Hashimoto KT88 UL PushPull – Versione con raddrizzamento a diodi

Nel precedente articolo ho presentato il caso dell’ Hashimoto KT88 UL Push Pull costruito da Fabrizio, problemi del circuito e relative risoluzioni, in questo articolo invece presento una variante che mi è stata richiesta dello stesso circuito ma senza valvola raddrizzatrice, la differenza rispetto l’altro circuito è la sezione di alimentazione anodica che utilizza diodi al silicio, il trasformatore di alimentazione differisce nella tensione del relativo secondario, i condensatori di livellamento sono più generosi e l’induttanza è un modello con resistenza DC più bassa, in questo modo si ottiene un’alimentazione più stabile che ha un’erogazione di corrente maggiore verso il circuito, questo si tramuta essenzialmente in una maggiore fermezza dei bassi e minori distorsioni dovute all’ondeggiamento della tensione anodica.

Ecco lo schema premium

Questo della foto è il set di trasformatori che riceverete per realizzare questo progetto, il costo compresa spedizione è di €710,00

Pisa 19.04.2021

Ciao Stefano, ho fatto questa breve recensione, e al di là di quello che ho scritto Ti dico che sono molto soddisfatto di quanto realizzato, anche grazie alla Tua consulenza e disponibilità. Dopo 40 anni circa che non prendevo un saldatore in mano, mi sono deciso ad affrontare la realizzazione di un amplificatore valvolare con KT88; perché queste valvole? ho visto in rete alcuni impianti auto-costruiti e oltre all’aspetto tecnico mi è piaciuto l’aspetto estetico. Le mie conoscenze di elettronica si limitano al periodo scolastico e poco più, non suffragate da studi specifici ma solo passione per l’elettronica (di fatto sono un elettrotecnico). A parte alcuni impianti auto-costruiti in gioventù e tutti allo stato solido, mi dilettavo solo alla riparazione di apparecchi valvolari di amici e parenti.

Oggi ascolto musica con impianti discreti e ben suonanti, anche se quando li ho acquistati volevo un impianto valvolare che aimè avevano prezzi piuttosto alti, e chi mi ha seguito nell’acquisto non li consigliava. La voglia però di avere un impianto valvolare era forte per cui mi sono deciso di costruirmelo. Il primo problema è stato quello di trovare uno schema attendibile è i relativi trasformatori, altrimenti non si và da nessuna parte; in rete si trova di tutto e il contrario di tutto.

Dopo una ricerca approfondita ho trovato quello che volevo negli articoli sul sito SB-LAB, molto dettagliati e suffragati da conoscenza tecnica e non solo sensazioni di ascolto dovute alla buona pratica. Dopo vari contatti mi sono deciso ad acquistare i trasformatori proposti dalla SB-LAB e la fornitura del relativo schema. Durante le fasi costruttive ho trovato la disponibilità da parte di Stefano Bianchini per soluzioni e consigli, indispensabili prima affrontare la realizzazione.

Di fatto oggi ho completato la realizzazione di un dual-mono con KT88, acceso e funzionante alla prima, nessun rumore di alternata anche al massimo del volume e nessuna interferenza. Fatte le dovute tarature e verifica delle tensioni (tutto regolare), l’ho messo in prova al posto dell’attuale impianto che utilizzo per ascoltare la musica.

Dopo alcuni giorni e circa 20 ore di funzionamento senza alcun problema, la soddisfazione di ascolto è piena e meno impegnativa rispetto all’altro impianto, mi piace molto e non solo a me ma anche a mia moglie o a chi altro l’abbia fatto sentire (molto probabilmente sostituirà il mio primo impianto). Non ho fatto prove strumentali poiché non ho il necessario, ma prima o poi mi le farò.

Allego delle foto di quanto realizzato, certo da un punto di vista estetico si può fare di meglio ma a me piace la sobrietà e la funzionalità senza troppi inutili fronzoli. Il cablaggio? Ho cercato di fare del mio meglio, soprattutto sulla distribuzione delle masse, realizzate comunque con collegamento a stella e collegate al telaio in un solo punto (nessun rumore di alternata).

Posso chiudere affermando che lo schema proposto da Stefano, abbinato ai trasformatori forniti, è più che ottimo e ben funzionante. Saluti Roberto Carmassi

Continue reading...

