SB Nebula – L’amplificatore cuffie valvolare OTL di riferimento

Preparatevi a essere conquistati da un progetto straordinario che ha richiesto un lungo e attento lavoro di perfezionamento: l’amplificatore da cuffie valvolare OTL SB Nebula. Dalle sue origini con l’OTL SRPP e le 6080, abbiamo compiuto un incredibile viaggio verso l’eccellenza.

ragazza con cuffie

Evoluzione del progetto

Questo progetto ha subito un lungo lavoro di perfezionamento. Partendo da un OTL SRPP limitato che utilizzava le 6080, si è passati ad un MJ OTL sempre con le 6080. Successivamente, per ridurre l’irradiazione di calore e lo spreco di energia elettrica, si è passati alla sostituzione delle 6080 con le 6BX7. Rimanevano solo alcuni difetti: il peso eccessivo dovuto a trasformatori sovradimensionati, una piccola pernacchietta in cuffia allo spegnimento e l’assenza di un PCB che impediva la riproduzione in serie con omogeneità di risultati. Chi fosse interessato alla lettura tecnica dello sviluppo può cliccare qui.

OTL Nebula interno

Circuito e componenti

SB Nebula conserva il design di base del suo predecessore, ma con un tocco di perfezione in più. Abbiamo ascoltato le vostre esigenze e apportato miglioramenti per offrirvi un’esperienza audio ancora più eccezionale.

Abbiamo scelto di adottare le 12BH7A, doppi triodi su zoccolo noval, rinomati per le loro qualità audio senza compromessi. Questi tubi permettono di sfruttare al meglio le loro capacità, portando il suono a nuove vette di perfezione.

Il trasformatore di alimentazione è stato progettato appositamente per Nebula, riducendo l’assorbimento totale a soli 38 watt rispetto ai precedenti oltre 200. L’alimentazione dei filamenti è ora completamente in corrente continua, mentre l’anodica è priva di ogni residuo di ripple grazie a condensatori di alta qualità e a un moltiplicatore di capacità che porta la capacità complessiva oltre 6000uF. Questo garantisce un’energia pulita e stabile per un suono chiaro e dettagliato.

Trasformatore alimentazione Nebula

Silenziosità e protezione delle cuffie

SB Nebula integra un microcontrollore digitale che gestisce le fasi di accensione, preriscaldamento e spegnimento, garantendo la totale sicurezza delle cuffie. Il rumore di fondo è stato completamente eliminato: durante il funzionamento o lo spegnimento non si percepisce alcun disturbo, nemmeno in ambienti silenziosi.

Dettaglio Nebula

Costruzione artigianale

Ogni SB Nebula è costruito interamente a mano con cura artigianale. Il cabinet in legno massello di rovere è selezionato per le sue qualità estetiche e acustiche, ed è schermato internamente con una bandella in rame collegata a terra per garantire sicurezza e protezione dalle interferenze elettromagnetiche.

Cabinet Nebula in legno

Personalizzazione estetica

Offriamo un’esperienza di personalizzazione unica. Il telaio può essere decorato al laser con motivi o simboli scelti dal cliente, realizzato in diverse essenze di legno e rifinito su misura. Ogni SB Nebula diventa così un pezzo unico, espressione della personalità di chi lo possiede.

ascolto cuffie valvolare

Circuito stampato e componentistica

L’amplificatore è interamente progettato e realizzato in SB-LAB. Ho scelto di utilizzare un circuito stampato di alta qualità per assicurare affidabilità, riproducibilità e prestazioni costanti. Il cablaggio in aria, pur affascinante, non offre vantaggi concreti se non eseguito in modo impeccabile.

Nebula montaggio PCB

PCB Nebula 12BH7A

Ogni componente è selezionato con cura: condensatori Nichicon e AudynCAP, resistenze di precisione e componentistica audiofila. Tutto concorre a una riproduzione musicale limpida, dinamica e naturale.

