Music Angel XD-850MKIII – Update – Single Ended 300B

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Capita a volte di voler comprare uno di questi amplificatorini cinesi per curiosità, costano poco, sembrano carini, ma come vanno? Purtroppo se uno è alle prime esperienze, essendo il giudizio all’ascolto non assoluto, ma relativo a ciò che uno ha ascoltato, potrebbero anche sembrare discreti, io purtroppo sono già evoluto nella mia esperienza e non l’ho trovato decisamente all’altezza, insomma un’amplificatore che spengo con molto piacere, inutile aggrapparsi alla chimera della . Ma avendo tutto l’apparecchio e sentendomi di fare un dispetto a chiunque lo avesse comprato se lo avessi messo in vendita ho preferito divertirmi a modificarlo, quindi condivido con voi questo articolo, chiunque ne possedesse un’esemplare potrebbe valutare di eseguire la mia modifica per ottenere un risultato di altissimo livello sonoro.

Questa che vado a proporre è più che un semplice update, questo articolo mostra una trasformazione totale da un’amplificatore “candelabro” cinese a un’amplificatore serio e ben suonante. Con la definizione “candelabro” descrivo i tanti amplificatori cinesi che vengono costruiti e venduti solo per fare sfoggio estetico di valvole, ed era proprio il caso di questo Music Angel XD-850 MK3, un finale SE con le 300B, dove le 300B sono pilotate da un’altro finale SE di , che ovviamente devono essere pilotare a loro volta da un’altro stadio di ingresso costituito da un doppio triodo RF a riscaldamento diretto DCC90 (bello microfonico… ma montato dentro 3 anellini di acciaio molto belli da vedere). Quindi questo è un’articolo all’insegna del divertimento e dell’, avere un telaio a disposizione è sempre una gran comodità, molto meglio che montare qualcosa in una brutta scatola di legno con le maniglie dei cassetti del bagno presi all’ikea.

Inutile poi dire che questo update costa più dell’amplificatore di partenza, l’ho eseguito per recuperare il recuperabile di un’incauto acquisto, sebbene resti poco dell’originale il fatto di recuperare il mobile risparmia molto tempo e soldi rispetto una realizzazione eseguita completamente da zero. E il risultato finale è di altissimo livello quindi alla fine probabilmente ne vale la candela se ne possedete già uno.

Per quelli che leggendo si chiedessero se è possibile migliorare qualcosa del loro apparecchio senza eseguire una modifica così radicale, mi dispiace ma devo deludervi rispondendo di no.

La premessa iniziale di questo circuito non è il massimo, inizio ad analizzare il circuito e scopro che i filamenti delle 300B e delle 2A3 erano alimentati in “pseudo DC” un raddrizzatore a doppia semi onda, un condensatore elettrolitico e fine… Il filamento della DCC90 addirittura alimentato da uno stadio raddrizzatore a singola semi onda. In pratica nasce già malsuonante, per quello che mi concerne ascoltarlo è una vera e propria tortura, poi questo oltretutto s’è guastato dopo poco tempo. Ho iniziato ripulendo il circuito originale…

Poi ho misurato trasformatori e induttanze, nella speranza che qualcosa di riutilizzabile ci fosse, ma mi sono trovato davanti a quello che mostro in foto (un’immagine vale 1000 parole), me vediamo meglio questi trasformatori:

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Lamierini che sembrano tagliati con le formici, tutti rovinati e spiegazzati oltre che arrugginiti. Un pezzo di secondario all’inizio e uno alla fine col primario in mezzo.

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Tensionamento del filo prossimo alla zero, l’ risulta praticamente libero, c’è più aria che isolante tra gli strati, ovviamente nessuna impregnatura. L’ho poi misurato e ho rilevato una di 200Hz~86khz -3db … che vada in alto non c’è da stupirsi con così poche sezioni, senza impregnatura e con tutta quell’aria in mezzo, ovviamente zero bassi e con l’avvolgimento così moscio (schiacciandolo con le dita risulta addirittura morbido!) con tutta quell’aria non c’è da stupirsi di come suonasse.

