Schadeode e Triodi Virtuali – Un’interessante alternativa all’ultralineare

  • Maggiore Potenza
  • Minore distorsione
  • Utilizzabile anche in Single Ended

Schade Feedback o Partial Feedback – Migliore dell’ultralineare ?

Ripeto spesso ai miei clienti che il suono delle valvole di per sè non esiste, che a suonare è tutto l’amplificatore nel suo insieme e che se lo sai progettare bene, su per giù, puoi far suonare qualsiasi valvola più o meno come qualsiasi altra. Non parliamo di amplificatori zero feedback dove diventa una gara a chi distorce nel modo più “soggettivamente bello” ma di circuiti pensati per essere HiFi e riprodurre bene il segnale senza troppe colorature,  in buona sostanza non vogliamo che la “Monna Lisa” assomigli a un quadro di “Jackson Pollock”.

Nella mia esperienza una delle valvole più ostiche da addomesticare è stata sicuramente la EL84. La EL84 è un pentodo da 12watt di dissipazione con una resistenza interna di ben 38k. Con una resistenza interna così alta è stato anche difficile produrre un trasformatore d’uscita (pushpull) che rendesse bene sulle basse frequenze perchè l’induttanza primaria necessaria era davvero alta e per raggiungerla si finiva a pregiudicare l’estensione in alto. Questo pentodo è stato molto diffuso nelle vecchie radio d’epoca e in amplificatori valvolari per chitarra elettrica, come il famosissimo VOX AC30. Sostituiva la 6V6 nei circuiti che montavano valvole Noval. Però su una radio l’estensione in basso non era importante in quanto i piccoli trasformatori d’uscita utilizzati all’epoca spesso non scendevano sotto i 500Hz per concezione, lo stesso dicasi per gli amplificatori da chitarra che non dovevano produrre frequenze molto basse e dove comunque la distorsione era ricercata. In HiFi molti circuiti dal disegno classico che utilizzano la EL84 finiscono per avere un suono abbastanza tipico, vintage, che mentalmente associo al suono della EL84. Supratutto sui pushpull dove la Ri raddoppia e diventa necessario fare tanto NFB se si vogliono raggiungere tassi di smorzamento un minimo decenti come in questo clone Dynaco 410, ruggente, dal suono antico e per i miei gusti decisamente poco piacevole. In ultralineare la sistuazione non migliore di molto e per altro la EL84 non ti da nemmeno la soddisfazione di dire, “la connetto a triodo!”… Connessa a triodo la curve hanno una pendenza molto accentuata, solitamente in questi casi si utilizza un trasformatore con un’impedenza elevata e si allunga in tensione ma… NO! Il datasheet della EL84 consiglia di non superare (tensione statica) i 300volt Placca e G2, quindi o ci si riduce come qualcuno che ha prodotto dei ridicoli SE con la EL84 a triodo da 0,4Watt o pushpull da 2Watt poi nascondendo la propria incapacità affermando che “è il suono che conta”, oppure si prende un’altra strada più sensata.

Anche se l’avevo già usato in passato, solo oggi ho preso la palla al balzo per parlare in modo approfondito di un tipo di circuito chiamato Schadeode o Partial Feedback.

Questa topologia di circuito è definita dall’uso di 2 resistori, uno porta il segnale di placca sulla griglia controllo e l’altro è posto in serie al segnale di ingresso, essendo questi 2 segnali in opposizione di fase, alla griglia giunge un segnale differenziale che è il prodotto della reciproca sottrazione dei 2 mediato da queste resistenze, esso eè un loop di feedback locale dalla placca alla griglia. Questo loop di feedback fornisce dei vantaggi: abbassa la distorsione, la resistenza interna della valvola e il rumore, estendendo al contempo la larghezza di banda del circuito. Poiché il ciclo di feedback è così breve, questo sistema di feedback trova pochi dei problemi di instabilità solitamente associati all’uso del feedback ad anello. La quantità di controreazione applicata dipende dai valori di R1 e R2. Questo sistema implica che il generatore di segnale, ossia lo stadio che pilota la finale, esca con una Zout molto bassa, tipicamente uno stadio ad inseguitore o un SRPP, la cui Zout sia irrilevante rispetto il valore di R1. Volendo invece fare uno Schade Feedback verso uno stadio che esce di anodo si figurerebbe un circuito con questo aspetto:

In questa variante di circuito il tasso di retroazione applicata dipende dal rapporto che R1 ha verso R2/R3 e la Ri del triodo pilota. Rispetto il circuito con le resistenze dove è virtualmente possibile fare quanto NFB si vuole (in quanto le resistenze sono perfettamente lineari) qui si è limitati dalla linearità dello stadio pilota che ad un certo punto sarà spinto dal segnale proveniente da R1 in zona di saturazione/interdizione provocando una forte distorsione proveniente proprio da questo elemento.