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Boyuu A20 – Upgrade

Sottotitolo: Spieghiamo perchè gli upgrade “facili” sono spesso una perdita di tempo e di soldi.

Dopo aver parlato dell’upgrade del Boyuu A9 un cliente mi contatta per avere informazioni riguardo l’upgrade del Boyuu A20…

Mi ha mandato alcune foto dicendomi che l’aveva già upgradato e voleva migliorarlo ancora…

Quindi prendo la palla al balzo per spiegare una volta per tutte che se un’amplificatore è di progettazione dozzinale e ha trasformatori di scarsa qualità, cose che ci si aspetta normalmente in un’apparecchio cinese a basso costo, è una inutile perdita di tempo e di soldi fare questi upgrade facili che consistono nel montare valvole più belle e condensatori grifati, si avrà un leggero cambio di intonazione ma si sarà sempre poco lontani dall’oggetto di partenza, le parti salienti di un’amplificatore sono i trasformatori e lo schema elettrico, se si vuole veramente ottenere un miglioramento che valga la spesa è li che ci si deve concentrare. In ogni modo di questo amplificatore non si trovava uno schema corretto su internet, infatti facendo ricerche appaiono schemi che usano la 6SL7 con i triodi in parallelo, schema del tutto uguale a quello del modello A9 con le EL34, ma questo apparecchio monta dei pentodi 6SJ7 sull’ingresso, ci sono 2 induttanze sull’alimentazione invece che una sola, in pratica non sapedo com’era l’oggetto di partenza non sapevo indicare modifiche, quindi me lo sono fatto spedire per estrapolare lo schema elettrico che riporto qui sotto (nota i valori dei condensatori riportati sono quelli che ho trovato dopo la modifica fatta dal proprietario e non so se siano degli stessi valori esatti di quelli di partenza).

Lo schema è il classico single ended ultralineare, tanto di moda quanto concettualmente sbagliato. Le KT88 lavorano a 21watt di dissipazione (meno del limite di una EL34) con circa 380/370volt in placca su un trasformatore da 3500ohm primari, la 6sj7 è polarizzata in modo normalissimo, mentre la sezione di alimentazione reca una sorpresa (di cui non mi meraviglio), ci sono 2 induttanze di filtro e si era convinti che avessero biforcato al primo condensatore dopo la raddrizzatrice per fare una cella LC separata per ogni canale, tra l’altro in foto si vedono chiaramente le 2 induttanze una a destra e una a sinistra e 2 grossi condensatori sempre uno a destra e uno a sinistra ma ovviamente non è così: le 2 induttanze sono poste in serie e i 2 condensatori sono posti in parallelo da una pista sul PCB. E come pillola finale facendo 2 conti la valvola 5U4 patisce il picco di carica ad ogni accensione dei 2 condensatori da 220uF in parallelo. Cosa c’è di peggio dei circuiti al risparmio? I circuiti che avrebbero tutti i pezzi ma sono stati usati nel modo sbagliato. Vediamo strumentalmente cosa usciva da questo boyuu A20 già parzialmente modificato…

Banda passare un pò meno di 20Hz e 13khz @ -1dB, rotazioni di fase guardatevi il grafico

La potenza massima sembra 15 watt RMS per canale, in realtà anche se non subentra il clipping la distorsione è tanta a 15 watt, la distorsione a 1 watt è già al 2,35%…

Vediamo una triangolare a 15 watt, questa orrenda distorsione è per la maggiore causata dall’ultralineare che non è adatto all’uso negli SE…

Lo smorzamento è ovviamente basso, attorno un fattore 2 essendo il circuito privo di controreazione, sul carico reattivo mostra tutte le sue limitazioni.