Prestazioni e compatibilità

Il circuito MJ OTL permette a Nebula di pilotare agevolmente cuffie da 32 ohm fino a 600 ohm, mantenendo equilibrio e dinamica. La banda passante va da 10Hz (-0,2dB) a 33kHz (-1dB). La potenza di uscita ottimale è di circa 35mW, valore più che sufficiente per un ascolto di alta qualità, evitando il rischio di danneggiare le cuffie.

Banda passante Nebula

Distorsione THD a 35mW: 2,3% su carico da 220ohm.

Spettro armonico Nebula

Valvole montate:
Una coppia di ECC88/6DJ8 o equivalenti
Una coppia di 12BH7 o equivalenti

Prezzo e garanzia

Il costo di SB Nebula, al netto della spedizione, è di 1500€. Ogni amplificatore è realizzato a norma CE e fornito con garanzia conforme alle leggi vigenti. Il prezzo può variare in base alle personalizzazioni estetiche e alle fluttuazioni dei costi delle materie prime. Chi fosse interessato all’acquisto può contattarmi tramite questa form.

ragazza con cuffie e amplificatore SB Nebula

Software open source

Nebula utilizza software open source rilasciato sotto licenza GPL V2 all’interno del controller di accensione e spegnimento. In conformità con tale licenza, il codice sorgente è disponibile su richiesta per i clienti che hanno acquistato l’apparecchio. Chi desidera riceverne una copia può contattarmi direttamente tramite il modulo presente nella sezione Contatti. L’apertura o la riprogrammazione del controller invalida la garanzia del prodotto. Il codice è fornito esclusivamente per uso personale e hobbistico.

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Restauro, Riparazione e Ricostruzione Completa del Pioneer SM-83

Il Pioneer SM-83 è un amplificatore valvolare giapponese abbastanza diffuso, che ancora oggi si può trovare nei mercatini dell’elettronica, come quello di Marzaglia, oppure negli annunci dell’usato. Gli esemplari da restaurare vengono spesso venduti a cifre comprese tra 100 e 150 euro, anche se naturalmente il prezzo dipende molto dalle condizioni dell’apparecchio.

In questo articolo mostro due lavori molto diversi tra loro. Nella prima parte parlerò della riparazione del Pioneer SM-83 e del problema delle valvole finali 7189A, che non devono essere sostituite direttamente con delle normali EL84. Nella seconda parte mostrerò invece un progetto completamente nuovo, costruito recuperando il telaio e alcune parti di un SM-83 ormai ridotto quasi a un rottame.

Riparazione e rivalvolatura del Pioneer SM-83

Dal punto di vista circuitale il Pioneer SM-83 non è un amplificatore particolarmente complicato e, nella maggior parte dei casi, può essere riparato senza incontrare difficoltà particolari. La principale criticità riguarda invece le valvole finali originali, quattro 7189A.

Per molti anni la 7189A è stata disponibile soltanto come valvola NOS, con prezzi che spesso superavano il valore dell’intero amplificatore. Oggi la situazione è migliorata grazie alla produzione delle nuove Tung-Sol 7189, che rappresentano finalmente una valida alternativa per chi desidera mantenere l’apparecchio nelle sue condizioni originali senza ricorrere necessariamente a costose valvole d’epoca.

La 7189A appartiene alla famiglia della EL84, ma può sopportare tensioni di placca e di griglia schermo più elevate. Per una spiegazione più completa delle differenze tra queste valvole rimando all’articolo “Esplorando la Famiglia delle Valvole EL84”.

Il Pioneer SM-83 veniva dichiarato per una potenza di 28 watt, anche se personalmente non ne ho mai visto uno superare circa 20 watt RMS prima del clipping. È probabile che nella potenza dichiarata fossero compresi anche valori ottenuti con una distorsione già molto elevata.

Mi è già capitato di riparare diversi Pioneer e alcuni amplificatori Scott, nati per funzionare con le 7189A, nei quali qualcuno aveva semplicemente inserito delle EL84 senza modificare nulla. L’amplificatore può anche sembrare funzionante per un certo periodo, ma le EL84 vengono sottoposte a tensioni molto superiori ai loro limiti e sono destinate a guastarsi.

