Graaf WFB One e WFB Two, due preamplificatori a confronto

Graaf WFB One e WFB Two Due preamplificatori leggendari della scuola modenese. Tra i prodotti più interessanti mai usciti dalla scuola di progettazione di Giovanni Mariani, fondatore di Graaf, i preamplificatori WFB One e WFB Two occupano un posto speciale. Nati in un’epoca in cui Graaf era sinonimo di ricerca, soluzioni non convenzionali e costruzione senza compromessi, questi due pre rappresentano due fasi diverse della stessa filosofia: ottenere il massimo dalla musica attraverso circuiti semplici, raffinati e orientati alla qualità reale dell’ascolto.

Nel corso degli anni mi è capitato di revisionarne diversi esemplari, sia WFB One che WFB Two, e proprio questa esperienza diretta mi ha spinto a raccontarli in un unico articolo. I due apparecchi sono infatti molto simili per impostazione, layout e funzione, ma profondamente diversi nella soluzione adottata per lo stadio phono, che è il vero punto di svolta tra le due versioni.

Dal punto di vista dell’affidabilità, entrambi si sono dimostrati estremamente robusti: nella stragrande maggioranza dei casi gli interventi si limitano al controllo o alla sostituzione delle valvole di linea, a qualche elettrolitico ormai stanco e, raramente, a qualche resistenza diventata rumorosa dopo molti anni di servizio.

Graaf WFB One

Il preamplificatore completamente valvolare, senza compromessi. Il WFB One è stato il primo a vedere la luce ed è probabilmente anche il più affascinante dal punto di vista concettuale. Mariani lo progettò con un obiettivo chiaro: realizzare un preamplificatore totalmente a valvole, compreso lo stadio phono, senza alcun ricorso a semiconduttori.

Dal punto di vista circuitale il WFB One è un progetto di grande eleganza: lo stadio linea utilizza doppi triodi 6922 (E88CC), mentre lo stadio phono impiega una configurazione sofisticata con PC900 (4HA5) in cascata e SRPP, seguita da una RIAA passiva e da un buffer a bassa impedenza. Il risultato è uno stadio phono capace di lavorare sia con testine MM che MC senza l’uso di trasformatori step-up, grazie a tre livelli di guadagno e a tre impedenze selezionabili: 100, 500 e 47000 ohm.

Sulla carta e all’ascolto, il WFB One è uno stadio phono di altissimo livello: silenzioso, dinamico, con una scena ampia e una naturalezza che pochi circuiti possono vantare. Il problema, però, non è mai stato il progetto, bensì la scelta delle PC900.

Le PC900 sono piccoli triodi UHF nati per i tuner TV, con caratteristiche elettriche ideali per uno stadio phono a basso rumore e alto guadagno. Purtroppo, in pratica, molte PC900 sono microfoniche, instabili o soggette a fischi e larsen. Per questo Mariani era costretto a una selezione durissima. Ho visto personalmente lotti da centinaia di PC900 da cui venivano selezionate solo quelle realmente adatte all’uso nel WFB One.

Qui va fatto un punto fondamentale per chi possiede questo preamplificatore: le PC900 del WFB One non vanno mai sostituite “a sentimento”. Fare tube rolling sulle PC900 è il modo migliore per trasformare un grande pre in una macchina rumorosa, instabile o sbilanciata. Queste valvole vanno cambiate solo se una misura strumentale dimostra che sono guaste o esaurite, cosa che peraltro è rarissima: nel WFB One le PC900 lavorano a regimi molto tranquilli e sono tutte NOS, quindi possono durare anche decenni, tranquillamente 30 o 40 anni.

Dal punto di vista della manutenzione, nei WFB One che ho revisionato negli anni gli interventi tipici sono stati:

  • Sostituzione delle 6922 di linea quando stanche.
  • Cambio di qualche elettrolitico.
  • In un solo caso la sostituzione di due resistenze rumorose.

Per il resto, sono macchine che invecchiano molto bene.

