Riparazione Apparecchiature Valvolari

Progetti elettronici a valvole per hobbysti

Progetti e schemi free per il fai da te

Dopo numerose richieste di un’upgrade del Triodino 3 da perte di utenti via email pubblico questo progetto che ho voluto chiamare Triodino 4. Premessa il Triodino 3 è un progetto che circola liberamente su internet da forse 2 decenni, è stato fatto e rifatto in tutte le salse con modifiche sempre molto marginali al progetto e di base permettetemi di dire che il Triodino 3 è un progetto fin troppo semplice e con tale estrema semplicità si trascina dietro anche delle limitazioni. Il Triodino 3 in buona sostanza è una 300B con il proprio stadio driver e basta, una bozza di circuito.

Principali limitazioni del triodino 3:

  1. Ha bisogno di un preamplificatore perchè l’ingresso richiede uno swing di ben 6Vpp di segnale per essere pilotato quando la maggiorparte delle sorgenti sonore hanno un livello di uscita inferiore alla metà.
  2. L’alimentazione in alternata del filamento per quanto si possa fare lascia sempre un residuo di ronzio in altoparlante che diventa udibile se si hanno casse ad alta efficienza.
  3. La configurazione in selfbias non rende un suono pulito come potrebbe una a bias fisso, la qualità del condensatore di bypass diventa importante, e ci si trova una grossa resistenza per ogni 300B che scalda come un ferro da stiro dentro al telaio.
  4. Lo smorzamento sviluppato da questo circuito zero feedback si attesta ottimisticamente parlando attorno a un fattore 2, quindi il triodino 3 ha problemi di controllo delle basse frequenze nel rispetto del diffusore, questo vuol dire che abbinato a determinati tipi di casse acustica potrebbe creare un suono con bassi gonfi.

Ho quindi preso la bozza che è il triodino 3 e completato il lavoro arrivando ad un circuito che cura tutti gli aspetti, essendo la 300B una valvola costosa e prestigiosa non ho risparmiato niente, quindi questo è un progetto senza compromessi, qui sotto ci sono i 3 schemi premium dei finali, della sezione di alimentazione e del servobias.

Le differenze con il triodino3: Il mio progetto ha come stadio di ingresso un mu-follower modificato composto da un’ottimo pentodo octal di segnale caricato con un triodo, questo stadio del circuito fornisce una sensibilità di ingresso maggiore e permette di pilotare il Triodino 4 direttamente da una sorgente audio come un lettore CD, DAC o pre Phono senza ulteriori stadi di preamplificazione posti nel mezzo (meno roba c’è migliore sarà il suono) nell’intenzione il triodino 4 è un finale integrato e può avere il suo controllo del volume.

La 300B è polarizzata a bias fisso, la regolazione del bias è effettuata da un circuito servobias che rileva la corrente di bias della finale su una piccola resistenza posta sotto al catodo e regola il negativo di griglia, questo circuito non è attraversato dal segnale audio, maneggia semplice tensione continua non interferendo in nessun modo con la resa sonora del circuito e anzi da il vantaggio di fornire un bias sempre a puntino sia quando l’amplificatore è freddo che quando si è scaldato, e regola autonomamente il bias anche quando si cambiano le valvole senza che l’utente debba mettersi li con tester e cacciavitare trimmer e potenziometri. Rispetto la soluzione di selfbias adottata nel triodino 3 il vantaggio sonoro è notevole in quanto non si ha la reattanza di un condensatore sotto al catodo, ma questo particolare ai più sarà ben chiaro, gli effetti positivi di un bias fisso sono cosa nota.

L’alimentazione dei filamenti delle 300B è fatta in corrente continua filtrata con una cella CRC per non avere ronzio residuo in altoparlante, volendo fare di più si potrebbe adottare anche una cella CLC per un suono ancora più puro, per ora mi è stato chiesto così, ma è sempre possibile fare una piccola variazione al circuito.

