Sun Audio SV 300BE – La generazione armonica nei circuiti valvolari

Finalmente ho avuto in mano uno di questi “mostri sacri” usannati da tutti gli audiofili, quindi non me ne vogliano gli estimatori di questo marchio se mi permetterò di evidenziare qualche altarino tecnico che li riguarda. La prima cosa che voglio evidenziare è lo schema elettrico e le differenze che ci sono con la versione 2A3. Qui sotto potete vedere i 2 schemi SUN Audio 2A3 e 300B…

2A3300B

Cosa cambia tra i 2 schemi? Niente! o meglio hanno messo la 300B al posto della 2A3, modificato il valore della resistenza di polarizzazione del catodo e collegato la 300B alla presa 3500ohm del trasformatore invece che alla presa a 2500ohm, il resto è tutto uguale. Il problema è che la versione 300B eroga 4 watt al clipping (potenza indistorta 3watt). Nella foto qui sotto si può vedere su 2 miei oscilloscopi (nella scala dei 2 volt quadretto) l’amplificatore su carico resistivo da 8 ohm, l’ampiezza che si può osservare è di 16volt picco picco, quindi all’incirca 4 watt RMS…

Per chi avesse ancora dubbi ho simulato il circuito su spice, ottenendo lo stesso risultato… Se volete provare lo schema è li sopra e lo trovate su numerosi altri siti, ltspice lo potete scaricare gratis da qui

La casa madre indica genericamente 8 watt… quindi 4+4 giocando sul fatto che molti penseranno che sono 8 watt a canale, una potenza abbastanza buona per una 300B, invece sono 4 watt a canale (meno di 4 se si considera la potenza prima che inizi a clippare), le 300B sono state fatte lavorare allo stesso regime di dissipazione di una 2A3. Il mio parere personale è che avrebbero potuto riprogettare un circuito su misura per la 300B invece di riciclare quello della 2A3, sopratutto perchè non sono apparecchi venduti a 300€, invece si sono basati sul solito specchietto TRECENTOBI per vendere, perchè se c’è la 300B lo vendi di sicuro, ma di fatto essa non è sfruttata. L’amplificatore era in condizioni di quasi originalità, prodotto nel 1995 mostrava qualche problema dovuto agli anni, il primo erano gli zoccoli delle 300B e della raddrizzatrice super consumati. Mi è stato detto che le valvole sono sempre le sue originali, o almeno ho capito che non siano mai state cambiate dal proprietario attuale ma non voglio credere che gli zoccoli siano così flosci di fabbrica, anche perchè gli zoccoli delle 6SN7 al contrario avevano una buona tenuta, quindi penso che forse si siano snervati per via di cambi continui di valvole in cerca di un suono che non poteva cambiare cambando solo le valvole… Molti audiofili sono vittime di questa compulsione del cambio valvole, purtroppo però il suono è dato da tutto l’insieme del circuito e dei trasformatori dove le valvole non sono nemmeno l’elemento più importante. Cambiando valvole si può modificare leggermente il timbro per via delle tolleranze costruttive tra una valvola e l’altra ma tutto si limita a piccoli cambiamenti marginali.

Il secondo problema erano i 2 attenuatori a scatti presenti (ALPS taroccati cinesi non suoi originali) che erano scassati, durissimi e montavano 2 monopoline di plastica brutte e molto sgradevoli al tatto.

Il terzo problema erano i condensatori elettrolitici di bypass catodico che non erano di gran qualità e che con gli anni si erano deperiti con una ESR superiore a 1. Il lavoro di ripristino e upgrade è consistito nel cambio dei 2 attenuatori a scatti con 2 potenziometri ALPS originali (io avrei mantenuto sempre attenuatori a scatti perchè avendo 2 volumi separati per ogni canale era più facile regolarli allo stesso livello ma il cliente desiderava potenziometri tradizionali), il cambio degli zoccoli usurati e il cambio dei vari condensatori di bypass catodico con condensatori di buona qualità e di capacità maggiori rispetto gli originali (sotto nelle strumentali si capirà perchè ho maggiorato le capacità), l’unica piccola modifica che mi sono permesso di fare al circuito è stato ritoccare leggermente il valore della resistenza di catodo delle finali, ponendo un’altra resistenza in parallelo, per aumentare leggermente la corrente di BIAS perchè su LT spice sembrava l’unico miglioramento possibile.

