canzone di Hug Masekela Coal train live uscivano solo dal SE-EL34, tant’evvero che il mio amico proprietario del tanto blasonato OTL è impallidito visti i fior di quattrini che l’ha pagato. Abbiamo ripetuto la prova diverse volte con la stessa canzone, e nulla certe sfumature passavano solo con il mio. Ho fatto prove con diversi generi di musica e diversi diffusori, ma i risultati sono stati sempre all’altezza delle aspettative, confermando le strumentali rilevate.

Insomma ad oggi sono pienamente soddisfatto del lavoro svolto, che seppur lungo e faticoso restituisce una soddisfazione incredibile. Assemblare un valvolare in forma artigianale, richiede tempo pazienza e manualità quindi non conviene buttarsi su schemi presi in giro per la rete e sopratutto non lesinare sui trasformatori che sono il cuore dell’ampli. Il vantaggio dello schema di Stefano è che “costruito” intorno ai sui trasformatori, in pratica ad HOC. Sono consapevole di aver svolto soltanto il lavoro di manovalanza, l’architetto che progetta, calcola e mette a punto è lui. Nonostante ciò è stato impegnativo sono cmq felice di averlo fatto, e credo non sarà l’ultimo. L’ampli è ampliamente promosso da me e finora da tutti coloro che lo hanno ascoltato. Grazie a Stefano ed hai sui trasformatori e alla sua competenza nel consigliarti nei momenti di difficoltà.

PS: Non sono Amico di Stefano, se non dal punto di vista professionale, non ci guadagno nulla e non ho sconti, sono soltanto un appassionato di elettronica un hobbista autocostrutture con molte passioni che spaziano in diversi settori anche molto lontani tra di loro. Per quanto riguarda il suono sono uno che ascolta molto, aperto al confronto e molto curioso mi metto sempre in discussione sui lavori svolti, sono quasi sempre lavori “aperti” devono essere affinati, in pratica non sono quasi mai alla parola fine. Vado spesso a mostre e dimostrazioni di HI FI e quando vedo la gente spendere cifre folli per cose che realmente non meritano nemmeno un decimo del loro prezzo mi soffermo a fare qualche riflessione. Grazie per la pazienza di avermi letto fino in fondo.

Le foto

Capitolo 2: L’amico americano

Ho avuto comunicazione via WhatsApp, dopo qualche mese rispetto la pubblicazione dell’originario articolo, che l’amico americano (quello che “da quello schema non puoi aspettarti niente di che”) era venuto a fare una vacanza in Italia e andando a trovare Alberto ha potuto ascoltare l’apparecchio che “non doveva funzionare” rimanendoci di cacca (permettetemi di scrivere cacca, anche se non è professionale) perchè non solo l’amplificatore funzionava ma anche perchè dopo qualche ora di ascolto è stato costretto ad ammettere che non aveva mai sentito niente suonare così bene e con così tanto dettaglio.

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 1

Capitolo 3: Gozer il distruttore

A quasi 2 anni dalle vicende raccontate nel capito 1 e 2 ho l’occasione di scambiare qualche messaggio via WhatsApp con Alberto a riguardo del trasformatore bruciato di una radiolina geloso e nel discorso inizia a raccontarmi la triste storia che riguarda questo single ended di EL34, alla fine mi scrive tutto in un commento sotto questo articolo, che riporto in copia per comodità.

Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.

Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!

Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.

Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso,
non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!

Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.

Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).

Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?

Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!

Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.

Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 2

Capitolo 4: Ripristino dello scempio

Dopo che il malconcio amplificatore è tornato a casa sua abbiamo avuto modo di osservare il lavoro fatto da questo pasticcione da fiere, era una roba che non sapevi se piangere o ridere… Riassumendo: modificato il partitore di tensione che solleva il filamento delle 6SL7 con il rischio di causare una scarica distruttiva interna alla valvola, la EL34 passata da pentodo a triodo e la resistenza di polarizzazione sbagliata, troppo bassa con la corrente di bias delle EL34 quasi a 200mA… Poi il tizio non capiva lo scopo della resistenza in serie alla valvola raddrizzatrice prima del primo condensatore e ha concluso che 220uF di condensatore fosse troppo per la raddrizzatrice e ha tolto la resistenza e sostituito il condensatore con uno da 22uF … peccato che la resistenza in serie al mio circuito avesse proprio lo scopo di preservare la raddrizzatrice e permettere l’uso di un condensatore grosso… che poi alla fine con le finali tirate a cannone la raddrizzatrice la sfondava di brutto proprio, il circuito anodico era talmente tirato di corrente che il trasformatore di alimentazione scaldava come un ferro da stiro! Poi ha eliminato i condensatori in polipropilene che erano in parallelo agli elettrolitici perchè vuoi mai che suoni pulito e brillante… nooo! deve suonare scuro, chiuso e con poco dettaglio. Ovviamente circuito di feedback eliminato e driver modificato per guadagnare meno, ma meno per meno risultava troppo sensibile con il volume che scoppiava al massimo già a col pomello del volume a ore 9. Poi aveva aggiunto dei diodi per rettificare a parte l’alimentazione dei driver… si vede che il taglio di una cella RC 18k+47uF non era abbastanza per lui, o perchè avendo calato il condensatore iniziale a 33uF c’erano delle oscillazioni a bassa frequenza, il montaggio non era migliore di quello di alberto, che come primo montaggio è scusabile.. ma lui come guru che va alle fiere che ha avuto coraggio di sentenziare che il circuito era sbagiato e non poteva funzionare… poi fa su una porcata del genere… veramente vergognoso.