Siccome molta gente è ancora diffidente nei riguardi di certe cose che dico da tempo il circuito è dotato di un negative feedback disattivabile per mezzo di un’interruttore, ho calibrato il circuito per avere un basso tasso di NFB e non diventare troppo sensibile se questo viene staccato, infatti molti circuiti retroazionati se si scollega il segnale di NFB diventano troppo sensibili e la regolazione del volume diventa difficoltosa, prendono rumori etc… questo circuito richiede 3Vpp (1,1Vrms) per essere pilotato con il negative feedback inserito e 2Vpp (0,7Vrms) per essere pilato senza NFB, in questo modo spero di cominciare a fornire alle persone un’oggetto che possa finalmente dimostrare quello che dico, ossia che un circuito ben costruito non suona peggio se c’è NFB, ma solo che hai le frequenze basse più frenate e per quelli che non vogliono fidarsi possono staccarlo e avere un’amplificatore zero feedback, tanto sono sicuro che provato una volta non torneranno più indietro, i miei trasformatori non sono come quelli che fanno altri…

Ma non è tutto, il vecchio triodino 3 era alimentato da un semplice ponte raddrizzatore, i più virtuosi lo hanno modificato per essere alimentato con una valvola raddrizzatrice ma io ho voluto fare di più, per spingere la qualità dell’audio al massimo ho realizzato uno stabilizzatore di tensione a valvole, lo stabilizzatore di tensione è formato dalla coppia di una 6080 o 6AS7 valvola che molti usano in audio ma che è nata per fare esattamente il lavoro di stabilizzatore di tensione! (Dual power triode, ruggedized 6AS7G. Intended for use as series voltage regulator.) e una ECC83 come pilota della 6080, una nota per chi volesse realizzare questo progetto; la ECC83 essendo in un circuito praticamente statico non richiede di essere di altissima qualità per far funzionare bene l’amplificatore, lo dico perchè i prezzi delle ECC83 NOS non sono bassi, per questo impiego sarà sufficiente una comune ECC83 di produzione moderna. La tensione anodica stabilizzata darà all’amplificatore un suono con una marcia in più, ne godrà il microdettaglio, il palcoscenico e la tridimensionalità del suono e i soldi che risparmiate sulla ECC83 spendeteli per condensatori di qualità.

Per ora è tutto più avanti pubblicherò le foto delle realizzazioni dei 2 lettori che hanno già ordinato il set di trasformatori per questo progetto.

Mi hanno regalato una coppia di monofonici prodotti da ignoto come “ferro vecchio” e volevo vedere cosa si poteva recuperare per fare qualcosa di funzionante.

È incredibile le porcherie che certe persone spacciano per hifi, prima di passare al lavoro di ricostruzione voglio soffermarmi un’attimo sulla recensione tecnica degli apparecchi di partenza. Qui lo mostro dal vivo  dal lato tecnico quello che si posiziona nel mondo degli impresentabili. Gli apparecchi erano 2 monofonici single ended con EL84 connessa a triodo, pilotate da delle 5842 e alimentate da una 6X4, il tutto ovviamente zero feedback. Dei perfetti cliché dell’ideologia audiofila moderna, ossia:

  • Dual mono perchè separando i canali suona meglio…
  • Con la finale a triodo perchè i triodi suonano meglio dei pentodi…
  • Il driver è una valvola di quelle famose, perchè le valvole famose suonano meglio di quelle che trovi per pochi euro…
  • C’è la raddrizzatrice perchè se ci metti una raddrizzatrice suonerà sicuramente meglio che con dei diodi…
  • Zero feedback perchè senza feedback suona meglio che con il feedback…

Ma i fatti quali sono? iniziando dalla sezione di alimentazione, la povera 6X4 è seguita da un circuito CLCRC… 47uF / 3H 90ohm / 330uF / 1k5 / 330uF… Ora per chi non lo sapesse la 6X4 è una tra le più piccole raddrizzatrici esistenti, ha capacità di erogazione di corrente veramente risicata ed è famosa per essere molto delicata e per andare in corto quando la guasti. Facendo una veloce simulazione del circuito di alimentazione con PSU Designer si ottiene immediatamente un warning per superamento dei limiti operativi della valvola con un picco in accensione di addirittura 1,6 Amper e un continuativo di 72mA:

Praticamente ogni volta che accendevi l’apparecchio poteva essere l’ultima volta che lo accendevi… ed anche durante il funzionamento con i condensatori ormai carichi la valvola era tirata oltre la massima erogazione di corrente che gli è possibile.

La EL84 era connessa a triodo con un trasformatore da 10k primari, eroga la potenza di ben 0,39Watt (zero virgola trentanove) RMS indistorti e fino a 1,07Watt a piena saturazione con le onde interamente clippate, ma nonostante questo gli apparecchi erano spacciati per 3,5watt ma in realtà è poco più di un’amplificatore per cuffie (ma non sarebbe andato bene manco per quello).

