Sun Audio SV 300BE – La generazione armonica nei circuiti valvolari

Finalmente ho avuto in mano uno di questi “mostri sacri” usannati da tutti gli audiofili, quindi non me ne vogliano gli estimatori di questo marchio se mi permetterò di evidenziare qualche altarino tecnico che li riguarda. La prima cosa che voglio evidenziare è lo schema elettrico e le differenze che ci sono con la versione 2A3. Qui sotto potete vedere i 2 schemi SUN Audio 2A3 e 300B…

2A3300B

Cosa cambia tra i 2 schemi? Niente! o meglio hanno messo la 300B al posto della 2A3, modificato il valore della resistenza di polarizzazione del catodo e collegato la 300B alla presa 3500ohm del trasformatore invece che alla presa a 2500ohm, il resto è tutto uguale. Il problema è che la versione 300B eroga 4 watt al clipping (potenza indistorta 3watt). Nella foto qui sotto si può vedere su 2 miei oscilloscopi (nella scala dei 2 volt quadretto) l’amplificatore su carico resistivo da 8 ohm, l’ampiezza che si può osservare è di 16volt picco picco, quindi all’incirca 4 watt RMS…

Per chi avesse ancora dubbi ho simulato il circuito su spice, ottenendo lo stesso risultato… Se volete provare lo schema è li sopra e lo trovate su numerosi altri siti, ltspice lo potete scaricare gratis da qui

La casa madre indica genericamente 8 watt… quindi 4+4 giocando sul fatto che molti penseranno che sono 8 watt a canale, una potenza abbastanza buona per una 300B, invece sono 4 watt a canale (meno di 4 se si considera la potenza prima che inizi a clippare), le 300B sono state fatte lavorare allo stesso regime di dissipazione di una 2A3. Il mio parere personale è che avrebbero potuto riprogettare un circuito su misura per la 300B invece di riciclare quello della 2A3, sopratutto perchè non sono apparecchi venduti a 300€, invece si sono basati sul solito specchietto TRECENTOBI per vendere, perchè se c’è la 300B lo vendi di sicuro, ma di fatto essa non è sfruttata. L’amplificatore era in condizioni di quasi originalità, prodotto nel 1995 mostrava qualche problema dovuto agli anni, il primo erano gli zoccoli delle 300B e della raddrizzatrice super consumati. Mi è stato detto che le valvole sono sempre le sue originali, o almeno ho capito che non siano mai state cambiate dal proprietario attuale ma non voglio credere che gli zoccoli siano così flosci di fabbrica, anche perchè gli zoccoli delle 6SN7 al contrario avevano una buona tenuta, quindi penso che forse si siano snervati per via di cambi continui di valvole in cerca di un suono che non poteva cambiare cambando solo le valvole… Molti audiofili sono vittime di questa compulsione del cambio valvole, purtroppo però il suono è dato da tutto l’insieme del circuito e dei trasformatori dove le valvole non sono nemmeno l’elemento più importante. Cambiando valvole si può modificare leggermente il timbro per via delle tolleranze costruttive tra una valvola e l’altra ma tutto si limita a piccoli cambiamenti marginali.

Il secondo problema erano i 2 attenuatori a scatti presenti (ALPS taroccati cinesi non suoi originali) che erano scassati, durissimi e montavano 2 monopoline di plastica brutte e molto sgradevoli al tatto.

Il terzo problema erano i condensatori elettrolitici di bypass catodico che non erano di gran qualità e che con gli anni si erano deperiti con una ESR superiore a 1. Il lavoro di ripristino e upgrade è consistito nel cambio dei 2 attenuatori a scatti con 2 potenziometri ALPS originali (io avrei mantenuto sempre attenuatori a scatti perchè avendo 2 volumi separati per ogni canale era più facile regolarli allo stesso livello ma il cliente desiderava potenziometri tradizionali), il cambio degli zoccoli usurati e il cambio dei vari condensatori di bypass catodico con condensatori di buona qualità e di capacità maggiori rispetto gli originali (sotto nelle strumentali si capirà perchè ho maggiorato le capacità), l’unica piccola modifica che mi sono permesso di fare al circuito è stato ritoccare leggermente il valore della resistenza di catodo delle finali, ponendo un’altra resistenza in parallelo, per aumentare leggermente la corrente di BIAS perchè su LT spice sembrava l’unico miglioramento possibile.

