Controreazione e zero feedback negli amplificatori valvolari: la mia posizione

Ho aggiornato questo articolo perché voglio esprimere meglio il mio pensiero su un argomento molto dibattuto su internet: l’uso del negative feedback negli amplificatori audio. Sono stanco delle polemiche sterili e delle aggressioni a chi non si conforma al pensiero comune. Qui dico la mia, senza schemi, grafici o formule: preferisco parlare di esperienza pratica e smontare alcune leggende che alimentano una vera e propria caccia alle streghe.

La controreazione o negative feedback è un importante concetto nell’elettronica audio che ha radici nella teoria dei sistemi di telefonia. In sintesi, la controreazione è un meccanismo utilizzato per ridurre la distorsione e migliorare la stabilità di un sistema. La controreazione è stata utilizzata per la prima volta nell’elettronica audio negli anni ’30, quando Harold Black, un ingegnere dei Bell Laboratories, sviluppò un amplificatore a controreazione per migliorare le prestazioni dell’amplificatore a triodo allora in uso. L’amplificatore a controreazione di Black utilizzava un circuito di retroazione negativa per ridurre la distorsione dell’amplificatore. Il negative feedback permetteva di abbattere in modo consistente il rumore di fondo, la distorsione armonica e aumentare la banda passante di un circuito amplificatore, permettendo di realizzare linee più lunghe che potevano raggiungere molti più utenti, con una qualità della trasmissione telefonica altrimenti impossibile. L’invenzione del negative feedback diede quindi un grande slancio alla tecnologia.

Negli anni ’40 e ’50 il concetto di controreazione fu applicato a diversi dispositivi elettronici, tra cui amplificatori e mixer. Nel corso degli anni la controreazione si è evoluta, diventando una parte fondamentale della progettazione dei circuiti audio. Il principio è semplice: una parte del segnale di uscita viene riportata all’ingresso e confrontata con il segnale originale. L’eventuale differenza (errore) viene sottratta, così l’amplificatore corregge in tempo reale le proprie imperfezioni. Il risultato è una risposta più fedele al segnale d’origine, con distorsione e rumore ridotti e una qualità sonora più pulita. Oggi la controreazione è utilizzata in molte applicazioni audio (amplificatori, mixer, equalizzatori e compressori) e non audio (automotive, controllo industriale). In sintesi, la controreazione è un concetto che ha permesso di migliorare la qualità e la stabilità dei sistemi audio e non solo.

Per leggere qualcosa di più tecnico riguardo la controreazione vi consiglio la lettura di questo articolo su Audio Valvole.

Amplificatori valvolari Zero Feedback

Quali sono le argomentazioni dei sostenitori dello zero feedback? I sostenitori degli amplificatori audio zero feedback affermano che questi amplificatori producono un suono più “caldo”, “fedele” e “più naturale” rispetto agli amplificatori retroazionati. In particolare, essi sostengono che gli amplificatori a valvole producono una distorsione armonica più piacevole all’orecchio umano rispetto alla distorsione causata dagli amplificatori fortemente retroazionati, considerata generalmente più “aspra”.

Inoltre, ritengono che questi amplificatori siano in grado di gestire meglio i picchi di segnale, garantendo una riproduzione audio più dinamica e “realistica”. Si sostiene che la tecnologia a valvole consenta di gestire i picchi senza causare compressione udibile.

Cos’è il Clipping?

Il clipping in un amplificatore audio si verifica quando il segnale in uscita supera la capacità massima di gestione dell’amplificatore. Quando l’ingresso è troppo forte e l’amplificatore non può aumentare ulteriormente la tensione senza distorcere, la forma d’onda si “taglia” ai limiti massimi, causando distorsione. È udibile come un suono “schiacciato”, “scomposto” o “graffiante”, a seconda della gravità.

Nei valvolari il clipping tende a manifestarsi in modo più graduale, soprattutto per via della curva di trasferimento delle valvole e della loro polarizzazione: l’amplificazione smette di crescere in modo progressivo e i picchi si arrotondano. Il trasformatore d’uscita può contribuire, ad esempio limitando l’estensione in banda o andando in saturazione nei casi estremi, ma non è la causa primaria di questo effetto. Questo tipo di clipping risulta poco fastidioso all’orecchio o quasi non percepibile se avviene per brevi istanti.

