LEAK Stereo 50: restauro serio, non la solita spruzzata di spray

Il restauro di un amplificatore valvolare vintage come il LEAK Stereo 50 non è solo una questione di riparazione tecnica, ma un vero recupero storico ed emozionale. In questo articolo documentiamo passo dopo passo la revisione completa di questo finale abbinato al preamplificatore LEAK Varislope II, riportandolo alle prestazioni originali e, dove necessario, migliorandone sicurezza, affidabilità e silenziosità di funzionamento. Dalla sostituzione di condensatori e resistenze fuori specifica, alla pulizia dello chassis, fino alla realizzazione di un nuovo pannello di chiusura e alle misure strumentali finali: un restauro filologico ma senza compromessi tecnici. Se vuoi capire cosa comporta davvero riportare in vita un amplificatore d’epoca, evitando interventi improvvisati e preservandone il valore sonoro e collezionistico, qui troverai un caso reale spiegato nel dettaglio. Articolo correlato: Restauro preamplificatore LEAK Varislope 2, a cui questo finale viene abbinato.

A parte i quattro condensatori a scatolino montati in sostituzione degli originali di disaccoppiamento verso le finali, che con ogni probabilità causavano l’arrossamento delle placche e il totale non funzionamento dell’amplificatore, tutto il resto dei componenti era ancora quello originale. Elettrolitici secchi, condensatori a carta e olio in perdita, e tutte le resistenze a impasto di carbone completamente fuori specifica, con valori sballati e molto diversi da quelli previsti. Inoltre, tutti gli zoccoli delle valvole erano inzaccherati di unto appiccicoso perché qualcuno aveva ben pensato di spruzzare il solito spray lubrificante, assolutamente inadatto per un circuito elettronico. Ho quindi iniziato il lavoro smontando i trasformatori dal telaio per poter procedere con un lavaggio completo della “padella”.

Una volta pulito a dovere il circuito, ho iniziato sostituendo i morsetti degli altoparlanti con altri leggermente più pratici.

Il restauro è poi proseguito sostituendo una a una TUTTE le resistenze e TUTTI i condensatori presenti sulla piastra. Può sembrare eccessivo, ma non c’era davvero nulla di recuperabile. Ho sostituito le resistenze a impasto con comuni resistenze a strato: mi spiace per chi le considera “musicali”, ma ho riscontrato variazioni ben oltre il tollerabile, come resistenze da 200k che misuravano 245k, da 180k che erano a 190k, e da 2k2 finite a 2k5. Alla faccia della precisione e della stabilità del circuito. Non a caso molte delle ECC83 montate su questo apparecchio erano completamente consumate, con curve storte e sezioni sbilanciate, segno che avevano lavorato con punti di lavoro scorretti o oltre i limiti operativi.

I condensatori non polarizzati li ho sostituiti con modelli in polipropilene Mundorf o altre marche NOS di buona qualità. Gli unici a salvarsi sono stati i due elettrolitici principali da 16+16µF che, dopo misure e test, sono risultati perfettamente efficienti, e quindi li ho mantenuti. Ho invece sostituito il terzo elettrolitico di disaccoppiamento della sezione pre con un modello munito di zoccolo octal fornito dal cliente, perché calzava perfettamente nel foro ed era fissabile correttamente, a differenza di quello installato dal precedente tecnico che stava “fermo” solo per la pressione della gommapiuma con cui avevano riempito lo spazio.

Un altro intervento importante è stata la realizzazione del pannello inferiore per chiudere lo chassis dell’amplificatore. A quanto pare, LEAK li vendeva senza fondo, o forse erano destinati a essere inseriti in un mobile. Se qualcuno ha informazioni in merito, può lasciare un commento. Fatto sta che all’interno del circuito girano circa 400 volt e la gente lo usa aperto… follia! Ho quindi costruito un pannello in lamiera per chiudere come si deve l’apparecchio.

E per favore, il primo che scrive che così dentro scalda e “non suona bene” lo lincio. I componenti che scaldano (valvole e tre resistenze di potenza) sono tutti esterni; dentro non c’è nulla che soffra particolarmente il calore passivo. E, in ogni caso, un apparecchio elettrico va chiuso: oltre alla sicurezza, migliora anche la schermatura contro disturbi di qualsiasi natura. Ho infine fatto una cernita della sporta di valvole che mi avevano portato per trovare un set completo e funzionante da installare; il uTracer è stato un aiuto fondamentale.

Un paio di misure. L’amplificatore non è da 50 watt, ma 25+25 RMS. La banda passante è di circa 10Hz – 16kHz a -1dB @1 watt. All’aumentare della potenza si nota l’insorgere di un andamento ondulato oltre i 10kHz, probabilmente dovuto alle interazioni con la forte controreazione. La distorsione armonica è di 0,12% @1 watt e 0,22% @15 watt. Vediamo i grafici…

Spettro a 1 watt

Spettro a 15 watt

Risposta in frequenza a 15 watt

Risposta in frequenza su carico reattivo (scostamento di circa 1dB massimo)

Finito il finale è stato il turno del suo preamplificatore: trovate l’articolo cliccando qui. Nel video qui sotto, il finale è in funzione collegato al Varislope II. È ovvio che il video non può rendere la qualità sonora, che va ascoltata dal vivo: serve solo a mostrare il funzionamento dell’apparecchio.

Ci tengo a dire che, se si vuole usare questo finale con un moderno lettore CD o DAC, il preamplificatore Varislope 2 potrebbe essere superfluo: il segnale in uscita da questi apparecchi è già abbastanza forte da pilotare direttamente il finale (meno roba c’è nella catena, meglio va). Per farlo basta scollegare il Varislope 2 e usare i due ingressi RCA presenti sopra il connettore ombelicale, aggiungendo solo un attenuatore passivo per regolare il volume, come ho fatto in questa prova.

guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

6 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Eugenio
Eugenio
5 anni fa

Un GRANDE lavoro del Mago Stefano. Gli apparecchi sia il pre che il finale hanno magicamente ripreso vita e carattere, gran voce, suono caldo dettagliato, pulito, che solo un bravo riparatore ha saputo ridare. Ero sul procinto di accantonare l’idea di ripararlo ma per fortuna ho trovato la persona giusta, un pò rude (come tutti i geni) ma dalle grandissime competenze e professionalità. Grazie Stefano Bianchini !

Eugenio Ghezzo
Eugenio Ghezzo
5 anni fa

Un GRANDE lavoro!! Risuscitato al meglio il “morto”.
Stefano: GRANDE MAGO, Grande professionalità e competenza. Grazie

sandrelli
sandrelli
5 anni fa

25+25W su quanti ohm e a che percentuale distorsiva ?

nicola grosseto
nicola grosseto
5 anni fa

Ciao Stefano, come valuti il suono di questo vecchietto?