Ora passiamo alle strumentali:

Potenza: 4watt RMS per ogni canale al pieno clipping
Smorzamento DF: 2,66 equivalente ad una resistenza d’uscita di 3ohm
Distorsione THD: qui mi prendo l’occasione di parlare di un’altra cosa. Quante volte si è letto o sentito dire su vari siti, riviste, Forum e video di youtube che le “le valvole distorcono solo con armoniche pari” oppure “i pentodi distorcono dispari e i triodi pari”, oppure “i pushpull distorcono dispari e i single ended distorcono pari”, come se lo scopo primario fosse avere un’amplificatore che distorce con armoniche pari perchè le armoniche dispari suonano male. Altri dicono che “le armoniche devono esserci tutte ma precise a gradini”, mha… Posso dire che queste affermazioni sono tutte grandissime fesserie che non trovano nessun riscontro nella realtà ed escono di bocca a smanettoni (ma anche per bocca di personaggi noti) che non hanno mai toccato un’analizzatore di spettro per verificare le cose che affermavano. Quante volte ho iniziato inutili litigi con il guru di turno, affermando che quando le armoniche sono molto basse, sotto l’1% totale, ad orecchio non senti differenza, ho scritto un’articolo parlando di che certe sensazioni che si hanno all’ascolto, spiegando che non sono dovute alle armoniche ma ad altri tipi di distorsione, o peggio cercando inutilmente di spiegare che escono sempre sia armoniche pari che dispari… sia dai single ended che dai pushpull… sia se sono a pentodo che se sono a triodo… e che tutto dipende dal circuito nel suo insieme e che spesso tutto cambia anche solo cambiando valvole. Che in pratica non c’è una regola precisa e che le affermazioni che fanno sono totalmente false, perchè lo dicono tutti i vari personaggi noti che affermano cose a cui ovviamente bisogna credere ciecamente… Ok siete pronti a tornare alla realtà? qui sotto i 2 grafici di distorsione armonica di questo SV-300BE in condizioni di originalità (valvole sane e testate, prima che che modificassi qualsiasi altra cosa nel circuito a parte gli zoccoli che non tenevano le valvole).

THD a 1WattTHD a 3 Watt

Come si può vedere le armoniche ci sono tutte fino alla sesta (poi diventano tanto piccole da essere irrilevanti), non sono perfettamente a gradini ma già a 1watt si ha una terza armonica ampia quasi quanto la seconda, se poi si alza il volume fino a 3 watt (prima che inizi a subentrare il clipping) si può vedere che addirittura la terza armonica svetta su tutte le altre… Ma come? un Single Ended mono triodo con la 300B originale SUN Audio con i trasformatori Tamura che fa la terza armonica! ma come è possibile?

Voglio far notare che questa non è una critica a SUN Audio, questo comportamento distorsivo è una cosa normale, a 1 watt la THD totale è circa dell’1% e a 3 watt circa 3%, da uno zero feedback non si può avere di meglio, questa sigori miei si chiama REALTÀ. Aggiungo che di spettri del genere questo sito è pieno, su miei progetti o su apparecchi portati in riparazione, ma non ho mai affrontato l’argomento perchè sapevo che poi molti si sarebbero limitati a pensare “succede così perchè tu non sai progettare” oppure “quell’amplificatore li non è buono… o costa poco… o ha i pentodi… o non ha la 300B” quindi ho aspettato anni che mi portassero in riparazione un’apparecchio di riferimento come questo con la 300B per avere finalmente la possibilità di sbugiardare tutti i vari guru che continuano a divulgare queste assurdità… Per curiosità cosa simula spice ?

Molto simile a quello che ho misurato io a 1 watt, in realtà poi potrebbe cambiare tutto sostituendo le valvole con altre di diverso tipo/marca, quello che importa alla fine è che la THD totale sia bassa. Ora sapete come stanno le cose sulla questione armoniche pari/dispari.

Banda passante: 35Hz – 25Hz -1db @ 1 watt – La risposta in frequenza dichiarata di fabbrica è di 15Hz – 30khz -3dB e qui risulta anche migliore perchè il -3dB in alto è a 50khz e non a 30.

