Tracciacurve uTracer 3+

Da un pò di tempo desideravo questo traccia curve perchè quello che avevo fatto tanti anni fa “lampemetre tube analyzer” era limitato, quindi per natale ho deciso di comprare il KIT per assemblarlo visto che il costo non era proibitivo. Per chi fosse interessato a visitare il sito di uTracer trova tutto in questo sito: http://www.dos4ever.com/uTracer3/uTracer3_pag0.html

Ecco il mio uTracer assemblato con la modifica delle doppie induttanze per aumentare leggermente la velocità di acquisizione delle curve:

Per chi ancora non lo sapesse il creatore di uTracer ha pensato la scheda per essere alimentata a 19,5volt usando l’alimentatore di un computer portatile. La più grande limitazione di uTracer è l’alimentazione del filamento della valvola sotto misura, uTracer ha un’uscita per alimentare il filamento in PWM limitato a 1,5A e con una tensione che non può superare i 19volt dell’alimentazione dell’uTracer stesso, che potrebbe essere troppo bassa per molte valvole televisive per esempio o alte valvole per uso radio con filamenti serie. La soluzione a questo problema è alimentare il filamento della valvola sotto misura esternamente, quindi in definitiva uTracer viene presentato come compatto, una piccola scatoletta con sopra zoccoli e connettori ma con almeno 2 alimentatori esterni, siccome a piacciono le cose “tutte d’un pezzo” ho pensato di realizzare il montaggio di tutto in una sola scatola.

La prima cosa che ho assemblato quindi è un doppio alimentatore lineare basato semplicemente su un LM317LZ accoppiato con un grosso PNP TIP147 per generare i 19,5volt per uTracer e un’analogo circuito con ben 3xTIP147 paralleli per l’alimentazione dei filamenti. Ho usato 2 trasformatori di recupero, uno recuperato da un vecchio carica batterie per uTracer e un’altro più grosso recuperato da un’amplificatore SS akay che avevo demolito tempo fa per i filamenti.

L’alimentazione di uTracer è riferita al telaio, mentre il negativo dei filamenti è flottante in quanto va riferito alla boccola “K” di uTracer. Per raffreddare i TIP147 ho utilizzato il dissipatore recuperato dallo stesso amplificatore akay a cui ho aggiunto 2 ventoline che non ricordo nemmeno più dove ho recuperato. In fine siccome le ventoline fanno rumore ma il radiatore rimaneva tiepido o quasi freddo quando si alimentavano i filamenti di piccole valvole e iniziava a scaldare solo quando si alimentavano valvole con assorbimenti di alcuni amper come EL34, KT88, 6BX7 e simili ho aggiunto un semplice termostato formato da un NTC, un trimmer e un TIP31 che avvia le ventole gradualmente man mano che il radiatore si scalda e le ferma quando questo torna a raffreddarsi.

Ecco lo schema (clicca per ingrandire)

Mi serviva un contenitore che potesse contenere tutto, inizialmente pensavo a un mobiletto della hifi 2000 ma avrei dovuto spendere quasi 100€ per un contenitore tutto da forare quindi mi ricordai di un rudere che prendeva polvere da anni nel mio solaio…

Questo è un vecchio amplificatore PA della RCF che montava le EL503 come finali, un’apparecchio che qualcun’altro avrebbe messo subito in vendita da qualche parte come super HiFi… poi montava le rare EL503, almeno 2000€ dovrebbe valere hahah. In realtà era un cesso pazzesco e non valeva niente, me l’ha regalato un signore di Modena, penso provenisse da una parrocchia, lo usavano per dir messa, le sue doti audio erano quelle di un citofono da 60watt. Bene smonta!

Ho smontato tutto quello che c’era dentro, poi ho fatto sabbiare le lamiere per pochi spiccioli in modo da eliminare le croste di ossido bianco e ruggine che aveva un pò dappertutto, quindi l’ho modificato per ospitare la nuova elettronica.