Graaf WFB Two

La versione matura e razionale, con stadio phono ibrido. Proprio le difficoltà operative legate alle PC900 portarono Mariani a una scelta pragmatica: progettare una versione evoluta del pre, il WFB Two. Esternamente e come impostazione generale, il WFB Two è molto simile al One: stesso stile sobrio, stessa disposizione dei controlli, stessa sezione di linea a valvole con 6922, stessa attenzione alla qualità dei componenti e alla silenziosità.

La vera differenza è nello stadio phono, che nel WFB Two diventa ibrido: l’ingresso e il primo guadagno sono affidati a transistor e JFET, mentre la sezione di linea e l’uscita restano valvolari. Questo elimina alla radice i problemi di microfonicità, selezione e instabilità tipici delle PC900, mantenendo però il carattere timbrico raffinato del resto del circuito.

Dal punto di vista pratico, il WFB Two è molto più facile da gestire, più stabile e meno sensibile all’invecchiamento dei componenti attivi dello stadio phono. Non a caso, molti esemplari che ho revisionato negli anni erano praticamente perfetti dal punto di vista funzionale, limitando il lavoro a:

  • Controllo delle 6922.
  • Sostituzione di qualche elettrolitico.
  • Verifica delle tarature e dei microswitch dello stadio phono.

La costruzione interna del WFB Two è di altissimo livello: cablaggi ordinati, componentistica selezionata, alimentazione ben filtrata e una silenziosità di fondo che, per un pre a valvole, è ancora oggi notevole.

All’ascolto mantiene tutte le qualità tipiche della scuola Graaf: equilibrio timbrico, scena ampia, voci estremamente naturali, assenza di fatica d’ascolto e una capacità di suonare bene sia con il digitale che, soprattutto, con il vinile.

Due strade, una stessa filosofia

Il WFB One e il WFB Two non sono concorrenti, ma due risposte diverse allo stesso problema: come realizzare un preamplificatore realmente musicale, silenzioso e capace di gestire testine MC senza compromessi. Il WFB One è la visione più pura e radicale di Mariani, tutta a valvole, ma richiede rispetto, competenza e soprattutto di non toccare le PC900 se non quando strettamente necessario. Il WFB Two è la versione più razionale, che conserva la qualità sonora eliminando le fragilità operative. In entrambi i casi, parliamo di macchine progettate per durare e che, a distanza di decenni, continuano a dimostrare quanto la buona ingegneria analogica non invecchi mai.

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One Response to Graaf WFB One e WFB Two, due preamplificatori a confronto

  • Ancora una volta ho sottoposto alla cura ed alla attenzione i miei apparecchi valvolari.Mi preme sottolineare la grande professionalità di Stefano sempre all’altezza anche delle riparazioni più complesse. Ritengo che non ci sia in Italia persona più qualificata.

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GRAAFiti 5050: Revisione Tecnica Approfondita e Ripristino Funzionale

La GRAAF è una rinomata azienda italiana nel settore dell’audio ad alta fedeltà, nota per la produzione di amplificatori valvolari di alta qualità. Fin dai primi prototipi del 1983, con i potenti finali di potenza OCL e OTL da 400 Watt RMS e i preamplificatori valvolari, la GRAAF si è conquistata una posizione di rilievo nel mercato. Nel 1994 ha lanciato la linea “GRAAFiti”, una serie di prodotti progettati per soddisfare una fascia di mercato più ampia con soluzioni entry-level. Tra questi spicca il GRAAFiti 5050, un finale da 50+50 Watt RMS che combina la qualità sonora distintiva della GRAAF con un prezzo accessibile, conquistando molti appassionati di alta fedeltà grazie alla sua capacità di offrire una resa sonora eccellente a un costo contenuto.

Il GRAAFiti 5050 Unto d’Olio

Ho ricevuto questo amplificatore da un cliente che lo aveva acquistato usato in un negozio di HiFi decisamente poco affidabile e fin troppo pubbicizzato su internet. Il rivenditore, con due spruzzate d’olio, aveva dichiarato l’apparecchio perfettamente funzionante e lo aveva venduto. Ho iniziato a smontare l’amplificatore per capire l’entità del danno e ho trovato il PCB completamente imbrattato d’olio, misto a polvere secca, al punto da formare una crosta davvero impressionante.