Ora passiamo alle strumentali:

Potenza: 4watt RMS per ogni canale al pieno clipping
Smorzamento DF: 2,66 equivalente ad una resistenza d’uscita di 3ohm
Distorsione THD: qui mi prendo l’occasione di parlare di un’altra cosa. Quante volte si è letto o sentito dire su vari siti, riviste, Forum e video di youtube che le “le valvole distorcono solo con armoniche pari” oppure “i pentodi distorcono dispari e i triodi pari”, oppure “i pushpull distorcono dispari e i single ended distorcono pari”, come se lo scopo primario fosse avere un’amplificatore che distorce con armoniche pari perchè le armoniche dispari suonano male. Altri dicono che “le armoniche devono esserci tutte ma precise a gradini”, mha… Posso dire che queste affermazioni sono tutte grandissime fesserie che non trovano nessun riscontro nella realtà ed escono di bocca a smanettoni (ma anche per bocca di personaggi noti) che non hanno mai toccato un’analizzatore di spettro per verificare le cose che affermavano. Quante volte ho iniziato inutili litigi con il guru di turno, affermando che quando le armoniche sono molto basse, sotto l’1% totale, ad orecchio non senti differenza, ho scritto un’articolo parlando di che certe sensazioni che si hanno all’ascolto, spiegando che non sono dovute alle armoniche ma ad altri tipi di distorsione, o peggio cercando inutilmente di spiegare che escono sempre sia armoniche pari che dispari… sia dai single ended che dai pushpull… sia se sono a pentodo che se sono a triodo… e che tutto dipende dal circuito nel suo insieme e che spesso tutto cambia anche solo cambiando valvole. Che in pratica non c’è una regola precisa e che le affermazioni che fanno sono totalmente false, perchè lo dicono tutti i vari personaggi noti che affermano cose a cui ovviamente bisogna credere ciecamente… Ok siete pronti a tornare alla realtà? qui sotto i 2 grafici di distorsione armonica di questo SV-300BE in condizioni di originalità (valvole sane e testate, prima che che modificassi qualsiasi altra cosa nel circuito a parte gli zoccoli che non tenevano le valvole).

THD a 1WattTHD a 3 Watt

Come si può vedere le armoniche ci sono tutte fino alla sesta (poi diventano tanto piccole da essere irrilevanti), non sono perfettamente a gradini ma già a 1watt si ha una terza armonica ampia quasi quanto la seconda, se poi si alza il volume fino a 3 watt (prima che inizi a subentrare il clipping) si può vedere che addirittura la terza armonica svetta su tutte le altre… Ma come? un Single Ended mono triodo con la 300B originale SUN Audio con i trasformatori Tamura che fa la terza armonica! ma come è possibile?

Voglio far notare che questa non è una critica a SUN Audio, questo comportamento distorsivo è una cosa normale, a 1 watt la THD totale è circa dell’1% e a 3 watt circa 3%, da uno zero feedback non si può avere di meglio, questa sigori miei si chiama REALTÀ. Aggiungo che di spettri del genere questo sito è pieno, su miei progetti o su apparecchi portati in riparazione, ma non ho mai affrontato l’argomento perchè sapevo che poi molti si sarebbero limitati a pensare “succede così perchè tu non sai progettare” oppure “quell’amplificatore li non è buono… o costa poco… o ha i pentodi… o non ha la 300B” quindi ho aspettato anni che mi portassero in riparazione un’apparecchio di riferimento come questo con la 300B per avere finalmente la possibilità di sbugiardare tutti i vari guru che continuano a divulgare queste assurdità… Per curiosità cosa simula spice ?