Questo insegna che il più bel condensatore e la più costosa valvola NOS non possono correggere le limitazioni intrinseche di un circuito e di un trasformatore d’uscita. Tutto questo però è molto didattico. Visto il circuito ho considerato che non è possibile sfruttare la KT88 al pieno delle sue potenzialità. Per essere sfruttata a pieno, in single ended, una KT88 andrebbe fatta lavorare su un’impedenza primaria di 6k, dovrebbe vedere in placca almeno 420/430volt e portata a ridosso dei 35 watt di dissipazione, in questo apparecchio però non è presente abbastanza tensione… o magari la si potrebbe raggiungere eliminando la valvola raddrizzatrice e rettificando con dei diodi, cosa che non voglio proporre perchè resterebbe un buco vuoto e in ogni modo i miei trasformatori 6K per KT88 sono troppo grossi e non ci stanno nello spazio a disposizione, quindi alla fine ho deciso di restare su un’impedenza di 3500ohm con 380/370volt di placca (sottratti i 34 che cadono sulla RK rimangono circa 350 a disposizione della valvola) portando la dissipazione della valvola attorno i 30 watt con una corrente complessiva sopportabile dalla raddrizzatrice, ovviamente ho ridimensionato i condensatori per restare nei limiti della 5U4. Va eliminata una delle 2 induttanze perchè hanno una RDC di 80ohm cadauna (in serie 160ohm) e causerebbero troppa caduta di tensione visto il maggiore carico di corrente. La kt88 viene fatta lavorare a pentodo puro e ovviamente ho aggiunto un’anello di NFB per aumentare il tasso di smorzamento dell’apparecchio e tenere bassa la distorsione. A parte queste cose il disegno non è troppo diverso dall’originale e si può cablare senza modifiche troppo invasive. Lo schema premium è qui sotto, visibile in chiaro solamente a chi acquisterà i trasformatori.

Risultati dell’upgrade

Ho realizzato dei trasformatori d’uscita da 3500ohm dedicati all’upgrade di questo amplificatore e uno schema premium. Vediamo cosa si riesce ad ottenere. Come detto in precedenza l’amplificatore originale arrivava ad erogare 15 watt su 8ohm (30Vpp su 8ohm) ma con tassi di distorsione imbarazzanti e un fattore di smorzamento all’incirca di un fattore 2. La potenza ora è di circa 10Watt (25Volt su 8ohm), lo smorzamento è passato da un fattore 2 ad un fattore 8. La banda passante è passata da “20Hz / 13khz @ -1dB” a “10Hz -0,2dB / 70khz -1dB”. La distorsione a 1watt è passata dal 2,35% a un 0,46%. Vediamo i grafici a confronto…

Banda passante: Prima Dopo
Risposta su carico reattivo: Prima Dopo
THD: Prima Dopo
Onda Triangolare alla massima potenza prima del clipping: Prima Dopo

Vediamo anche le quadre, nei grafici è presente un pò di ringing residuo, non ho esagerato con la compensazione per non limitare la banda passate e il declino della fase, il ringing appariva comunque solo su carico resistivo scomparendo del tutto quando c’era il carico reattivo, o un’altoparlante connesso… o nulla connesso (ovviamente il circuito è stabile anche in assenza di carico).

Quadre a 100Hz / 1khz / 10khz

In definitiva questa modifica è abbastanza semplice da mettere in atto rispetto quella sull’A9, il risultato strumentale è ottimo e anche la resa sonora diventa di tutto rispetto e al pari di apparecchi ben più costosi.

Continue reading...

2 Responses to Boyuu A20 – Upgrade

  • Dovrebbe essere spiegato nell’articolo relativo. L’nfb non abbassa l’impedenza ma la resistenza d’uscita (che poi è la stessa cosa del DF espresso in modo diverso), semplicemente perchè tu hai questa resistenza immaginaria posta in serie al carico che causa una caduta di tensione calcolabile secondo la legge di ohm. La controreazione sente questa caduta e agisce sul circuito in modo da diminuirla e di fatto diminuisce la Rout. Il fenomeno lo si capisce bene nelle misure della banda passante su carico reattivo: ignorando il comportamento sulla fase, il carico rattivo lo puoi immaginare come una resistenza che varia di valore al variare della frequenza, quindi tanto più la rout dell’amplificatore è alta tanto più sono ampi i salti che emergono durante la misura.

  • Ma qual’è il motivo per il quale con la controreazione si abbassa l’impedenza di uscita dell’ampli (e di conseguenza si alza il fattore di smorzamento?