Si stava formando una sorta di catrame nero attorno alle saldature sotto gli zoccoli delle valvole finali. La vetroresina era annerita attorno a uno dei quattro zoccoli octal, vicino ad una resistenza che si era praticamente dissaldata da sola. Ho trovato un fusibile da 1A nello zoccolo destinato a un fusibile da 100mA, segno evidente di una riparazione improvvisata: “è saltato il fusibile? Mettiamone uno più grande così non salta più”, con il rischio concreto di bruciare tutto il resto. Ho dissaldato tutti i fili per rimuovere completamente la scheda e ho cercato di pulirla accuratamente.

Più cercavo di pulirla e più la situazione peggiorava. A chiunque metta prodotti oleosi sulle elettroniche dovrebbero tagliare le mani! Alla fine ho dovuto lavarla prima con benzina, per liquefare l’unto secco, e poi con sgrassatore e acqua calda per rimuoverlo completamente. Il risultato è stato eccellente: la scheda è tornata come nuova. Dopo averla soffiata accuratamente con aria compressa, l’ho messa da parte per alcuni giorni per essere sicuro che si asciugasse completamente.

Quando ho ripreso in mano la scheda e ho esaminato la situazione, ho notato che quasi tutti i condensatori elettrolitici erano deteriorati e diverse resistenze erano bruciate. Ho quindi proceduto alla sostituzione di tutti i condensatori elettrolitici della scheda con componenti nuovi di alta qualità: ho scelto Kendeil per i condensatori di bypass sui catodi e Mundorf per i condensatori di disaccoppiamento degli stadi. Inoltre, ho sostituito i quattro grandi condensatori da 680uF, poiché quelli originali misuravano soltanto circa 460/500uF. Naturalmente ho anche cambiato tutte le resistenze danneggiate.

Infine, ho completato l’amplificatore utilizzando un set di KT88 National Electronics NOS e una coppia di E88CC SQ Philips con pin dorati.

Ho quindi eseguito una serie di misurazioni dettagliate: l’amplificatore eroga 56 Watt RMS per canale. Di seguito sono riportati i grafici relativi alla distorsione armonica e alla banda passante, sia su carico resistivo che su carico reattivo.

Sostituzione del Trasformatore di Alimentazione sul GRAAFiti 5050

In questo capitolo racconto due interventi di sostituzione del trasformatore di alimentazione bruciato su un amplificatore GRAAFiti 5050. Fortunatamente possiedo una copia dello schema originale degli avvolgimenti del GRAAFiti 5050, il che mi ha permesso di riprodurre con precisione il trasformatore danneggiato.

Nel primo lavoro ho avuto la fortuna di recuperare i barattoli vuoti di ricambio direttamente dal laboratorio di Mariani in persona. Ho fatto avvolgere un nuovo trasformatore che è stato poi resinato nel barattolo originale. Nella foto qui sotto sono visibili gli ultimi barattoli trovati nel deposito presso la casa di G. Mariani.

Nella foto successiva si vede l’amplificatore GRAAFiti 5050 dopo il completamento della riparazione. Il nuovo trasformatore di alimentazione, accuratamente avvolto seguendo lo schema originale del GRAAFiti 5050, è stato installato con successo. La sua custodia, resinata nel barattolo originale recuperato, riflette l’attenzione al dettaglio e il rispetto per l’autenticità del progetto. Questo intervento non solo ha ripristinato la piena funzionalità dell’amplificatore, ma ne ha anche preservato l’integrità estetica e storica.

Nel secondo lavoro mostro la sostituzione del trasformatore, includendo anche il processo di produzione ex novo di un nuovo barattolo in lamiera. Questo capitolo offre un’analisi dettagliata delle tecniche utilizzate e delle considerazioni pratiche necessarie per eseguire con successo queste operazioni di riparazione e sostituzione.