Molto simile a quello che ho misurato io a 1 watt, in realtà poi potrebbe cambiare tutto sostituendo le valvole con altre di diverso tipo/marca, quello che importa alla fine è che la THD totale sia bassa. Ora sapete come stanno le cose sulla questione armoniche pari/dispari.

Banda passante: 35Hz – 25Hz -1db @ 1 watt – La risposta in frequenza dichiarata di fabbrica è di 15Hz – 30khz -3dB e qui risulta anche migliore perchè il -3dB in alto è a 50khz e non a 30.

Grafico su carico resistivo

E su carico reattivo

Veniamo alla mia modifica che implica la maggioranzione dei condensatori di bypass catodico e il leggero aumento della corrente di BIAS, banda passante: 20Hz – 30khz -1dB con netto miglioramento della rotazione di fase a 20hz che passa da 60 gradi a 40 gradi, permette di sentire un poco più di basse frequenze quando lo si abbina a diffusori monovia quale questo apparecchio è destinato. Se volete fare questa modifica potete rivolgervi a me, maggiorando i condensatori senza criterio si rischia di cadere in una zona di instabilità in cui l’amplificatore innesca un motorboat a bassa frequenza oppure si mette in crisi la valvola raddrizzatrice.

Mentre qui sotto l’analisi di spettro dopo la modifica della corrente di bias (la 300B è ancora ampiamente al di sotto della sua dissipazione massima, 16 watt su 36).

Qui sotto le onde quadrea a 100Hz / 1khz / 10khz

I trasformatori montati su questo apparecchio vanno bene, non voglio però sembrare arrogante ma le doti strumentali e sonore, per quello che mi riguarda non hanno niente di irragiungibile (ho fatto trasformatori simili o anche migliori). Ho ascoltato questo amplificatore nella mia saletta, io ho delle casse reflex della tannoy e quindi uno zero feedback non si trova nel suo ambiente, le medio alte sono buone anche se le voci femminili le trovo un poco penetranti, ma i bassi sbrodolati rovinano tutto, un’amplificatore come questo può essere abbinato a casse monovia, una modifica che può essere fatta (visto che il circuito guadagna uno sproposito) è sfruttare il guadagno in eccedenza per fare un pò di controreazione… come vorrei vedere le facce di alcune persone, controreazione in un 300B… Fidatevi che ci sarebbe un netto miglioramento, avrebbe le stesse medio alte belle e pulite (per via della qualità dei trasformatori d’uscita) con la possibilità di abbinarlo anche a casse reflex in modo da poter sentire anche delle buone basse frequenze. Chi crede che un’apparecchio del genere possa essere superiore ad altri circuiti, anche con valvole meno costose (meno alla moda) si sbaglia.

Un utente mi ha segnalato che qualche altro tecnico italiano modifica completamente lo stadio driver e mi chiede se questo può servire ad incrementare la potenza, la risposta è NO, per aumentare la potenza erogata dalla 300B è necessario cambiare l’impedenza del trasformatore d’uscita, aumentare la tensione di placca e la corrente di bias oltre a modificare il driver in modo da pilotare più a fondo la finale. Praticamente va cambiato tutto, la modifica del solo stadio driver non serve a niente, la 300B continuerà a clippare a 4Watt qualsiasi sia la valvola che la pilota, essendo poi la limitazione più grossa la mancanza di smorzamento (la mancanza di negative feedback) il cambio del circuito driver non porta molto lontano, diffidate di chi spara supercazzole di valvole ad emissione undirezionale blabla, per stravolgere veramente questo amplificatore bisogna cambiarlo completamente e non vale la pena farci interventi troppo invasivi.