La 5842 è versione speciale della famosa 417a, col catodo bypassato (da un condensatore di nessun pregio) guadagnava uno sproposito, bastavano 0,4Vpp (0,14v RMS) sull’ingresso per portare il finale a saturazione rendendo molto difficile regolare il volume in quanto appena si sfiorava il pomello si era già al massimo, inoltre in tale condizione la valvola captava abbondantemente rumori dall’esterno che era possibile vedere sull’oscilloscopio come fluttuazioni e sporcature della traccia e pure qualche stazione AM captata. Per finire il quadro il circuito dei filamenti era riferito direttamente al positivo dell’anodica a piena tensione (circa 240volt) quando la massima tensione tra filamento e catodo della EL84 è 100volt e per la 5842 di 55volt. Anche se poco importante la banda passante dei trasformatori originali era di: 25hz / 23khz -3 alla potenza che riusciva a erogare quel circuito.

Praticamente il circuito nella sua totalità era sbagliato dalla testa ai piedi e questo non è un caso ma purtroppo una consuetudine per tantissimi piccoli produttori e hobbysti: le valvole non sono inserite in un circuito ponderato che deve rispettare delle regole ben precise e nel rispetto dei limiti operativi, esse sono usate in modo totalmente irrazionale come monili a cui si attribuisce un potere magico, oggetti di vetro che si illuminano cui basta la sola presenza per “suonare”, non importa come le si faccia funzionare basta che senti il “suono” e vuol dire che funziona… Quando dicono “però suona!” e come dire che hai una ferrari che va solo in prima e non supera i 30km/h col motore sempre al limite dei giri e dire “però cammina!”.

La differenza tra 2 cose che funzionano va a gusto, la differenza tra qualcosa che funziona e qualcos’altro realizzato a questo modo invece per me non è un’opinione, se anche la ridottissima potenza potrebbe essere sufficiente ad ascoltare qualcosa con casse ad altissima efficienza e se anche il timbro sonoro potrebbe soddisfare il gusto di qualcuno i problemi insiti nel circuito sono tali per cui l’oggetto va considerato inaccettabile e non funzionante e inaccettabile.

SB Alimede

Dopo Varuna con le 6V6 ho realizzato quest’altro piccolo amplificatore (un’altro progetto di Single Ended con la EL84 lo trovi qui) partendo da quanto di recuperabile rimaneva dalla demolizione dei 2 piccoli single ended recensiti qui sopra.

Ho voluto utilizzare un circuito che qualcuno chiama Shadeode e altri chiamano Partial Feedback, (potete leggere il breve articolo sul sito tubecad cliccando qui) unito all’uso di reazione catodica per aumentare il fattore di smorzamento. Degli apparecchi demoliti ho recuperato le valvole, zoccoli, alcuni condensatori, 1 trasformatore di alimentazione e una induttanza più diverse minuterie. I trasformatori di uscita non erano riciclabili perchè l’impedenza di 10k non era adatta con la EL84 e l’uso a triodo della stessa permetteva un’efficienza in termini di potenza erogata troppo bassa su 10k. Ho quindi utilizzato una coppia di miei trasformatori d’uscita (SE5K6-UNI) da 5600ohm primari. Lo schema premium dell’apparecchio, è qua sotto (clicca la miniatura per ingrandire).

L’alimentazione è affidata a una coppia di comunissimi 1N4007, non era possibile fare diversamente viste le tensioni a disposizione nel trasformatore, non c’era margine per una raddrizzatrice e la stessa non avrebbe portato nessun giovamento sonoro ma piuttosto l’obbligo di usare capacità ridotte e una resistenza in serie (la Ri della valvola stessa) con tutti i problemi che ne conseguono.

Il primo stadio è formato dalla 5842, il catodo è polarizzato mediante l’uso di un LED Verde (caduta di tensione selezionata a 2,00volt) bypassato da un generoso elettrolitico da 1500uF a basso ESR, questo tipo di polarizzazione a livello di resa sonora è equivalente a un bias fisso, la corrente di 10mA della 5842 è sufficiente a polarizzare a pieno il led e il grosso condensatore da 1500uF serve a mantenerlo polarizzato anche quando il segnale porta la corrente della valvola prossima all’interdizione nonstante questo per sicurezza ho portato al led 3mA aggiuntivi con una resistenza da 100k direttamente dalla tensione anodica. La tensione al catodo della 5842 resta stabile anche con segnali di 20Hz e il finale a pieno clip.

