Boyuu A9 – Boyuu A20- Single Ended EL34 + 6N9p DIY KIT – Total Upgrade

Dopo aver scritto l’articolo “Come far suonare un Amplificatore a Valvole cinese” mi ero ripromesso di provare a realizzare fisicamente un modding per rendermi conto delle potenzialità o dei limiti della mia teoria, mi sono quindi procurato una scatola di montaggio BOYUU uguale a quella che vedete nella foto qui sopra, a un prezzo così basso non potevo non provare! Se non l’avete già fatto leggere l’articolo precedente, quello che vado a proporre in questo nuovo articolo non è un semplice upgrade di condensatori e resistenze su un circuitino cinese tirato all’asso con i trasformatori d’uscita cinesi, ma la costruzione di un’apparecchio completamente nuovo e diverso che utilizza componenti di pregio e ha lo scopo di fornire risulti sonori di tutta eccellenza e che non sfiguri se ascoltato a confronto con apparecchi venduti a migliaia di euro, dove la scatola di montaggio cinese di partenza ha lo scopo di fornire un supporto meccanico, un telaio, dove montare il tutto oltre a fornire una parte dei componenti necessari alla realizzazione del circuito finale. Il vantaggio, che ho verificato, di partire da una scatola di montaggio cinese piuttosto che fare tutto da zero sta nel fatto che da sempre nella costruzione di un’amplificatore valvolare fai da te la parte più impegnativa e che fa perdere più tempo è proprio la realizzazione di un telaio dove montare il tutto, da questa difficoltà nascono molti impresentabili e tanti altri apparecchi montati male in brutte scatole. Sui vari bazar si possono comprare anche le scatole vuote di questi amplificatori a prezzi ancora più bassi ma ho puntato a un KIT completo perchè, pur non potendo usare tutto, le parti che si possono ri-utilizzare (connettori, zoccoli, alcune resistenze e condensatori, le valvole, il trasformatore di alimentazione e l’induttanza) comprate separatamente verrebbero a costare molto di più, quindi il concetto è di comprare la scatola di montaggio e utilizzare tutto l’utilizzabile per risparmiare soldi pur non rinunciando alla qualità dell’oggetto finale. Vediamo cosa mi è arrivato… L’imballo era in un doppio scatolone, l’unica cosa montata sul telaio erano i 3 trasformatori e l’induttanza.

A parte c’era un sacchetto con tutte le minuterie…

E imballata nella spugna le valvole…

Le 6N9p (equivalenti 6SL7GT) e la raddrizzatrice sono NOS russe, mentre le EL34 di produzione shuguang. Ho iniziato la modifica smontando i trasformatori d’uscita boyuu e valutando il montaggio di 2 trasformatori d’uscita SB-LAB, per l’occasione ho collaudato la nuova versione degli SE2K-EL34, chiamata SE2K-EL34/2 e che sostituirà il precedente modello (già listino allo stesso prezzo dei precedenti).

Vediamo lo schema cinese…

Uno schema semplicissimo e banale con la EL34 connessa in ultralineare nonostante il circuito sia un single ended, su un trasformatore da 8k primari, polarizzata con 50mA di corrente di bias dove avrebbe erogato all’incirca 3 watt RMS con un tasso di distorsione decisamente alto, il doppio triodo di ingresso con le sezioni in parallelo e il tutto ovviamente zero feedback. Sono quindi partito da un mio progetto già ampiamente collaudato di SE con la EL34 e ho guardato come adattarlo, i trasformatori d’uscita erano i miei ma dovevo utilizzare il trasformatore di alimentazione e l’induttanza originali, qui sotto le specifiche del trasformatore di alimentazione BOYUU:

Nota: il trasformatore presente nella scatola di montaggio aveva il primario solamente a 230volt senza presa a 110v, e i fili erano color arangione e blu, la RDC del secondario dell’anodica era di 133+133ohm. Il secondario HT del trasformatore è dato per erogare massimo 250mA, mentre lo schema da cui partivo avrebbe assorbito 280mA, ho quindi dovuto abbassare la corrente di bias delle finali per stare dentro ai 240mA CA complessivi (236 per l’esattezza), questo avrebbe fatto perdere un pelo di potenza in altoparlante rispetto lo schema originario.

Il secondario a 6,3volt per le EL34 dato per 4A massimi è caricato con effettivi 3A, per una potenza di 18,9VA
Il secondario a 6,3volt per le 6N9p dato per 2A massimi è caricato con effettivi 600mA, per una potenza di 3,78VA
Il secondario a 5volt per la 5Z3 dato per 4A massimi è caricato con effettivi 3A, per una potenza di 15VA
E infine come detto il secondario a 320+320v è raddrizzato a doppia semionda, quindi utilizzato mezzo ciclo per ramo, caricato per 236mA per una potenza di 75,52VA per un totale di 113,2VA, il trasformatore è costruito su un nucleo 32×60 e quindi si trova quasi al limite di potenza che è possibile richiede a un trasformatore di queste dimensioni. Durante il funzionamento potrebbe scaldarsi per bene ma non dovrebbe avere problemi in linea generale.

L’induttanza fornita nel KIT invece risulta essere da 5H con una resistenza DC di 83ohm. Qui sotto lo schema premium che ovviamente potrete vedere in chiaro se comprate la coppia di trasformatori d’uscita per realizzare il progetto. I componenti segnati come “cina” sullo schema sono presi dalla scatola di montaggio cinese, tutti gli altri vanno aggiunti a parte.

Vediamo ora come ho eseguito il montaggio. La prima cosa da fare è smontare tutto dal telaio e fare le forature necessarie a montare i nuovi trasformatori d’uscita e a far passare i relativi file, un passacavo di gomma va messo nel foro perchè la lamiera è sottile e diventa tagliente. Nella parte più esterna è possibile utilizzare i fori pre-esistenti.

Il trasformatore di alimentazione è appoggiato su 2 listelli in metallo e poi avvitato alla lamiera che essendo sottile si deforma, bisogna quindi togliere questi listelli dal trasformatore, rimontarlo sul telaio mettendo i listelli dalla parte opposta della lamiera, in questo modo si ha un fissaggio migliore.

Si possono montare le 4 boccole RCA fornite nel KIT avendo cura di lasciare gli isolatori di plastica, si saldano assieme le 4 massi con in filo in rame rigido.

Quindi è possibile montare il PCB commutatore dei canali fornito nella scatola di montaggio, semplice ed efficace e sicuramente molto meglio di avere dei lunghi fili che corrono avanti e indietro dal frontale dell’apparecchio causando diafonia e accoppiamenti capacitivi da tutte le parti.