Questa sotto è l’induttanza da solo 1Henry fermata con uno schizzo di cerone e così anche il di alimentazione.

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Ho quindi calcolato un nuovo schema premium, totalmente diverso dall’originale e realizzato un nuovo set di trasformatori da montare sul telaio ormai spoglio di questo cinese.

Il circuito è così costituito: Lo stadio di ingresso è formato dai 2 triodi di una 6SL7GT connessi in configurazione catode coupled per avere una preamplificazione minima di 9,5dB, lo stadio successivo è formato dal triodo di una (metà per ogni canale) caricato con un CSS a transistor che si è rilevato necessario per riuscire ad avere uno swing utile di tensione sufficiente a pilotare la finale usando la sua stessa alimentazione, perchè per riuscirci con una valvola caricata con una resistenza sarebbe stato necessario disporre di una tensione molto superiore solo per alimentare questo stadio, questo perchè la 300B per essere pilotata fino in fondo richiede in questa configurazione la bellezza di 240Vpp, diversamente il driver clippava molto prima della finale (e di certo non si risolve pilotando con una 2A3, perchè alla grigia della finale devi dare swing di tensione e non importa quanta corrente passa nel driver o quando calore dissipa in aria). In questo modo si sfiorano i 10watt RMS in altoparlante, contro i miseri 6/7 watt che normalmente i più ottengono da una 300B … se qualcuno azzarda a dire “e ma conta il suono” gli sparo una bomba atomica! È inaccettabile che il driver arrivi al clipping prima della finale che dovrebbe pilotare, se clippa deve clippare la finale! E di certo non è usando un driveraggio sottodimensionato che si ottiene un buon suono.

La soluzione completamente valvolare sarebbe quella di avere una tensione molto più alta per il driver e di adottare circuiti come il mufollower, qui veniva scomodo dover mettere un’altra valvola e approcciare un’altro stadio di alimentazione, poi il CCS è un’altro mondo per chi sa ascoltare e non snobba queste soluzioni senza provarle. Non dimentichiamo comunque che CSS in generale, e anche più nello specifico fatti con l’MJE340/350, sono utilizzati come carichi anodici o pozzi di corrente su parecchi preamplificatori famosi. Ho lavorato parecchio sull’ottimizzazione del driver e sono riuscito a ottenere una compensazione armonica tra la 6SN7 e la 300B abbattendo parecchio la distorsione della finale fin quasi al limite del clipping, il tasso di NFB è invece molto moderato (circa 4db) e retrocesso al solo driver, le 6SL7 sono fuori dall’anello.

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Ho eliminato la torretta che proteggeva la DCC90 e allargato il foro per poterci ospitare una valvola octal.

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E cablato il nuovo circuito.

Con lo spirito del riciclo per il cablaggio del circuito ho riutilizzato un parte dei componenti originali e una parte di componenti smontati da altri accrocchi più qualcosa di nuovo. Ecco l’apparecchio finito…

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Una coppia di 300B Full Music montata finalmente in un circuito e con dei trasformatori all’altezza.

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Ecco la che ho usato: 5U4GB NOS

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Caratteristiche tecniche:

Potenza massima: 10Watt RMS per canale
Banda passante a 1Watt: 10Hz~46Khz -3db
Banda passante a 6watt: 10Hz~42Khz -3db
Banda passante a 9,7watt: 15Hz~36Khz -3db
THD a 1Watt: 0,0037%
THD a 6Watt: 0,0066%
THD a 9,7watt: 2%
Fattore di smorzamento DF: 8
Rout: 1ohm
Sensibilità di ingresso: 1,1Vrms / 3Vpp @ clipping