Iniziamo però a vedere in dettaglio quello che fa questo circuito e perchè dovrebbe essere migliore della connessione ultralineare. Come scritto ad inizio pagina si ha maggiore potenza rispetto all’ultralineare. Il pentodo ha la massima resa in termini di potenza trasferita al carico (40/50% in alcuni casi anche il 60%) ma anche la massima Ri mostrata al trasformatore e generalmente un tasso di distorsione alto, un pentodo connesso a triodo o un triodo vero e proprio invece ha il rendimento minimo in termini di trasferimento di potenza (20/25%) ma anche una Ri molto più bassa mostrata al carico e un basso tasso di distorsione. In ultralineare si ha un rendimento intermedio sia in potenza che in termini di Ri mostrate al carico e distorsione. Poi come se non fosse finita la connessione ultralineare trova larga applicazione nei pushpull ma sull’uso nei single ended risulta limitativa, sconveniente… produce solo poca potenza in più rispetto la connessione a triodo ma con molta più distorsione, anche se nonostante questo molti distorsofili continuano ad utilizzarla proprio perchè non sono amanti dell’alta fedeltà ma appunto della distorsione, come si può vedere qui. Di fatto la connessione ultra lineare in single ended non ha senso, ne ho già parlato qui.

Con la connessione Schadeode invece è possibile avere il rendimento di potenza di un pentodo con una Ri mostrata al carico ed una distorsione volendo anche inferiori alla stessa valvola connessa a triodo, ed è possible utilizzarlo profiquamente anche in Single Ended!!! Volere la moglie ubriaca e la botte piena, in questo caso si può! Incredibile? Guardate i grafici qui sotto, paragoniamo prima la EL84 a pentodo alla stessa connessa a triodo…

PentodoTriodo

Poi guardiamo le curve della EL84 in ultralineare, al 20% e al 40%, come viene indicato dal datasheet della valvola, in questo caso come già sapete le curve sono valide solo se il punto di lavoro viene posto alla tensione di 300volt, e non è possibile spostarlo sopra o sotto questa tensione senza cambiare completamente il grafico come già spiegato in un’altro articolo…

Come è possibile vedere, la EL84 in UL che sia al 20 o al 40% non ha delle curve entusiasmanti, si perde potenza senza quasi niente in cambio, quandi conviene lasciarla connessa a pentodo, ma vediamo con la connessione Schadeode, che il software di uTracer mi consente di simulare, come diventano le curve. NOTA: tutti i grafici sono stati acquisiti da una vera EL84 inserita nel tracciacurve e non sono frutto di simulazioni al computer.

Come si vede i limiti di corrente/tensione sono gli stessi della valvola che funziona a pentodo, quindi ad esempio una retta di carico alla sinistra del grafico, può arrivare fino a 50volt con 100mA di corrente trasferendo la stessa potenza che la valvola erogherebbe a pentodo, ma le curve hanno pressochè la stessa pendenza della EL84 connessa a triodo. Nella connessione realmente a triodo la stessa retta di carico si fermerebbe con la saturazione della valvola a 150volt / 75mA trasferendo quindi molta meno potenza. Praticamente una EL84 a triodo che riesce ad erogare la stessa potenza di una EL84 a pentodo. Me vediamo cosa succede aumentando il tasso di retroazione locale:

I limiti sono ancora quelli della EL84 connessa a pentodo ma la pendenza della curve e il guadagno sono molto diminuiti, ossia la sua resistenza interna è diminuita e ora servono fino a -36volt per portarla in interdizione, di fatto abbiamo creato un triodo nuovo che non esisteva. Niente a che vedere con l’ultralineare e poco importa se verso l’alto le curve non proseguono come nei triodi veri perchè la retta di carico normale non arriverà mai in quella zona. L’abbassamento della Ri della valvola virtuale poi diventa utile per aumentare il tasso di smorzamento senza l’uso di NFB ad anello, ma con questo tipo di controreazione ancora meno dannosa di quella convenzionale. Nota per chi volesse fare esperimenti: il punto di lavoro statico (tensione/corrente/polarizzazione di griglia) si stabiliscono sulle curve della valvola a pentodo, perchè il funzionamento a triodo virtuale avviene in regime dinamico ma non su quello statico.