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Preamplificatore DAC e RIAA MM a trasformatori con valvola 6BX7 / 6BL7

Questo progetto nasce come evoluzione ragionata di una serie di esperienze maturate durante il secondo periodo di lockdown, quando il tempo a disposizione ha permesso di tornare a sperimentare senza compromessi, mettendo da parte le soluzioni “furbe” e concentrandosi esclusivamente sul risultato sonoro reale. L’obiettivo era realizzare un preamplificatore DAC a valvole con uscita a trasformatori, capace di coniugare trasparenza, tridimensionalità e controllo del palcoscenico, evitando sia l’estetica sonora artificiosa di certi circuiti zero feedback, sia la compressione spaziale tipica di progetti con controreazione eccessiva. Il risultato è un apparecchio pensato per dialogare direttamente con finali di qualità, senza mascherare nulla e senza imporre una firma sonora caricaturale.

Per questo progetto ho preso spunto da diverse cose e da diverse esperienze precedenti, in particolare ho volutamente miscelato quanto appreso con il granny27 e con il nibiru. L’idea era ottenere un preamplificatore DAC con uscita a trasformatori, similmente al vecchio progetto Euridice, ma con una marcia in più.

Questa “marcia in più” deriva dall’esperienza maturata proprio sul Nibiru, dove avevo sperimentato con successo un effetto di spazialità tridimensionale controllata, ottenuto combinando volutamente il comportamento di un elemento induttivo e un tasso di controreazione molto blando ma estremamente preciso. Nel Nibiru l’elemento chiave era un’induttanza, qui invece è il trasformatore a svolgere quel ruolo. La controreazione è stata calibrata con attenzione per evitare due estremi altrettanto sbagliati: da un lato il suono slabbrato e sfocato dei circuiti realmente zero feedback, dall’altro l’appiattimento e la compressione della scena sonora tipica di progetti con feedback elevato.

Il risultato è un equilibrio difficile da ottenere ma estremamente appagante, una via di mezzo virtuosa tra tridimensionalità, messa a fuoco e naturalezza, che rende l’ascolto coinvolgente senza introdurre sporcature o artifici. È esattamente quel tipo di controreazione moderata, ponderata e positiva che chi continua a sbandierare dogmaticamente lo zero feedback difficilmente riuscirà mai a comprendere. Questo progetto viene pubblicato come premium.

Per evitare i problemi riscontrati sul granny27, che alla fine era stato caricato con un CCS a transistor, suonando anche molto bene ma senza centrare pienamente l’obiettivo che mi ero prefissato, ho deciso di partire da una valvola con resistenza interna significativamente più bassa. La scelta è ricaduta sulla 6BX7, una valvola spesso sottovalutata ma estremamente interessante per questo tipo di applicazioni.

La 6BX7, così come la sua equivalente 6BL7, è un doppio triodo di potenza con la stessa zoccolatura della 6SN7, ma con caratteristiche elettriche decisamente diverse. Può dissipare 6 watt per ogni placca, ha una resistenza interna di circa 1300ohm e un Mu di 10. In termini funzionali ricorda molto la sezione di potenza di una 6EM7. È una valvola particolarmente adatta per amplificatori per cuffia, preamplificatori linea, finali a bassissima potenza o come driver per valvole di grossa taglia come 300B o 845.

Per questo progetto ho realizzato un nuovo trasformatore interstadio, l’i12K600, specificamente pensato per lavorare in modo corretto con valvole a bassa resistenza interna.

Questo trasformatore ha un primario da 12k e un secondario da 600ohm con presa centrale, ed è in grado di sopportare una corrente continua di 10mA. Può essere utilizzato con valvole aventi una resistenza interna da circa 1700ohm a scendere, come 6BX7, 6BL7, ma anche 5842 o 417A. Nel mio caso, disponendo già di un segnale robusto proveniente dal DAC, ho preferito la 6BX7. Grazie al suo basso Mu e al rapporto di trasformazione, sono riuscito a ottenere un guadagno quasi unitario, pur lavorando con una valvola realmente amplificante, capace quindi di imprimere al suono un carattere autentico e naturale.

Questo approccio è l’esatto opposto dei tanti buffer economici che si trovano in commercio, dove una valvola in inseguitore viene messa lì solo per fare scena, mentre il lavoro vero viene svolto da opamp nascosti sotto il cofano.

Per sperimentare ulteriormente ho inserito nel pre, oltre al DAC, anche un preamplificatore a JFET basato su BF256 e 2SK170. È presente quindi un commutatore che consente di passare dal DAC al pre fono o a una presa AUX per sorgenti esterne.