Come suonava? Lo stereotipo dell’amplificatore distorsofilo valvolare zero feedback… Cupo, chiuso, spento. Senza energia n’è dinamica, con le basse slabbrate da zero feedback e le alte prive di lucentezza da condensatori elettrolitici senza alcun bypass decente… E pensate che questo cane ha anche avuto coraggio di dire che le 6SL7WGT JAN della sylvania non fossero buone, ma erano meglio le ECC32 (equivalenti 6SL7) che aveva lui, ovviamente solo perchè doveva trovare diversi modi per gonfiare il prezzo senza faticare o forse perchè la bella ampolla a duomo delle ECC32 le faceva suonare meglio… perchè son belle da vedere, non perchè fanno niente di diverso dalle altre ovviamente… se una valvola è più bella suona meglio no?

In ultimo avrebbe pure detto che i 2 trasformatori d’uscita erano troppo vicini quindi intermodulavano…

Ha preso un’apparecchio che funzionava benissimo, ha sentenziato che non andava e la trasformato in un gabinetto a valvole, WOW! Gente attenti a questi personaggi che non giustificano con argomentazioni tecniche verificabili ma solo con ciance da venditore di stoviglie, il fatto che si presentino a varie fiere del settore non li qualifica come buoni tecnici.

Vediamo il ripristino, Alberto si è molto impegnato sotto mio aiuto per ricostruire ancora meglio l’amplificatore e poi me lo ha fatto avere per la verifica strumentale finale…

Ricordo che il progetto di questo single ended con le EL34 lo trovate cliccando qui.

Strumentali
Potenza: 7Watt RMS per canale
Distorsione: THD rileva a 1khz 1 watt su carico resistivo 0,11%
Banda passante: 18Hz / 90khz -1dB
Smorzamento DF: 5,7
Separazione dei canali: 48,8dB (alla faccia di quelli che dicevano che i trasformatori sono vicini quindi intermodulano).

Spettro armonico

Banda passante su carico resistivo

Banda passante su carico reattivo

Quadre a 100hz / 1khz / 10khz

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 3

Conclusione

Non pensiate che queste cose capitino solo a me, conosco diversi amici tecnici e riparatori in giro per l’italico stivale, queste cose capitano di continuo. Ci troviamo a dover far la lotta con i clienti per riuscire a fargli capire che sono stati infarciti di cavolate da questa massa di ciarlatani che continua a sparar fesserie con una potenza di fuoco impressionante. Quando ero più giovane e lavoravo come dipendente, il mio titolare era solito ripetere in continuazione che alla gente è più facile mettergliela nel cu.. che mettergliela in testa, e questi ne approfittano alla grande.

Nel mondo dell’audio valvolare c’è questa èlite che si è costruita una sorta di “bibbia” su come dovrebbe essere fatto un’amplificatore per suonare bene, e le regole di questa bibbia vengono seguite ad occhi chiusi, non importano le evidenze, se un’apparecchio non è fatto seguendo le loro regole allora non funziona, non suona bene… se gli si dice che suona bene la risposta sarà sempre “se lo fai come dico io suonerà ancora meglio”. Se un’apparecchio “sbagliato” secondo le loro regole dimostra di suonare meglio di un’altro costosissimo apparecchio di boutique, come è capitato all’OTL di famoso guru che scrive sulle riviste di cui Alberto parlava nel primo capitolo di questa storia, sarà perchè non sono giuste le casse o non va bene la sorgente audio… Ma il giorno dopo metteranno il loro apparecchio di boutique su ebay per comprarne un’altro, ma concepito sempre alla stessa maniera sperando che sia la volta buona.