Qui sotto i link a qualche sito esterno che parla dello stesso argomento:

Tube CAD

Bertola Valves

Su questo sito potete trovare il progetto alimede con la EL84 pilotata in Schade Feedback con una 5842 come driver, il vecchissimo progetto libero con il single ended con la 6JZ8 (il fattore di smorzamento di questo circuito resta basso in quanto il tasso di feedback locale è basso a sua volta). E a breve dovrebbe arrivare un progetto premium di un pushpull con le EL84 dove tenterò di ottenere un fattore di smorzamento accettabile senza uso di feedback ad anello, della potenza di 15 watt. Inoltre per completare il discorso va detto anche che lo Schadeode può essere utilizzato con qualsiasi valvola, anche un triodo, ottenendo l’abbassamento della sua resistenza interna.

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6 risposte a Schadeode e Triodi Virtuali – Un’interessante alternativa all’ultralineare

  • Hai sbagliato perchè facendo come hai fatto tu il segnale di Nfb risale il potenziometro e arriva sull’uscita della sorgente, quindi la R in serie al segnale non è il valore che hai stabilito ma quella resistenza più quella del potenziometro in base a come lo hai regolato + quella della sorgente, va messo obbligatoriamente un buffer per interrompere la propagazione e fissare dei valori di controreazione fissi.

  • Il primo l’ho provato per un pre di linea con solo un triodo di segnale per canale (senza trasformatore d’uscita) e un pot del volume da 10Klog in ingresso, ma ho dovuto mettere in parallelo a R1 una piccola capacità per recuperare banda… ha una dinamica superiore rispetto la configurazione senza controreazione, insomma, interessante giocarci sopra

  • I 2 circuiti dovrebbero essere equivalenti, solo che portando indietro il segnale di NFB sulla placca del driver si è limitati nel tasso di controreazione che si può applicare per problemi di linearità dello stadio driver di per sè (PS se il driver è un pentodo funziona meglio rispetto se è un triodo), non vedo dove potrebbe essere limitata la banda passante, nel circuito il collo di bottiglia maggiore alla banda passate è sempre il trasformatore d’uscita, non prendendo segnale dal secondario del trasformatore si riesce effettivamente ad estendere meno la banda passante rispetto un circuito con NFB ad anello, ma in questo caso se il trasformatore copre come dovrebbe la banda udibile è abbastanza, non dovrebbero sorgere problemi legati alle rotazione di fase come capita con l’NFB ad anello. Cmq in linea generale avendo simulato qualche circuito come distorsione va meglio il primo circuito con solo le resistenze, a livello di analisi di spettro è molto più pulito, anche se obbliga a mettere uno stadio ad inseguitore tra driver e finale o a usare un SRPP.

  • si, scusa, al secondo esempio

  • A quale schema ti riferisci? non ci sono schemi a parte 2 teorici e le curve della valvola con 2 tassi di local feedback diversi, ma non sono riferiti a gli schemi sopra, sono solo esempi.

  • Se non sbaglia la simulazione, il secondo schema ha una risposta in frequenza inferiore a quella ottenibile con il feedback d’anello e riduce un po’ quella ad anello aperto

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Shop – Induttanze – Choke

I prezzi sono soggetti a variazioni senza preavviso in base alle variazioni dei costi dei materiali, della mano d’opera e dei trasporti. (ultimo aggiornamento 03/01/2021)

Le fotografie sono del tutto rappresentative e non corrispondono necessariamente al prodotto. Tutto quello che vedete nei vari listini è soggetto a sconto quantità, se assieme alle induttanze comprate altro come trasformatori d’uscita, trasformatori di alimentazione o qualsiasi altra cosa in vendita su questo sito avrete un cospicuo sconto rispetto il costo unitario con le proporzioni che potete vedere qui sotto.

Mini induttanza Mod. Tchoke

Mini induttanza per controlli di tono da circuito stampato, valore 1 Henry, resistenza DC 130ohm, nessuna corrente DC ammessa, dimensioni 15x15mm spessore 12mm.