Per pochi altri spiccioli l’ho fatto verniciare a polveri…

Quindi ho cablato il piano con gli tutti gli zoccoli e le boccole, in assoluto il lavoro più noioso che mi ha impegnato quasi un pomeriggio intero…

Con la stampa 3D ho realizzato una guida per l’aria da montare sopra il radiatore dell’alimentatore in modo che questo gettasse l’aria calda fuori dal cabinet e ho assemblato il tutto che potete vedere finito nelle ultime due foto qui sotto.

Alcune valvole tendevano ad’oscillare durante la misura e ho risolto semplicemente mettendo un ceramico da 100nF tra la boccola G1 e la boccola K, lato “piastra zoccoli” (non lato uTracer).

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Golden Tube Audio SE-300B II – Revisione e analisi tecnica

Nota introduttiva: Il Golden Tube Audio SE-300B II è un amplificatore single-ended di produzione americana basato sulle celebri valvole 300B. Nato negli anni ’90, ha riscosso un buon successo commerciale grazie al prezzo accessibile e al design accattivante, rappresentando per molti appassionati un primo passo nel mondo delle amplificazioni a triodo diretto. Con il tempo, tuttavia, questo modello è divenuto oggetto di discussioni tecniche per alcune scelte progettuali non convenzionali, che privilegiano un certo carattere sonoro “romantico” rispetto alla neutralità assoluta. In questo articolo racconto la revisione di un esemplare giunto nel mio laboratorio per guasto e la mia analisi del suo particolare circuito.

“For The Distortion Of The Music”

Il Golden Tube Audio SE-300B II rappresenta bene un’epoca in cui il fascino del suono valvolare veniva interpretato in modo creativo, a volte spingendosi oltre la pura fedeltà timbrica. È un apparecchio interessante anche per questo: un esempio di come alcuni progettisti cercassero di ottenere una “firma sonora” riconoscibile, anche a costo di qualche compromesso tecnico. Ma andiamo con ordine…

Golden Tube Audio SE-300B II esterno

L’amplificatore è arrivato in laboratorio perché faceva saltare il fusibile e il proprietario desiderava una revisione completa del circuito. All’apertura ho riscontrato un intervento precedente non particolarmente curato: due grandi condensatori carta-olio fissati con nastro isolante e feltrini. Li ho riposizionati correttamente sul telaio, con cablaggio intrecciato verso la scheda, e ho approfittato per effettuare una pulizia e un controllo generale dei componenti.

Scheda interna SE-300B II

Dopo l’ispezione ho verificato che il circuito non presentava altri guasti. Ho testato le valvole, trovandole tutte in buone condizioni tranne una 300B probabilmente danneggiata dai corti precedenti, sostituita con una nuova coppia.

Valvole 300B sostituite

Dopo il riallineamento del bias, ho notato comportamenti anomali agendo sui due potenziometri più esterni: l’oscilloscopio mostrava forme d’onda insolite. Ho quindi cercato lo schema elettrico, disponibile a questo link, per approfondire il funzionamento del circuito. Il punto più interessante è illustrato qui:

Schema Golden Tube Audio SE-300B II

Lo schema, sebbene poco leggibile, rivela un potenziometro inserito in una configurazione simile a una controreazione variabile. Tuttavia, per come sono disposti i triodi della 6SL7, questo controllo finisce per agire più come un modulatore di distorsione che come un tradizionale NFB. Si tratta di una scelta progettuale curiosa, che probabilmente mirava a dare all’utente la possibilità di “dosare” il carattere sonoro dell’amplificatore.

Il circuito di pilotaggio utilizza una 6SL7 seguita da un inseguitore catodico basato su una EL34 collegata a triodo, incaricata di pilotare la 300B finale. È un approccio piuttosto originale, anche se in termini di efficienza la 6SL7 non fornisce un’ampiezza di segnale sufficiente per sfruttare appieno le potenzialità della 300B, limitando la potenza a circa 6 watt RMS. In un progetto più convenzionale sarebbe bastata mezza 6SN7 per canale, ma l’utilizzo della EL34 come buffer offre comunque un certo margine di stabilità. Durante i controlli ho riscontrato anche che uno dei due canali presentava la fase invertita all’uscita, anomalia che ho successivamente corretto.