Per iniziare ho costruito l’alimentazione in un telaio separato, così da allontanare il trasformatore di alimentazione dagli interstadio ed evitare l’introduzione di ronzii, problema che avevo già riscontrato con il granny27.

L’alimentazione anodica è stata realizzata con una 6X5GT. Lo stadio con la 6BX7 assorbe circa 20mA costanti lavorando in classe A, quindi la 6X5GT è perfettamente dimensionata, potendo erogare fino a 70mA. Non è minimamente stressata, durerà a lungo ed è facilmente reperibile in versione NOS a costi contenuti. Tutto il contrario di quanto sostengono certi “guru” convinti che per alimentare pochi milliampere servano per forza raddrizzatrici sovradimensionate e batterie di condensatori spropositati, senza nemmeno distinguere tra corrente, tensione e resistenza di uscita di uno stadio.

Dopo la 6X5GT ho utilizzato una cella CLC, come nel granny, con un vecchio condensatore a vitone NOS Philips dalle caratteristiche elettriche che mettono in difficoltà molti condensatori moderni, anche cosiddetti audio grade. Per puro sfizio, e per ottenere un silenzio strumentale assoluto, ho poi soppresso il residuo ripple con un moltiplicatore di capacità, visibile sulla sinistra dopo il ponte raddrizzatore verde che alimenta invece il pre RIAA a 24 volt.

Piccola soddisfazione personale nell’uso di componenti d’epoca: nel moltiplicatore di capacità, accanto al BUX85G, si può notare un BC207 NOS. Nel video qui sotto è possibile osservare il funzionamento del moltiplicatore, con scala dell’oscilloscopio impostata a 20mV per divisione. La traccia inferiore mostra il segnale prima del moltiplicatore, quella superiore, quasi piatta, il segnale dopo. Le leggere ondulazioni a bassa frequenza sono semplici variazioni della tensione di rete e non vanno confuse con ripple residuo. Il moltiplicatore non è uno stabilizzatore.

Passando al telaio del pre vero e proprio, l’anodica è ulteriormente disaccoppiata tramite una cella RC con resistenza da 22ohm e un condensatore carta olio NOS da 2,5uF Sprague, di quelli destinati all’aviazione, dotato di viti di fissaggio per resistere alle accelerazioni meccaniche.

I condensatori carta olio in ambito audio danno il meglio di sé sulle alimentazioni. Inseriti nel percorso del segnale, o peggio ancora nei crossover, tendono sì ad addolcire le asperità, ma al prezzo di una perdita di dettaglio, soprattutto in gamma alta.

Il trimmer visibile in queste immagini serve per bilanciare perfettamente i due canali. Con un tasso di NFB molto basso, circa 2dB, anche valvole con sezioni ben matchate non saranno mai perfette. Il bilanciamento viene effettuato sotto oscilloscopio agendo esclusivamente sulla rete di controreazione, senza toccare il segnale di ingresso, evitando così di introdurre disturbi.

La 6X5GT

Strumentali: la distorsione armonica totale è pari allo 0,78% con un’uscita di 8Vpp, valore superiore al massimo normalmente utilizzato, che si attesta intorno ai 6Vpp in funzionamento con il DAC. La banda passante è di 30Hz – 35kHz a -1dB, misurata alla stessa ampiezza.

Come suona

Ho sperimentato diversi bypass sugli elettrolitici di catodo della 6BX7, provando polipropilene, acetato di cellulosa e altre soluzioni. Alla fine ho trovato il mio punto di equilibrio con il polipropilene, che privilegia il dettaglio senza impoverire il corpo. Il suono è ricco e piacevole, la gamma alta è frizzante ma mai aggressiva, la separazione tra gli strumenti è eccellente, le voci sono ben focalizzate al centro della scena e il palcoscenico è ampio e credibile. Il risultato finale è pienamente soddisfacente.

Continue reading...