Sull’analisi di spettro voglio mostrare una cosa che probabilmente in pochi sanno… Quante volte avete sentito dire nei forum e dai vari guru che sugli amplificatori capitano fenomeni “magici” per cui cambi una valvola o cambi un condensatore ti cambia il suono ma strumentalmente è indimostrabile, perchè lo senti ma non lo riesci a misurare? Dimostro ora che questa è una delle tante bufalone che girano. Ho provato 2 set di valvole differenti su questo amplificatore, i 2 set di valvole suonavano in modo diverso, quindi ho provato a fare semplimente un’analisi si spettro. Suono diverso, spettro diverso… cos’è che non è misurabile? 🙂

Nel primo SET la 6SN7 era fivre mentre le 2 finali erano delle fullmusic (quelle che vedete nella foto), mentre nel secondo SET la 6SN7 era sylvania e le finali Shuguang Treasure. Quindi diffidate di chi va ciarlando che gli amplificatori a valvole fanno le armoniche pari, ogni circuito fa quello che gli pare anche solo cambiando tipo di valvole, pari, dispari e via discorrendo.

Secondo SetPrimo Set
Spettro 1 WattSpettro 1 Watt
1watt
Spettro 6 WattSpettro 6 Watt
6watt

Quadra a 100Hz

Quadra a 1khz

Quadra a 10khz

Come suona: Ascoltato è veramente eccezionale, con una gran apertura, bassi presenti e puliti e controllati e una gamma alta che fa venire i brividi lungo la schiena tanto è perfetta. Un microdettaglio impressionante con una ricchezza e un palcoscenico davvero grandiosi, la 300B può dare risultati veramente eccezionali se usata bene.

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7 Commenti
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GizMo
GizMo
4 anni fa

la dimensione dell’induttanza è sempre in rapporto a quella del condensatore, io ho usato 1H sugli albireo ma perchè avevo un duplicatore che esce con un ripple a dente di sega che si filtra facile e dopo la L ci sono 1000uF di condensatore. Quanto alle valvole a riscaldamento diretto te continui a dare sentenze senza mai aver provato le cose le 300B sono valvole fantastiche e quella coppia di full music costa più di 300 euro credo, a usarle non c’è proprio nessuna complicazione regolando un reostato da alcune decine di ohm tra i capi del filamento e il cursore a massa porti il ronzio che esce verso gli AP a meno di 10mVpp.

adriano e andrea di fronteacustico
adriano e andrea di fronteacustico
4 anni fa

Mi fa pensare quella impedenza da 1 solo henry. Alcune banali radio a valvole avevano già roba migliore,gli va che essendo in classe A l’assorbimento è costante. Magari mettono elettrolitici più grandi.
sto cominciando a pensare che molta gente ha le orecchie mosce e non sente le differenze tra uno e l’altro (e si che io cerco di stare abbastanza distante dall’hi fi…..e sopratutto dalle valvole). Quello che faccio lo faccio perchè obbligato.

Se si pensa che nel super ampli (teorico) che presenterò a ottobre novembre per filtrare l’anodica serve un induttanza che regga 300 mA da 4 H che pesa quasi 2 kg. Ed è un ampli mono …
Penso che attaccandogli anche una banale 5 valvole quell’induttanza è già al pelo

Poi…anche qui con le complicazioni filamento catodo….valvole a riscaldamento diretto….questo 2angel non mi sta simpatico manco un pò

Massimo
Massimo
7 anni fa

Sono un artigiano che ripara e costruisce amplificatori valvolari ,ho cominciato a giocare con il saldatore a 13 anni e so quello che dico, spendere 600 euro per comprare dell’immondizia cinese con sopra due valvole sono tanti.Me ne portano in laboratorio tutti i giorni , e li mando indietro, l’autoradio che ho sul furgone suona meglio .la gente ha le idee confuse ,solo per costruire un trasformatore ci metto una settimana e se non sono soddisfatto lo smonto e ne faccio un altro .Con 600 euro non ci compra neanche il rame e il nucleo.