Grafico su carico resistivo

E su carico reattivo

Veniamo alla mia modifica che implica la maggioranzione dei condensatori di bypass catodico e il leggero aumento della corrente di BIAS, banda passante: 20Hz – 30khz -1dB con netto miglioramento della rotazione di fase a 20hz che passa da 60 gradi a 40 gradi, permette di sentire un poco più di basse frequenze quando lo si abbina a diffusori monovia quale questo apparecchio è destinato. Se volete fare questa modifica potete rivolgervi a me, maggiorando i condensatori senza criterio si rischia di cadere in una zona di instabilità in cui l’amplificatore innesca un motorboat a bassa frequenza oppure si mette in crisi la valvola raddrizzatrice.

Mentre qui sotto l’analisi di spettro dopo la modifica della corrente di bias (la 300B è ancora ampiamente al di sotto della sua dissipazione massima, 16 watt su 36).

Qui sotto le onde quadrea a 100Hz / 1khz / 10khz

I trasformatori montati su questo apparecchio vanno bene, non voglio però sembrare arrogante ma le doti strumentali e sonore, per quello che mi riguarda non hanno niente di irragiungibile (ho fatto trasformatori simili o anche migliori). Ho ascoltato questo amplificatore nella mia saletta, io ho delle casse reflex della tannoy e quindi uno zero feedback non si trova nel suo ambiente, le medio alte sono buone anche se le voci femminili le trovo un poco penetranti, ma i bassi sbrodolati rovinano tutto, un’amplificatore come questo può essere abbinato a casse monovia, una modifica che può essere fatta (visto che il circuito guadagna uno sproposito) è sfruttare il guadagno in eccedenza per fare un pò di controreazione… come vorrei vedere le facce di alcune persone, controreazione in un 300B… Fidatevi che ci sarebbe un netto miglioramento, avrebbe le stesse medio alte belle e pulite (per via della qualità dei trasformatori d’uscita) con la possibilità di abbinarlo anche a casse reflex in modo da poter sentire anche delle buone basse frequenze. Chi crede che un’apparecchio del genere possa essere superiore ad altri circuiti, anche con valvole meno costose (meno alla moda) si sbaglia.

Un utente mi ha segnalato che qualche altro tecnico italiano modifica completamente lo stadio driver e mi chiede se questo può servire ad incrementare la potenza, la risposta è NO, per aumentare la potenza erogata dalla 300B è necessario cambiare l’impedenza del trasformatore d’uscita, aumentare la tensione di placca e la corrente di bias oltre a modificare il driver in modo da pilotare più a fondo la finale. Praticamente va cambiato tutto, la modifica del solo stadio driver non serve a niente, la 300B continuerà a clippare a 4Watt qualsiasi sia la valvola che la pilota, essendo poi la limitazione più grossa la mancanza di smorzamento (la mancanza di negative feedback) il cambio del circuito driver non porta molto lontano, diffidate di chi spara supercazzole di valvole ad emissione undirezionale blabla, per stravolgere veramente questo amplificatore bisogna cambiarlo completamente e non vale la pena farci interventi troppo invasivi.

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5 risposte a Sun Audio SV 300BE – La generazione armonica nei circuiti valvolari

  • magari intendevanowatt musicali? 🙂 comunque su 3500ohm con 330volt di tensione e 50/60mA di bias non c’è santo che tenga

  • Buongiorno, segnalo che sia sul sito giapponese originale, fra l’altro aggiornatissimo (ultimo aggiornamento: 12/2015) sia su quello dell’importatore ufficiale italiano (un negozio di Milano) il super ampli viene dichiarato 8W+8W, quindi se clippa a 4 watt siamo messi bene…Ciao, Francesco P.S. Potevano metterci una cella CLC sull’alimentazione dei filamenti delle 300B, insomma, per 5600 euro…forse non serviva il potenziometro dell’HUM.