Mod. 15S60 – 1 Pezzo spedito €50,00 – Coppia spedita €70,00
induttanza-piccolaInduttanza filtro anodica 1,75H, 200mA DC, RDC 62ohm
Dimensioni (mm)
L 50
H 43
S 40
F 60
F2 *

Mod. 19S555 – 1 Pezzo spedito €50,00 – Coppia spedita €70,00
induttanza-piccolaUtilizzo come Grid Choke o induttanza di carico anodico per piccoli parafeed – Valore induttivo nominale 600Henry @ 100Hz (0mA DC), Resistenza DC 6k
Induttanza indicata come Grid Choke ossia per l’ancoraggio di una griglia a massa, dove fornisce il massimo valore induttivo di 600Henry con una corrente DC nulla (solo corrente alternata), può essere utilizzata per creare piccoli stadi parafeed con valvole di segnale quali ECC82 / 12AU7 / YU227 / 6SN7 e simili mostrando una banda passante di 15Hz/65khz -3dB con un corrente DC compresa tra 2 e 5mA, si consiglia di non superare il valore di 5mA di corrente pena saturazione del nucleo con conseguente taglio delle frequenze basse. Corrente DC continuativa massima ammessa: 11mA.
Dimensioni (mm)
L 50
H 43
S 40
F 60
F2 *

Mod. 16S63 – 1 Pezzo spedito €50,00 – Coppia spedita €70,00
induttanza-piccolaInduttanza per filtraggio filamenti 6mH 2A RDC 0,25ohm
Dimensioni (mm)
L 50
H 43
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F 60
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Mod. 18S5200 – 1 Pezzo Spedito €77,00 – Coppia spedita €125,00
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Questa induttanza è un rimpiazzo di alta qualità di una omologa e piccola induttanza della concorrenza, necessaria qualora si volesse realizzare il KIT modifica SE EL34 che potete trovare cliccando qui, ovviamente ottima in qualsiasi altro uso voi voleste farne.
Dimensioni (mm)
L 78
H 65
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F2 *

Mod. 15S55 – 1 Pezzo spedito €50,00 – Coppia spedita €70,00
induttanza-piccolaInduttanza filtro anodica 20H, 50mA DC, RDC 500ohm
Dimensioni (mm)
L 50
H 43
S 40
F 60
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Mod. 15S56 – 1 Pezzo spedito €50,00 – Coppia spedita €70,00
induttanza-piccola Induttanza filtro anodica 10H, 100mA DC, RDC 200ohm
Dimensioni (mm)
L 50
H 43
S 40
F 50
F2 *

Mod. 15S57 – 1 Pezzo spedito €50,00 – Coppia spedita €70,00
induttanza-piccola Induttanza filtro anodica 5H, 125mA DC, RDC 90ohm
Dimensioni (mm)
L 50
H 43
S 40
F 60
F2 *

Mod. 15S58 – 1 Pezzo Spedito €77,00 – Coppia spedita €125,00
 Induttanza filtro anodica 10H, 160mA DC, RDC 50ohm
Dimensioni (mm)
L 78
H 65
S 59
F 93
F2 *

Mod. 16S64 – 1 Pezzo Spedito €77,00 – Coppia spedita €125,00
 Induttanza filtro anodica 10H, 200mA DC, RDC 120ohm
Dimensioni (mm)
L 63
H 77
S 86
F 50
F2 46

Mod. 15S59 – 1 Pezzo Spedito €75,00 – Coppia spedita €121,00
Induttanza per filtro anodica con duplicatore di tensione e capacità di grande dimensione 0,8H, 500mA DC, RDC 10ohm
Dimensioni (mm)
L 63
H 77
S 86
F 50
F2 46

Mod. 17S71 – 1 Pezzo Spedito €75,00 – Coppia spedita €121,00
Induttanza universale di filtro per filamenti di valvole a riscaldamento diretto (2A3/300B/etc.) 10mH, max 3,5A DC, RDC 0,195ohm
Dimensioni (mm)
L 63
H 77
S 86
F 50
F2 46

Mod. 18S100 – 1 Pezzo Spedito €75,00 – Coppia spedita €121,00

Induttanza universale di carico anodico interstadio nominale 100H (rilevati 80H@100Hz – 115H@1khz), nominale max 20mA DC, RDC 750ohm

Condizione di test in reale con valvola 6J5 (o una sezione di 6SN7) – Ri di 7700ohm – Corrente di bias 5mA – bypass catodico di 2200uF – banda passante ottenuta 25Hz-60kHz -3dB

Condizione di test in reale con una sezione di 6BX7 – Ri 1650ohm – Corrente di bias 20mA – bypass catodico di 2200uF – banda passante ottenuta 20Hz nessuna attenuazione 80khz -3dB

Sopporta fino a 40mA di corrente con piccola diminuzione dei limiti di banda – Utilizzabile con qualsiasi triodo o pseudo triodo avente una Ri pari o inferiore a 7k, con triodi o pentodi con Ri superiore a 7k si potrebbe verificare un’attenuazione della gamma bassa salvo compensare con una leggera controreazione locale.

