Amplificatore monostadio EL802 – Versione a Triodo by Stefano Bianchini

“C.R.” mi ha contattato dicendomi che voleva realizzare uno schema trovato su internet, un’amplificatore semplice che più semplice non si può, dalla potenza molto limitata per ascolare musica a basso volume di sera o di notte in condominio senza disturbare, ma senza dover usare cuffie. Lo originale è stato ridisegnato e potete vederlo qui sotto:

La EL802 è un pentodo apparso alla fine dell’era delle TV a , con una potenza dissipabile di 6 watt e un’altissimo guadagno che teoricamente renderebbe possibile realizzare un’amplificatore pilotando direttamente la finale con il segnale di linea senza necessità di uno stadio pilota. Vediamo la descrizione che si trova accompagnata a questo schema:

Amplificatore Monostadio EL802 principali caratteristiche:

  1. Circuitazione Single-Ended senza retroazione
  2. Non necessita di alcun pre, si collega direttamente al CD
  3. Stadio unico per guadagno in tensione e corrente, nessun condensatore in serie al segnale
  4. Alimentatore con TA e filtro a pigreco resistivo ”attivo”, mediante l’ utilizzo di una valvola raddrizzatrice al posto della resistenza
  5. Salita progressiva della tensione anodica
  6. Nessuna limitazione all’utilizzo di grandi capacità di filtro
  7. Montaggio semplice e veloce grazie all’estrema semplicità del circuito
  8. Tensioni presenti nel circuito non eccessivamente alte e quindi pericolose

Non posso però non commentare alcune scelte che non approvo:

Punto 4: una valvola raddrizzatrice posta in serie dopo un ponte raddrizzatore a diodi non è attiva e si comporta esattamente come una resistenza, quindi o si toglie il ponte di diodi e si usa la raddrizzatrice come deve essere usata oppure si toglie la raddrizzatrice e ci si mette un economica resistenza, per quanto qualcuno parli di “suono della raddrizzatrici” questo uso è quello di un monile, totalmente simbolico… ossia cambia il suono solo nella psiche di chi è convinto che serva a qualcosa, la resistenza vera farà lo stesso identico lavoro. Qualcosa che ho visto anche su alcuni amplificatori cinesi solo per mettere una decorazione in più a vista sul telaio senza alzare il costo del di . Inoltre per sopprimere i rumori di rettificazione dei diodi al silicio il più delle volte basta mettere una piccola resistenza tipo 22/47ohm trta il ponte e il primo condensatore.

Punto 5: il fatto che la valvola faccia salire progressivamente la tensione ancora non porta a nessun vantaggio, le tensioni e la dimensione dei condensatori sono tali per cui un softstart è assolutamente inutile.

Punto 6: è sbagliato credere che non ci sia limite alla dimensione dei condensatori che puoi mettere dopo una valvola raddrizzatrice usata come resistenza, il limite è quello della massima corrente di spunto iniziale sopportato dalla valvola, al contrario usando una normale resistenza da 1€ il punto 6 diventa vero.

Punto 8: io sopra 250volt in corrente continua non ci metterei le dita e anzi ribadisco che bisogna stare attenti.

Oltre questo devo dire che la EL802 connessa a pentodo ha una Ri di 30kohm, con la sua modesta corrente di 30mA e senza uso di negative feedback è quasi impossibile produrre un trasformatore economico che abbia una risposta in frequenza nella parte bassa che sia accettabile (e trovarsi tutto tagliato sotto i 200Hz non lo è per niente), bisognerebbe usare talmente tante spire e un nucleo tale per avere la sufficiente primaria che quasi tutta la potenza andrebbe dispersa dentro di esso, per poi ascoltare bassi sbrodolati e fastidiosi a basso volume…