Negli amplificatori a transistor, invece, il clipping si manifesta spesso in modo più brusco e tagliente: raggiunto il limite di tensione la forma d’onda si “taglia” improvvisamente, producendo una distorsione netta e fastidiosa.

È importante chiarire che clipping morbido non significa maggiore dinamica: se i picchi superano la potenza disponibile vengono comunque tagliati. Per riprodurre realmente la dinamica di un brano serve abbassare il volume o usare un amplificatore di potenza superiore. Chi racconta che un circuito valvolare possa, anche solo per un istante, erogare potenze molto maggiori di quella nominale racconta balle astronomiche: questa è semmai una caratteristica di certi stadi a transistor (per via di riserve nei condensatori o configurazioni particolari). Un valvolare, quando clippa, clippa e basta.

Falsi miti dello zero feedback

Gli amplificatori zero feedback, cioè quelli che non utilizzano la retroazione negativa, sono spesso oggetto di falsi miti e malintesi. Di seguito alcuni di questi miti e le relative correzioni:

  • “Gli amplificatori zero feedback suonano meglio degli amplificatori con retroazione”: è una generalizzazione. La retroazione negativa, quando è progettata e applicata correttamente, può ridurre la distorsione e migliorare la linearità, garantendo un suono fedele alla sorgente.
  • “Gli amplificatori zero feedback sono più musicali e caldi”: dipende dal progetto, non solo dalla presenza o assenza di NFB. Esistono molti valvolari con retroazione dal suono molto “musicale”.
  • “Gli amplificatori zero feedback hanno una gamma dinamica maggiore”: non automaticamente. La dinamica percepita dipende dalla catena completa e dai limiti reali di tensione e corrente.
  • “Gli amplificatori zero feedback sono più affidabili”: l’affidabilità dipende da progetto e componenti, non dalla sola presenza o assenza di NFB. Anzi, un circuito privo di controreazione tende a richiedere manutenzione più frequente, perché anche piccole variazioni dei componenti—soprattutto delle valvole—possono causare differenze tra i due canali dello stesso apparecchio in tempi relativamente brevi.
  • “La retroazione introduce distorsione o rumore”: nella banda in cui il loop gain è sufficiente, la NFB in genere riduce distorsione e rumore. I problemi possono nascere solo in progetti mal compensati o con margine di fase insufficiente.

Limitazioni ed effetti negativi dell’assenza di controreazione

  1. Maggiore distorsione: senza NFB la distorsione resta quella “nativa” del circuito e può essere più alta (specie ai margini di banda dove il sistema è meno lineare).
  2. Maggiore rumore: senza la “rete di sicurezza” della NFB, il rumore percepito può essere più alto (dipende anche dall’alimentazione).
  3. Maggiore impedenza di uscita: limita la capacità di controllo del carico (basso smorzamento).
  4. Maggiore sensibilità a tolleranze e variazioni: il comportamento dipende di più da componenti, diffusori e ambiente.

In generale, l’assenza di controreazione in un amplificatore valvolare può avere effetti negativi sulla qualità sonora. Tuttavia, in alcune configurazioni—ad esempio con diffusori a tromba o monovia dotati di piccoli altoparlanti ad alta efficienza—può risultare piacevole a chi predilige un certo tipo di timbrica. Al contrario, con casse a bassa impedenza, dotate di crossover complessi, grandi woofer o carichi reflex, la mancanza di controreazione porta quasi sempre a un suono disordinato: bassi invadenti, scarsa precisione e difficoltà nel riprodurre passaggi musicali complessi, che finiscono per trasformarsi in confusione.

Amplificatori valvolari retroazionati, ma il giusto!

L’uso di una modesta quantità di retroazione negativa in un amplificatore valvolare può offrire diversi vantaggi:

  1. Riduzione della distorsione armonica: migliora la fedeltà del suono.
  2. Miglioramento della risposta in frequenza: amplificazione più uniforme su tutta la banda utile.
  3. Riduzione del rumore di fondo.
  4. Aumento del fattore di smorzamento e quindi maggiore controllo del woofer.

In sintesi, una retroazione moderata può migliorare stabilità, linearità, risposta in frequenza e rumorosità. La quantità e il tipo di retroazione vanno bilanciati con le caratteristiche sonore desiderate.

Se c’è troppa controreazione?