La 5842 pilota la EL84 connessa a pentodo puro e riceve il segnale di partial feedback attraverso le resistenze da 90k (si può usare anche 82k senza che cambi sostanzialmente nulla), in questa configurazione circuitale la EL84 nonostante sia connessa a pentodo nel regime dinamico si comporta come se fosse un triodo (ma eroga la potenza di un pentodo), esattamente come succede anche nella configurazione STC usata nel Luna. Il guadagno del circuito era ancora alto e lo smorzamento basso, visto che il tasso di partial feedback è modesto ho applicato anche una reazione catodica alla finale, ponendo il secondario del trasformatore d’uscita sotto al suo catodo trovando un’equilibrio perfetto. Sotto al catodo della EL84 si possono osservare 2 resistenze da 330ohm e da 1100ohm atte ad ottenere il valore di 255ohm, un grosso elettrolitico da 2200uF che funge da bypass principale più altri 2 condensatori non polarizzati da 1,5uF e da 220nF che ho selezionato in base al loro fattore di dissipazione per bypassare l’elettrolitico, al posto di questi due è possibile montare, probabilmente con egual risultato, un condensatore mundorf in polipropilene da 1uF, diciamo che io riesco a risparmiare ma bisogna saper misurare e selezionare i condensatori che si usano… montando un mkt da 1,5uF e un 220nF mkp “a caso” difficilmente otterrete il risultato che ho avuto io o che otterete con il mundorf. Anche l’elettrolitico deve essere di buona qualità, basso ESR e basso D, io ho utilizzato un componente di surplus marchiato Frako che ha ottime strumentali.

La potenza dell’amplificatore è di 3 Watt RMS veri e pieni e indistorti. Il fattore di smorzamento DF è pari a 3,33 e la banda passante è 12Hz / 42khz -3dB @ 1watt RMS, sotto il grafico…

La distorsione armonica dell’1% con un raporto segnale rumore di -65dB, sempre a 1watt, sotto il grafico:

Le quadre a 100Hz / 1k e 10k

Vediamo il montaggio: Il telaio è stato realizzato in mogano lucidato a gomma lacca, le piastre di alluminio verniciate a polvere.

Il suono dell’apparecchio è veloce con una gamma alta brillante e dettagliata che fa sentire tutti i particolari della registrazione senza cancellare cose, come un vero HiFi deve essere. Ma come suona? vediamo il commento di un lettore che ha acquistato lo schema premium: Stefano, ho finito la realizzazione da un paio di giorni dell’Alimede e sono soddisfattissimo! Nel suo piccolo, ha un suono sorprendente per trasparenza, equilibrio, velocità e controllo. Sono solo 3w, ma ottimi per i miei ascolti nelle ore notturne a basso volume. Hai fatto un ottimo lavoro!!! Un vero miracolo, considerati i piccoli ruderi da cui sei partito. Ti ringrazio molto e ti invio i miei più cordiali saluti. A presto G.

Dopo la modifica del 300B music angel ho capito che mi diverte costruire circuiti ma è una gran seccatura realizzare i mobiletti, il fai da me meccanico e la falegnameria non mi divertono per niente, molto più divertente prendere questi rottamini cinesi usati da qualche inserzionista su siti di annunci e modificarli.

Se avete uno di questi cinesini di cui siete poco soddisfatti e volete divertirvi in un total restyling siente capitati sulla pagina giusta. Ho iniziato con il vedere le strumentali dell’apparecchio originale che come mi aspettavo erano molto ma molto scarse, senza star a snocciolare troppi dati basta dire che i trasformatori d’uscita originali a 50Hz erano già a -3dB, la banda passante in alto “sembra” molto estesa, “sembra” avanzare fino a 60/70khz… Ho detto “sembra” perchè in realtà questi trasformatori d’uscita da circa 8/9khz in su hanno una risonanza con una rotazione di fase molto marcata e fortissime distorsioni conseguenti a questo fatto, mentre il fattore di smorzamento è inferiore a 2. Mostro le analisi di spettro e l’aspetto dell’onda quadra che evidenzia benissimo la risonanza di questi trasformatori.

Spettro a 1 Watt

Spettro poco prima del clipping

Quadra a 1khz

Quadra a 10khz

Ho quindi smontato completamente l’apparecchio e ho scoperto anche che internamente aveva diversi punti di ruggine…

Questi i trasfomatori originali (il TA e uno dei TU)

Quindi siccome lo volevo modificare completamente ho deciso di sverniciarlo e riverniciarlo completamente!