8 Responses to Preamplificatore DAC e RIAA MM a trasformatori con valvola 6BX7 / 6BL7

  • Ho realizzato questo preamplificatore su progetto SB. Ora sta in coppia con un finale se di kt88/6550 sempre by SB, il risultato è semplicemente impressionante: la presenza degli strumenti, la trasparenza e la tridimensionalità sono da primato. Rispetto all’uso del finale da integrato con il suo controllo di volume, è come se una tenda venisse tirata via dal fronte sonoro. C’è davvero tutto di più! Una menzione particolare merita la scheda phono del pre: può tranquillamente rivaleggiare con oggetti molto ma molto più costosi. Io non sono parente di Bianchini né mi paga, semmai il contrario, per cui dico questo e concludo: ne ho spesi di soldi nella mia carriera di “audiofilo”, ma quelli investiti nelle creazioni di Stefano sono senz’altro tra i meglio spesi. Complimenti a lui e anche a me!

  • Se pensi che l’NFB elimini tutte le distorsione ti sbagli, non è una cura magica, ti elimina una certa distorsione ma te ne crea altra diversa, ti abbassa armoniche basse e te ne fa spuntare altre più piccole in alto, genera intermodulazioni etc e succede sopratutto quando ci sono rotazioni di fase. Gli induttori sopratutto introducono delle distorsioni sui transienti e possono creare sensazioni sonore di tridimensionalità posticcia, che non erano presenti nel segnale di origine e che colorano il suono come piace a tanti audiofili. La controreazione in un tale circuito tende ad eliminare questi effetti posticci e quindi erroneamente molti audiofili affermano che la controreazione calcella cosa dal segnale, ma cerca di cancellare cose che non c’erano, quindi di coreggerle, con nibiru io dosavo questo livello. Succede anche che se però in un tale circuito la controreazione è troppa avvengono delle interazioni con l’elemento induttivo in primis per cui il suono diventa brutto al punto che è meglio eliminare del tutto il circuito, ossia la controreazione ha eliminato alcune cose che non dovevano esserci ma ne ha introdotte altre che sono anche peggio e succedeva sempre con nibiru se regolavo il tasso di NFB troppo alto, di queste cose ho già parlato su quell’articolo e mi sto ripetendo. Io purtroppo non ho lo strumento che mi permetterebbe di produrre dati tangibili di questa cosa perchè costa troppo per le mie tasche, ma empiricamente ho fatto queste osservazioni, anzi dovrei dire ascolti.

  • perdona ma stiamo mischiando cose diverse, l’uso della nfb per diminuire le distorsioni e migliorare la fedeltà nella riproduzione dei bassi è hi-fi, aggiungere altro per avere un suono più piacevole non mi pare cada nell’hi-fi, altrimenti ti contraddici sul motivo per cui usi la nfb…

  • Ciò che è un’effetto è un’effetto, quindi non c’è nella registrazione, come mettere sale e pepe sulla bistecca per non mangiarla insipida… tutto questa trafila iniziata con nibiru ha lo scopo di dimostrare che non è il negative feedback a cancellare cose dal suono, ma (1) al contrario che è la sua assenza ad aggiungere cose che non ci sono, (2) che lo zero feedback porta con sè anche effetti deleteri tipo bassi slabbrati, e brutte distorsioni e impastamenti tutt’altro che piacevoli e che limitano l’amplificatore a poter pilotare solo dei monovia, (3) che con un uso sapiente della controreazione è possibile regolare e avere il controllo su questi fenomeni e trovare un punto di equilibrio tra effetti piacevoli e spiacevoli. L’effetto non è una cosa apocalittica, si sente è bello, non è fastidioso ma ci vuole anche un’ambiente di ascolto corretto per apprezzarlo, per dire in un’ambiente con casse buttate come capita non si riesce a capire cosa fa nibiru.

  • Ma usi una traccia di riferimento che sai come deve suonare? Perché altrimenti non rischi di dare un effetto 3d a tracce che di suo non ne hanno?

  • provando, ho modificato i valori delle resistenza attorno al segnale di NFB 3/4 volte prima di trovare quello che mi sembrava meglio, essendo cmq un pre che non ha carichi reattivi ma vede una resistenza pura non è critico, alla fine il tasso di NFB ottimale di questo circuito è tipo 1,4/2dB…

  • non ho capito come stabilisci la giusta via di mezzo tra tridimensionaltà e messa a fuoco…

  • Complimenti Stefano, leggere i tuoi articoli e le descrizioni dei tuoi lavori è sempre un arricchimento di conoscenze. Metti anima , cuore e sopratutto competenza in tutti i tuoi progetti.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.