La cosa importante da ricordare è che la 7189A non ha un sostituto moderno realmente diretto. Chi vuole mantenere il Pioneer SM-83 completamente originale deve acquistare delle vere 7189A e accettarne il costo.

Revisione e riparazione del Pioneer SM-83

L’esemplare mostrato in queste fotografie è arrivato in laboratorio con i normali problemi dovuti all’età. Dopo oltre cinquant’anni di servizio è normale trovare condensatori elettrolitici ormai secchi, componenti fuori tolleranza e saldature che richiedono di essere controllate.

L’intervento è consistito nella revisione completa dell’amplificatore, con la sostituzione dei componenti realmente deteriorati, il controllo delle tensioni di alimentazione, della polarizzazione delle valvole e il collaudo finale. L’obiettivo è stato quello di riportare l’apparecchio alle condizioni di funzionamento originali, preservandone il più possibile l’autenticità senza introdurre modifiche non necessarie.


Trasformazione completa di un Pioneer SM-83

La seconda parte dell’articolo non riguarda una normale riparazione. In questo caso del Pioneer originale è stato recuperato principalmente il telaio, insieme al trasformatore di alimentazione e ad alcuni altri componenti ancora utilizzabili. Tutto il resto è stato progettato e costruito da zero.

Il cliente possedeva un SM-83 con un trasformatore di uscita bruciato, diversi guasti nel circuito e nessuna valvola finale. In pratica era un relitto quasi privo di valore commerciale, ma il telaio conservava ancora il fascino del vecchio amplificatore Pioneer. Mi è stato quindi richiesto un progetto Premium che permettesse di recuperare lo chassis, il trasformatore di alimentazione originale e tutto ciò che poteva essere ragionevolmente riutilizzato.

L’idea era quella di conservare l’aspetto e parte della struttura del vecchio SM-83, ma costruire al suo interno un amplificatore completamente nuovo, semplice e moderno. Niente controlli di tono, selettori complicati o decine di comandi: uno o due ingressi, il controllo del volume e poco altro.

Lo stadio finale utilizza quattro EL84 con polarizzazione a bias fisso. Ogni canale impiega una ECC82 nello stadio sfasatore, mentre ho mantenuto una 6AN8 per canale nello stadio di ingresso. I trasformatori di uscita originali sono stati sostituiti con una coppia dei miei 8KPP84A. Il trasformatore di alimentazione è invece quello originale Pioneer. È stato inoltre possibile recuperare alcuni condensatori originali che erano ancora in condizioni utilizzabili.

L’alimentazione non utilizza induttanze di filtro. Il livellamento dell’alta tensione viene effettuato attraverso una doppia cella CRCRC, una soluzione semplice ma perfettamente adeguata per questo circuito.

Naturalmente lo stesso progetto può essere costruito anche completamente da zero, senza partire da un vecchio SM-83. In quel caso sarà necessario procurarsi anche un trasformatore di alimentazione adatto. Qui sotto è visibile una versione censurata dello schema Premium:

Una volta terminato il montaggio, l’apparecchio mi è stato portato per la messa a punto, la regolazione del bias e le misure strumentali. Il lavoro di costruzione è stato eseguito molto bene. È stata realizzata una nuova mascherina in alluminio, il telaio è stato riverniciato e il circuito è stato montato utilizzando normali componenti surplus. Non sono stati impiegati condensatori esoterici o componenti cosiddetti da boutique: soltanto materiale adatto al circuito, correttamente dimensionato e verificato.

Misure strumentali

La potenza misurata è di circa 12 watt RMS per canale prima della comparsa evidente della distorsione. La risposta in frequenza si estende da circa 8 Hz a 90 kHz entro -1 dB. La distorsione armonica misurata alla potenza di 1 watt è dello 0,15%. Il tasso di controreazione è volutamente moderato. Il fattore di smorzamento misurato è pari a circa 5,5, con una resistenza di uscita di circa 1,4 ohm.