Se gli si propone di comprare un’apparecchio diverso, “sbagliato” (sbagliato solo secondo la “bibbia”), ma che hanno comunque sentito suonare bene, che suona come vorrebbero loro, niente! rifiutano… Deve suonare bene come vogliono loro, ma al contempo essere fatto secondo le regole del fantasioso mondo immaginario…

Si perchè se suona bene un’amplificatore “sbagliato” uno “fatto bene” suonerà sicuramente meglio, “quello che ho che non suona bene si vede che poi non era fatto così bene”, c’è in rifiuto della realtà di origine psicologica. E la ruota fa un’altro giro, cambiano apparecchio… Poi cambiano cavi… Poi cambiano valvole… Poi cambiano preamplificatore… Poi cambiano sorgente, cambiano casse, spendono altri soldi ma alla fine sono sempre li a tirare quel carretto con le ruote quadrate nella vana speranza di trovare una strada fatta di dossi. Arricchendo a dismisura questi Guru che si pagheranno tutta la propaganda e la visibilità che gli è necessaria per perpetrare il circolo vizioso.

Se vi piacciono gli apparecchi zero feedback buon per voi, ma se avete sentito un’apparecchio retroazionato ben fatto, se avete sentito questo suono fermo, brillante e vi piace allora quello è il tipo di apparecchio che dovete possedere, ed è perfettamente inutile andare a cercare di ottenere lo stesso risultato da un zero feedback perchè non lo avrete, sono 2 apparecchi di 2 tipi diversi con suoni diversi.

La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.
Albert Einstein

Ma sopratutto se avete un’amplificatore che va bene e vi piace è inutile andarlo a modificare, può aver senso fare, dove possibile o se è sensato, un’upgrade dei componenti. Non fidatevi di uno che vi dice che non funziona un’apparecchio che sapete funzionante, e cercate di capire che tipo di suono vuole darvi. Io ad esempio spiego sempre al differenza di suono tra un’apparecchio zero feedback e uno moderatamente retroazionato e fatto bene. Quando mi sono stato chieste informazioni in merito ho sempre cercando di informare le persone, lo so che i clienti a volte di fronte a tante scelte si confondono ma alla lunga è meglio così che prendersi gioco di loro. Sono testimone di molte persone che hanno abbandonato il mondo dell’audio valvolare per l’impossibilità di avere apparecchi fatti in un certo modo, persone che si sono trovate spennate come polli per apparecchi che non valevano niente o che soddisfano sempre e solo un certo gusto. C’è proprio un rifiuto da parte di moltissimi produttori nel fare le cose in un certo modo perchè il cliente soddisfatto smette di spendere, ma anche vero che tanti smettono ugualmente di spendere perchè si stancano di essere presi in giro.

Ultima nota che vorrei aggiungere è di stare attenti anche a chi propone upgrade immotivati di pezzi, come è scritto sopra il guru avrebbe definito robaccia o truffa il set di condensatori Mundorf trovati nell’amplificatore di Alberto e oltre a cambiare tutto non si sa con cosa, ha cambiato le EL34 con delle NOS (ok ci sta che possano essere migliori) ma ha anche cambiato una coppia di 6SL7GT NOS con delle ECC32 NOS, perchè le ECC32 sono migliori… ma ECC32 è la sigla europea della 6SL7GT, sono la stessa valvola! come dire ECC83 e 12AX7…

Questi personaggi fanno di tutto per gonfiare la spesa il più possibile, potrei citare qualcuno che ha fatto l’upgrade a un amplificatore copland uguale a quello che ho riparato poco tempo fà, che ha subito l’upgrade di tutti i condensatori con dei wima rossi, “perchè i wima rossi suonano meglio” ma hanno sostituito con dei wima rossi anche i condensatorini in parallelo alle bobinette dei relè che commutano i canali, condensatori messi a sopprimere l’eventuale disturbo che potrebbe produrre la bobina del relè quando viene eccitata e diseccitata e dove non passa assolutamente nessun segnale audio ma solo la tensione continua che arriva dal commutatore dei canali, inutile spiegare che cambiare quei condensatori li è assolutamente inutile ma il guru cambia pezzi a occhi chiusi senza cognizione di causa o in mala fede.

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7 risposte a Come farsi ROVINARE l’amplificatore da un Guru

  • Ho realizzato il progetto di Stefano citato in questo articolo e suona veramente bene, il tizio che ha sentenziato che quello schema non poteva funzionare senza manco provare a sentirlo è un cialtrone, la mode dei circuiti senza reazione negativa è peggio di un cancro, anche io ho avuto esperienza di amici che non credevano che a suonare fosse un circuito retroazionato e nonostante sentissero con le loro orecchie che andava meglio del loro senza reazione continuavano ad essere straniti.