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5 risposte a Sun Audio SV 300BE – La generazione armonica nei circuiti valvolari

  • magari intendevanowatt musicali? 🙂 comunque su 3500ohm con 330volt di tensione e 50/60mA di bias non c’è santo che tenga

  • Buongiorno, segnalo che sia sul sito giapponese originale, fra l’altro aggiornatissimo (ultimo aggiornamento: 12/2015) sia su quello dell’importatore ufficiale italiano (un negozio di Milano) il super ampli viene dichiarato 8W+8W, quindi se clippa a 4 watt siamo messi bene…Ciao, Francesco P.S. Potevano metterci una cella CLC sull’alimentazione dei filamenti delle 300B, insomma, per 5600 euro…forse non serviva il potenziometro dell’HUM.

  • anche le casse pneumatiche soffrono meno il basso smorzamento di un circuito, quello che comunque volevo dire era un’altra cosa… molti prendono per assunto che se fai il triodo SE zero feedback allora hai fatto il circuito meglio suonante che si possa fare e il non plus ultra è se lo fai con la 300B o le 2A3, poi magari ammettono che tale circuito non riesce a pilotare casse reflex allora cambiano versione dicendo e ma devi metterci dei monovia con degli altoparlanti da 9cm di diametro “eh allora sentirai!” … non sento neinte di chè! suonerà pure, ma il punto delle questione è che detta in tutta franchezza con circuiti anche con pentodi da 2 soldi con controreazione, trasformatori buoni e tutte quelle cose che dicono che non vanno bene in un circuito ben progettato, ho sentito medi alti che non hanno niente da invidiare da questo 300B con anche una gamma bassa che questo 300B se la sogna. Il 300B “triodino 4” che ho fatto fare a un mio cliente, controreazionato, in una gara di ascolto non darebbe scampo all’avversario. Alla fine i circuiti zero feedback sono solo l’ennessima teoria partorita dai guru, di fatto non portano nessun vantaggio ma solo limitazioni e la 300B è ampiamente sopravvalutata ci sono un’infinità di valvole che possono essere fatte suonare bene, tanto quanto, anche tra quelle vendute sotto i 20€ al pezzo. Ma purtroppo molti audiofili vivono in un mondo di fantasia comandato da guru e dalla moda che spingono, basta dire che circa un ventennio fà le 2A3 biplacca della fivre venivano schifate e le 211 le trovavi nei mercatini a 10.000 lire l’una. Quel che è peggio poi è che la 300B è una valvola abbastanza difficile da pilotare perchè richiede uno swing di tensione molto ampio per essere pilotata, e nella maggioranza dei 300B che ho visto essa non viene sfruttata o è usata male, praticamente fanno l’amplificatore con il fine di guardare la 300B ma non di usarla bene o di avere un risultato tecnico sonoro che sia degno della spesa che comporta montare valvole così.

