Riparazione Apparecchiature Valvolari

Premessa: Questo articolo non è esaustivo ma si focalizza sulla problematica di quelle che hanno il d’ con presa anti-ronzio, quindi si parte dal presupposto che si abbia una che è già riparata in tutte le sue parti ed è esente da problemi circuitali ma nonostante questo continua a presentare un fastidioso ronzio in antoparlante.

Ronzio in , cosa non fare…

Assolutamente non montare nella radio condensatori elettrolitici maggiorati! mi capita spesso di trovare condensatori da 100… 220… 330uF montati dentro una radio d’epoca. È una cosa da NON fare assolutamente perchè la radio non usa diodi al silicio come raddrizzatori ma una valvola raddrizzatrice che non è in grado di sopportare i picchi di carica di condensatori così abbondanti e finirà per esaurirsi o peggio potrebbe scaricare internamente portando alla distruzione del trasformatore di !

Cos’è la spira antironzio?

Osserviamo questo schema, è una situazione abbastanza comune, sopratutto in radio anni 50/60: La tensione anodica livellata proveniente dalla valvola raddrizzatrice entra nella presa “I” del trasformatore d’uscita e percorre l’ giù fino alla presa “F” per arrivare nella placca della . Il pezzo di avvolgimento compreso tra “I” e “L” viene chiama “spira antironzio”, in realtà è un numero variabile di spire compreso tra circa 5 fino a una ventina di spire a cosa serve?

All’epoca non era economico produrre condensatori di grossa capacità, oltre ad essere costosi sarebbero stati molto ingombranti e sopratutto le raddrizzatrici non sarebbero state capaci di erogare correnti così abbondanti senza guastarsi, sopratutto in ambito di ricevitori che dovevano essere economici e in cui quindi non si mettevano di filtro per scelta commerciale. La spira antironzio è un pezzettino di avvolgimento posto in opposizione rispetto quello primario, proprio come se fosse un ma al contrario dell’avvolgimento primario è molto corto. All’uscita di questo avvolgimento è sempre presente una resistenza (nello schema di esempio 470ohm) che va poi al secondo condensatore di disaccoppiamento (50uF nell’immagine) da cui vengono alimentate tutte le altre presenti nella radio. Assumendo che la tensione di alimentazione che proviene dal raddrizzatore presenta del ripple e che questo è udibile in altoparlante la corrente che scorre nella spira antironzio induce nel nucleo un’ondulazione opposta a quella che induce il primario andando di fatto a silenziare, o nel gergo corretto a “neutralizzare”. Ora la neutralizzazione è una questione di equilibrio molto preciso perchè l’ampiezza del segnale indotto dalla spira antironzio deve essere esattamente uguale a quella indotta dal primario perchè se essa è maggiore o minore ad essa in altoparlante continuerà ad essere udibile del ronzio se non indotto dal primario indotto dalla stessa spira antironzio!

Al momento della costruzione della radio il rapporto tra il numero delle spire antironzio e della resistenza posta in serie era stato calcolato e sicuro, ma dopo tanti anni il variare del valore di tutte le resistenze montate nella radio unita al variare dell’efficienza delle valvole hanno sbilanciato questo equilibrio, per non parlare di quelle radio cui il trasformatore di uscita si sia guastato e sia stato sostituito con un ricambio non perfettamente identico… infatti uno potrebbe trovare un trasformatore d’uscita per EL84 ma non essendo per il modello preciso di radio su cui lo si monta, anche se ha una EL84, il numero di spire avvolte come antironzio potrebbe non essere il medesimo e la radio ronza.

Stessa cosa potrebbe capitare montando il mio trasformatore di uscita universale

Che è dotato di presa antironzio ma essendo universale è stato creato con un certo numero di spire di default… Come si fa allora quando il sistema antironzio non funziona ? Per regolare la neutralizzazione antironzio è necessario agire sulla resistenza che è posta in serie all’avvolgimento. Nell’immagine di esempio che ho postato è indicato un valore di 470ohm ma i valori che si possono trovare sono numerosi da 600ohm 1k 1k2 … 1k3 etc… Il sistema più semplice che c’è di azzeccare il valore giusto di questa resistenza è scollegarla momentaneamente e al suo posto porre un reostato (sottolineo reostato, che sia in grado di reggere una certa corrente e dissipazione senza guastarsi, quindi non un potenziometro a carbone), accendere la radio tenendo il volume al minimo in modo che in altoparlate si oda solamente il ronzio a 50hz e poi variare il reostato fino a trovare il punto in cui il ronzio scompare quasi completamente, quindi si spegne la radio, si misura col tester il valore resistivo del reostato e si cambia la resistenza fissa presente nella radio con un’altra che abbia un valore molto vicino a quello misurato sul reostato. Ecco come io ho realizzato questo strumentino comodo comodo…

I materiali che ho usato sono 1 reostato LESA da 1k, una resistenza fissa da 1k 5watt, un’interruttore e una scatolina stampata su misura con la stampante 3D. Se avete a disposizione un reostato da 2k la resistenza e l’interruttore non servono a niente. Io avevo solo un restato da 1k e per usare quello che avevo in casa senza comprare altri materiali ho fatto così. La scatolina è d’obbligo se si conta che nel reostato entra la tensione anodica e smaneggiarlo a nudo potrebbe essere pericoloso per l’incolumità.

Scatoletta chiusa, un pezzo di filo, 2 coccodrilli, la manopola più brutta che ho trovato e il gingillo a pronto all’uso. Poi può tornare utile anche per altre cose.

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