Negli ultimi anni, complici i social e una certa tendenza a mitizzare le valvole come fossero reliquie sacre, si è diffusa un’abitudine piuttosto pericolosa: sostituire valvole “a sentimento”. Questo articolo nasce dopo aver visto su Facebook un video di un “esperto” che insegnava a capire se una valvola fosse buona o da buttare… battendola con le dita, come si fa con i cocomeri… Sì, avete letto bene.

Nel corso degli anni ho assistito alle situazioni più assurde: gente che cambia le valvole “perché è passato un po’ di tempo”, guru furbetti che si fanno pagare migliaia di euro per cambiarvi tutte le valvole buone e rivendersele come NOS, oppure tecnici improvvisati che cambiano le valvole di una vecchia radio lasciando tutti i condensatori marci al loro posto… È ora di mettere ordine!
Le valvole: non sono frutta, non vanno “bussate”
Partiamo da un concetto base: le valvole non si consumano a tempo. Non perdono rendimento semplicemente stando spente o ferme.
Un apparecchio valvolare — che sia una radio d’epoca, un amplificatore hi-fi o un amplificatore per chitarra — contiene tante altre parti soggette a degrado: condensatori, zoccoli, contatti ossidati, circuiti accordati, isolanti dei fili dei cablaggi che diventano fragili. Anche tutte queste parti col tempo si deteriorano. Nelle radio d’epoca poi per mia esperienza, su dieci apparecchi capita di cambiare una o due valvole, e solo se davvero necessario.
Segnali visibili di una valvola da scartare
Ci sono segni inequivocabili che una valvola è da sostituire, anche senza strumenti…
Getter bianco:
indica ingresso d’aria, valvola completamente non funzionante.
Getter parzialmente sbiancato:
situazione pericolosa, la valvola potrebbe funzionare ma rischia archi interni che possono danneggiare i trasformatori !!!
Macchie marroni o aloni interni (affumicature):
segno che la valvola ha lavorato molte ore, ma non significa sempre che sia da buttare. Va misurata.
(nella foto una EL42 estremamente affumicata, le valvole rimlock sono parecchio afflitte da questo problema).
Vetro rotto: non serve aggiungere altro…
Microfonicità: quando la valvola diventa un microfono
Altra questione è la microfonicità, cioè la capacità della valvola di vibrare e generare rumori o fischi se colpita o se soggetta a vibrazioni ambientali. Tutte le valvole sono leggermente microfoniche per natura, ma un eccesso può dare problemi, soprattutto in pre phono o stadi molto sensibili. Può capitare che una valvola sia troppo microfonica per un preamplificatore, ma perfettamente utilizzabile come sfasatore in un push-pull.
Inoltre molti audiofili oggi comprano valvole nate per uso nei computer (ad esempio le 6350) che non venivano progettate per limitare la microfonicità, dato che servivano come interruttori logici. Ecco spiegati certi rumori misteriosi…
Quando serve davvero cambiarle?
Oltre ai segni visibili, il vero giudizio si fa con strumenti. Serve un prova valvole serio (non quelli stile SRE “Scuola Radio Elettra”, totalmente inaffidabili, anche se restaurati).
Ancora meglio, se disponibile, un tracciacurve computerizzato: permette di analizzare la valvola in profondità, vedere emissione, linearità, dispersione, e fare selezioni precise, fondamentali in ambito hi-fi.

Confronto reale: valvola nuova vs valvola esaurita
Per chi ancora pensa che “a occhio” o “a orecchio” si possa valutare una valvola, ecco un esempio concreto tratto dal mio laboratorio. Nei grafici seguenti potete vedere il confronto tra due valvole della stessa sigla e provenienza:
| valvola nuova o comunque perfettamente efficiente | valvola esaurita, con emissione molto ridotta |
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Nel primo grafico si nota una famiglia di curve ben distribuite, regolari, con un guadagno stabile e una corrente anodica che cresce in modo prevedibile al variare della griglia. Questo indica una valvola in ottime condizioni operative. Nel secondo grafico invece le curve sono “piatte”, la corrente anodica si sviluppa poco anche a griglia aperta, segno che la valvola ha perso emissione. In un circuito audio questa valvola potrebbe causare distorsioni, perdita di guadagno, suono ovattato o addirittura non funzionare affatto.