Quindi ho deciso di acquisire le curve caratteristiche della EL802 connessa a , con anche la G3 connessa all’anodo, la sua Ri scende a circa 1200ohm che su un piccolo trasformatore sono molto più facili da gestire, lo smorzamento che avrei potuto ottenere a zero feedback era comunque molto basso quindi ho preso la strada dei grandi marchi: fare un trasformatore d’uscita che tagliasse in basso ma non troppo. Ora vi chiederete che sto dicendo visto che il mondo degli parla di trasformatori con centinaia di Henry di induttanza primaria, che devono scendere fino a frazioni di hertz per poi produrre amplificatori zero feedback tutti con i bassi gonfi e fastidiosi dovuti a smorzamenti troppo bassi che vanno bene solo abbinati ad altoparlanti monovia. Riparando apparecchi da diversi anni non ho visto solo montaggio di hobbysti o di marchi da 2 soldi, ma anche grandi marchi. E come fanno i grandi marchi, che montano magari trasformatori con nomi altrettanto conosciuti e fare amplificatori zero feedback contenendo il fastidio dei bassi gonfi? Semplice! li tagliano! Se i bassi sono brutti perchè la moda vuole non si usi controreazione pena clienti che non comprano l’apparecchio non c’è altro modo. Si vogliono evitare critiche per i bassi gonfi, lunghi, sbrodolati e fastidiosi… (volendo la moglie ubriaca e la botte piena) quindi li tagliano semplicemente via! Qui sotto il grafico di risposta in frequenza di un 300B di alta boutique con -1dB a 40Hz, i bassi saranno comunque distorti ma per via dell’attenuazione si evita (in parte) l’effetto gonfio e sbrodolato.

Ho quindi prodotto la mia variante di questo progetto pescato su internet, qui sotto lo schema premium che come sempre potrete vedere in chiaro acquistando il set di trasformatori per realizzarlo:

Ed ecco le foto del montaggio di “C.R.” approntato dentro un telaietto trovato a un mercatino per 2 soldi.

Ho voluto realizzare questo ampli perché semplice , economico, da tenere a basso volume nello stanzino dove a volte svolgo i miei hobby. Come dice Stefano, la connessione a pentodo non mi piaceva troppo. Abbiamo quindi pensato di farlo suonare a triodo, cambiando il necessario nel circuito. A triodo il suono è davvero gradevole anche dato dalla bassa potenza di uscita, non è certo un dalle doti superbe, ma a volume moderato con diffusori da scaffale da 90db, si ascolta per ore con piacere. Grazie a Stefano per i sempre superbi Tu

Mi è stato quindi portato questo apparecchietto per una controllata generale…

Come funziona? Inizialmente “CR” aveva provato lo schema ufficiale trovato su internet a pentodo ma non suonava bene, la potenza era poco più di 2watt RMS (2,2/2,5 circa), lo smorzamento era inferiore a 1, poi ha fatto le modifiche che gli ho proposto a triodo la potenza è scesa a 1,56Watt e lo smorzamento è salito a un fattore 1,6. La distorsione THD era 2,3% @ 0,25Watt e 4,8% @ 1 watt, la banda passante è 40Hz/40khz -1dB. L’unico svantaggio della connessione a triodo è che la valvola guadagna meno e serve un poco più di segnale per pilotarlo fino in fondo, ma considerando che verrà tenuto sempre a basso volume non è un problema. Vediamo i grafici:

Spettro a 0,25watt

Spettro a 1watt

Banda passante su carico resistivo

E su carico reattivo

Quadre a 100Hz / 1khz / 10khz

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2 Commenti
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Lelio
Lelio
1 mese fa

Quella valvola raddrizzatrice usata così non si può proprio vedere, certo che questi guru sono dei generatori inesauribili di schemi senza senso, fai bene a fare questi articoli a dire le cose come stanno perchè sui loro forum e sui social questi sparano una supercazzola dopo l’altra per spiegare circuiti senza nè capo nè coda e tutti quelli che gli vanno dietro prostrati in ginocchio accettano qualsiasi cosa, fosse anche usare dei wustel al posto delle resistenze, basta dirgli che suonano meglio.

Cristian
Cristian
2 mesi fa

Ho voluto realizzare questo ampli perché semplice , economico, da tenere a basso volume nello stanzino dove a volte svolgo i miei hobby.
Come dice Stefano, la connessione a pentodo non mi piaceva troppo. Abbiamo quindi pensato di farlo suonare a triodo, cambiando il necessario nel circuito. A triodo il suono è davvero gradevole anche dato dalla bassa potenza di uscita, non è certo un HiFi dalle doti superbe, ma a volume moderato con diffusori da scaffale da 90db, si ascolta per ore con piacere. Grazie a Stefano per i sempre superbi Tu