  • anche le casse pneumatiche soffrono meno il basso smorzamento di un circuito, quello che comunque volevo dire era un’altra cosa… molti prendono per assunto che se fai il triodo SE zero feedback allora hai fatto il circuito meglio suonante che si possa fare e il non plus ultra è se lo fai con la 300B o le 2A3, poi magari ammettono che tale circuito non riesce a pilotare casse reflex allora cambiano versione dicendo e ma devi metterci dei monovia con degli altoparlanti da 9cm di diametro “eh allora sentirai!” … non sento neinte di chè! suonerà pure, ma il punto delle questione è che detta in tutta franchezza con circuiti anche con pentodi da 2 soldi con controreazione, trasformatori buoni e tutte quelle cose che dicono che non vanno bene in un circuito ben progettato, ho sentito medi alti che non hanno niente da invidiare da questo 300B con anche una gamma bassa che questo 300B se la sogna. Il 300B “triodino 4” che ho fatto fare a un mio cliente, controreazionato, in una gara di ascolto non darebbe scampo all’avversario. Alla fine i circuiti zero feedback sono solo l’ennessima teoria partorita dai guru, di fatto non portano nessun vantaggio ma solo limitazioni e la 300B è ampiamente sopravvalutata ci sono un’infinità di valvole che possono essere fatte suonare bene, tanto quanto, anche tra quelle vendute sotto i 20€ al pezzo. Ma purtroppo molti audiofili vivono in un mondo di fantasia comandato da guru e dalla moda che spingono, basta dire che circa un ventennio fà le 2A3 biplacca della fivre venivano schifate e le 211 le trovavi nei mercatini a 10.000 lire l’una. Quel che è peggio poi è che la 300B è una valvola abbastanza difficile da pilotare perchè richiede uno swing di tensione molto ampio per essere pilotata, e nella maggioranza dei 300B che ho visto essa non viene sfruttata o è usata male, praticamente fanno l’amplificatore con il fine di guardare la 300B ma non di usarla bene o di avere un risultato tecnico sonoro che sia degno della spesa che comporta montare valvole così.

  • La cancellazione armonica è una di quelle cose che sono sempre tirate fuori da guru come fosse una bacchetta magica, come fosse possibile annullare la distorsione di un circuito. Le armoniche sono come il gioco delle talpe, quando ne spingi giù una te ne saltano fuori 2 da un’altra parte… quando cancelli una seconda ti esce una terza. Un pushpull nella teoria dovrebbe generare armoniche dispari, ma dovresti avere un circuito bilanciato dall’inizio alla fine dove tutte le coppie che formano i vari stadi montino valvole che siano perfettamente uguali tra loro, situazione che si verifica solo in un simulatore dove le valvole sono modelli matematici quindi perfettamente uguali tra loro, un match su un punto fisso non implica questa situazione, dovrebbero essere matchate con il tracciacurve e avere curve tutte perfettamente sovrapponibili, ma anche alla simulazione è possibile vedere che il classico circuito dove hai una singola valvola di ingresso seguita da sfasatore e 2 finali in pushpull potrebbe finire a distorcere con armoniche predominanti di seconda e quarta perchè la distorsione del primo stadio non bilanciato sovrasta quella degli stadi successivi, oppure il classico circuito pushpull anni 20 con trasformatore interstadio sfasatore pilotato da uno stadio SE distorcerà con predominanti di seconda e quarta seguendo l’andamento distorsivo della valvola SE che sta dietro al trasformatore sfasatore. Nella realtà poi le cose sono ancora più complicate perchè hai la tolleranze delle valvole e differenze costruttive non solo da un produttore a un’altro ma anche da un lotto all’altro, per non parlare delle variazioni delle caratteristiche che si hanno con l’invecchiamento dove quindi 2 valvole erano match da nuove ma già dopo 1 settimana di funzionamento cominciano a spostarsi leggermente tra loro. In un circuito SE le armoniche dispari subentrano appena metti 2 stadi in cascata per la questione della cancellazione dovuta all’inversione di fase, come succede in questo 300B e a dirla tutta la armoniche di terza ci sono comuqnue anche su un singolo stadio preso da solo. Nella realtà alla fine non avviene mai quello che dovrebbe capitare nella teoria e se avviene è solo per caso, alla fine l’importante è che la distorsione complessiva sia bassa poi le armoniche che escono te ne devi fregare perchè tanto non le controlli, se anche ti metti li fichè non tiri fuori lo spettro che volevi è destinato a durare fino al primo cambio di valvole (se non prima).

  • Per dirla tutta un PP tende a cancellare le armoniche PARI(come tutti i circuiti diversi dai SE) mentre un SE no;.
    Il SE SENZA controreazione d’anello si ascolta meglio anche su di una cassa a sospensione pneumatica.
    Comunque, saper usare un minimo i simulatori spice permetterebbe a chiunque di sbugiardare i guru.