Caso studio: due ECC82 a confronto, quello che il prova valvole non ti dice
Un altro esempio interessante riguarda due valvole ECC82, una nuova di fabbrica e una usata, apparentemente ancora in buone condizioni. Su un classico prova valvole a emissione (o anche a trasconduttanza come il TV-7), la valvola usata potrebbe risultare “nella norma” o comunque accettabile, con valori ancora entro le soglie previste dal costruttore. Ma il tracciacurve ci racconta tutta un’altra storia.
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Nel primo grafico (a sinistra, valvola nuova) le curve dei due triodi sono regolari, parallele, ben sovrapponibili e mostrano un guadagno stabile su tutta la gamma di polarizzazione. Questo è ciò che ci si aspetta da una valvola selezionata per uso hi-fi.
Nel secondo grafico invece, relativo alla valvola usata:
- Le curve iniziano bene ma tendono a calare nella parte superiore
- Le due sezioni triodo non sono più ben accoppiate, con una evidente divergenza nelle curve
Questo tipo di degrado non viene rilevato con strumenti classici, che leggono solo pochi parametri statici. In un impiego generico (es. amplificatore per strumenti o piccoli circuiti), questa valvola potrebbe ancora funzionare. Ma in ambito hi-fi, specialmente in stadi lineari, driver di finali o preamplificatori, questo degrado può tradursi in distorsioni udibili, sbilanciamenti tra canali, perdita di dettaglio e dinamica. Ecco perché nei miei restauri e selezioni non mi accontento di un “test superato” su un TV-7 o simili: una ECC82 può sembrare ancora “buona”, ma su un impianto di qualità… si sente eccome la differenza.
Solo con uno strumento serio come un tracciacurve è possibile vedere con chiarezza queste differenze.
“Secondo me è ora di cambiarle…”
Questa frase andrebbe vietata per legge. Non esiste alcun “secondo me” quando si parla di valvole. Se non avete uno strumento per misurarle, non potete giudicare. E se un tecnico vi propone un cambio completo di tutte le valvole senza fornirvi un report strumentale o restituirvi quelle sostituite, diffidate. Chiedete sempre di avere indietro le vostre vecchie valvole. Non è raro che vengano rivendute (magari a qualcun altro che pagherà profumatamente). Racconto in questo articolo la storia di un cliente a cui hanno rubato delle preziose valvole NOS per rifilargli delle valvole di produzione attuale.
Radio a Valvole e circuiti compensati
Quasi tutte le radio d’epoca hanno circuiti di controllo automatico del guadagno (CAV o CAG), che compensano la variazione di efficienza delle valvole. In pratica, se la valvola è ancora efficiente al 60% o anche meno, il circuito la “compensa” e non avvertite differenze significative all’ascolto.
Il mito che “cambiando le valvole si sente meglio” è spesso dovuto al fatto che in un circuito starato o con componenti esausti, qualsiasi variazione si percepisce come un miglioramento. Ma si tratta di un effetto placebo che maschera problemi più seri.
Getter sul fianco? No, non è bruciata!
Un malinteso molto diffuso riguarda la posizione del getter, ovvero quel deposito metallico lucido (di solito color argento, a specchio o grigio piombo) che si trova all’interno della valvola. In molte valvole, il getter è posizionato in testa, e tutti ormai hanno imparato a riconoscerlo. Ma in molte altre, soprattutto in certi tipi di miniature o in valvole prodotte in Europa negli anni ’60-’70, il getter si trova sul fianco, a volte su entrambi i lati, e può formare delle “lingue” lucide più ampie e asimmetriche.

