Yet Another 300B: Il Classico Amplificatore a Valvole

Il progetto che presento oggi è l’ennesimo amplificatore basato sulla celebre valvola 300B, ma con un taglio diverso dal solito: non è il classico “racconto da vetrina”, è una ricostruzione completa nata per trasformare un apparecchio mediocre in un finale single-ended serio, misurabile e davvero piacevole all’ascolto. Questo articolo è utile a chi vuole capire perché molti 300B commerciali suonano peggio di quanto il mito faccia credere, e soprattutto cosa serve, in pratica, per far rendere una 300B come si deve: alimentazioni corrette, driver capace di swing reale, componentistica adeguata e trasformatori d’uscita degni del compito.

Le radici del progetto risalgono al 2011, quando ero ancora un hobbista. All’epoca acquistai un amplificatore cinese usato, il “Music Angel XD-850MKIII”. Mi attiravano il prezzo basso, l’estetica con le valvole in bella vista e la curiosità di capire se, con poche modifiche, potesse diventare qualcosa di valido. L’entusiasmo iniziale, però, si spense in fretta: non era un punto di partenza “da rifinire”, era un punto di partenza da rifare.

Da quell’esperienza è nato YA300B, acronimo di “Yet Another 300B”: un progetto che parte da un caso reale, ne mostra i difetti senza sconti, poi arriva ad una soluzione tecnica completa, con risultati strumentali e sonori di alto livello. Nel 2024 il progetto è tornato d’attualità perché un cliente ha voluto realizzarlo, permettendomi di riprendere in mano lo schema originale, migliorarlo con l’esperienza accumulata in 13 anni e misurare l’amplificatore in modo più rigoroso rispetto a quanto avevo fatto allora. Se possiedi già un Music Angel (o un “candelabro” simile), questa trasformazione può valere davvero la pena. In alternativa, come vedremo più avanti, è anche possibile costruire tutto da zero.

Music Angel XD-850MKIII: un’esperienza deludente

Il Music Angel XD-850MKIII, che inizialmente sembrava promettente, si rivelò una delusione. Come scrivevo nel vecchio articolo del 2011, a volte la curiosità ti spinge ad acquistare uno di questi amplificatori cinesi: sono economici e hanno un aspetto accattivante, ma come si comportano davvero? Per chi è alle prime armi, il giudizio all’ascolto può sembrare positivo, perché è relativo alle esperienze precedenti. Con l’esperienza maturata nel tempo, invece, trovai questo amplificatore decisamente insoddisfacente. In breve, era un dispositivo che spegnevo volentieri, dimostrando che affidarsi solo al “fascino della 300B” è spesso un’illusione.

L’amplificatore suonava in modo stridulo, al punto da far venire la pelle d’oca per il fastidio durante l’ascolto. Invece di venderlo, scaricando il problema su qualcun altro, decisi di divertirmi a modificarlo. Quello che proposi allora non era un semplice aggiornamento, ma una trasformazione totale: da amplificatore “candelabro” ad amplificatore serio e ben suonante.

La trasformazione: da candelabro ad amplificatore

Quando parlo di amplificatori “candelabro”, mi riferisco a quei modelli progettati soprattutto per mostrare esteticamente le valvole, più che per offrire prestazioni audio realmente convincenti. Il Music Angel XD-850MKIII è un esempio perfetto: un finale single-ended con valvole 300B, dove le 300B sono pilotate da un altro finale single-ended con valvole 2A3. Queste, a loro volta, sono pilotate da uno stadio di ingresso basato su un doppio triodo RF a riscaldamento diretto DCC90, noto per la microfonicità, ma reso “scenografico” da tre anelli di acciaio inox 18/10, con un set di coltelli e una padella antiaderente in omaggio.