Ecco le misure strumentali effettuate sull’apparecchio:

  • Potenza massima: 6 watt RMS
  • Banda passante a 1 watt (potenziometro aperto): 20 Hz – 46 kHz (-3 dB)
  • Smorzamento: 3,2   |   Rout: 2,5 ohm   |   THD: 0,0029 %
  • Banda passante a 1 watt (potenziometro chiuso): 20 Hz – 85 kHz (-3 dB)
  • Smorzamento: 5,0   |   Rout: 1,6 ohm   |   THD: 6,3 %

Con il potenziometro chiuso si percepisce l’intervento della controreazione, che estende la banda passante e migliora il fattore di smorzamento. Tuttavia, la distorsione tende paradossalmente ad aumentare, segno che il circuito di feedback non agisce nel modo convenzionale. È una peculiarità progettuale interessante, sebbene piuttosto lontana dai canoni dell’hi-fi tradizionale.

In assenza di “Distortion Feedback” la distorsione armonica totale è attorno al 3%, mentre attivandolo può salire fino al 15%. Valori così elevati sarebbero insoliti per un amplificatore di alta fedeltà, ma qui rappresentano una caratteristica intenzionale, pensata per modellare il timbro. In sostanza, il potenziometro consente di passare da un funzionamento “monotriodo puro” a una modalità con un’aggiunta controllata di armoniche. Nel video seguente si può osservare l’effetto del potenziometro in tempo reale: la sinusoide iniziale, regolare, si trasforma progressivamente in una forma più complessa e ricca di armoniche.


In conclusione, il Golden Tube Audio SE-300B II è un amplificatore affascinante e ricco di personalità, con un progetto che riflette un’epoca in cui si cercava un suono emozionale più che neutro. Pur con alcune scelte circuitali insolite, resta un apparecchio interessante da analizzare e migliorare. Con un’accurata revisione e qualche intervento mirato può offrire prestazioni più bilanciate, mantenendo intatto il suo carattere musicale. Se possiedi un amplificatore di questo marchio o un altro modello vintage da restaurare o ottimizzare, puoi contattarmi tramite la sezione “Servizi”: sarò lieto di valutare l’intervento più adatto per riportarlo alle migliori condizioni operative e sonore.

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Riparazione Marshall 9200 – EL34 100/100

Premessa: il Marshall 9200 e il Marshall EL34 100/100 sono praticamente lo stesso identico apparecchio venduto con 2 nomi differenti, il 9200 monta 6L6GC come finali e mentre l’EL34 100/100, come dice il nome monta EL34.

Questo amplificatore viene venduto come un 100+100 watt RMS (88 RMS effettivi misurati su carico resistivo da 8ohm), si tratta di due amplificatori completamente separati nello stesso rack, essi non hanno nessuna circuitazione in comune, pertanto si possono usare insieme o separatamente.

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Il problema riscontrato in questo amplificatore era quello di spernacchiare alle basse frequenze su uno dei 2 canali, problema che si è risolto sostituendo il trasformatore d’uscita con uno nuovo.

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Su altri esemplari ho riscontrato problemi come canali deboli o sempre spernacchianti o che generavano orrendi rumori, botti o scariche. Generalmente i difetti di questi amplificatori sono sempre legati al trasformatore d’uscita guasto oppure ad alcuni trasistor (mpsa43) che sono nel circuito driver, usati come pozzi di corrente sotto lo sfasatore.

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Chi fosse interessato ad acquistare un singolo o una coppia di trasformatori d’uscita di ricambio per questo apparecchio lo trova a listino qui e può contattarmi per l’ordine dalla solita form dei contatti.