Un amplificatore con troppa controreazione o con compensazioni sbagliate può dare:

  1. Suono percepito come “troppo asciutto” su certi abbinamenti (damping factor molto alto, interazione diversa col diffusore/ambiente).
  2. Percezione di “sterile” in progetti mal bilanciati (non è automatico della NFB).
  3. Problemi di stabilità (auto-oscillazioni) se il margine di fase è insufficiente.

La controreazione può influire sulla rotazione di fase del segnale: con guadagni d’anello elevati a certe frequenze si possono creare condizioni per instabilità. Inoltre, cattiva gestione di fase e loop può aumentare l’intermodulazione. Questi problemi si riducono con progetto e messa a punto accurati. In un valvolare di qualità la banda passante del trasformatore d’uscita deve essere la più estesa possibile.

Controreazione e fattore di smorzamento

Un’altra convinzione diffusa è che un damping factor (fattore di smorzamento) molto alto tolga “dinamica” al suono. In realtà un fattore di smorzamento elevato indica soprattutto una bassa impedenza d’uscita, che consente all’amplificatore di controllare meglio il movimento dei woofer e di ridurre le risonanze indesiderate.

Può capitare che, su certi diffusori o in determinati ambienti, un basso molto controllato venga percepito come più “asciutto” o “meno corposo”, ma non si tratta di una reale perdita di dinamica: è una diversa interazione tra amplificatore, diffusori e acustica della stanza. Per approfondire: articolo dedicato.

Qual è la definizione di Hi-Fi?

Hi-Fi significa “Alta Fedeltà”: riprodurre il più possibile il segnale sorgente, con dettaglio ed equilibrio, riducendo colorazioni e distorsioni. L’obiettivo è offrire una riproduzione che rispetti ciò che è stato registrato.

Che cosa intendono alcune persone quando parlano di “Suono Naturale”?

Il termine “suono naturale” nel contesto audiofilo si riferisce a un suono percepito come vicino all’evento musicale originale secondo le esperienze soggettive d’ascolto. L’ascolto Hi-Fi punta a fedeltà e precisione; l’ascolto “naturale” punta alla piacevolezza e può includere personalizzazioni che, per definizione, introducono una certa colorazione. Nulla di male: basta esserne consapevoli.

La riproduzione audio naturale è soggettiva e dipende da diffusori, acustica dell’ambiente, sorgenti e preferenze personali. Alcuni preferiscono suono caldo e morbido, altri brillante e preciso.

Criticità nei circuiti retroazionati

La retroazione può portare a instabilità e auto-oscillazioni se il circuito non è correttamente progettato o è mal costruito. Criticità da considerare:

  1. Fase: se la rotazione supera i 180° con guadagno ancora alto, il loop si innesca.
  2. Banda: il loop introduce ritardi; margini di fase e compensazioni sono cruciali.
  3. Guadagno: troppo guadagno d’anello senza margini adeguati = oscillazioni.
  4. Impedenze: l’interazione delle impedenze può incidere sulla stabilità.
  5. Temporizzazione: ogni loop richiede tempo per agire; serve progetto attento.

Per evitare instabilità serve una progettazione accurata, scelta dei componenti, configurazione corretta e analisi dei parametri di stabilità. Uno zero feedback può essere più semplice da costruire senza inneschi, motivo per cui agli inizi dell’autocostruzione si proponevano spesso schemi di questo tipo; poi è diventata anche una “moda”.

L’assenza di controreazione è necessaria per un ascolto naturale?

No. L’ascolto “naturale” dipende principalmente dalla qualità della riproduzione complessiva (catena, acustica, registrazione), non dal solo tipo di loop. L’assenza di NFB può implicare distorsione più alta, maggiore sensibilità alle variazioni e più rumore. Ci sono configurazioni di retroazione che migliorano la fedeltà senza compromettere la piacevolezza.

Amplificatori Artigianali VS Amplificatori Industriali

La qualità dipende da progetto, componenti, costruzione e cura. L’industriale può beneficiare di processi ripetibili; l’artigianale di personalizzazione e componenti scelti. A livello industriale si usa spesso più NFB per uniformità e specifiche; a livello artigianale si sceglie in funzione del risultato sonoro ricercato. Occhio agli impresentabili (qui esempi)…

Abbasso gli estremisti

Esistono sostenitori dello “zero feedback assoluto” che ritengono che l’uso della controreazione influisca negativamente sul suono. È una preferenza legittima. Alcuni però diventano dogmatici e critici verso chi la usa in modo moderato e consapevole. In realtà, l’uso della controreazione può essere utile e benefico se implementato bene. La quantità può essere regolata secondo preferenze e impianto. Non va considerata in modo dogmatico.