Sotto al telaio c’è un quadretto un lamiera sagomata che è fatto per ospitare gli zoccoli delle valvole e il PCB originale…

Questa lamierta diventerà il supporto del cablaggio in aria del circuito, la prima cosa da fare è sostituire le 4 boccole argentate che lo sorreggono con delle viti di M6 in acciaio perchè le 4 boccole risultano molto fragili e non è possibile stringerle molto forte, il motivo per dover stringere forte è usare uno dei 4 punti come morsetto di terra.

Da questo punto l’articolo non sarà più passo passo ma darò delle indicazioni generali su come montare le cose. Ho usato ancoraggi classici di questo tipo tagliandoli in base al numero di pin che mi servivano…

NOTA: l’ancoraggio della foto ha un ribattino nel pin centrale di fissaggio, se li trovate così va limato via. Siccome il pin centrale deve andare a massa e offrire un contatto che sia perfetto ho proceduto in questo modo: Prima bisogna decidere dove fare il foro che ospiterà, forare con una punta da 2,5mm…

Poi bisogna grattare via la vernice attorno al foro, nella foto l’ho grattata solo davanti al foro ma è meglio grattare tutt’attorno con lo smeriglio del dremel.

Si avvita l’ancoraggio alla lamiera con una vite autofilettante 4×6 meglio se di tipo zincato…

Poi va fatto un punto di stagnatura con un saldatore muscoloso, io ho usato un 150watt, procuratevelo, io l’ho comprato ad un negozio di bricolage per 22€, perchè con il saldatorino da elettronica non ce la fate. Come si può vedere nella foto lo stagno ha attaccato bene il piede dell’ancoraggio alla lamiera e ha saldato anche la vite (per questo dicevo di usare viti zincate, le viti in acciaio non si stagnano). In questo modo l’ancoraggio è fissato perfettamente alla lamiera con un contatto perfetto e affidabile nel tempo.

Nelle foto che seguono invece mostro come fissare gli ancoraggi in nylon che servono per fescettare i condensatori. Trovate questi ancoraggi autoadesivi in qualsiasi ferramenta, ma non potete affidarvi alla tenuta della spugnetta adesiva perchè subito sembra tenga bene, ma col passare del tempo e col il calore la colla si secca e sono destinati inesorabilmente a staccarsi. Se ci fate caso nel centro hanno tutti una foro svasato, immaginate come usarlo…

Eseguire un foro di 2mm (non 2,5)…

Vitina autofilettante di 3×5 con testa svasata…

Come interruttore ho mantenuto quello presente nella scatola di montaggio, mentre il potenziometro del volume che ho utilizzato è un ALPS originale con presa loudness (originale alps a contatti striscianti non un fake a scatti di quelli che si trovano che sembrano marchiati alps ma non sono alps), per montarlo mi è bastato allargare il foro del perno di 2 millimetri e limare uno dei 4 fori in cui entra il dentino che impesce al potenziometro di svitarsi. L’ho voluto con il loudness perchè non ho mai provato a implementarlo su un’amplificatore, volevo fare un loudness passivo e serviva il potenziomentro con la presa apposta.

Ecco il montaggio

Dopo aver fatto queste foto ho provato l’apparecchio ma il trasformatore di alimentazione cinese dopo 30 minuti iniziava a ronzare a scaldava come una padella, non avevo ancora ritoccato il BIAS delle finali perchè dovevo testare se teneva botta. Ho quindi riaperto tutto per sostituire le resistenze bianche da 135ohm con altre 2 di un valore leggermente maggiore, per sollevare il trasformatore di alimentazione dal carico eccessivo e ho aggiunto 2 condensatori in polipropilene icel in parallelo agli elettrolitici di catodo delle finali perchè l’elettrolitico da solo non mi suonava abbastanza pulito (non ho fatto foto di questa ultima modifica). Nella foto si possono vedere a destra e sinistra i condensatori elettrolitici BLU messi in parallelo a dei poliestere arancioni che fanno parte del KIT originale cinese, nell’angolo in basso a destra dello zoccolo della raddrizzatrice il condensatore elettrolitico da 220uF sempre appartenente al KIT cinese però messo in parallelo a un polipropilene a scatolino (non avevo spazio). Nel montaggio ho usato in punti strategici resistenze ad impasto di carbone, i condensatori di disaccoppiamento tra il driver e le finali sono dei NOS mullard “mostarda”, il condensatori di bypass catodico del driver sono i 220uF sempre della scatola cinese (mi fa ridere pensare che nella versione originale dovevano servire per bypassare le finali), ovviamente in parallelo a questi elettrolitici ho messo dei piccoli bypass agguintivi in polipropilene per sopperire alle mencanze dell’elettrolitico in gamma alta. I morsetti degli altoparlanti sono gli originali della scatola cinese ma non sarebbe una cattiva idea sostituirli con altri migliori e più robusti. Ma che risultati ha dato agli strumenti di misura?

Potenza: 6,25Watt RMS per canale
Banda passante 20Hz -0dB – 90khz -1dB @ 1 watt
Distorsione THD @ 1 Watt: 0,41%
Smorzamento DF: 5,7

Analisi di spettro

Risposta in frequenza su carico resistivo si può vedere come lavorano i nuovi SE2K-EL34/2, qui sotto il confronto tra il nuovo modello e il vecchio su quello che è praticamente lo stesso circuito con lo stesso tasso di controreazione.

Il nuovo SE2K-EL34/2 Il vecchio SE2K-EL34

Onde quadre a 100Hz / 1khz / 10khz

All’ascolto il suono è molto ricco di dettagli, aperto e brillante e molto veloce, i bassi frenati e belli energici mai sbrodolati, invadenti, nè distorti e fastidiosi da zero amplificatore zero feedback, il connubio tra i nuovi trasformatori d’uscita e il loudness forniscono una sensazione molto particolare di maestosità, i timpani sembrano suonare nella stanza. La nota dolente del loudness è che non va molto d’accordo con Granny 27, uscendo con un segnale molto forte costringe a tenere il volume basso il potenziometro dove l’effetto del filtro è massimo, quindi si esalta troppo l’effetto e diventa fastidioso. Abbinando invece l’amplificatore con un dac normale che esce con un segnale più debole invece tutto migliora e diventa godibile.