Dimensioni (mm)
L 63
H 77
S 86
F 50
F2 46

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Didascalia dimensioni

dimensioni-L300

Tutti gli oggetti in vendita sono a norma CE

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Amplificatore monostadio EL802 – Versione a Triodo by Stefano Bianchini

“C.R.” mi ha contattato dicendomi che voleva realizzare uno schema trovato su internet, un’amplificatore semplice che più semplice non si può, dalla potenza molto limitata per ascolare musica a basso volume di sera o di notte in condominio senza disturbare, ma senza dover usare cuffie. Lo schema originale è stato ridisegnato e potete vederlo qui sotto:

La EL802 è un pentodo apparso alla fine dell’era delle TV a valvole, con una potenza dissipabile di 6 watt e un’altissimo guadagno che teoricamente renderebbe possibile realizzare un’amplificatore pilotando direttamente la finale con il segnale di linea senza necessità di uno stadio pilota. Vediamo la descrizione che si trova accompagnata a questo schema:

Amplificatore Monostadio EL802 principali caratteristiche:

  1. Circuitazione Single-Ended senza retroazione
  2. Non necessita di alcun pre, si collega direttamente al CD
  3. Stadio unico per guadagno in tensione e corrente, nessun condensatore in serie al segnale
  4. Alimentatore con TA e filtro a pigreco resistivo ”attivo”, mediante l’ utilizzo di una valvola raddrizzatrice al posto della resistenza
  5. Salita progressiva della tensione anodica
  6. Nessuna limitazione all’utilizzo di grandi capacità di filtro
  7. Montaggio semplice e veloce grazie all’estrema semplicità del circuito
  8. Tensioni presenti nel circuito non eccessivamente alte e quindi pericolose

Non posso però non commentare alcune scelte che non approvo:

Punto 4: una valvola raddrizzatrice posta in serie dopo un ponte raddrizzatore a diodi non è attiva e si comporta esattamente come una resistenza, quindi o si toglie il ponte di diodi e si usa la raddrizzatrice come deve essere usata oppure si toglie la raddrizzatrice e ci si mette un economica resistenza, per quanto qualcuno parli di “suono della raddrizzatrici” questo uso è quello di un monile, totalmente simbolico… ossia cambia il suono solo nella psiche di chi è convinto che serva a qualcosa, la resistenza vera farà lo stesso identico lavoro. Qualcosa che ho visto anche su alcuni amplificatori cinesi solo per mettere una decorazione in più a vista sul telaio senza alzare il costo del trasformatore di alimentazione. Inoltre per sopprimere i rumori di rettificazione dei diodi al silicio il più delle volte basta mettere una piccola resistenza tipo 22/47ohm trta il ponte e il primo condensatore.

Punto 5: il fatto che la valvola diodo faccia salire progressivamente la tensione ancora non porta a nessun vantaggio, le tensioni e la dimensione dei condensatori sono tali per cui un softstart è assolutamente inutile.

Punto 6: è sbagliato credere che non ci sia limite alla dimensione dei condensatori che puoi mettere dopo una valvola raddrizzatrice usata come resistenza, il limite è quello della massima corrente di spunto iniziale sopportato dalla valvola, al contrario usando una normale resistenza da 1€ il punto 6 diventa vero.

Punto 8: io sopra 250volt in corrente continua non ci metterei le dita e anzi ribadisco che bisogna stare attenti.

Oltre questo devo dire che la EL802 connessa a pentodo ha una Ri di 30kohm, con la sua modesta corrente di 30mA e senza uso di negative feedback è quasi impossibile produrre un trasformatore economico che abbia una risposta in frequenza nella parte bassa che sia accettabile (e trovarsi tutto tagliato sotto i 200Hz non lo è per niente), bisognerebbe usare talmente tante spire e un nucleo tale per avere la sufficiente induttanza primaria che quasi tutta la potenza andrebbe dispersa dentro di esso, per poi ascoltare bassi sbrodolati e fastidiosi a basso volume…