  • La cancellazione armonica è una di quelle cose che sono sempre tirate fuori da guru come fosse una bacchetta magica, come fosse possibile annullare la distorsione di un circuito. Le armoniche sono come il gioco delle talpe, quando ne spingi giù una te ne saltano fuori 2 da un’altra parte… quando cancelli una seconda ti esce una terza. Un pushpull nella teoria dovrebbe generare armoniche dispari, ma dovresti avere un circuito bilanciato dall’inizio alla fine dove tutte le coppie che formano i vari stadi montino valvole che siano perfettamente uguali tra loro, situazione che si verifica solo in un simulatore dove le valvole sono modelli matematici quindi perfettamente uguali tra loro, un match su un punto fisso non implica questa situazione, dovrebbero essere matchate con il tracciacurve e avere curve tutte perfettamente sovrapponibili, ma anche alla simulazione è possibile vedere che il classico circuito dove hai una singola valvola di ingresso seguita da sfasatore e 2 finali in pushpull potrebbe finire a distorcere con armoniche predominanti di seconda e quarta perchè la distorsione del primo stadio non bilanciato sovrasta quella degli stadi successivi, oppure il classico circuito pushpull anni 20 con trasformatore interstadio sfasatore pilotato da uno stadio SE distorcerà con predominanti di seconda e quarta seguendo l’andamento distorsivo della valvola SE che sta dietro al trasformatore sfasatore. Nella realtà poi le cose sono ancora più complicate perchè hai la tolleranze delle valvole e differenze costruttive non solo da un produttore a un’altro ma anche da un lotto all’altro, per non parlare delle variazioni delle caratteristiche che si hanno con l’invecchiamento dove quindi 2 valvole erano match da nuove ma già dopo 1 settimana di funzionamento cominciano a spostarsi leggermente tra loro. In un circuito SE le armoniche dispari subentrano appena metti 2 stadi in cascata per la questione della cancellazione dovuta all’inversione di fase, come succede in questo 300B e a dirla tutta la armoniche di terza ci sono comuqnue anche su un singolo stadio preso da solo. Nella realtà alla fine non avviene mai quello che dovrebbe capitare nella teoria e se avviene è solo per caso, alla fine l’importante è che la distorsione complessiva sia bassa poi le armoniche che escono te ne devi fregare perchè tanto non le controlli, se anche ti metti li fichè non tiri fuori lo spettro che volevi è destinato a durare fino al primo cambio di valvole (se non prima).

  • Per dirla tutta un PP tende a cancellare le armoniche PARI(come tutti i circuiti diversi dai SE) mentre un SE no;.
    Il SE SENZA controreazione d’anello si ascolta meglio anche su di una cassa a sospensione pneumatica.
    Comunque, saper usare un minimo i simulatori spice permetterebbe a chiunque di sbugiardare i guru.

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Leak Varislope II Stereo – Restauro

Si può considerare questo articolo come conclusione dei quello sul restauro del Leak Stereo 50 a cui questo preamplificatore va collegato con cordone ombelicale, per leggere l’articolo sul LEAK Stereo 50 clicca qui.

Come è capitato allo Stereo 50, essendo passato in mano allo stesso tecnico anche il Varislope 2 era unto e bisunto, smontate le valvole ho proceduto inizialmente anche qui a lavare la padella…

Con tutto pulito si lavora decisamente meglio, il lavoro di ripristino è stato meno impegnativo rispetto il finale, qui per fortuna non tutte le resistenze erano fuori tolleranza, quindi mi sono limitato a sostituire quelle marce e tutti i vari condensatori elettrolitici e ad olio.

Visto poi quello che si legge in giro ci tengo a dire che l’utilizzo di resistenze ad impasto di carbone non è così fondamentali come racconta qualcuno che ha trovato degli apparecchi a cui avevano già sostituito le resistenze con delle normalissime e oneste resistenze a strato di carbone e si è messo a cavarle via tutte per rimetterci delle resistenze ad impasto affermando che serve per mantenere il suono “leak”. Non sono contro l’uso delle resistenze ad impasto, però obbiettivamente sono resistenze rumorose e che hanno problemi di stabilità, ossia tendono a cambiare lentamente il loro valore (solitamente aumentando la loro resistenza), la loro caratteristica principale per cui vengono ancora fabbricate è che possono assorbire, senza guastarsi, picchi momentanei di tensione o di corrente molto maggiori di altre, ma è tutto qui. In un circuito dove ci sono segnali deboli o reti RIAA, filtri o anche le semplici polarizzazioni delle valvole trovarsi le resistenze che nel giro di qualche anno hanno cambiato il loro valore del 20% rispetto quello iniziale o che sono ai limiti di tolleranza già da nuove serve solo a farsi del male. Chi racconta del “suono delle resistenze ad impasto” in modo inconsapevole sta raccontando che dopo aver messe, per via di tutti i valori imprecisi il circuito distorceva in modo diverso rispetto il prima (sicuramente di più) e si torna sulla questione che la gente racconta quanto è “bello e fedele” un suono con maggiore distorsione. Poi lo stesso che raccontava di aver tolto le bruttissime resistenze a strato per rimetterci delle bellissime e costose resistenze ad impasto per mantenere il suono LEAK ha cambiato poi tutti i condensatori a olio originale (giustamente perchè marci e in perdita) con condensatori in polipropilene… allora diciamo che forse… FORSE… la resistenza diversa cambia il suono dello 0,1%… i condensatori invece sicuramente lo cambiano del 50%… Se avesse voluto mantenerlo preciso doveva cercare condensatori carta olio NOS… Quindi chi stiamo a prendere in giro?