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Il Triodino 4 – Single Ended 300B Stereofonico – Progetto definitivo

Dopo numerose richieste di un’upgrade del Triodino 3 da perte di utenti via email pubblico questo progetto che ho voluto chiamare Triodino 4. Premessa il Triodino 3 è un progetto che circola liberamente su internet da forse 2 decenni, è stato fatto e rifatto in tutte le salse con modifiche sempre molto marginali al progetto e di base permettetemi di dire che il Triodino 3 è un progetto fin troppo semplice e con tale estrema semplicità si trascina dietro anche delle limitazioni. Il Triodino 3 in buona sostanza è una 300B con il proprio stadio driver e basta, una bozza di circuito.

Principali limitazioni del triodino 3:

  1. Ha bisogno di un preamplificatore perchè l’ingresso richiede uno swing di ben 6Vpp di segnale per essere pilotato quando la maggiorparte delle sorgenti sonore hanno un livello di uscita inferiore alla metà.
  2. L’alimentazione in alternata del filamento per quanto si possa fare lascia sempre un residuo di ronzio in altoparlante che diventa udibile se si hanno casse ad alta efficienza.
  3. La configurazione in selfbias non rende un suono pulito come potrebbe una a bias fisso, la qualità del condensatore di bypass diventa importante, e ci si trova una grossa resistenza per ogni 300B che scalda come un ferro da stiro dentro al telaio.
  4. Lo smorzamento sviluppato da questo circuito zero feedback si attesta ottimisticamente parlando attorno a un fattore 2, quindi il triodino 3 ha problemi di controllo delle basse frequenze nel rispetto del diffusore, questo vuol dire che abbinato a determinati tipi di casse acustica potrebbe creare un suono con bassi gonfi.

Ho quindi preso la bozza che è il triodino 3 e completato il lavoro arrivando ad un circuito che cura tutti gli aspetti, essendo la 300B una valvola costosa e prestigiosa non ho risparmiato niente, quindi questo è un progetto senza compromessi, qui sotto ci sono i 3 schemi premium dei finali, della sezione di alimentazione e del servobias.

Le differenze con il triodino3: Il mio progetto ha come stadio di ingresso un mu-follower modificato composto da un’ottimo pentodo octal di segnale caricato con un triodo, questo stadio del circuito fornisce una sensibilità di ingresso maggiore e permette di pilotare il Triodino 4 direttamente da una sorgente audio come un lettore CD, DAC o pre Phono senza ulteriori stadi di preamplificazione posti nel mezzo (meno roba c’è migliore sarà il suono) nell’intenzione il triodino 4 è un finale integrato e può avere il suo controllo del volume.

La 300B è polarizzata a bias fisso, la regolazione del bias è effettuata da un circuito servobias che rileva la corrente di bias della finale su una piccola resistenza posta sotto al catodo e regola il negativo di griglia, questo circuito non è attraversato dal segnale audio, maneggia semplice tensione continua non interferendo in nessun modo con la resa sonora del circuito e anzi da il vantaggio di fornire un bias sempre a puntino sia quando l’amplificatore è freddo che quando si è scaldato, e regola autonomamente il bias anche quando si cambiano le valvole senza che l’utente debba mettersi li con tester e cacciavitare trimmer e potenziometri. Rispetto la soluzione di selfbias adottata nel triodino 3 il vantaggio sonoro è notevole in quanto non si ha la reattanza di un condensatore sotto al catodo, ma questo particolare ai più sarà ben chiaro, gli effetti positivi di un bias fisso sono cosa nota.

L’alimentazione dei filamenti delle 300B è fatta in corrente continua filtrata con una cella CRC per non avere ronzio residuo in altoparlante, volendo fare di più si potrebbe adottare anche una cella CLC per un suono ancora più puro, per ora mi è stato chiesto così, ma è sempre possibile fare una piccola variazione al circuito.

Siccome molta gente è ancora diffidente nei riguardi di certe cose che dico da tempo il circuito è dotato di un negative feedback disattivabile per mezzo di un’interruttore, ho calibrato il circuito per avere un basso tasso di NFB e non diventare troppo sensibile se questo viene staccato, infatti molti circuiti retroazionati se si scollega il segnale di NFB diventano troppo sensibili e la regolazione del volume diventa difficoltosa, prendono rumori etc… questo circuito richiede 3Vpp (1,1Vrms) per essere pilotato con il negative feedback inserito e 2Vpp (0,7Vrms) per essere pilato senza NFB, in questo modo spero di cominciare a fornire alle persone un’oggetto che possa finalmente dimostrare quello che dico, ossia che un circuito ben costruito non suona peggio se c’è NFB, ma solo che hai le frequenze basse più frenate e per quelli che non vogliono fidarsi possono staccarlo e avere un’amplificatore zero feedback, tanto sono sicuro che provato una volta non torneranno più indietro, i miei trasformatori non sono come quelli che fanno altri…