Detto questo, avere un telaio già pronto è sempre una grande comodità: molto meglio che costruire qualcosa da zero in una scatola di legno improvvisata, magari con maniglie dei cassetti del bagno prese all’IKEA o con teglie da lasagne usate come telai. Questo progetto nasce quindi all’insegna del divertimento e dell’autocostruzione. Va anche detto che la modifica finì per costare più dell’amplificatore stesso, ma la realizzai per recuperare il meglio da un acquisto incauto, per imparare e per fare esperienza, esperienza che poi mi è stata molto utile. Anche se dell’originale è rimasto ben poco, il recupero del telaio ha fatto risparmiare tempo e denaro rispetto a costruire un dispositivo completamente nuovo. Il risultato finale è di alto livello, quindi, se possiedi già un amplificatore simile, questa trasformazione può valere davvero la pena. In alternativa, è possibile costruirlo tutto da zero, come vedremo più avanti in questo articolo.

Dentro il Music Angel originale

Per chi si stesse domandando se sia possibile ottenere un reale miglioramento senza spingersi fino ad una modifica così profonda, la risposta purtroppo è negativa. Interventi parziali o “di contorno” non portano a risultati concreti: senza ripensare l’apparecchio alla radice, i limiti di partenza restano tutti.

La concezione circuitale di partenza era fortemente carente. Analizzando lo schema emerse subito che i filamenti delle 300B e delle 2A3 erano alimentati in una sorta di “pseudo DC”, ottenuta con un raddrizzatore a doppia semionda seguito da un solo condensatore elettrolitico. La situazione peggiorava ulteriormente sul filamento della DCC90, alimentato addirittura tramite un raddrizzatore a singola semionda. Un’impostazione del genere non solo comprometteva seriamente le prestazioni sonore, ma rendeva l’ascolto affaticante e sgradevole. Come se non bastasse, l’apparecchio si guastò poco tempo dopo l’acquisto. A quel punto decisi di intervenire in modo radicale, eliminando completamente il circuito originale e ripartendo da zero.

In seguito passai alla misura di trasformatori e induttanze, con la speranza di salvare almeno una parte della componentistica originale. La realtà fu però ben diversa, e l’immagine rende la situazione molto meglio di qualsiasi descrizione. Mi trovai davanti a trasformatori completamente arrugginiti, come se fossero rimasti per decenni in una cantina umida. Erano piccoli, chiaramente sottodimensionati, assemblati in modo approssimativo, con lamierini deformati e chiusi male. Mancava qualsiasi impregnatura e i fili di collegamento erano sottilissimi, più simili a capelli che a conduttori degni di questo nome.

I lamierini davano l’impressione di essere stati tagliati con le forbici: irregolari, rovinati, spiegazzati e coperti di ruggine. La struttura dell’avvolgimento era altrettanto discutibile, con una sezione di secondario all’inizio, un’altra alla fine e il primario schiacciato in mezzo. Nel complesso il risultato era desolante, addirittura peggiore di quello che si può trovare nei trasformatori audio di alcune vecchie radio a valvole.

Il tensionamento del filo era praticamente assente: l’avvolgimento risultava lasco, con più aria che materiale isolante tra uno strato e l’altro, e completamente privo di impregnatura. Le misure confermarono subito i sospetti: la banda passante si estendeva da circa 200 Hz fino ad 86 kHz a -3 dB. Con un numero così ridotto di sezioni, senza impregnazione e con ampi spazi vuoti, l’assenza dei bassi era inevitabile. A peggiorare il quadro contribuiva anche l’avvolgimento poco serrato, addirittura morbido al tatto, che insieme alla grande quantità di aria interna enfatizzava ulteriormente il carattere aggressivo e stridulo dell’amplificatore.

Nell’immagine sottostante si vede l’induttanza: appena 1 Henry, di dimensioni così ridotte da essere quasi certamente in saturazione durante il normale funzionamento. Era fissata con una sostanza cerosa giallastra e dura, di natura non chiaramente identificata, dettaglio che accomunava anche il trasformatore di alimentazione.