Quindi se io apro un’apparecchio e trovo che ci son tutte le resistenze ad impasto di carbone andate come mi è capitato con lo stereo 50 le cambio senza tanti patemi con delle comuni strato di carbone che vanno benissimo, sono abbastanza precise e tendenzialmente non variano nel tempo. Nel caso di questo varislope mi sono limitato a cambiare unicamente quelle fuori tolleranza e ho lasciato le altre originali ancora buone, invece ho cambiato i condensatori con degli ottimi condensatori a film NOS, non carta olio, quindi il suono sarà più brillante in gamma acuta… i carta olio (quelli veri che facevano una volta) tendono a scurire il suono.

Un’altro problema del Varislope 2 di cui nessuno sembra parlare è che i connettori RCA di ingresso sono molto vicini tra loro, anche i più scarsi e poco voluminosi spinotti cinesi che io abbia trovato erano troppo grossi per innestarsi correttamente, come si vede dalla foto picchiano uno con l’altro… Figuriamoci se uno provasse a mettere RCA moderni hifi belli grossi.

Siccome non volevo fare una castroneria di fori e spinotti messi alla meglio, rovinando il telaio e l’originalità del preamplificatore ho realizzato un semplice adattatore senza tanti fronzoli e paranoie mentali… Lo so che ci saranno gli estimatori dei cavi pitonati che rimarranno innoriditi, ma suvvia guardate il cavo che collega il pre al finale… O guardate i cavi che usavano all’epoca su questi apparecchi…

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LEAK STEREO 50 – Restauro

Articolo correlato: Restauro preamplificatore LEAK Varislope 2, a cui questo finale viene abbinato.

Questo amplificatore mi è arrivato dopo essere stato pasticciato dal solito “tecnico” che ha cambiato 3 cose rotte su 30 che non andavano bene e spruzzato unto su tutti gli zoccoli, ovviamente non risolvendo il malfunzionamento dell’apparecchio che si accendeva e funzionava male rovinando valvole su valvole.

A parte i 4 condensatori a scatolino che sono stati montati in sostituzione degli originali, di disaccoppiamento verso le finali, che probabilmente causavano l’arrossamento delle placche delle stesse e il totale non funzionamento dell’amplificatore tutto il resto dei componenti erano i suoi originali… Elettrolitici secchi, carta e olio in perdita e tutte le resistenze ad impasto di carbone totalmente fuori dal mondo con valori sballati e molto diversi da quelli che dovevano esserci, oltre questo tutti gli zoccoli delle valvole inzaccherati di unto appiccicoso perchè ci avevano spruzzato il solito spray lubrificane assolutamente inadatto usato su un circuito elettronico. Ho quindi iniziato il lavoro smontando i trasformatori dal telaio per poter procedere con un lavaggio della padella…

Una volta pulito a dovere il circuito ho iniziato sostituendo i morsetti degli altoparlanti con altri un pelo più comodi…