Una volta riverniciato ho iniziato a cablare un nuovo circuito in aria, come finali ho scelto le 6N3C-E equivalenti alle 5881/6L6gc mentre come driver ho usato un cascode con delle pregiatissime E88CC SQ Philips, ovviamente ho realizzato 2 nuovi trasformatori d’uscita, ho sfruttato i miei collaudatissimi SE5K6-UNI che ho realizzato senza calotte e montati con le staffettine tolte dai trasformatori originali e che si inserivano perfettamente al loro posto. Invece ho mantenuto il trasformatore di alimentazione originale, anche se poi mi sono accorto che tende a mettersi a sedere più del dovuto e ho ottenuto 1Watt in meno di quello che mi aspettavo per colpa sua, pazienza. Questa modifica richiede la sostituzione dei trasformatori d’uscita, mentre è possibile mantenere il trasformatore di alimentazione originale, le modifiche estetiche sono a gusto.

Ecco lo schema premium se siete interessati a ottenere lo schema assieme alla coppia di trasformatori d’uscita non esitate a contattarmi.

Il Montaggio…

La circuiteria che ho adottato è un pò innovativa per i miei standard: avevo a disposizione un solo zoccolo noval per il driveraggio e non riuscivo ad avere abbastanza guadagno da potermi permettere un tasso sufficiente di controreazione per avere uno smorzamento decente così pensa e ripensa ho ipotizzato il cascode (configurazione circuitale tra l’altro per cui la ECC88 e simili sono progettate) il problema era che il cascode poi guadagna tantissimo (praticamente troppo) il mio timore era che dovendo fare “troppissimo” NFB il suono dell’amplificatore poi sarebbe risultato duro e piatto e poco piacevole da udire, ho quindi fatto una scommessa tecnica di riuscire nell’impresa di far suonare ugualmente bene da valvolare piacevole un tale circuito, era imperativo quindi per non fallire avere un controllo perfetto delle rotazioni di fase e cercare di ammorbidire il suono con scelte mirate, la prima scelta che è venuta da sola è stato pilotare la finale ad alta impedenza, quindi direttamente dalla placca alta del cascode senza nessun buffer che non avrei comunque potuto inserire per mancanza di spazio. La sezione di alimentazione doveva essere super perfetta per diminuire al minimo le rotazione di fase introdotte sui TU, il trasformatore di alimentazione music angel era concepito per funzionare con un duplicatore di tensione, qui ho recuperato gli elettrolitici originali che ho bypassato con dei 560nF in polistirene selezionati, ho usato diodi al carburo di silicio come rettificatori seguito da una RC (sarebbe stato belle poter avere un’induttanza ma non c’era spazio), il C dopo la R è composto da due condensatori elettrolitici da 100uF in parallelo tra di loro con l’aggiunta sempre in parallelo di un’altro polipropilene da 2uF e in un secondo momento ho aggiunto un’altro 330uF in parallelo… praticamente questa cella è composta da 3 elettrolitici e 1 polipropilene in parallelo, con un pò di capriole avrei potuto montare un 470uF unico ma la ESR di 1 solo condensatore non sarebbe stata così bassa come quella di 4 condensatori in parallelo che si attesta attorno a uno “zero virgola zero qualcosa”. Resta un poco di ripple residuo in quanto la resistenza di filtro è solo da 18ohm (per mancanza di tensione da parte del TA Music Angel non potevo metterla più grande) ma come si vedrà sotto ho adottato una neutralizzazione per rendere assolutamente silenzioso l’amplificatore. Proseguendo nelle scelte circuitali ho usato un condensatore carta olio militare NOS “aerovox” come accoppiamento tra driver e finale, selfbias con elettrolitici NOS philips a cui ho aggiunto un bypass dopo alcune prove di ascolto; bypassandolo con un polipropilene da 1uF si ha un suono molto brillante e sicuramente di mio gradimento ma si voleva avere un suono setoso e brillante in alto senza “S” taglienti… ora purtroppo non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, il suono setoso e brillante in alto c’è quando il finale è molto veloce e dettagliato condizione che rende di conseguenza taglienti le “S”, se si facesse un finale dove le “S” non sono taglienti allora anche tutta la grana e il microdettaglio della gamma alta (quindi il suono setoso) non ci sarebbero, quindi ho provato a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ho tolto i bypass in polipropilene degli elettrolitici catodici delle finali e li ho sostituiti con dei rari quanto mai quasi introvabili condensatori in acetato di cellulosa NOS Siemens (MKL) da 3,3uF.