Spesso mi capita di sentire frasi del tipo: “Questa valvola è bruciata, guarda che ha una macchia strana sul lato!” No, non è bruciata !!! Quello che state vedendo è il getter depositato su una zona diversa, perfettamente normale e previsto dal costruttore. Non ha nulla a che vedere con un danno o una bruciatura.
Il getter serve ad assorbire i gas residui all’interno della valvola e il suo aspetto può variare molto in base al tipo di getter usato (flash o a sputtering), al metodo di produzione e al punto dove è stato “sparato” durante il vuoto. Quindi: non giudicate una valvola “andata” solo perché il getter non è dove ve lo aspettate. L’unico caso in cui allarmarsi è quando il getter diventa bianco, segno certo che la valvola ha preso aria.
Ulteriori consigli pratici
- Non buttate soldi in set completi di valvole, salvo casi in cui mancano fisicamente o siano visibilmente danneggiate.
- Non fidatevi di chi propone cambi totali senza misurazioni.
- Non gettate via valvole vecchie, conservatele per eventuali verifiche future.
- Diffidate di chi misura la resistenza del filamento con un tester e vi parla di valvole “matchate”, una pratica ridicola purtroppo ancora diffusa.
Conclusione
Le valvole non sono caramelle da cambiare ogni tot. Sono robuste, quelle NOS spesso sopravvivono a chi le usa. Una valvola originale ben conservata e misurata correttamente ha un valore tecnico e storico inestimabile. Affidatevi solo a chi sa davvero misurarle, chiedete sempre di vedere i dati strumentali e fatevi restituire le vostre vecchie valvole. Solo così manterrete intatto il valore (e il suono) del vostro apparecchio, evitando di far arricchire chi gioca sull’ignoranza altrui.
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Vorrei completare questa sequela di rimproveri indicando qual’è il mio strumento per valutare se una valvola è da cambiare o no: https://www.sb-lab.eu/tracciacurve-utracer-3/
In tutti gli apparecchi che ho riparato le valvole sono state sempre l’ultima tra le cause di guasto. Vanno cambiate solo nelle situazioni indicate nell’articolo. Tra gli addetti ai lavori diciamo sempre “attenti ai cambiavalvole”, per ignoranza sono secondi solo a quelli che cambiano tutti i condensatori negli HiFi.
Ecco signori a voi il troll di turno, pubblico il suo commento solo perchè poi queste fesserie corrono sui social incesurate. Nell’ultima decina di anni ho riparato centinaia di radio e le valvole le ho sempre solo cambiate quando il prova valvole me le dava esaurite e dette radio hanno sempre funzionato senza problemi. La ECC85 si cambia se è esaurita se è buona la si lascia al suo posto, in pratica mi è capitato di cambiarne 2/3 al massimo, stessa cosa con le finali audio e le raddrizzatrici. Le uniche valvole che nel 90% trovi effetivamente esaurite sono gli occhi magici, che comunque non sono essenziali per il funzionamento della radio. Chi cambia tutte le valvole a ufo sono questi IGNORANTI privi di strumenti di misura, che poi quasi sempre finiscono per lasciare 100/150€ nella rivalvolatura di una radio piena di condensatori marci e con tutte le MF e il gruppo RF starati o girati a caso nel maldestro tentativo di fare tarature a orecchia.
non ho mai letto tante stupidaggini, l’oscillatrice per FM ecc85 e’ sempre da cambiare perche’ e’ quella che si esaurisce piu’ in fretta, anche la/le finali vanno quasi sempre cambiate, l’occhio magico idem, la rivalvolatura completa e’ sempre da fare se si vuole fare un vero restauro funzionale.
ti ho risposto via email
Io credo che sei sincero, dici la verita’ ti chiedo per cortesia cosa mi consigli: ho una radio Normende del 59/60 si accede la luce, ma non si sentono le stazioni solo rumore. Ci tengo era la radio di mio babbo.