Analisi di spettro a 1 watt

Banda passante su carico resistivo

Banda passante su carico reattivo

Sinusoide a 8 Hz

Nell’immagine seguente è visibile la forma della sinusoide a 8 Hz. Ho voluto mostrare questa misura perché la risposta in frequenza, da sola, non racconta tutto il comportamento di un trasformatore di uscita alle frequenze più basse.

Un trasformatore può infatti non mostrare una diminuzione evidente dell’ampiezza e, allo stesso tempo, deformare già la forma d’onda. È una cosa che mi è capitato di osservare anche su trasformatori molto conosciuti e venduti a prezzi importanti, nei quali la sinusoide cominciava a deformarsi già sotto i 70 Hz.

Nel grafico la traccia gialla rappresenta il segnale proveniente dal generatore di funzioni, mentre quella azzurra è il segnale misurato all’uscita dell’amplificatore. A 8 Hz la sinusoide è ancora ben conservata. La deformazione cominciava a diventare visibile intorno ai 6-7 Hz.

Naturalmente a frequenze così basse è presente una rotazione di fase e, nell’uso musicale normale, una prestazione del genere può anche non avere una grande utilità pratica. Rimane però una misura interessante, soprattutto considerando quanto spesso, nei forum, si discuta di induttanze primarie enormi, materiali miracolosi e nuclei quasi fantascientifici senza poi verificare il comportamento reale del trasformatore sul banco di misura.

Onde quadre a 100 Hz, 1 kHz e 10 kHz

Onda triangolare a 1 kHz

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5 Responses to Restauro, Riparazione e Ricostruzione Completa del Pioneer SM-83

  • Ottima riprogettazione la 6AN8 utilizzata pentodo come generatore di corrente costante la sezione triodo in ingresso?

  • Ovviamente no, uno si era bruciato e non valeva la pena ripararlo perchè l’apparecchio non vale niente e il cliente voleva divertirsi ad autocostruire qualcosa di nuovo, il trasformatore rimasto se lo è tenuto lui e penso lo abbia venduto come ricambio su ebay. Però posso farti 2 trasformatori nuovi come quelli di questo progetto che sono molto meglio degli originali che erano trasformatori poveri in basso e in alto che venivano tirati su a forza di negative feedback, i miei trasformatori hanno una estensione di banda molto maggiore.

  • Buongiorno
    Ha i vecchi trasformatori di uscita ?
    Cordiali saluti
    Francesco

  • Sono ormai tre mesi che ascolto questo capolavoro, non pensavo che un amplificatore a valvole potesse suonare cosi bene.
    L’idea di aver recuperato un rottame destinato alla discarica e di averlo trasformato in un bellissimo amplificatore che oltre tutto suona altrettanto bene, mi rende felicissimo.
    Minimale, semplice, senza fronzoli esattamente come mi piace a me. Fantastico!

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Preamplificatore DAC e RIAA MM a trasformatori con valvola 6BX7 / 6BL7

Questo progetto nasce come evoluzione ragionata di una serie di esperienze maturate durante il secondo periodo di lockdown, quando il tempo a disposizione ha permesso di tornare a sperimentare senza compromessi, mettendo da parte le soluzioni “furbe” e concentrandosi esclusivamente sul risultato sonoro reale. L’obiettivo era realizzare un preamplificatore DAC a valvole con uscita a trasformatori, capace di coniugare trasparenza, tridimensionalità e controllo del palcoscenico, evitando sia l’estetica sonora artificiosa di certi circuiti zero feedback, sia la compressione spaziale tipica di progetti con controreazione eccessiva. Il risultato è un apparecchio pensato per dialogare direttamente con finali di qualità, senza mascherare nulla e senza imporre una firma sonora caricaturale.

Per questo progetto ho preso spunto da diverse cose e da diverse esperienze precedenti, in particolare ho volutamente miscelato quanto appreso con il granny27 e con il nibiru. L’idea era ottenere un preamplificatore DAC con uscita a trasformatori, similmente al vecchio progetto Euridice, ma con una marcia in più.