Per chi non sapesse cos’è il loudness: non centra niente con quella che chiamano “loudness war” per indicare opere di compressione audio che rovinano le registrazioni. L’orecchio umano non è lineare nella percezione delle varie frequenze a vomuni diversi, questo significa che abbassando il volume percepiamo la gamma acuta e la gamma bassa più attenuate rispetto quella dei medi, il loudness utilizza un potenziometro speciale con 4 contatti (il quarto contatto viene chiamato presa fisiologica) e un circuito formato da un paio di condensatori e una resistenza per accentuare gli acuti e i bassi man mano che si abbassa il volume (mentre quando il volume è come se non ci fosse) con una curva inversa rispetto la notra percezione, permettendo quindi una percezione dei bassi/medi/alti uniforme a diversi livelli di volume. Ovviamente questa pratica ha qualche risvolto negativo che si manifesta sottoforma di rotazioni di fase al variare delle frequenze in quanto il loudness è un filtro per questo motivo se applicavo un segnale troppo forte in ingresso, che mi costringeva a girare la manopona a ore 9 diventava brutto da sentire, mentre con un segnale giusto, tenendo la manopola a circa ore 13 va molto bene. E comunque gli effetti deleteri non sono niente rispetto quello che butta fuori un’amplificatore zero feedback, non mi tengo stretto di dire che questo apparecchio suona molto meglio di certi 300B di marchio prestigioso e super costosi che ho sentito, poi se uno vuole il loudness lo può anche disattivare, io volevo provare, è carino ma non mi piace troppo.


Variante BOYUU A20 – KT88

Mi hanno segnalato poi questa variante “A20” dell’apparecchio di questo articolo…

Questa variante ha le KT88 al posto delle EL34, 2 induttanze invece di una sola. Il rettificatore invece di essere a doppia semionda è un ponte raddrizzatore ibrido metà diodi e metà valvola raddrizzatrice come nell’immagine sotto:

Il resto dello schema (cinese) è uguale. Il fatto che il secondario invece di essere un 320+320volt sia solo un 320volt che può erogare il doppio della corrente però trae in inganno perchè il secondario 320+320 viene utilizzato metà per il semiperiodo positivo e metà per il semiperiodo negativo, con un secondario unico e la rettifazione a ponte il secondario viene usato per un ciclo intero. Essendo il trasformatore di alimentazione grande esattamente come nella versione EL34 (32×60) non è fisicamente possibile tirare più potenza da esso, quindi chi volesse modificare l’A20 potrà usare lo stesso schema che ho prodotto per EL34 variando la resistenza di catodo in modo di portare le KT88 sempre a dissipare 20 watt come ho fatto come con le EL34 e utilizzare gli stessi SE2K-EL34/2 ottenendo la stessa potenza che si ottiene con le EL34 che sarà sempre superiore alla potenza che si ottiene dall’apparecchio originale. Non è possibile montare i miei trasformatori per KT88 perchè sono troppo ingombranti per essere montati sul telaio e perchè per polarizzare una KT88 a pieno serve più tensione e molta più potenza di quello che il trasformatore di alimentazione BOYUU può erogare in quanto risulta tirato già con le EL34 / KT66.

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Qual’è la resa di potenza di un finale a valvole?

Come difendersi da pratiche commerciali scorrette messe in atto da alcuni produttori di apparecchiature valvolari che spesso mettono confusione gli utenti poco esperti della materia. Ho ricevuto l’ennesima email con richieste di chiarimenti in merito alla questione:

Ciao mi chiamo *** recentemente ho chiesto informazioni su un forum riguardo uno schema con le EL34, un’utente mi ha consigliato il tuo progetto di SE con le EL34 quello pilotato con le 6SL7 in totem perchè l’ha realizzato e ha detto che va molto bene ma tu scrivi che è un 7 watt e a me non bastano, io invece ho trovato questo schema (schema censurato) ed è l’unico da 15watt che ho trovato e l’ho realizzato con le EL34 invece che con le KT88 però non mi soddisfa, visto che mi hanno parlato bene di te mi puoi spiegare la differenza, forse perchè questo schema usa l’ultralineare e tu no? puoi farmi un trasformatore con la presa al 43% o puoi modificarmi il tuo progetto per più di 15 watt visto che non mi bastano? Ciao e grazie.

Ciao innanzitutto dell’uso dell’ultralineare in single ended ho già parlato in questo articolo che puoi leggere cliccando qui, l’uso dell’ultralineare non aumenta la potenza erogata da un finale in single ended ma al contrario la diminuisce. In secondo luogo io sono solito indicare la potenza per singolo canale, questo vuol dire che i miei 7 watt sono 7+7, nello schema di cui mi hai passato il link vedo scritto 15watt stereo il che lascia pensare che sia inteso 15 watt sommando la potenza dei 2 canali, diciamo watt complessivi, una pratica che ha lo scopo solo di mettere un numero più grande e trarre in inganno i meno accorti. Ma incerti di questa cosa possiamo anche simulare il circuito per vedere cosa ne esce. Utilizzerò LT Spice, un software FREE di simulazione di circuiti analogici realizzato dalla multinazionale Analog Device che è possibile scaricare cliccando qui, mentre il modello delle valvole utilizzato è stato realizzato Norman Koren che oltre ad essere un appassionati di valvole ha ricevuto qualche premio nobel per la matematica (quindi di cui ci si può fidare), ho utilizzato spesso i suoi modelli e ho sempre ottenuto nella realtà risultati molto vicini al simulato. Simuliamo quindi lo stadio finale con la KT88 e portiamolo a ridosso del clipping, il trasformatore simulato è da 3k con presa al 43%, per comodità è stato simulato un trasformatore ideale privo di resistenze DC e con un accoppiamento prossimo a 1, quindi la perdita di potenza su questo trasformatore virtuale è praticamente assente, vediamo cosa succede:

La corrente al catodo è di 110mA, se il catodo è sollevato da massa di 40volt e la tensione anodica di 450volt, quindi sulla valvola stanno cadendo 450-40=410volt con 110mA di corrente, 410*0,11=45,1, la valvola sta dissipando 45watt sui 40 ammessi da una KT88 (35 watt di placca + 5 watt di griglia schermo) ora è ovvio che nella realtà il trasformatore d’uscita abbia una resistenza DC che causa una certa caduta di tensione e quindi la tensione che arriva in placca alla KT88 sarà inferiore a 450volt, ipotizziamo che il trasformatore cada 10volt, quindi aggiusto la tensione di alimentazione a 440volt invece di 450..