Progetto YA300B – “Yet Another 300B”

Il circuito è configurato così. Lo stadio di ingresso utilizza i due triodi di una 6SL7GT in configurazione cathode coupled, fornendo una preamplificazione contenuta, pari a 9,5 dB. Lo stadio successivo utilizza un triodo di 6SN7 (mezza valvola per ciascun canale), caricato con un CCS a transistor. Questo approccio si è rivelato necessario per ottenere uno swing di tensione sufficiente a pilotare la finale usando la stessa alimentazione. Utilizzare una resistenza come carico avrebbe richiesto una tensione molto più elevata, perché la 300B, in questa configurazione, richiede una escursione di 240 V peak-to-peak per essere pilotata completamente. In caso contrario il driver distorce prima della finale, cosa che accade in molti altri progetti con la 300B, compresi apparecchi commerciali da 5000 euro e oltre. Questo è un comportamento da evitare.

Una soluzione completamente valvolare sarebbe stata quella di usare una tensione più elevata per il driver e adottare circuiti come il mufollower, come nei successivi progetti Triodino 3,5 e Triodino 4. Tuttavia, questa scelta avrebbe richiesto una valvola in più e un ulteriore stadio di alimentazione, rendendo il tutto più complesso. Il CCS (Current Source/Sink) è invece un approccio importante per chi apprezza un ascolto dettagliato e non lo liquida per pregiudizio senza averlo provato. Vale la pena ricordare che i CCS, in generale, e in particolare quelli basati su MJE340/350, sono usati come carichi anodici o sorgenti di corrente in numerosi preamplificatori di ottima fama.

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Ho dedicato molto tempo all’ottimizzazione del driver e sono riuscito ad ottenere una compensazione armonica tra 6SN7 e 300B, riducendo in modo significativo la distorsione della finale fino a ridosso del clipping. La controreazione globale è molto moderata, circa 4 dB, ed è applicata solo al driver (disattivabile opzionalmente), mentre le 6SL7 sono escluse dal circuito di retroazione fin dall’inizio. Nelle foto successive è illustrato il processo di ricostruzione del Music Angel.

Ho rimosso la torretta di protezione della DCC90 e ampliato il foro per ospitare una valvola octal.

Ho cablato il nuovo circuito.

Seguendo una logica di recupero intelligente, per il cablaggio ho riutilizzato una parte dei componenti originali insieme ad elementi provenienti da altri apparecchi smontati, affiancandoli a componenti nuovi dove necessario. Il risultato finale è l’apparecchio che si vede qui sotto.

Infine ho montato una coppia di 300B Full Music, in un circuito abbinato ad una catena di alimentazione e a trasformatori di qualità adeguata.

Ecco la raddrizzatrice utilizzata: una 5U4GB NOS.

Il ritorno del progetto nel 2024

Nel 2024 un cliente si è interessato a realizzare questo mio progetto molto datato. Ho quindi ripreso lo schema originale e l’ho leggermente migliorato alla luce delle conoscenze acquisite negli ultimi 13 anni. Le modifiche sono state mirate e non rivoluzionarie, ma hanno comunque contribuito a rifinire ulteriormente il risultato.

Il cliente, essendo ai primi montaggi, ha incontrato qualche difficoltà tecnica. Mi ha quindi portato il dispositivo in laboratorio per risolvere un paio di piccoli problemi. Avendo l’amplificatore sul banco, ho potuto anche effettuare misure più accurate rispetto a quelle fatte molti anni fa. Nelle foto che seguono si vede il suo montaggio.