Questa “marcia in più” deriva dall’esperienza maturata proprio sul Nibiru, dove avevo sperimentato con successo un effetto di spazialità tridimensionale controllata, ottenuto combinando volutamente il comportamento di un elemento induttivo e un tasso di controreazione molto blando ma estremamente preciso. Nel Nibiru l’elemento chiave era un’induttanza, qui invece è il trasformatore a svolgere quel ruolo. La controreazione è stata calibrata con attenzione per evitare due estremi altrettanto sbagliati: da un lato il suono slabbrato e sfocato dei circuiti realmente zero feedback, dall’altro l’appiattimento e la compressione della scena sonora tipica di progetti con feedback elevato.

Il risultato è un equilibrio difficile da ottenere ma estremamente appagante, una via di mezzo virtuosa tra tridimensionalità, messa a fuoco e naturalezza, che rende l’ascolto coinvolgente senza introdurre sporcature o artifici. È esattamente quel tipo di controreazione moderata, ponderata e positiva che chi continua a sbandierare dogmaticamente lo zero feedback difficilmente riuscirà mai a comprendere. Questo progetto viene pubblicato come premium.

Per evitare i problemi riscontrati sul granny27, che alla fine era stato caricato con un CCS a transistor, suonando anche molto bene ma senza centrare pienamente l’obiettivo che mi ero prefissato, ho deciso di partire da una valvola con resistenza interna significativamente più bassa. La scelta è ricaduta sulla 6BX7, una valvola spesso sottovalutata ma estremamente interessante per questo tipo di applicazioni.

La 6BX7, così come la sua equivalente 6BL7, è un doppio triodo di potenza con la stessa zoccolatura della 6SN7, ma con caratteristiche elettriche decisamente diverse. Può dissipare 6 watt per ogni placca, ha una resistenza interna di circa 1300ohm e un Mu di 10. In termini funzionali ricorda molto la sezione di potenza di una 6EM7. È una valvola particolarmente adatta per amplificatori per cuffia, preamplificatori linea, finali a bassissima potenza o come driver per valvole di grossa taglia come 300B o 845.

Per questo progetto ho realizzato un nuovo trasformatore interstadio, l’i12K600, specificamente pensato per lavorare in modo corretto con valvole a bassa resistenza interna.

Questo trasformatore ha un primario da 12k e un secondario da 600ohm con presa centrale, ed è in grado di sopportare una corrente continua di 10mA. Può essere utilizzato con valvole aventi una resistenza interna da circa 1700ohm a scendere, come 6BX7, 6BL7, ma anche 5842 o 417A. Nel mio caso, disponendo già di un segnale robusto proveniente dal DAC, ho preferito la 6BX7. Grazie al suo basso Mu e al rapporto di trasformazione, sono riuscito a ottenere un guadagno quasi unitario, pur lavorando con una valvola realmente amplificante, capace quindi di imprimere al suono un carattere autentico e naturale.

Questo approccio è l’esatto opposto dei tanti buffer economici che si trovano in commercio, dove una valvola in inseguitore viene messa lì solo per fare scena, mentre il lavoro vero viene svolto da opamp nascosti sotto il cofano.

Per sperimentare ulteriormente ho inserito nel pre, oltre al DAC, anche un preamplificatore a JFET basato su BF256 e 2SK170. È presente quindi un commutatore che consente di passare dal DAC al pre fono o a una presa AUX per sorgenti esterne.

Per iniziare ho costruito l’alimentazione in un telaio separato, così da allontanare il trasformatore di alimentazione dagli interstadio ed evitare l’introduzione di ronzii, problema che avevo già riscontrato con il granny27.