Ora sulla valvola cadono 400volt con 100mA di corrente quindi sta dissipando esattamente 40 watt su 40 ammessi, mentre il trasformatore simulato è sempre ideale, siccome il catodo è sollevato da massa di 40 volt il massimo segnale iniettabile in griglia controllo prima di portare la valvola al clipping sarà di 40volt picco, vediamo cosa esce dal secondario del trasformatore:

Il picco positivo è di 12,29v quello negativo di 13,57 per un totale di 25,86volt picco picco.
I=V/R; 25,86/8=3,23A Picco Picco.
W=V*I; 25,86*3,23=83,52 Watt Picco Picco
WRMS=WPP/8; 83,52/8=10,44 Watt RMS su un trasformatore ideale privo di perdite, quindi in un circuito reale con un trasformatore reale la potenza RMS effettiva sarà sempre inferiore a 10,44Watt, mediamente la dispersione di un trasformatore è di circa un 30%, anche se dipende da trasformatore a trasformatore, quindi mediamente la potenza effettiva potrebbe scendere a 10,44/1,3=8,03 Watt RMS… Ma se anche non fossero 8 watt ma 10… non sono 15.

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità. Cit: Joseph Goebbels

Vediamo con la EL34 come cambia la situazione, anodica 340volt, catodo sollevato di 21volt, corrente anodica 77,8mA per una dissipazione complessiva della valvola di 24,81Watt su 25 dissipabili dalla valvola, generatore di segnale a 21volt picco:

Picco positivo = 9,69volt, Picco negativo = 10,32volt per un totale di 20,01volt picco picco. Vi risparmio la trafila di conti sopra, la potenza RMS su trasformatore ideale è: 6,25watt RMS a cui va tolta la dispersione del trasformatore che ci è ignota, ancora non sono 15 watt per canale, non sono nemmeno 7 watt per canale… Ovviamente io faccio le misure prima di portare la valvola oltre la saturazione, il mio progetto usa la EL34 a pentodo, a pentodo c’è un rendimento di potenza maggiore che a triodo o ultralineare, vediamo la simulazione:

11+15,86volt, 25,86 volt picco picco che fanno poi 10,44 Watt RMS con la EL34 a pentodo su trasformatore ideale che potrebbero diventare 10,44/1,3 = 8,03 watt RMS reali, diciamo poi che io sono serio e che quando faccio la misura stabilisco la massima potenza nel punto poco prima che una delle 2 semionde cominci a schiacciarsi per cui ho stabilito che il mio progetto è un 7Watt RMS per canale, quindi “14Watt stereo” e che sarà superiore in potenza a questi altri circuiti che la matematica dimostra non poter erogare tali potenze se non con distorsioni importanti. Per chi volesse provare a replicare le mie simulazione fornisco qui la libreria di LT Spice con i modelli di Norman Koren: Koren_Tubes.zip


Ciao stefano sono *** l’anno scorso ho realizzato il PP2010 di ciuffoli con i tuoi trasformatori ti voglio chiedere se metto delle casse di 4ohm sulla presa da 8ohm posso arrivare a 100watt?

Dopo questa strana domanda c’è stato un piccolo scambio di messaggi e mi fa presente che qualcuno di quei guru che stanno su facebook gli avrebbe spiegato questa cosa, pensavo parlasse di amplificatori a stato solido ma invece parlava proprio di amplificatori a valvole. Allora ci sono gli amplificatori di potenza, che sono i valvolari per antonomasia che utilizzano un trasformatore adattatore di impedenza, poi ci sono gli amplificatori di corrente che sono gli amplificatori a Stato Solido, (FET, MOSFET, Transistor, chip e chippettoni vari). La potenza che può erogare un’amplificatore di corrente, quindi a SS, dipende dal carico, più il carico è basso maggiore sarà la corrente che vi scorre e quindi maggiore sarà la potenza erogata dall’amplificatore, non è infatti strano veder scritto sulle caratteristiche tecniche di un’amplificatore a SS che la potenza è di 40watt su 8ohm e 80Watt su 4ohm, è normale perchè è caratteristiche peculiare degli amplificatori di corrente. La cosa invece è molto diversa con gli amplificatori di potenza, ossia valvolari con trasformatore perchè le finali lavorano contemporaneamente in tensione e corrente e non solo in corrente, c’è una retta di carico con una certa pendenza che deve essere giusta affinchè via sia il massimo rendimento di potenza e la minima distorsione. È abbastanza normale nei valvolari avere più uscite sul trasformatore da 4/6/8/16 ohm e la cassa andrà collegata alla presa che corrisponde alla sua impedenza, al contrario degli amplificatori a SS che hanno un’uscita che va bene per qualsiasi cassa. Negli amplificatori valvolari se avete una cassa da 8ohm dovete collegarla alla presa 8ohm del trasformatore, se avete una cassa da 4ohm la collegherete alla presa a 4ohm, il trasformatore si occuperà di riflettere sulle valvole sempre la stessa impedenza e la potenza resa sarà sempre uguale. Collegando in modo errato una cassa di una data impedenza con una presa di impedenza diversa causerete quello che si chiama disadattamento di impedenza, variando in negativo la resa in potenza del finale, spostando la risposta in frequenza del trasformatore e probabilmente peggiorando anche, non di poco, la distorsione dell’amplificatore.

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3 risposte a Qual’è la resa di potenza di un finale a valvole?

  • Che le casse non abbiano un’impedenza fissa lo so benissimo e questo ho realizzato il carico reattivo. La teoria che vada bene un secondario unico da 5/6ohm per attaccare qualsiasi cosa è una di quelle cose strampalate professate dai guru che ti vendono a 5000euro un’amplificatore dicendo che puoi attaccare alle stessa presa carichi da 4/6/8 ohm che non cambia niente… E sarebbero tutti de somari i progettisti di casse a indicare un’impedenza nominale invece di scriverci “attaccatele dove vi pare”. Esperimenti già fatti, sia io e chi ha realizzato i miei schemi/progetti con miei trasformatori potrà confermati che sbagliando le prese delle impedenze il suono peggiora, tende a incupirsi e la migliore resa c’è quando colleghi le casse all’impedenza giusta, e proprio per questo motivo che dal 2019 ho iniziato a dotare tutti i trasformatori d’uscita del mio listino anche dalla presa specifica a 6ohm oltre a quelle classiche da 4/8 perchè sembra stia partendo la moda dei diffusori a 6ohm giusto perchè così la gente che ha amplificatori che non hanno i 6ohm abbia problemi e sia spinta a cambiare amplificatore per poter usare una certa cassa. Poi quelli che attaccano cose a caso fanno poco testo, ascolteranno impianti talmente scadenti da non avvertire nessuna differenza.

  • In realtà le casse NON hanno una resistenza fissa, ma un impedenza in cui la loro resistenza varia in base alla frequenza. Per questo si può prevedere un secondario unico in media di 5 o 6 ohm in modo da accontentare la maggioranza e tra l’altro semplificare e migliorare la realizzazione fisica del trasformatore d’uscita.