Visione termica dei 2 transistor MJE350

Prestazioni strumentali dell’amplificatore

Durante i test strumentali sono emersi risultati eccellenti. La potenza RMS indistorta è di 8,2 watt per canale, con una potenza massima di 9,8 watt in condizioni di profondo clipping. Il fattore di smorzamento (DF) è 7,7. La distorsione armonica totale a 1 watt è di 0,52%, mentre la banda passante si estende da 10 Hz a -0,2 dB fino a 20 kHz a -1,2 dB. Questi valori confermano la qualità del progetto. Di seguito i consueti grafici di riferimento:

THD

Banda passante

Quadra a 100Hz

Quadra a 1khz

Quadra a 10khz

Come suona: assolutamente eccezionale. L’apertura sonora è sorprendente, con bassi profondi, puliti e ben controllati, e un’estensione nelle alte frequenze capace di provocare brividi lungo la schiena per la pulizia e la naturalezza. Ogni microdettaglio è reso con grande precisione, con un palcoscenico sonoro ampio e credibile. La 300B, quando è inserita in un progetto coerente e pilotata nel modo corretto, può offrire risultati davvero straordinari, con ricchezza timbrica e profondità che lasciano senza parole.

Grazie per aver esplorato YA300B, un’evoluzione completa basata sul telaio del Music Angel XD-850MKIII. Con una revisione radicale e prestazioni di alto livello, YA300B dimostra il potenziale della 300B quando è supportata da scelte progettuali corrette. Se sei interessato a realizzare questo progetto, sia modificando un Music Angel esistente sia costruendo da zero, consulta lo schema premium e il set di trasformatori disponibile. Contattaci per ulteriori informazioni e per acquistare il kit.

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9 Commenti
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Emilio S
Emilio S
1 anno fa

Finalmente ho portato a casa lo YA300B dopo l’intervento di Stefano. Sono molto soddisfatto della resa sonora dell’ amplificatore. Suono pulito, dettagliato, veloce e ben controllato. Collegato a delle casse con buona efficienza, Klipsch Forte 4 nel mio caso, la potenza erogata è più che sufficiente ad insonorizzare una stanza ad alti livelli.
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Stefano per l’ottimo lavoro. Credo che una valvola mitica come la 300B meriti un progetto all’altezza, come lo YA300B!

GizMo
GizMo
9 anni fa

la dimensione dell’induttanza è sempre in rapporto a quella del condensatore, io ho usato 1H sugli albireo ma perchè avevo un duplicatore che esce con un ripple a dente di sega che si filtra facile e dopo la L ci sono 1000uF di condensatore. Quanto alle valvole a riscaldamento diretto te continui a dare sentenze senza mai aver provato le cose le 300B sono valvole fantastiche e quella coppia di full music costa più di 300 euro credo, a usarle non c’è proprio nessuna complicazione regolando un reostato da alcune decine di ohm tra i capi del filamento e il cursore a massa porti il ronzio che esce verso gli AP a meno di 10mVpp.

adriano e andrea di fronteacustico
adriano e andrea di fronteacustico
9 anni fa

Mi fa pensare quella impedenza da 1 solo henry. Alcune banali radio a valvole avevano già roba migliore,gli va che essendo in classe A l’assorbimento è costante. Magari mettono elettrolitici più grandi.
sto cominciando a pensare che molta gente ha le orecchie mosce e non sente le differenze tra uno e l’altro (e si che io cerco di stare abbastanza distante dall’hi fi…..e sopratutto dalle valvole). Quello che faccio lo faccio perchè obbligato.

Se si pensa che nel super ampli (teorico) che presenterò a ottobre novembre per filtrare l’anodica serve un induttanza che regga 300 mA da 4 H che pesa quasi 2 kg. Ed è un ampli mono …
Penso che attaccandogli anche una banale 5 valvole quell’induttanza è già al pelo

Poi…anche qui con le complicazioni filamento catodo….valvole a riscaldamento diretto….questo 2angel non mi sta simpatico manco un pò

Massimo
Massimo
12 anni fa

Sono un artigiano che ripara e costruisce amplificatori valvolari ,ho cominciato a giocare con il saldatore a 13 anni e so quello che dico, spendere 600 euro per comprare dell’immondizia cinese con sopra due valvole sono tanti.Me ne portano in laboratorio tutti i giorni , e li mando indietro, l’autoradio che ho sul furgone suona meglio .la gente ha le idee confuse ,solo per costruire un trasformatore ci metto una settimana e se non sono soddisfatto lo smonto e ne faccio un altro .Con 600 euro non ci compra neanche il rame e il nucleo.