GizMo
GizMo
8 anni fa
Reply to  Marco Rossi

Che i cinesi facciano pure i loro cellulari e iphone fighettini che dopo 1 anno sono da gettare nella spazzatura, tecnologie di cui non mi interessa proprio niente tra l’altro. E questi non sono affatto pregiudizi, quell’ampli suonava da schifo e s’è rotto dopo 2 mesi. Non è per niente uno schema anni 50, ma una vaccata con 2 finali che pilotano altri 2 finali fatto solo per far mostra di vetro inutilmente. Se fanno felice qualcuno ? bho, probabilmente qualcuno che non ha sentito suonare amplificatori progettati come si deve e che l’amplificatore lo guarda invece che ascoltarlo. Tra l’altro non sono d’accordo che per fare l’alta fedeltà oggi si debbano copiare schemi di 50 anni fà, no assolutamente. Il copiare vecchi schemi lo fanno le persone prive di fantasia e di voglia di creare qualcosa di nuovo. Tanto per iniziare la musica che si ascolta oggi non è quella che si ascoltava allora. Io penso che se devo spendere 800 euro per un’amplificatore dal risultato sonoro così scarso piuttosto tengo i soldi, compro un’amplificatorino a SS da 100 euro che suona meglio. I pregiudizi ce li hanno anche quelli che non avendo mai sentito niente di decoroso si accontentano di quello che passa il convento e magari chiamano “pseudo esperti” persone che non conoscono, che costruiscono amplificatori che non hanno nemmeno sentito. Tu hai mai sentito gli OTL GRAAF ad esempio? Io conosco di persona chi progettava quegli apparecchi e ho giudizi sui miei lavori molto più rilevanti delle tue ciance. Io so come suonano i miei amplificatori, il proprietario di questo music angel rifatto pure e sa pure come suonava prima e come suonava dopo, tu no. Quindi non sputare sentenze, che si e no saprai tenere in mano il saldatore.

Marco Rossi
Marco Rossi
8 anni fa

Trovo veramente divertenti questi commenti lasciati da pseudo “esperti” del settore. Peccato che di oggetti cinesi siamo circondati tutti i giorni e li utilizziamo con soddisfazione: vedi IPHONE O IPAD tutti rigorosamente Made in China. Forse questi amplificatori che perfetti non sono, sicuramente possono far felice qualche appassionato che non ha i soldi per comprarsi un amplificatore KONDO o un AUDIO TECHNè giusto per citarne qualcuno di “economico”. A livello costruttivo non sono diversi da tanti ampli a tubi costruiti negli anni d’oro dell’ alta fedeltà tipo anni 40 o 50 di cui riprendono lo schema, e che tra l’altro funzionano ancora oggi… “SIAMO TUTTI MILIONARI” E CON TANTI PREGIUDIZI…

GizMo
GizMo
8 anni fa
Reply to  Luca Acerbi

Già, purtroppo ancora molti ci cascano, sugli amplificatori valvolari NON puoi risparmiare. Purtroppo molti pensano che siccome già 600 euro di un cinese son di più di quello che costa un compattone di plastica del supermercato l’ampli cinese (siccome valvolare) debba suonare cmq meglio della roba normale, invece non è vero, finiscono a spendere 600 euro per un candelabro cinese che suona orrendamente male come questo prima della modifica o che nei casi migliori non suona meglio (o al massimo al pari) di apparecchi moderni da 2 soldi. Se vuoi la vera qualità devi essere disposto a spendere, un valvolare costruito come si deve suona mooooolto ma moooolto meglio di qualsiasi cosa che una persona abbia mai sentito.

Luca Acerbi
Luca Acerbi
8 anni fa

Mi complimento per la qualità dei suoi interventi,e mi unisco al coro del suo cliente MAI e poi MAI materiale cinese.
Saluti