Questo GRAAFiti 5050 ha subito un grave guasto a causa dell’errato inserimento di una valvola:

Il trasformatore di alimentazione era irrimediabilmente danneggiato e, purtroppo, il ricambio originale non è più reperibile. La parte più complicata è stata la ricostruzione del barattolo, che ho dovuto rifare completamente da zero.

Nota per coloro che potrebbero sollevare obiezioni superficiali: il trasformatore è stato fabbricato personalmente da me e presenta il mio logo. Questo non implica alcuna diminuzione delle sue prestazioni rispetto all’originale. La decisione di utilizzare il mio logo anziché quello di GRAAF è dovuta alla necessità legale di evitare la falsificazione, poiché questo ricambio è stato interamente creato da me. È prassi comune tra gli appassionati di audio applicare etichette e loghi su pezzi non originali, spesso senza rendersi conto che ciò può costituire una falsificazione con possibili conseguenze legali. La mia scelta di utilizzare il mio logo mira a preservare l’integrità legale e tecnica del dispositivo, senza stravolgerne l’aspetto originale.

Successivamente ho sostituito alcuni condensatori elettrolitici sulla scheda, poiché erano ormai esausti.

Sostituzione degli Zoccoli e Riparazioni Avanzate del PCB

Un altro intervento ricorrente sui GRAAFiti riguarda la sostituzione degli zoccoli noval delle ECC88 / 6DJ8. Gli originali, realizzati in poliuretano, dopo anni di funzionamento tendono a deformarsi a causa del calore generato dalle valvole. Quando questo accade per evitare problemi sostituisco gli zoccoli originali con modelli in ceramica di alta qualità, molto più resistenti alle temperature elevate e in grado di garantire un contatto elettrico stabile negli anni.

In altri casi, mi sono trovato di fronte a danni molto più gravi, come la bruciatura di una resistenza che aveva carbonizzato completamente il PCB sottostante. La vetroresina, una volta danneggiata dal calore, diventa conduttiva e crea dispersioni tra le piste, rendendo impossibile affidarsi alla scheda così com’è. Nelle immagini che mostro, si vede come ho rimosso tutta la “carie” fresando via la porzione di stampato compromessa, eliminando ogni residuo carbonizzato. Successivamente ho ricostruito la zona con resina UV, riportandola alla solidità originale, e infine ho ripristinato la pista bruciata ricreandola da zero. Il risultato è una riparazione robusta, elettricamente affidabile e del tutto sicura, in grado di riportare la scheda alle sue condizioni operative iniziali.

In conclusione, gli amplificatori GRAAFiti 5050 sono ora perfettamente funzionanti grazie alle riparazioni e alle sostituzioni effettuate. La mia capacità di produrre trasformatori di ricambio identici (1:1) per questi dispositivi è una testimonianza della mia dedizione e competenza nel settore. Chiunque si trovi nella necessità di interventi di riparazione o manutenzione su apparecchi di alta qualità come quelli GRAAF è invitato a rivolgersi a me. È importante scegliere con attenzione i tecnici: diffidate di coloro che non dispongono dell’archivio originale di G. Mariani, poiché l’accesso a tale documentazione è fondamentale per garantire riparazioni accurate e conformi agli standard originali. Per ulteriori informazioni e per prenotare una consulenza o un intervento, visitate la nostra pagina contatti.

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4 Responses to GRAAFiti 5050: Revisione Tecnica Approfondita e Ripristino Funzionale

  • Ancora una volta un infinito grazie a Stefano per la sua più che accurata riparazione, un riferimento per noi amanti del valvolare e del vintage

  • La tua professionalità, la tua competenza, la tua accuratezza nei minimi dettagli … tutto cio’ va ben oltre….. è solo amore di chi si prende cura con estrema pazienza di ridare voce a questi apparecchi senza tempo…..grazie.