  • Maestro da quando ho realizzato il SE con EL34, non mi stanco mai di sentire !

  • Finalmente qualcuno che dice le cose come sono, questi tizi ormai hanno monopolizzato il settore tra riviste e forum sembra che l’unico modo di fare un’amplificatore che suona bene sia come dicono loro e tra apparecchi senza feedback cavi pitonati scatoline magiche ti mandano a casa come un pollo spennato senza manco la soddisfazione di sentire qualcosa di decente, ci credo che ti attaccano perchè vivono sull’ignoranza delle persone, se gli fai sentire un’amplificatore che suona come si deve smettono di comprare tutte quelle cavolate e questi falliscono.

  • Dopo circa trent’anni di onorata carriera da appassionato di musica e della sua riproduzione, sono giunto ad alcune conclusioni: l’ambiente hifi è infelicemente caratterizzato da dogmi e verità rivelate che scaturiscono da una sinistra quanto efficace mistura di incompetenza e furbizia truffaldina. Non voglio stare qui ad elencarle, basta leggere con attenzione questo bellissimo sito per farsene un’idea abbastanza chiara. Quel che mi preme rimarcare è che, a mio avviso, sono ben pochi gli appassionati che hanno avuto la fortuna di ascoltare un amplificatore a valvole progettato e realizzato come Dio comanda. Temo che la maggior parte sia alla perenne ricerca del Santo Graal passando da un catorcio più o meno costoso all’altro. Io ero tra questi, con la testa piena di luoghi comuni e fisime audiofile, finché un bel giorno mi è capitato di passare da uno dei suddetti catorci (o ciofeche, chiaviche, morticini, come vi pare) che rispettavano appieno il sacro verbo del guru di turno, ad una creazione di Stefano Bianchini, ed ecco l’effetto “mascella cadente”: cosa cavolo avevo ascoltato fino ad allora? Non la voglio fare lunga, neanch’io sono sul libro paga di Bianchini, dico solo questo:
    ottimi TU, ma soprattutto un progetto serio che può solo scaturire dalla passione e da tanta ma tanta competenza. Ebbene sì, c’è anche la controreazione, ma suona, cavolo se suona! Per quel che mi riguarda, il mio Graal l’ho trovato…

  • Gozer il distruttore non ha ascoltato l’apparecchio prima di modificarlo, visto lo schema ha sentenziato che non andava. Dalla parte invece dei proprietari degli amplificatori (e la cosa potrebbe valere anche per questi “tecnici”) c’è un rifiuto dell’evidenza, se sentono un’apparecchio che va bene e sanno che c’è controreazione o è stato fatto usando criteri considerati errati dalla stampa di settore iniziano ad arrampicarsi sugli specchi per dire che il loro ha suonato peggio per qualcosa di esterno. Io ho iniziato la mai carriera seguita da Mariani il progettista di Graaf, lui mi diceva “Le cose che dicono nei forum e sulle riviste imparale a memoria che se no sembri ignorante quando parli, se fai un’apparecchio digli che è fatto come vogliono loro, ma quando lo fai fallo fatto bene”, ma io per mio carattere non riesco a essere falso. Ti consiglio la lettura di un’articolo di Diego Nardi, forse l’unico con cui riesco ad essere d’accordo. https://www.stereo-head.it/2013/05/riflessioni-di-un-ex-audiofilo/

    Io spesso mi sento come il tizio del finale del vecchio film “l’invasione degli ultracorpi”, mi appassiona quello che faccio ma è frustrante trovarsi in un mondo che sembra rifiutare l’uso del buon senso e dove sono discriminato perchè non mi conformo alle loro idee, ho l’impressione di lottare contro degli estremisti religiosi, a volte cestino dei commenti che lasciano sulle pagine che sarebbero anche passibili di denuncia…

  • Che dire… Magari è da segnarsi di ascoltare chi propone modifiche solo se quel qualcuno ha ascoltato l’impianto nelle condizioni attuali e assicura di farlo pure post modifiche. Insomma, se nel caso specifico fosse andata così la vedo dura arrivare a negare l’evidenza… E se quel qualcuno non accetta queste condizioni, farci una x sopra e cercare qualcun’altro, e se non si trova nessuno ci si tiene l’impianto corrente.

  • Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.

    Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!

    Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.

    Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso,
    non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!

    Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.

    Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).

    Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?

    Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!

    Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.

    Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.

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