  • Sono tra quelli che c’è cascato: tempo fa mi fidai di uno di questi “progetti” che prometteva ben 15 watt stereo in classe A in ultralineare, perché “dà più potenza con la raffinatezza del triodo” secondo loro…
    A farla breve, al banco di misura quel coso non dava neanche 7 watt x canale con una distorsione assurda ed era, ovviamente, inascoltabile. Allora io dico, i consumatori devono essere informati correttamente e non adescati con dati poco credibili, perché tanto, prima o poi, la verità viene a galla. Sì è vero che questa roba costa 4 soldi, ma vale 4 soldi, anzi forse neanche.
    Grazie a Stefano per la sua incessante opera di divulgazione e per i suoi progetti davvero affidabili e bensuonanti.

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Come farsi ROVINARE l’amplificatore da un Guru

La storia che sto per raccontarvi non è di fantasia ma corrisponde alla pura realtà, ci tengo a raccontarla perchè spero che possa essere di monito ad altri avventori e novelli che muovono i primi passi nel mondo dell’audio valvolare, ma sopratutto perchè spero di riuscire a togliere un pò di credibilità ad una razza di personaggi che la fanno da padrone in questo mondo, personaggi chiusi nel guscio del loro mondo fantasioso con i loro seguaci e che il più delle volte allontanano chiunque provi ad avvicinarsi al mondo dell’amplificazione valvolare e abbia la sfortuna di trovasi invischiato con le loro teorie strampalate.

Capitolo 1: Il Single Ended EL34 di Alberto

Tutto è iniziato con Alberto che dopo aver realizzato con soddisfazione l’upgrade all’amplificatore di nuova elettronica LX1321 ha visto il progetto di un single ended con la EL34 che partiva dalla rielaborazione di una scatola di montaggio della concorrenza, che potete visionare cliccando qui (primo dei progetti presentati nella pagina). Mi ordina il set di trasformatori ma dopo qualche giorno mi iniziare a mandare messaggi  di preoccupazione su WhatsApp (allora gli schemi sul mio sito erano ancora in chiaro e non pixelati) perchè aveva parlato con un suo amico che vive in america ed è appassionato di autocostruzione che visionando il mio progetto e il mio schema comincia a dirgli “Non farlo!” … “Da quello schema non puoi aspettarti niente di che!” … “Non suonerà mai bene!” … “È tutto sbagliato! devi staccare il negative feedback, devi mettere delle gridstop li, quello non va bene, devi fare quello e devi fare quell’altro” … Ho fatto di tutto per rassicurare Alberto della bontà del progetto e per fortuna ha voluto darmi credito, ha realizzato il mio schema con i miei trasformatori e il risultato è riportato qui sotto scritto con le sue parole.

L’esperienza di Alberto con il progetto SB-LAB

Questo è il contenuto della vecchia pagina che era pubblicata dentro “i lavori dei lettori” che ho spostato per realizzare questo articolo.

Un Saluto a chi avrà pazienza di leggere questo mio resoconto ed a Stefano Bianchini. Ho deciso, essendo già possessore di un LX1321 modificato su progetto SB-LAB, ho deciso di farne uno interamente assemblato da me, non su PCB, quindi in aria ed in Classe A, sopratutto che fosse alla mia portata, dal punto di vista economico e della difficoltà di assemblaggio.

La scelta è ricaduta sullo schema in SE di EL34. Avendo piena consapevolezza sulle qualità dei trasformatori Stefano ho provveduto ad ordinarne un set dedicato a quel progetto ed a scaricare lo schema. Ho iniziato con il reperire tutti i componenti, mi sono affidato interamente ad un rivenditore specializzato in Elettronica valvolare nei pressi di casa, reperli in rete a destra e sinistra mi avrebbe portato fuori budget per via delle spese postali. Il commerciante vista la mia inesperienza ha subito approfittato per appiopparmi lo stagno Hi-End all’argento. Il quale è prontamente volato dalla finestra, per tornare allo stagno classico con cui ho saldato per tutta la mia gioventù. Con lo stagno per “Audiofili” le saldature restano opache, cosa mi fa sclerare e sopratutto si rompono da sole!

Mi sono procurato un lastra di bachelite, che ritengo necessaria, intanto per isolarci dalla lamiera, le tensioni in gioco non sono terapeutiche, e poi per far venire meglio tutto il montaggio in questo modo non vi vedono viti di fissaggio che escono nel coperchio superiore, sopratutto mentre lavori è comodissima per fissare gli ancoraggi.

Bucare la bachelite non è uno scherzo viste le polveri puzzolenti, ed anche poco salutari che genera, consiglierei di farlo all’aperto. Il mobile prescelto e di Hifi2000, che è di discreta fattura, ma non è progettato per ospitare un’elettronica valvolare, infatti non è in grado di sopportare il peso dei trasformatori sul coperchio superiore, inoltre ci sono delle feritoie di aereazione che creano dei problemi durante la fase di foratura. Se vi dovesse capitare di acquistare dei Trasfo del Bianchini vi renderete subito conto che pesano molto di più di quelli commerciali (rispetto a quelli impiegati su ampli di pari potenza e spesso anche di potenza ben superiore).

Per risolvere il problema del coperchio ho aggiunto nella parte superiore un lastra di ottone, questa mi ha consentito facendo un sandwich con la lamiera stessa del coperchio e la bachelite da 3mm di avere una base di appoggio solidissima, mal sopporto quegli ampli nei quali mentre infili una valvola nello zoccolo senti la contropiastra che ti cede sotto le mani. Oltretutto l’ottone più essere facilmente fatto incidere da un qualsiasi laboratorio per creare delle scritte a piacimento. Ma cmq questo, a parte la questione meccanica e solo questione di gusti che sono strettamente personali.

Ho piano piano preso confidenza con il cablaggio in aria, ho twistato i fili dove necessario mettendo la coppia nel mandrino dell’avvitare. Vi consiglio inoltre di non buttare gli spezzoncini di filo che avanzano dai trasfo, sono morbidi, di qualità. si spellano bene e si saldano benissimo. Ho cercato di avere l’accortezza, di montare tutti i componenti con il valore facilmente leggibile, in modo che se Stefano, o io stesso per ricontrollare il cablaggio se avessimo dovuto rimetterci le mani si sarebbe imprecato di meno. Sono andato avanti di pari passo sui due canali, in modo che con un svista sola potevo sbagliare due volte :-)) Ho tentato anche nei limiti delle mie capacità di fare un montaggio il più ordinato possibile, su questo sono stato facilitato dalle generose dimensioni del mobile scelto, adatto ad un principiante come me alla prima esperienza di cablaggio in aria.