Che valvole montare in questo amplificatore

Durante le varie riparazioni ho visto la gente montare diverse valvole su questo amplificatore, alcune modifiche sono corrette altre sono da evitare, vediamo intanto la disposizione delle valvole riportata nel manuale ufficiale:

disposizione valvole 9200

disposizione valvole EL34-100100

Nei 2 modelli potete sbizzarrirvi sostituendo le 6L6GC con le EL34 o vice versa, fare un canale con le EL34 e uno con le 6L6GC, potete montare 6CA7 al posto delle EL34 o 5881 al posto delle 6L6GC. Le KT66 sebbene compatibili sono troppo “cicciotte” e non ci stanno fisicamente. Non montate varianti non “C” della 6L6, ossia non potete montare 6L6/6L6G .. GA e GB perchè i limiti della tensioni di G2 di queste valvole è troppo basse e ne fareste un’arrosto causando probabilmente anche danni ai trasformatori d’uscita. Non montate valvole di diverso tipo nello stesso canale!

Sebbene qualcuno lo faccia, non sostituite le ECC81/12AT7 con valvole diverse! sotto questa valvola c’è il famoso MPSA43, il circuito è pensato e ottimizzato per la ECC81, montando una ECC83 come hanno fatto alcuni succede che vista la bassa corrente tipica della 83 (rispetto la 81 che lavora con correnti superiori) si fa lavorare male lo stadio, le ECC83 tendono ad esaurirsi perchè il transistor tenta di fargli assorbire tanta corrente quanta ne assorbirebbe la ECC81 e a volte si guasta anche il transistor.

Spesso la gente monta una ECC83 al posto della ECC81 dicendo che suona meglio, spesso questo capita perchè è guasto il transistor e non lo sanno, in tutti i casi l’amplificatore è già guasto e sta funzionando male e molto al di sotto delle sua possibilità (inoltre state ammazzando una ECC83), e ancora più spesso trovo riparazioni errate causate da alcuni errori nelle serigrafie del PCB marshall di cui la gente si fida senza controllare lo schema elettrico.

La ECC83 sull’ingresso invece è meno critica, potete fare esperimenti per trovare la distorsione che vi aggrada, sempre ovviamente montando valvole che siano pin compatibili con la ECC83 e ce ne sono parecchie, ovviamente qualsiasi cosa mettiate che non sia una ECC83 funzionerà in una condizione di polarizzazione errata generando distorsioni differenti.

Problemi di compatibilità con finali JJ Tesla

Possiamo vedere nelle foto qui sotto che nei Marshall 9200 e nell’ EL34 100/100 non possono essere montate in sicurezza valvole JJ Tesla, pena il rischio di spaccare il vetro delle valvole durante il trasporto o peggio durante l’uso.

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Il righello è appoggiato ai bordi dello schassis, come si vede le valvole sono tutte più alte, anche se di pochi millimetri, di questo bordo e questo significa che quando chiudete il coperchio dell’apparecchio questo premerà contro il vetro delle valvole rischiando di romperlo mentre lo spostate o a causa delle vibrazioni.

Nella foto sotto ho montato una EL34 di altra marca al posto di una delle JJ per vedere la differenza, come si può vedere bene l’altra valvola risulta entrare perfettamente nel vano dell’amplificatore senza andare a “sbattare la testa sul soffitto”.

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Questo non è un’amplificatore HiFi

Qualcuno, spinto del desiderio di avere un’amplificatore valvolare per ascoltare la musica, ha usato uno di questi marshall spinto dal fatto che sono a tutti gli effetti stereofonici e di assomigliare vagamente un’amplificatore HiFi in quanto non hanno controlli per distorsioni e toni, ma portroppo la concezione del circuito e dei trasformatori resta assolutamente legata al mondo delle chiatarre, per vedere la distorsione introdotta da questo circuito non serve fare un’analisi di spettro, basta mandare in ingresso una sinusoide e vedere cosa esce sull’oscilloscopio per notare evidenti distorsioni.

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