Il restauro è poi proceduto sostituendo una a una TUTTE le resistenze e TUTTI i condensatori che erano presenti sulla piastra, può sembrare assurdo ma non c’era niente di buono! Ho sostituito le resistenze ad impasto con comuni resistenze a strato, spiacente per chi le considera componenti musicali ma ho riscontrato variazioni che andavano ben oltre il tollerabile: resistenze da 200k che arrivavano a 245k o resistenze da 180K che erano 190k, 2k2 arrivate a 2k5 e via discorrendo! alla faccia della precisione e della stabilità del circuito, infatti molte delle ECC83 che erano state montate su questo apparecchio versavano in condizioni di totale cottura con curve storte e sezioni sbilanciate segno che hanno lavorato con punti di lavoro non consoni o oltre i limiti operativi. Mentre i condensatori non polarizzati li ho sostituiti con del polipropilene mundorf o altre marche NOS di buona qualità, gli unici ad essersi salvati sono i 2 elettrolitici principali da 16+16uF che dopo tutte le misure e i test effettuati erano in perfetta salute quindi li ho lasciati al loro posto, mentre ho sostituito il terzo elettrolitico di disaccoppiamento della sezione pre con un condensatore munito di zoccolo octal fornito dal cliente perchè prendeva bene il buco e si fissava a dovere al contrario di quello montato dal precedente tecnico che stava “fermo” per la forza della gomma piuma con cui avevano foderato il buco più grande del condensatore. Qui sotto la foto del lavoro finito:

Inoltre una cosa importate che ho fatto è realizzare il pannello per chiudere lo chassis dell’amplificatore, a quanto pare LEAK li vendeva senza fondo?! o forse erano pensati per essere montati in un mobile?! Se qualcuno ha informazioni in merito magari può lasciare un commento… Fatto sta che dentro questo circuito girano dei 400volt e la gente li usa così come sono, aperti… Pazzi! Quindi ho realizzato un pannello in lamiera per chiudere come conviene l’apparecchio…

Il primo che commenta che così i componenti dentro scaldano e non suona bene lo lincio, i componenti che scaldano (valvole e 3 resistenze di potenza) sono tutti esterni, i componenti dentro non scaldano particolarmente e non sono infastiditi dal calore passivo e in ogni caso un’apparecchio elettrico va chiuso, inoltre chiuderlo contribuisce alla migliore schermatura da parte di disturbi elettrici di qualsiasi natura. Ho infine fatto una cernita della sporta di valvole che mi hanno portato per trovare un set completo e funzionante da montare, utracer è stato un grande aiuto.

Un paio di misure, intanto ci tengo a sottolineare che l’amplificatore non è da 50 watt ma 25+25 RMS la banda passante è di circa 10Hz – 16khz -1dB @1 watt, con l’aumentare della potenza si nota l’insorgenza di un’andamento ondulatorio dopo i 10khz che probabilmente sono frutto delle interazioni con la fortissima controreazione del circuito, la distorsione armonica sta a 0,12%@1watt e 0,22@15 watt, vediamo i grafici…

Spettro a 1 watt

Spettro a 15 watt

Risposta in frequenza a 15 watt

Risposta in frequenza su carico reattivo, lo scostamento è di circa 1dB massimo

Finito il finale è il turno del suo preamplificatore, trovate l’articolo relativo cliccando qui… Nel video qui sotto il finale in funzione collegato al varislope II, ovviamente dev’essere chiaro che il video non è dimostrativo della qualità dell’audio che va ascoltata dal vivo, ma solo del funzionamento dell’apparecchio in sè…

Ci tengo poi a dire che se l’intenzione è usare questo finale con un moderno lettore CD o DAC, il preamplificatore varislope 2 potrebbe essere superfluo perchè il segnale che esce da tali apparecchi è già abbastanza forte per pilotare direttamente il finale (meno roba c’è nella catena meglio và), per farlo basta scollegare il varislope 2 e usare i 2 ingressi RCA presenti sopra il connettore ombelicale ponendo solamente un’attenuatore passivo per poter regolare il volume come ho fatto io in questa prova.

bla

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