Lascia e riprendi ci ho impiegato qualche mese ad assemblare il tutto. Sono un tipo molto meticoloso, e attento alla misure quindi prima di fare buchi sul metallo, faccio delle prove su carta millimetrata e controllo appoggiando le cose sullo stesso mobile in modo da non dover fare le cose due volte.

Mi sono assicurato che le boccole di entrata e di uscita non fossero in corto con il mobile, ho collegato due resistenze di carico, verificato le tensioni, e grazie a questo controllo rimediato agli errori di assemblaggio e dopo aver collegato l’oscilloscopio ed il generatore di segnali, ho iniziato a vedere che tutto andava correttamente. Allego le forme d’onda rilevate. La prima accensione è stata molto emozionante, dopo ore ed ore di lavoro, emetteva i primi vagiti, seppur strumentali.

Finalmente sono o passato all’ascolto, vero è il detto che ogni scarrafone è bello a mamma soia, ma l’ampli l’ho trovato subito ottimo. In primis ronzio ZERO, nessun rumore di fondo, una gamma bassa a dir poco SUPERBA, molto dettagliato e controllato. Ho fatto la prova su diversi tipi di diffusori, anche delle Thiel da 4 ohm di un amico, che per un ampli piccolino sono una bella sfida. L’ampli ha restituito sempre un ottimo dettaglio e dei violini setosi, mai striduli, certo la Quinta di Beethoven nei passaggi di orchestra molto pieni lo ha messo leggermente in crisi perdendo un pochino di dettaglio, ma stavamo pur sonorizzando un salone di 60 mq con dei diffusori che secondo me in certi casi scendono pure a 2 ohm, quindi non oso lamentarmi, anche perchè il confronto avveniva con finale a mosfet sempre costruito dal sottoscritto, da 100+100w rms e un OTL valvolare del mio amico di pontenza ben superiore.

Cmq alcuni dettagli, sfumature sulla canzone di Hug Masekela Coal train live uscivano solo dal SE-EL34, tant’evvero che il mio amico proprietario del tanto blasonato OTL è impallidito visti i fior di quattrini che l’ha pagato. Abbiamo ripetuto la prova diverse volte con la stessa canzone, e nulla certe sfumature passavano solo con il mio. Ho fatto prove con diversi generi di musica e diversi diffusori, ma i risultati sono stati sempre all’altezza delle aspettative, confermando le strumentali rilevate.

Insomma ad oggi sono pienamente soddisfatto del lavoro svolto, che seppur lungo e faticoso restituisce una soddisfazione incredibile. Assemblare un valvolare in forma artigianale, richiede tempo pazienza e manualità quindi non conviene buttarsi su schemi presi in giro per la rete e sopratutto non lesinare sui trasformatori che sono il cuore dell’ampli. Il vantaggio dello schema di Stefano è che “costruito” intorno ai sui trasformatori, in pratica ad HOC. Sono consapevole di aver svolto soltanto il lavoro di manovalanza, l’architetto che progetta, calcola e mette a punto è lui. Nonostante ciò è stato impegnativo sono cmq felice di averlo fatto, e credo non sarà l’ultimo. L’ampli è ampliamente promosso da me e finora da tutti coloro che lo hanno ascoltato. Grazie a Stefano ed hai sui trasformatori e alla sua competenza nel consigliarti nei momenti di difficoltà.

PS: Non sono Amico di Stefano, se non dal punto di vista professionale, non ci guadagno nulla e non ho sconti, sono soltanto un appassionato di elettronica un hobbista autocostrutture con molte passioni che spaziano in diversi settori anche molto lontani tra di loro. Per quanto riguarda il suono sono uno che ascolta molto, aperto al confronto e molto curioso mi metto sempre in discussione sui lavori svolti, sono quasi sempre lavori “aperti” devono essere affinati, in pratica non sono quasi mai alla parola fine. Vado spesso a mostre e dimostrazioni di HI FI e quando vedo la gente spendere cifre folli per cose che realmente non meritano nemmeno un decimo del loro prezzo mi soffermo a fare qualche riflessione. Grazie per la pazienza di avermi letto fino in fondo.

Le foto

Capitolo 2: L’amico americano

Ho avuto comunicazione via WhatsApp, dopo qualche mese rispetto la pubblicazione dell’originario articolo, che l’amico americano (quello che “da quello schema non puoi aspettarti niente di che”) era venuto a fare una vacanza in Italia e andando a trovare Alberto ha potuto ascoltare l’apparecchio che “non doveva funzionare” rimanendoci di cacca (permettetemi di scrivere cacca, anche se non è professionale) perchè non solo l’amplificatore funzionava ma anche perchè dopo qualche ora di ascolto è stato costretto ad ammettere che non aveva mai sentito niente suonare così bene e con così tanto dettaglio.

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 1

Capitolo 3: Gozer il distruttore

A quasi 2 anni dalle vicende raccontate nel capito 1 e 2 ho l’occasione di scambiare qualche messaggio via WhatsApp con Alberto a riguardo del trasformatore bruciato di una radiolina geloso e nel discorso inizia a raccontarmi la triste storia che riguarda questo single ended di EL34, alla fine mi scrive tutto in un commento sotto questo articolo, che riporto in copia per comodità.

Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.

Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!

Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.

Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso,
non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!

Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.

Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).

Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?

Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!

Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.

Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 2

Capitolo 4: Ripristino dello scempio

Dopo che il malconcio amplificatore è tornato a casa sua abbiamo avuto modo di osservare il lavoro fatto da questo pasticcione da fiere, era una roba che non sapevi se piangere o ridere… Riassumendo: modificato il partitore di tensione che solleva il filamento delle 6SL7 con il rischio di causare una scarica distruttiva interna alla valvola, la EL34 passata da pentodo a triodo e la resistenza di polarizzazione sbagliata, troppo bassa con la corrente di bias delle EL34 quasi a 200mA… Poi il tizio non capiva lo scopo della resistenza in serie alla valvola raddrizzatrice prima del primo condensatore e ha concluso che 220uF di condensatore fosse troppo per la raddrizzatrice e ha tolto la resistenza e sostituito il condensatore con uno da 22uF … peccato che la resistenza in serie al mio circuito avesse proprio lo scopo di preservare la raddrizzatrice e permettere l’uso di un condensatore grosso… che poi alla fine con le finali tirate a cannone la raddrizzatrice la sfondava di brutto proprio, il circuito anodico era talmente tirato di corrente che il trasformatore di alimentazione scaldava come un ferro da stiro! Poi ha eliminato i condensatori in polipropilene che erano in parallelo agli elettrolitici perchè vuoi mai che suoni pulito e brillante… nooo! deve suonare scuro, chiuso e con poco dettaglio. Ovviamente circuito di feedback eliminato e driver modificato per guadagnare meno, ma meno per meno risultava troppo sensibile con il volume che scoppiava al massimo già a col pomello del volume a ore 9. Poi aveva aggiunto dei diodi per rettificare a parte l’alimentazione dei driver… si vede che il taglio di una cella RC 18k+47uF non era abbastanza per lui, o perchè avendo calato il condensatore iniziale a 33uF c’erano delle oscillazioni a bassa frequenza, il montaggio non era migliore di quello di alberto, che come primo montaggio è scusabile.. ma lui come guru che va alle fiere che ha avuto coraggio di sentenziare che il circuito era sbagiato e non poteva funzionare… poi fa su una porcata del genere… veramente vergognoso.