Ma non è tutto, il vecchio triodino 3 era alimentato da un semplice ponte raddrizzatore, i più virtuosi lo hanno modificato per essere alimentato con una valvola raddrizzatrice ma io ho voluto fare di più, per spingere la qualità dell’audio al massimo ho realizzato uno stabilizzatore di tensione a valvole, lo stabilizzatore di tensione è formato dalla coppia di una 6080 o 6AS7 valvola che molti usano in audio ma che è nata per fare esattamente il lavoro di stabilizzatore di tensione! (Dual power triode, ruggedized 6AS7G. Intended for use as series voltage regulator.) e una ECC83 come pilota della 6080, una nota per chi volesse realizzare questo progetto; la ECC83 essendo in un circuito praticamente statico non richiede di essere di altissima qualità per far funzionare bene l’amplificatore, lo dico perchè i prezzi delle ECC83 NOS non sono bassi, per questo impiego sarà sufficiente una comune ECC83 di produzione moderna. La tensione anodica stabilizzata darà all’amplificatore un suono con una marcia in più, ne godrà il microdettaglio, il palcoscenico e la tridimensionalità del suono e i soldi che risparmiate sulla ECC83 spendeteli per condensatori di qualità.

Prime foto del montaggio di “C.”

Ho avuto modo di mettere mano sul montaggio di “R” per la messa a punto finale del circuito, ho risolto una sofferenza della 6080 in fase di accensione con una modifica al servobias, adesso le 300B si accendono in condizione di interdizione forzata per 30 secondi circa, dando il tempo alle altre valvole a riscaldamento indiretto di andare a temperatura dopo di chè il servobias le fa partire gradualmente come succede alle altre valvole. In pratica le 300B essendo a riscaldamento diretto partono un pochi secondi, solo che lo stato di accensione graduale di tutte le altre causavano rumori e ronzii mentre l’ampli partiva e la 6080 si trovava ad erogare sovracorrenti indesiderate. Ho risolto anche qualche errore di montaggio di “R”. Nello schema del finale ho segnato i colori dei fili del primario del TU, per evitare di fare erroneamente feedback positivo e ho aggiunto una sola resistenza nello schema del regolatore di tensione.

Ecco le strumentali che ho rilevato:
Potenza 8,3Watt RMS per canale
Smorzamento DF: 4,44
Distorsione THD @ 1 watt: 0,38%
Banda passante: 10Hz / 20khz -1dB

Devo dire che il montaggio di “R” non è dei migliori, è possibile che le capacità distribuite nel montaggio abbiano pregiudicato un pò le prestazioni del circuito, sopratutto la banda passante, in ogni modo il risultato non è per niente cattivo, vediamo i grafici:

Spettro Armonico

Banda passante su carico resistivo

E su carico reattivo

Quadra a 100Hz – 1k – 10khz

Qualcuno nei commenti qui sotto aspettava di poter paragonare le strumentali con e senza NFB inserito ma purtroppo “R” che ormai “sà” non ha voluto mettere l’NFB disattivabile, ma come suona ?

Ciao Stefano

Sto ascoltando il triodino 4, che io ho chiamato Afrodite.
Devo dire, che  il risultato è abbastanza diverso dagli altri 300b s.e. ascoltati fin ora. Le voci sono sempre il live motive di queste valvole e gli acuti hanno una grana molto fine.
Quello che lascia increduli è il basso, che con solo uno smorzamento di qualche virgola superiore a 4, risulta particolarmente frenato e con un punch esaltante.
Le valvole driver utilizzate sono delle 6sj7 Ken rad nos, con involucro in metallo e la 6sn7 GTA nos Philips. Le finali sono delle volgarissime E.H.
Grande idea il servobias, che funziona benissimo, anche se credo non piacerà agli smanettoni che “devono” regolare il bias ogni quarto d’ora 🙂
Il risultato lo reputo molto buono.