Con questo bypass non si perde tantissima “seta” e le “S” sono un poco meno taglienti, suono un pelo più caldo, probabilmente l’ottimale che si cercava.

Il potenziometro del volume originario è stato sostituito con un alps blu, il segnale audio dei 2 ingressi non passa più nel commutatore meccanico, ma viene commutato da un piccolo relè sigillato in atmosfera inerte e contatti in argento, ho raddrizzato la tensione di uno dei secondari per i filamenti e piloto questo relè dal commutatore, questo permette di avere un contatto migliore abbattendo al contempo le capacità e gli accoppiamenti parassiti (con relativi problemi di diafonia) dovuti al sistema “economical” originario.

Come ho scritto sopra rimaneva un pelo di ripple residuo (1/2Vpp in realtà) nella sezione di alimentazione con conseguente HUM in altoparlante ho quindi aggiunto una neutralizzazione sfruttando la griglia alta del cascode che normalmente è ferma e ancorata ad una tensione fissa ottenuta con un partitore di tensione. Ho prelevato il ripple dall’anodica principale con un condensatore polipropilene wima rosso da 100nF, ho posto in serie a questo un piccolo potenziometro da 220k connesso a dimmer che si collega poi sulla griglia alta del cascode, il ripple amplificato dal triodo alto della ECC88 risulta invertito rispetto quello dell’alimentazione quindi regolandone il livello con il piccolo potenziometro è possibile annullarlo fino a non udire più nessun HUM residuo negli altoparlanti, siccome la griglia è un’ingresso ad alta impedenza questo RC non influisce minimamente sul segnale audio e la regolazione è necessaria quando si va a cambiare le ECC88. Nelle foto sotto si può vedere questa aggiunta, ho fatto uscire gli steli del potenziometro di circa mezzo centimetro da sotto il fondo dell’amplificatore in modo che si possa ritoccare al taratura dell’HUM a mano senza dover aprire l’amplificatore e senza infilare cacciaviti.

Le boccole RCA originali di plastichina con contatti in nikel music angel sono state sostituite con migliori, mentre ho mantenuto i morsetti degli altoparlanti.

Il pezzi di legno decorativo anteriore che era stato sverniciato per cancellare i loghi Music Angel è stato rilucidato a gomma lacca e passato con lana metallica per dargli una finitura opaca poi reincollato al suo posto.

Veniamo alle strumentali rilevate:
Potenza max 4,5/5Watt RMS con il trasformatore di alimentazione Music Angel, 6 Watt o qualcosa di più ottenibile se si avesse a disposizione un trasformatore che non si siede.
Banda passante a 1Watt: 10Hz – 55khz -3dB
Banda passante a 6Watt (alzando la tensione un pelo col variac): 25Hz – 45khz -3dB
Smorzamento DF: 40,0 (non sto scherzando!)
Rout: 0,2ohm

Analisi di spettro a 1Watt

Analisi di spettro poco prima del clipping

Onda quadra a 100Hz

Onda quadra a 1khz (foto sfocata)

Onda quadra a 10khz (anche questa foto sfocata, sorry!)

Come suona: suona bene, dettagliato, pulito e sufficientemente aperto da valvolare di ottima qualità e con bassi molto energici, la gamma alta è limpida e corretta e ha stupito anche me, il mio grande timore era di avere un suono sferragliante o piatto per via del tasso molto alto di NFB ma questa esperienza mi ha insegnato e confermato ancora una volta che l’NFB di per sè non è un male ma è come questo interagisce col circuito e col segnale di ingresso a generare tutti i problemi di cui tante persone si lamentano, problemi per altro risolvibili avendo a disposizione trasformatori e componenti di assoluta qualità e sapendo eseguire una messa a punto come si deve senza lasciare le cose a caso come fanno in tanti, sebbene non sia mia intenzione realizzare apparecchi così fortemente retroazionati come consuetudine questo progetto è stato un bell’esercizio e sono riuscito a trasformatore quel brutto anatroccolo del Music Angel di partenza, un’apparecchietto talmente economico che quasi non vale la pena spendere i pochi soldi che costa in un bel cigno che potrà sfoggiare un’ottimo suono a fianco di amplificatori ben più costosi di quello che è costato realizzare questa trasformazione.