Inoltre va considerato che quando un brano viene registrato, tra preamplificatori, mixer, registratori e tutto il resto, il segnale passa attraverso una grande quantità di apparecchi professionali pieni di retroazione. Se davvero la NFB “rovinasse” il suono, perché l’ultima controreazione a casa vostra dovrebbe essere la colpevole? La distorsione finale spesso avviene proprio in riproduzione, specie se si usa un amplificatore “naturale/zero feedback” fuori dal suo contesto ideale.

Dire “un amplificatore con controreazione fa schifo” non ha senso: dipende da circuito, componenti, progettazione, tipo di controreazione. La NFB ben usata porta a una riproduzione precisa e fedele. Non si può generalizzare. Esistono migliaia di valvolari con NFB apprezzati da tantissima gente. I gusti contano.

Il fondamentalismo “zero feedback” può allontanare potenziali fruitori dei valvolari, facendo percepire questo mondo come dominato da un’ideologia rigida. Inoltre, criticare in modo sproporzionato gli amplificatori con NFB può disincentivare chi cerca prestazioni ottenibili realisticamente solo con un certo grado di retroazione.

La mia esperienza: ho incontrato persone convinte dalle teorie “zero feedback” che hanno speso cifre importanti per amplificatori costruiti secondo questa filosofia, rimanendo poi deluse. In molti casi mancava una conoscenza pratica dell’elettronica. Il risultato era un suono lento, confuso nei passaggi complessi, bassi gonfi ed evanescenze. Quando hanno potuto ascoltare un amplificatore correttamente retroazionato e ben progettato, hanno percepito maggiore ampiezza, dinamica, profondità e pulizia. L’acquisto di un amplificatore dovrebbe essere consapevole e informato, non dettato dalla moda o dal dogma.

Quando diventa una malattia…

Nel corso degli anni storie simili a quella che segue mi sono capitate almeno 3/4 volte… Caio, un mio cliente, tempo fa ha acquistato da me un set di trasformatori e uno schema premium per realizzare un mio amplificatore con le KT88, un precursore di Phoenix. Un giorno incontra “Tizio”, amico appassionato di valvolari. Tizio ha un 300B zero feedback costruito da “nome di superguru”, ma non è convinto del suono. Caio ascolta: medio-alti ok, in basso gommoso e lento. Poi Tizio ascolta il KT88 di Caio: “Cavolo suona bene, vorrei che anche il mio suonasse così!” — “Fattene fare uno uguale da SB-LAB.” — “Ehhh ma sai la coooooontrooooooreaaaaazioooneeee…”.

Tizio il giorno dopo compra una coppia di 300B vintage da 2500€ per il suo zero feedback. La settimana dopo mette in vendita tutto (ampli + 300B). Il mese dopo compra un altro 300B zero feedback di “altro superguru”. Ha già buttato via quasi 20.000€ e la storia si ripete. Di “Tizi” così ce ne sono tanti…

Come concepisco io gli amplificatori valvolari… Le mie conclusioni

Gli amplificatori valvolari hanno un fascino tutto loro. La scelta tra zero feedback e controreazione dipende da obiettivi e contesto. Personalmente cerco un equilibrio tra gestione delle basse frequenze e pulizia della gamma medio-alta, senza diventare duro e aggressivo come certi transistor né goffo e lento come alcuni zero feedback.

Uso pesato della controreazione: è uno strumento importante per ottenere risposta più lineare, distorsione inferiore e miglior controllo dei diffusori impegnativi. Un vantaggio è la versatilità con più casse. Spesso i sostenitori dello zero feedback dicono che servano diffusori “dedicati” come trombe o monovia: questa restrizione complica la vita a chi vuole scegliere liberamente l’impianto.

Ovviamente la NFB richiede un progetto solido: stadio driver capace, trasformatore con una grande banda passante, alimentazione pulita e margini di fase adeguati. Con questo approccio si ottiene un suono equilibrato e ripetibile su catene reali.