Cristian
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4 risposte a Il Triodino 4 – Single Ended 300B Stereofonico – Progetto definitivo

  • Quello che succede agli strumenti è già ampiamente spiegato in tutti i vari articoli che ci sono sul sito, rispetto lo zero feedback aumenta lo smorzamento e vedi la risposta in frequenza sul carico reattivo che mostra dislivelli minori, cosa legata allo smorzamento, si allarga un pò la banda passante e la distorsione THD diminuisce. All’ascolto per quello che riguarda le realizzazioni ottimizzate sui miei trasformatori l’unica differenza è che senza NFB hai le basse frequenze fastidiose se abbinato a diffusori con coni importanti e/o reflex mentre la gamma media e alta sono buone, mentre con l’NFB inserito hai la gamma medio alta ugualmente buone ma anche i bassi sono più controllati.. sostanzialmente solo giovamenti e nessuna controindicazione, questa esperienza l’ho già fatta con la modifica sul music angel XD850 https://www.sb-lab.eu/music-angel-xd-850mk3-update/ che nella versione che ho ascoltato aveva addirittura un potenziometro al posto della resistenza di NFB, quindi potevi variare il tasso di controreazione da niente ad un certo massimo e tutto ciò che abbiamo sentito era solo il variare dei controllo delle basse frequenze. La cattiva fama dell’NFB si è cotruita essenzialmente dall’incapacità del grosso dei costruttori di saperlo mettere a punto e dalla non disponibilità di trasformatori di buona qualità infatti ho spiegato più volte che non è l’NFB da solo a creare un brutto suono ma quando se ne abusa o quando lo si combina con trasformatori con bande passanti troppo ristrette, in quel caso le rotazioni di fase vanno a generare tutta una serie di distorsioni che rendono poco piacevole l’ascolto… sopra questo poi ci marciano i venditori di elettroniche che fomentano l’avversione contro di esso e tutto si perpetra all’infinito come un dogma religioso.

  • Ops, “con per ora è tutto” non avevo capito che era un nuovo progetto in realizzazione… Vista la possibiltà di abilitare/disabilitare il NFB mi ero parecchio incuriosito e poter vedere le strumentali con l’unica variabile lo stato del NFB è davvero molto interessante, anche perché dove altro si possono trovare queste prove??? O uno sa farsele oppure si viene qui 🙂

  • sto aspettando che venga costruito il primo esemplare, non sono una macchina sforna soldi e sforna amplificatori 🙂 uno cmq è già in fase di costruzione.

  • E le strumentali che pubblichi sempre?

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Modding Bowey 2A3C / SG-280SE / Sun Audio SV 2A3 e cloni vari

Quello di cui parlo oggi è un’amplificatori ormai copiato e ricopiato da diverse marche cinesi che si può comprare su internet a poco prezzo. Molta gente si diverte a modificarli perchè di base il circuito è veramente molto semplice, e il telaio spazioso che si presta bene a ogni cosa quindi molte persone si cimentano in modding vari. Qui sotto lo schema della versione originale:

2 Triodi di una 6SN7 messi in cascata che pilotano una 2A3 zero feedback. Vediamo le strumentali che ho rilevato su uno di questi cloni cinesi. Nel grafico di banda passante su carico resistivo, salta all’occhio la grande rotazione di fase in basso più che la risposta in frequenza da sola è buona.

Grafico di banda passante su carico reattivo abbastanza normale per un’apparecchio zero feedback.

Spettro distorsivo a 1 watt su carico resistivo


Modding come finale puro, senza controllo volume, pilotabile con preamplificatore

Un cliente mi ha chiesto di realizzare uno schema premium per trasformare il suo cinesino in un finale puro che potesse abbinarsi con un preamplificatore, infatti la versione originale ha un’ingresso molto sensibile fatto per essere collegato direttamente con una sorgente tipo lettore CD etc che mal si presta ad essere usato con un preamplificatore, qui sotto lo schema:

Il trasformatore di alimentazione e l’induttanza presenti nell’apparecchio originale sono perfettamente riutilizzabili, mentre i trasformatori di uscita vanno sostituiti con gli SE2K5-2A3, se volete effettuare questa modifica ditemelo perchè gli SE2K5-2A3 che normalmente realizzarei con calotte vanno fabbricati senza calotte ma chiusure semplici per poter essere montati dentro la scatoletta originale dell’amplificatore. Nel circuito i 2 triodi della 6SN7 non sono più posti in cascata ma collegati in SRPP, per un suono più brillante e veloce in gamma alta il catodo basso di detto SRPP è polarizzato a bias fisso s LED in modo curato, con la resistenza di mantenimento e un condensatore per evitare che la tensione ai capi di questi led faccia movimenti strani assieme al segnale introducendo distorsioni che è meglio che non ci siano. La 2A3 resta polarizzata a selfbias con un generoso condensatore elettrolitico per evitare rotazioni di fase alle basse frequenze. È ovviamente presente un leggero tasso di controreazione negativa per alzare il fattore di smorzamento, che senza feedback sarebbe ottimisticamente di 1,5/2 (qualsiasi trasformatore ci fosse montato), ad un fattore di 4. In questo modo è possibile usare il finale anche con casse reflex un pò più difficili eliminando la necessità impellente di usare solo monovia con diametri minimi o trombe.

Nella sezione di alimentazione ho posto molta cura, con una valvola raddrizzatrice e condensatori da 47uF la tensione risulta instabile e i 2 canali tendono a intermodularsi a vicenda alle basse frequenze, cosa che non mi piace per niente, ma d’altronde una raddrizzatrice non ha capacità di erogare le correnti di un diodo al silicio, quindi ho usato il secondo condensatore della cella CLC da 220uF seguito a ruota da un moltiplicatore di capacità che elimina ogni residuo di ripple e cancella ogni ondulazione arrivi dai canali. Ovviamente questo risultava abbastanza difficile per la povera valvola raddrizzatrice che avrebbe potuto avere problemi in fase di accensione anche per la carica iniziale dei condensatori catodici delle finali quindi ho previsto un sistema di softstart combinando un NTC e un sistema a relè che cortocircuita una resistenza posta in serie alla raddrizzatrice dove il relè è comandato direttamente dalla corrente che scorre nel circuito anodico riuscendo così a salvare capra e cavoli ma sopratutto la 5U4GB che diversamente avrebbe sofferto ad ogni accensione esaurendosi in fretta.

Vediamo l’ottimo montaggio effettuato su questo apparecchio che ho poi misurato con i miei strumenti…

Molto carina l’idea di usare una decorazione in legno per mascherare le forature non più necessarie del mobiletto originale

Ecco le misure strumentali:

Potenza: 4Watt RMS per canale
Banda passante: 28Hz / 60khz -1db
Distorsione THD totale @ 1 watt: 0,73%
Fattore di smorzamento DF: 4
Sensibilità di ingresso: 10Vpp / 3,5Vrms @ clipping

Grafico di banda passante su carico resistivo

E su carico reattivo

Spettro distorsivo

Onde quadre a 1k e 10k

Il suono di questo amplificatore è molto vivace e dinamico, pulito, aperto, molto dettagliato, chiaro e con dei bei bassi energici.


Questo è un’altro clone cinese modificato da un’altro cliente tempo addietro in quanto giaceva in cantina inutilizzato da anni.

Su questo esemplare ancora originale si può vedere un montaggio un pò meno povero del precedente apparecchio visto sopra.

Questo è stato pasticciato da qualcuno con modifiche un pò alla carlona.


Versione Integrato

Se qualcuno fosse interessato a un modding come integrato potrebbe prendere in considerazione il progetto simple 2A3, nel caso posso fornire uno schema dettagliato che faccia uso del trasformatore di alimentazione e induttanza originali del cinesino ovviamente sempre in cambio dell’acquisto dei 2 trasformatori d’uscita SE2K5-2A3.

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Una risposta a Modding Bowey 2A3C / SG-280SE / Sun Audio SV 2A3 e cloni vari

  • Salve, sono Alessio e sono il proprietario dell’ ampli integrato con 2A3 poi trasformato in finale, bè che dire, quando l’ho acceso mi si è staccata la mascella, ho subito notato un buon incremento di potenza, che con casse da 91 db come le mie si riesce ad ottenere un buona sonorizzazione, altra cosa che salta alle orecchie è la notevole estensione della risposta in frequenza i bassi sono magicamente comparsi, molto molto belli e profondi, anche la dinamica è aumentata, la grana e la trasparenza sono diventate ai massimi livelli, nulla a che vedere con l’apparecchio che era in origine.
    Bravo Stefano, veramente un risultato degno di nota, non tarderò a “sfruttare” le ottime capacita di Stefano Bianchini per altri apparecchi.
    Alessio Lodesani

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