L’alimentazione anodica è stata realizzata con una 6X5GT. Lo stadio con la 6BX7 assorbe circa 20mA costanti lavorando in classe A, quindi la 6X5GT è perfettamente dimensionata, potendo erogare fino a 70mA. Non è minimamente stressata, durerà a lungo ed è facilmente reperibile in versione NOS a costi contenuti. Tutto il contrario di quanto sostengono certi “guru” convinti che per alimentare pochi milliampere servano per forza raddrizzatrici sovradimensionate e batterie di condensatori spropositati, senza nemmeno distinguere tra corrente, tensione e resistenza di uscita di uno stadio.

Dopo la 6X5GT ho utilizzato una cella CLC, come nel granny, con un vecchio condensatore a vitone NOS Philips dalle caratteristiche elettriche che mettono in difficoltà molti condensatori moderni, anche cosiddetti audio grade. Per puro sfizio, e per ottenere un silenzio strumentale assoluto, ho poi soppresso il residuo ripple con un moltiplicatore di capacità, visibile sulla sinistra dopo il ponte raddrizzatore verde che alimenta invece il pre RIAA a 24 volt.

Piccola soddisfazione personale nell’uso di componenti d’epoca: nel moltiplicatore di capacità, accanto al BUX85G, si può notare un BC207 NOS. Nel video qui sotto è possibile osservare il funzionamento del moltiplicatore, con scala dell’oscilloscopio impostata a 20mV per divisione. La traccia inferiore mostra il segnale prima del moltiplicatore, quella superiore, quasi piatta, il segnale dopo. Le leggere ondulazioni a bassa frequenza sono semplici variazioni della tensione di rete e non vanno confuse con ripple residuo. Il moltiplicatore non è uno stabilizzatore.

Passando al telaio del pre vero e proprio, l’anodica è ulteriormente disaccoppiata tramite una cella RC con resistenza da 22ohm e un condensatore carta olio NOS da 2,5uF Sprague, di quelli destinati all’aviazione, dotato di viti di fissaggio per resistere alle accelerazioni meccaniche.

I condensatori carta olio in ambito audio danno il meglio di sé sulle alimentazioni. Inseriti nel percorso del segnale, o peggio ancora nei crossover, tendono sì ad addolcire le asperità, ma al prezzo di una perdita di dettaglio, soprattutto in gamma alta.

Il trimmer visibile in queste immagini serve per bilanciare perfettamente i due canali. Con un tasso di NFB molto basso, circa 2dB, anche valvole con sezioni ben matchate non saranno mai perfette. Il bilanciamento viene effettuato sotto oscilloscopio agendo esclusivamente sulla rete di controreazione, senza toccare il segnale di ingresso, evitando così di introdurre disturbi.

La 6X5GT

Strumentali: la distorsione armonica totale è pari allo 0,78% con un’uscita di 8Vpp, valore superiore al massimo normalmente utilizzato, che si attesta intorno ai 6Vpp in funzionamento con il DAC. La banda passante è di 30Hz – 35kHz a -1dB, misurata alla stessa ampiezza.

Come suona

Ho sperimentato diversi bypass sugli elettrolitici di catodo della 6BX7, provando polipropilene, acetato di cellulosa e altre soluzioni. Alla fine ho trovato il mio punto di equilibrio con il polipropilene, che privilegia il dettaglio senza impoverire il corpo. Il suono è ricco e piacevole, la gamma alta è frizzante ma mai aggressiva, la separazione tra gli strumenti è eccellente, le voci sono ben focalizzate al centro della scena e il palcoscenico è ampio e credibile. Il risultato finale è pienamente soddisfacente.

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8 Responses to Preamplificatore DAC e RIAA MM a trasformatori con valvola 6BX7 / 6BL7

  • Ho realizzato questo preamplificatore su progetto SB. Ora sta in coppia con un finale se di kt88/6550 sempre by SB, il risultato è semplicemente impressionante: la presenza degli strumenti, la trasparenza e la tridimensionalità sono da primato. Rispetto all’uso del finale da integrato con il suo controllo di volume, è come se una tenda venisse tirata via dal fronte sonoro. C’è davvero tutto di più! Una menzione particolare merita la scheda phono del pre: può tranquillamente rivaleggiare con oggetti molto ma molto più costosi. Io non sono parente di Bianchini né mi paga, semmai il contrario, per cui dico questo e concludo: ne ho spesi di soldi nella mia carriera di “audiofilo”, ma quelli investiti nelle creazioni di Stefano sono senz’altro tra i meglio spesi. Complimenti a lui e anche a me!