  • Ringrazio Stefano, per l’opera titanica di risanamento revisione e sostituzione valvolare. Grande professionalità e competenza doti ormai rare, fa piacere che ci siano ancora persone serie.

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Sostituto del trasformatore originale T030.02 per Nuova Elettronica LX1140

Il preamplificatore a valvole Nuova Elettronica LX1140: un classico del fai-da-te audio

Il LX1140 è un progetto di preamplificatore hi-fi a valvole pubblicato da Nuova Elettronica sulle riviste 167/168 (anni ’90). Si tratta di un circuito valvolare destinato a chi desidera un suono “caldo” e le caratteristiche tipiche dell’analogico, con un buon margine di prestazioni in termini di rumore e risposta in frequenza.

Nel progetto originale, il trasformatore di alimentazione è un componente critico: Nuova Elettronica prevedeva un trasformatore codificato come T030.02.

Molti costruttori e hobbisti riscontrano difficoltà nel reperire un trasformatore originale compatibile o ancora funzionante. È comune, nel corso del tempo, che questi trasformatori subiscano danni. Proprio in uno di questi casi, in laboratorio ho recentemente ricevuto un LX1140 con il trasformatore T030.02 completamente bruciato a causa di un cortocircuito su una delle schede. Approfittando dell’occasione, ho realizzato un trasformatore di ricambio compatibile, con caratteristiche equivalenti, da offrire a chi desideri restaurare o riparare il proprio LX1140.

Il trasformatore di ricambio SB-LAB 25S124

Il mio trasformatore sostitutivo è contraddistinto dal codice 25S124 e progettato per essere pienamente compatibile con le esigenze del LX1140. Ecco le principali caratteristiche e i vantaggi:

  • Compatibilità elettrica: il 25S124 replica le tensioni e correnti richieste dallo schema originale del T030.02 (inclusi alimentazioni ad alta tensione, filamenti e alimentazione relè).
  • Dimensioni compatte: pur mantenendo performance elevate, è stato progettato per adattarsi alle sagome tipiche del contenitore del LX1140.
  • Isolamento e robustezza: materiali isolanti di qualità e progettazione pensata per tollerare sovracorrenti o condizioni avverse.
  • Affidabilità: sul prototipo ho fatto numerosi test con carichi resistivi e simulazioni di guasto in laboratorio per verificare la tenuta a rumori, transitori e saturazioni.
  • Sostituibilità diretta: per chi ha già un LX1140, l’installazione del 25S124 è concepita per essere diretta (con eventuali adattamenti minimi di cablaggio o fissaggio) senza richiedere modifiche sostanziali al resto del circuito.

In sostanza, il 25S124 è pensato per essere un ricambio ideale per chi ha un LX1140 con il trasformatore originale guasto o non reperibile.

Il mio caso in laboratorio: ripristino del LX1140 danneggiato

In laboratorio mi è arrivato (come già accennato) un LX1140 in cui il trasformatore T030.02 era ormai inutilizzabile: il cortocircuito su una scheda aveva trascinato la rottura dell’avvolgimento, rendendo l’unità non più alimentabile.

Ho allora utilizzato questa occasione per mettere a punto il prototipo 25S124. Ho montato il trasformatore sostitutivo, verificato le tensioni, controllato stabilità, assorbimento e comportamento alle variazioni di carico. Dopo un ciclo completo di prove (durata, stress, oscillazioni termiche) il risultato è stato soddisfacente: l’LX1140 è tornato a funzionare correttamente, senza ronzii percepibili e con una risposta coerente con le specifiche originali.

Questo test “reale” ha confermato che il 25S124 può essere considerato un ricambio affidabile anche per apparecchi vintage o autocostruiti.

Se possiedi un LX1140 e cerchi un trasformatore di ricambio affidabile, il modello SB-LAB 25S124 è la proposta pensata per te.

Per informazioni tecniche, preventivi o ordine del trasformatore, contattami direttamente via email o telefono (inserisci qui i tuoi riferimenti) — sarò felice di assisterti passo dopo passo e garantirti l’adattamento corretto al tuo preamplificatore.

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