GizMo
GizMo
13 anni fa
Reply to  Marco Rossi

Che i cinesi facciano pure i loro cellulari e iphone fighettini che dopo 1 anno sono da gettare nella spazzatura, tecnologie di cui non mi interessa proprio niente tra l’altro. E questi non sono affatto pregiudizi, quell’ampli suonava da schifo e s’è rotto dopo 2 mesi. Non è per niente uno schema anni 50, ma una vaccata con 2 finali che pilotano altri 2 finali fatto solo per far mostra di vetro inutilmente. Se fanno felice qualcuno ? bho, probabilmente qualcuno che non ha sentito suonare amplificatori progettati come si deve e che l’amplificatore lo guarda invece che ascoltarlo. Tra l’altro non sono d’accordo che per fare l’alta fedeltà oggi si debbano copiare schemi di 50 anni fà, no assolutamente. Il copiare vecchi schemi lo fanno le persone prive di fantasia e di voglia di creare qualcosa di nuovo. Tanto per iniziare la musica che si ascolta oggi non è quella che si ascoltava allora. Io penso che se devo spendere 800 euro per un’amplificatore dal risultato sonoro così scarso piuttosto tengo i soldi, compro un’amplificatorino a SS da 100 euro che suona meglio. I pregiudizi ce li hanno anche quelli che non avendo mai sentito niente di decoroso si accontentano di quello che passa il convento e magari chiamano “pseudo esperti” persone che non conoscono, che costruiscono amplificatori che non hanno nemmeno sentito. Tu hai mai sentito gli OTL GRAAF ad esempio? Io conosco di persona chi progettava quegli apparecchi e ho giudizi sui miei lavori molto più rilevanti delle tue ciance. Io so come suonano i miei amplificatori, il proprietario di questo music angel rifatto pure e sa pure come suonava prima e come suonava dopo, tu no. Quindi non sputare sentenze, che si e no saprai tenere in mano il saldatore.

Marco Rossi
Marco Rossi
13 anni fa

Trovo veramente divertenti questi commenti lasciati da pseudo “esperti” del settore. Peccato che di oggetti cinesi siamo circondati tutti i giorni e li utilizziamo con soddisfazione: vedi IPHONE O IPAD tutti rigorosamente Made in China. Forse questi amplificatori che perfetti non sono, sicuramente possono far felice qualche appassionato che non ha i soldi per comprarsi un amplificatore KONDO o un AUDIO TECHNè giusto per citarne qualcuno di “economico”. A livello costruttivo non sono diversi da tanti ampli a tubi costruiti negli anni d’oro dell’ alta fedeltà tipo anni 40 o 50 di cui riprendono lo schema, e che tra l’altro funzionano ancora oggi… “SIAMO TUTTI MILIONARI” E CON TANTI PREGIUDIZI…

GizMo
GizMo
13 anni fa
Reply to  Luca Acerbi

Già, purtroppo ancora molti ci cascano, sugli amplificatori valvolari NON puoi risparmiare. Purtroppo molti pensano che siccome già 600 euro di un cinese son di più di quello che costa un compattone di plastica del supermercato l’ampli cinese (siccome valvolare) debba suonare cmq meglio della roba normale, invece non è vero, finiscono a spendere 600 euro per un candelabro cinese che suona orrendamente male come questo prima della modifica o che nei casi migliori non suona meglio (o al massimo al pari) di apparecchi moderni da 2 soldi. Se vuoi la vera qualità devi essere disposto a spendere, un valvolare costruito come si deve suona mooooolto ma moooolto meglio di qualsiasi cosa che una persona abbia mai sentito.

Luca Acerbi
Luca Acerbi
13 anni fa

Mi complimento per la qualità dei suoi interventi,e mi unisco al coro del suo cliente MAI e poi MAI materiale cinese.
Saluti