  • Se pensi che l’NFB elimini tutte le distorsione ti sbagli, non è una cura magica, ti elimina una certa distorsione ma te ne crea altra diversa, ti abbassa armoniche basse e te ne fa spuntare altre più piccole in alto, genera intermodulazioni etc e succede sopratutto quando ci sono rotazioni di fase. Gli induttori sopratutto introducono delle distorsioni sui transienti e possono creare sensazioni sonore di tridimensionalità posticcia, che non erano presenti nel segnale di origine e che colorano il suono come piace a tanti audiofili. La controreazione in un tale circuito tende ad eliminare questi effetti posticci e quindi erroneamente molti audiofili affermano che la controreazione calcella cosa dal segnale, ma cerca di cancellare cose che non c’erano, quindi di coreggerle, con nibiru io dosavo questo livello. Succede anche che se però in un tale circuito la controreazione è troppa avvengono delle interazioni con l’elemento induttivo in primis per cui il suono diventa brutto al punto che è meglio eliminare del tutto il circuito, ossia la controreazione ha eliminato alcune cose che non dovevano esserci ma ne ha introdotte altre che sono anche peggio e succedeva sempre con nibiru se regolavo il tasso di NFB troppo alto, di queste cose ho già parlato su quell’articolo e mi sto ripetendo. Io purtroppo non ho lo strumento che mi permetterebbe di produrre dati tangibili di questa cosa perchè costa troppo per le mie tasche, ma empiricamente ho fatto queste osservazioni, anzi dovrei dire ascolti.

  • perdona ma stiamo mischiando cose diverse, l’uso della nfb per diminuire le distorsioni e migliorare la fedeltà nella riproduzione dei bassi è hi-fi, aggiungere altro per avere un suono più piacevole non mi pare cada nell’hi-fi, altrimenti ti contraddici sul motivo per cui usi la nfb…

  • Ciò che è un’effetto è un’effetto, quindi non c’è nella registrazione, come mettere sale e pepe sulla bistecca per non mangiarla insipida… tutto questa trafila iniziata con nibiru ha lo scopo di dimostrare che non è il negative feedback a cancellare cose dal suono, ma (1) al contrario che è la sua assenza ad aggiungere cose che non ci sono, (2) che lo zero feedback porta con sè anche effetti deleteri tipo bassi slabbrati, e brutte distorsioni e impastamenti tutt’altro che piacevoli e che limitano l’amplificatore a poter pilotare solo dei monovia, (3) che con un uso sapiente della controreazione è possibile regolare e avere il controllo su questi fenomeni e trovare un punto di equilibrio tra effetti piacevoli e spiacevoli. L’effetto non è una cosa apocalittica, si sente è bello, non è fastidioso ma ci vuole anche un’ambiente di ascolto corretto per apprezzarlo, per dire in un’ambiente con casse buttate come capita non si riesce a capire cosa fa nibiru.

  • Ma usi una traccia di riferimento che sai come deve suonare? Perché altrimenti non rischi di dare un effetto 3d a tracce che di suo non ne hanno?

  • provando, ho modificato i valori delle resistenza attorno al segnale di NFB 3/4 volte prima di trovare quello che mi sembrava meglio, essendo cmq un pre che non ha carichi reattivi ma vede una resistenza pura non è critico, alla fine il tasso di NFB ottimale di questo circuito è tipo 1,4/2dB…

  • non ho capito come stabilisci la giusta via di mezzo tra tridimensionaltà e messa a fuoco…

  • Complimenti Stefano, leggere i tuoi articoli e le descrizioni dei tuoi lavori è sempre un arricchimento di conoscenze. Metti anima , cuore e sopratutto competenza in tutti i tuoi progetti.

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