Quindi ho deciso di acquisire le curve caratteristiche della EL802 connessa a triodo, con anche la G3 connessa all’anodo, la sua Ri scende a circa 1200ohm che su un piccolo trasformatore sono molto più facili da gestire, lo smorzamento che avrei potuto ottenere a zero feedback era comunque molto basso quindi ho preso la strada dei grandi marchi: fare un trasformatore d’uscita che tagliasse in basso ma non troppo. Ora vi chiederete che sto dicendo visto che il mondo degli audiofili parla di trasformatori con centinaia di Henry di induttanza primaria, che devono scendere fino a frazioni di hertz per poi produrre amplificatori zero feedback tutti con i bassi gonfi e fastidiosi dovuti a smorzamenti troppo bassi che vanno bene solo abbinati ad altoparlanti monovia. Riparando apparecchi da diversi anni non ho visto solo montaggio di hobbysti o di marchi da 2 soldi, ma anche grandi marchi. E come fanno i grandi marchi, che montano magari trasformatori con nomi altrettanto conosciuti e fare amplificatori zero feedback contenendo il fastidio dei bassi gonfi? Semplice! li tagliano! Se i bassi sono brutti perchè la moda vuole non si usi controreazione pena clienti che non comprano l’apparecchio non c’è altro modo. Si vogliono evitare critiche per i bassi gonfi, lunghi, sbrodolati e fastidiosi… (volendo la moglie ubriaca e la botte piena) quindi li tagliano semplicemente via! Qui sotto il grafico di risposta in frequenza di un 300B di alta boutique con -1dB a 40Hz, i bassi saranno comunque distorti ma per via dell’attenuazione si evita (in parte) l’effetto gonfio e sbrodolato.

Ho quindi prodotto la mia variante di questo progetto pescato su internet, qui sotto lo schema premium che come sempre potrete vedere in chiaro acquistando il set di trasformatori per realizzarlo:

Ed ecco le foto del montaggio di “C.R.” approntato dentro un telaietto trovato a un mercatino per 2 soldi.

Ho voluto realizzare questo ampli perché semplice , economico, da tenere a basso volume nello stanzino dove a volte svolgo i miei hobby. Come dice Stefano, la connessione a pentodo non mi piaceva troppo. Abbiamo quindi pensato di farlo suonare a triodo, cambiando il necessario nel circuito. A triodo il suono è davvero gradevole anche dato dalla bassa potenza di uscita, non è certo un HiFi dalle doti superbe, ma a volume moderato con diffusori da scaffale da 90db, si ascolta per ore con piacere. Grazie a Stefano per i sempre superbi Tu

Mi è stato quindi portato questo apparecchietto per una controllata generale…

Come funziona? Inizialmente “CR” aveva provato lo schema ufficiale trovato su internet a pentodo ma non suonava bene, la potenza era poco più di 2watt RMS (2,2/2,5 circa), lo smorzamento era inferiore a 1, poi ha fatto le modifiche che gli ho proposto a triodo la potenza è scesa a 1,56Watt e lo smorzamento è salito a un fattore 1,6. La distorsione THD era 2,3% @ 0,25Watt e 4,8% @ 1 watt, la banda passante è 40Hz/40khz -1dB. L’unico svantaggio della connessione a triodo è che la valvola guadagna meno e serve un poco più di segnale per pilotarlo fino in fondo, ma considerando che verrà tenuto sempre a basso volume non è un problema. Vediamo i grafici:

Spettro a 0,25watt

Spettro a 1watt

Banda passante su carico resistivo

E su carico reattivo

Quadre a 100Hz / 1khz / 10khz

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2 risposte a Amplificatore monostadio EL802 – Versione a Triodo by Stefano Bianchini

  • Quella valvola raddrizzatrice usata così non si può proprio vedere, certo che questi guru sono dei generatori inesauribili di schemi senza senso, fai bene a fare questi articoli a dire le cose come stanno perchè sui loro forum e sui social questi sparano una supercazzola dopo l’altra per spiegare circuiti senza nè capo nè coda e tutti quelli che gli vanno dietro prostrati in ginocchio accettano qualsiasi cosa, fosse anche usare dei wustel al posto delle resistenze, basta dirgli che suonano meglio.

  • Ho voluto realizzare questo ampli perché semplice , economico, da tenere a basso volume nello stanzino dove a volte svolgo i miei hobby.
    Come dice Stefano, la connessione a pentodo non mi piaceva troppo. Abbiamo quindi pensato di farlo suonare a triodo, cambiando il necessario nel circuito. A triodo il suono è davvero gradevole anche dato dalla bassa potenza di uscita, non è certo un HiFi dalle doti superbe, ma a volume moderato con diffusori da scaffale da 90db, si ascolta per ore con piacere. Grazie a Stefano per i sempre superbi Tu

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