Come suonava? Lo stereotipo dell’amplificatore distorsofilo valvolare zero feedback… Cupo, chiuso, spento. Senza energia n’è dinamica, con le basse slabbrate da zero feedback e le alte prive di lucentezza da condensatori elettrolitici senza alcun bypass decente… E pensate che questo cane ha anche avuto coraggio di dire che le 6SL7WGT JAN della sylvania non fossero buone, ma erano meglio le ECC32 (equivalenti 6SL7) che aveva lui, ovviamente solo perchè doveva trovare diversi modi per gonfiare il prezzo senza faticare o forse perchè la bella ampolla a duomo delle ECC32 le faceva suonare meglio… perchè son belle da vedere, non perchè fanno niente di diverso dalle altre ovviamente… se una valvola è più bella suona meglio no?

In ultimo avrebbe pure detto che i 2 trasformatori d’uscita erano troppo vicini quindi intermodulavano…

Ha preso un’apparecchio che funzionava benissimo, ha sentenziato che non andava e la trasformato in un gabinetto a valvole, WOW! Gente attenti a questi personaggi che non giustificano con argomentazioni tecniche verificabili ma solo con ciance da venditore di stoviglie, il fatto che si presentino a varie fiere del settore non li qualifica come buoni tecnici.

Vediamo il ripristino, Alberto si è molto impegnato sotto mio aiuto per ricostruire ancora meglio l’amplificatore e poi me lo ha fatto avere per la verifica strumentale finale…

Ricordo che il progetto di questo single ended con le EL34 lo trovate cliccando qui.

Strumentali
Potenza: 7Watt RMS per canale
Distorsione: THD rileva a 1khz 1 watt su carico resistivo 0,11%
Banda passante: 18Hz / 90khz -1dB
Smorzamento DF: 5,7
Separazione dei canali: 48,8dB (alla faccia di quelli che dicevano che i trasformatori sono vicini quindi intermodulano).

Spettro armonico

Banda passante su carico resistivo

Banda passante su carico reattivo

Quadre a 100hz / 1khz / 10khz

Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 3

Conclusione

Non pensiate che queste cose capitino solo a me, conosco diversi amici tecnici e riparatori in giro per l’italico stivale, queste cose capitano di continuo. Ci troviamo a dover far la lotta con i clienti per riuscire a fargli capire che sono stati infarciti di cavolate da questa massa di ciarlatani che continua a sparar fesserie con una potenza di fuoco impressionante. Quando ero più giovane e lavoravo come dipendente, il mio titolare era solito ripetere in continuazione che alla gente è più facile mettergliela nel cu.. che mettergliela in testa, e questi ne approfittano alla grande.

Nel mondo dell’audio valvolare c’è questa èlite che si è costruita una sorta di “bibbia” su come dovrebbe essere fatto un’amplificatore per suonare bene, e le regole di questa bibbia vengono seguite ad occhi chiusi, non importano le evidenze, se un’apparecchio non è fatto seguendo le loro regole allora non funziona, non suona bene… se gli si dice che suona bene la risposta sarà sempre “se lo fai come dico io suonerà ancora meglio”. Se un’apparecchio “sbagliato” secondo le loro regole dimostra di suonare meglio di un’altro costosissimo apparecchio di boutique, come è capitato all’OTL di famoso guru che scrive sulle riviste di cui Alberto parlava nel primo capitolo di questa storia, sarà perchè non sono giuste le casse o non va bene la sorgente audio… Ma il giorno dopo metteranno il loro apparecchio di boutique su ebay per comprarne un’altro, ma concepito sempre alla stessa maniera sperando che sia la volta buona.

Se gli si propone di comprare un’apparecchio diverso, “sbagliato” (sbagliato solo secondo la “bibbia”), ma che hanno comunque sentito suonare bene, che suona come vorrebbero loro, niente! rifiutano… Deve suonare bene come vogliono loro, ma al contempo essere fatto secondo le regole del fantasioso mondo immaginario…

Si perchè se suona bene un’amplificatore “sbagliato” uno “fatto bene” suonerà sicuramente meglio, “quello che ho che non suona bene si vede che poi non era fatto così bene”, c’è in rifiuto della realtà di origine psicologica. E la ruota fa un’altro giro, cambiano apparecchio… Poi cambiano cavi… Poi cambiano valvole… Poi cambiano preamplificatore… Poi cambiano sorgente, cambiano casse, spendono altri soldi ma alla fine sono sempre li a tirare quel carretto con le ruote quadrate nella vana speranza di trovare una strada fatta di dossi. Arricchendo a dismisura questi Guru che si pagheranno tutta la propaganda e la visibilità che gli è necessaria per perpetrare il circolo vizioso.

Se vi piacciono gli apparecchi zero feedback buon per voi, ma se avete sentito un’apparecchio retroazionato ben fatto, se avete sentito questo suono fermo, brillante e vi piace allora quello è il tipo di apparecchio che dovete possedere, ed è perfettamente inutile andare a cercare di ottenere lo stesso risultato da un zero feedback perchè non lo avrete, sono 2 apparecchi di 2 tipi diversi con suoni diversi.

La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.
Albert Einstein

Ma sopratutto se avete un’amplificatore che va bene e vi piace è inutile andarlo a modificare, può aver senso fare, dove possibile o se è sensato, un’upgrade dei componenti. Non fidatevi di uno che vi dice che non funziona un’apparecchio che sapete funzionante, e cercate di capire che tipo di suono vuole darvi. Io ad esempio spiego sempre al differenza di suono tra un’apparecchio zero feedback e uno moderatamente retroazionato e fatto bene. Quando mi sono stato chieste informazioni in merito ho sempre cercando di informare le persone, lo so che i clienti a volte di fronte a tante scelte si confondono ma alla lunga è meglio così che prendersi gioco di loro. Sono testimone di molte persone che hanno abbandonato il mondo dell’audio valvolare per l’impossibilità di avere apparecchi fatti in un certo modo, persone che si sono trovate spennate come polli per apparecchi che non valevano niente o che soddisfano sempre e solo un certo gusto. C’è proprio un rifiuto da parte di moltissimi produttori nel fare le cose in un certo modo perchè il cliente soddisfatto smette di spendere, ma anche vero che tanti smettono ugualmente di spendere perchè si stancano di essere presi in giro.

