Lo Shindo Claret è uno di quei preamplificatori che negli anni hanno saputo costruirsi una piccola cerchia di estimatori molto fedeli. Nato dalla filosofia progettuale di Ken Shindo, rappresenta una visione dell’audio decisamente distante dalle tendenze moderne: circuiti semplici, assenza di controreazione globale, componentistica tradizionale e una ricerca del risultato sonoro che privilegia il carattere musicale rispetto alle prestazioni da laboratorio.

Recentemente uno di questi apparecchi è arrivato presso SB-LAB per una revisione generale e una verifica dello stato di salute. Come sempre, il primo passo è stato il controllo delle valvole mediante uTracer. Tutte le valvole installate nell’apparecchio hanno mostrato parametri corretti e perfettamente compatibili con il normale funzionamento del circuito. Successivamente sono stati controllati i condensatori presenti all’interno dell’apparecchio, verificandone capacità e condizioni generali.
In questo caso la revisione si è rivelata piuttosto tranquilla: non sono emersi componenti guasti, fuori tolleranza o segnali di deterioramento tali da richiedere interventi particolari. Una situazione che fa certamente piacere al proprietario e che testimonia come l’apparecchio fosse stato conservato e utilizzato con attenzione.
Dal punto di vista costruttivo, il Claret segue una filosofia molto precisa. Il circuito è completamente privo di controreazione globale (zero feedback) e utilizza una notevole quantità di resistenze ad impasto di carbone, componenti apprezzati da molti appassionati per il loro contributo alla personalità sonora dell’apparecchio.
Questa scelta progettuale porta con sé alcuni vantaggi ma anche alcune inevitabili conseguenze tecniche. Le resistenze ad impasto di carbone, soprattutto dopo molti anni di servizio, possono infatti presentare variazioni di valore rispetto alla tolleranza originale. In un circuito privo di controreazione, tali differenze non vengono corrette automaticamente dal circuito stesso. Per questo motivo non è insolito riscontrare piccoli sbilanciamenti tra i canali o lievi differenze nei punti di lavoro delle valvole.
Si tratta generalmente di fenomeni contenuti e perfettamente in linea con la filosofia costruttiva dell’apparecchio. Chi sceglie un progetto di questo tipo accetta implicitamente alcuni compromessi tecnici, come la possibile presenza di un lieve rumore di fondo o di piccole differenze tra i canali, aspetti che fanno parte del carattere stesso di queste realizzazioni.

Un altro aspetto interessante riguarda il guadagno complessivo. Le misure effettuate hanno evidenziato un guadagno di circa 29,5dB, corrispondente ad un’amplificazione di circa trenta volte. Per comprendere meglio il significato di questo valore basta fare un esempio pratico. Un comune lettore CD moderno può facilmente fornire un segnale dell’ordine di 5V picco-picco. Attraversando un preamplificatore con guadagno pari a 30, il segnale potrebbe teoricamente raggiungere circa 150V picco-picco all’uscita dello stadio di linea.
Di conseguenza, l’elevato guadagno disponibile finisce spesso per essere inutilizzato nella pratica quotidiana. In alcuni impianti può addirittura contribuire ad aumentare la sensibilità ai rumori di fondo, ai ronzii di massa e ad altri piccoli disturbi che altrimenti resterebbero trascurabili.
Naturalmente questo non significa che il Claret sia un cattivo progetto. Semplicemente appartiene ad una scuola di pensiero nata in un periodo storico differente, quando le sorgenti disponibili fornivano livelli di uscita molto inferiori rispetto a quelli odierni. Valutare un apparecchio del genere richiede quindi di contestualizzarlo correttamente all’interno della sua epoca e della filosofia progettuale che lo ha generato.
Nel caso specifico dell’esemplare revisionato presso SB-LAB, l’apparecchio è risultato in buone condizioni generali e non ha richiesto interventi significativi oltre alle normali verifiche di controllo. Una situazione sempre gradita, soprattutto quando si ha a che fare con elettroniche ormai non più giovanissime ma ancora molto apprezzate dagli appassionati di audio valvolare.