Ultima nota che vorrei aggiungere è di stare attenti anche a chi propone upgrade immotivati di pezzi, come è scritto sopra il guru avrebbe definito robaccia o truffa il set di condensatori Mundorf trovati nell’amplificatore di Alberto e oltre a cambiare tutto non si sa con cosa, ha cambiato le EL34 con delle NOS (ok ci sta che possano essere migliori) ma ha anche cambiato una coppia di 6SL7GT NOS con delle ECC32 NOS, perchè le ECC32 sono migliori… ma ECC32 è la sigla europea della 6SL7GT, sono la stessa valvola! come dire ECC83 e 12AX7…

Questi personaggi fanno di tutto per gonfiare la spesa il più possibile, potrei citare qualcuno che ha fatto l’upgrade a un amplificatore copland uguale a quello che ho riparato poco tempo fà, che ha subito l’upgrade di tutti i condensatori con dei wima rossi, “perchè i wima rossi suonano meglio” ma hanno sostituito con dei wima rossi anche i condensatorini in parallelo alle bobinette dei relè che commutano i canali, condensatori messi a sopprimere l’eventuale disturbo che potrebbe produrre la bobina del relè quando viene eccitata e diseccitata e dove non passa assolutamente nessun segnale audio ma solo la tensione continua che arriva dal commutatore dei canali, inutile spiegare che cambiare quei condensatori li è assolutamente inutile ma il guru cambia pezzi a occhi chiusi senza cognizione di causa o in mala fede.

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7 risposte a Come farsi ROVINARE l’amplificatore da un Guru

  • Ho realizzato il progetto di Stefano citato in questo articolo e suona veramente bene, il tizio che ha sentenziato che quello schema non poteva funzionare senza manco provare a sentirlo è un cialtrone, la mode dei circuiti senza reazione negativa è peggio di un cancro, anche io ho avuto esperienza di amici che non credevano che a suonare fosse un circuito retroazionato e nonostante sentissero con le loro orecchie che andava meglio del loro senza reazione continuavano ad essere straniti.

  • Maestro da quando ho realizzato il SE con EL34, non mi stanco mai di sentire !

  • Finalmente qualcuno che dice le cose come sono, questi tizi ormai hanno monopolizzato il settore tra riviste e forum sembra che l’unico modo di fare un’amplificatore che suona bene sia come dicono loro e tra apparecchi senza feedback cavi pitonati scatoline magiche ti mandano a casa come un pollo spennato senza manco la soddisfazione di sentire qualcosa di decente, ci credo che ti attaccano perchè vivono sull’ignoranza delle persone, se gli fai sentire un’amplificatore che suona come si deve smettono di comprare tutte quelle cavolate e questi falliscono.

  • Dopo circa trent’anni di onorata carriera da appassionato di musica e della sua riproduzione, sono giunto ad alcune conclusioni: l’ambiente hifi è infelicemente caratterizzato da dogmi e verità rivelate che scaturiscono da una sinistra quanto efficace mistura di incompetenza e furbizia truffaldina. Non voglio stare qui ad elencarle, basta leggere con attenzione questo bellissimo sito per farsene un’idea abbastanza chiara. Quel che mi preme rimarcare è che, a mio avviso, sono ben pochi gli appassionati che hanno avuto la fortuna di ascoltare un amplificatore a valvole progettato e realizzato come Dio comanda. Temo che la maggior parte sia alla perenne ricerca del Santo Graal passando da un catorcio più o meno costoso all’altro. Io ero tra questi, con la testa piena di luoghi comuni e fisime audiofile, finché un bel giorno mi è capitato di passare da uno dei suddetti catorci (o ciofeche, chiaviche, morticini, come vi pare) che rispettavano appieno il sacro verbo del guru di turno, ad una creazione di Stefano Bianchini, ed ecco l’effetto “mascella cadente”: cosa cavolo avevo ascoltato fino ad allora? Non la voglio fare lunga, neanch’io sono sul libro paga di Bianchini, dico solo questo:
    ottimi TU, ma soprattutto un progetto serio che può solo scaturire dalla passione e da tanta ma tanta competenza. Ebbene sì, c’è anche la controreazione, ma suona, cavolo se suona! Per quel che mi riguarda, il mio Graal l’ho trovato…

  • Gozer il distruttore non ha ascoltato l’apparecchio prima di modificarlo, visto lo schema ha sentenziato che non andava. Dalla parte invece dei proprietari degli amplificatori (e la cosa potrebbe valere anche per questi “tecnici”) c’è un rifiuto dell’evidenza, se sentono un’apparecchio che va bene e sanno che c’è controreazione o è stato fatto usando criteri considerati errati dalla stampa di settore iniziano ad arrampicarsi sugli specchi per dire che il loro ha suonato peggio per qualcosa di esterno. Io ho iniziato la mai carriera seguita da Mariani il progettista di Graaf, lui mi diceva “Le cose che dicono nei forum e sulle riviste imparale a memoria che se no sembri ignorante quando parli, se fai un’apparecchio digli che è fatto come vogliono loro, ma quando lo fai fallo fatto bene”, ma io per mio carattere non riesco a essere falso. Ti consiglio la lettura di un’articolo di Diego Nardi, forse l’unico con cui riesco ad essere d’accordo. https://www.stereo-head.it/2013/05/riflessioni-di-un-ex-audiofilo/

    Io spesso mi sento come il tizio del finale del vecchio film “l’invasione degli ultracorpi”, mi appassiona quello che faccio ma è frustrante trovarsi in un mondo che sembra rifiutare l’uso del buon senso e dove sono discriminato perchè non mi conformo alle loro idee, ho l’impressione di lottare contro degli estremisti religiosi, a volte cestino dei commenti che lasciano sulle pagine che sarebbero anche passibili di denuncia…

  • Che dire… Magari è da segnarsi di ascoltare chi propone modifiche solo se quel qualcuno ha ascoltato l’impianto nelle condizioni attuali e assicura di farlo pure post modifiche. Insomma, se nel caso specifico fosse andata così la vedo dura arrivare a negare l’evidenza… E se quel qualcuno non accetta queste condizioni, farci una x sopra e cercare qualcun’altro, e se non si trova nessuno ci si tiene l’impianto corrente.

  • Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.

    Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!

    Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.

    Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso,
    non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!

    Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.

    Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).

    Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?

    Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!

    Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.

    Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.

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