Ci tengo a precisare che comprendo perfettamente le tecniche alla base dello zero feedback e potrei applicarle. La mia scelta di usare feedback moderato viene dall’esperienza e dall’idea di suono che cerco. Zero feedback non è una panacea e porta con sé limiti concreti; la controreazione non è “il male”. È uno strumento: dipende da come lo si usa. Insomma: niente estremismi. La scelta dipende da molti fattori. La progettazione di amplificatori è un’arte di equilibrio e buon senso più che di slogan.

Continue reading...

4 Responses to Controreazione e zero feedback negli amplificatori valvolari: la mia posizione

  • “L’uso pesato della controreazione è uno strumento importante per raggiungere questo obiettivo”: ricordo un articolo di Bartolomeo Aloia (non ricordo più se su Suono o FdS) che dichiarava di avere la tua stessa filosofia (anche per gli ampli a stato solido). Avendo ascoltato sia il tuo ampli che uno dei suoi (completamente diversi tra loro: il tuo è un valvolare single-ended, il suo l’ST-200…), ho buoni motivi per pensare che la vostra visione è quella giusta.

  • Ottimo articolo, esauriente e ben fatto. Sono perfettamente d’accordo. Complimenti!!

  • Sono d’accordo con Stefano. I guru della controreazione zero probabilmente non hanno mai ascoltato un amplificatore SB-Lab senza silicone nelle orecchie. Del resto se anche grandi marchi come ARC e Conrad Johnson fanno un uso sapiente della CR ci sarà pure un motivo, o sono cazzari anche loro?

  • Sono perfettamente d’accordo – il problema è che è difficile comprendere che l’ideazione e la realizzazione di un amplificatore è una questione di equilibri e di scelte ponderate che spesso si scontrano con le mode del momento o con esigenze commerciali. Personalmente ho ascoltato diverse realizzazioni “zero feedback” e non mi hanno impressionato. La musica riprodotta deve avere dinamica e gli altoparlanti devono essere perfettamente controllati. I dispositivi a controreazione zero difficilmente assicurano tutto ciò. Un uso ragionato del feedback è ancora la soluzione migliore.
    Ottimo articolo

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Nuovi trasformatori per L’Euridice e non solo – Trasformatori d’uscita SE per piccoli segnali.

Ormai 10 anni fa costruivo questo esemplare di preamplificatore Euridice con una coppia di PC88. Allora otteni una banda passante di 30Hz/65Khz con una attenuazione di -3dB circa, considerando che erano i primi trasformatori che avvolgevo e non avevo a disposizione tutti gli strumenti di cui dispongo oggi poteva andare bene. Mi fa ridere pensare che facevo le analisi di spettro con la scheda sonora di un vecchio PC e misuravo la banda passante a occhio semplicemente con l’oscilloscopio + generatore di fuzioni.

Recentemente un cliente mi ha chiesto se gli facevo una coppia di trasformatori per utilizzare delle PC88 in single ended ho quindi riesumato il calcolo del vecchio trasformatore I10K600A per utilizzarlo come punto di partenza dal quale derivare un nuovo trasformatore che possa soddisfare le mie pretese attuali di perfezione dove la attenuazione in basso deve essere massimo -1dB a 20hz e deve coprire tutta la banda udibile. Essendo un trasformatore da utilizzare in un circuito zero feedback non è strettamente necessario che la banda in alto si allunghi molto oltre i 20khz, cioè se viene ancora meglio, ma se non viene non ha importanza in questo caso.

In questo articolo voglio presentare un mio trasformatore interstadio di nuova generazione che si adatta ad un certo numero di valvole oltre la PC88 e al contempo mostrare qualche esempio pratico sulla relazione tra induttanza primaria di un trasformatore e la sua risposta in frequenza nei confronti della resistenza interna della valvola. Cosa di cui ho già parlato con soli esempi teorici nell’articolo “Come nasce un trasformatore SB-LAB“. Sarà quindi possibile osservare come appunto a parità di trasformatore e corrente di bias cambiando tipo di valvola cambia anche il comportamento del trasformatore. Giusto per ribadire ancora una volta che non importa la sola impedenza primaria, ma ogni valvola avrebbe bisogno di un trasformatore specifico (o quasi), alla faccia di quelli che ancora oggi voglio vendere un trasformatore che va bene (a detta loro) sia per una EL34 che per una 300B.

Lascio ora spazio all’articolo storico, risalente al 2013. Sotto ad esso continuerò con la presentazione del nuovo trasformatore…


Preamplificatore a trasformatori “Ispirato Euridice”

Ho costruito questo preamplificatore a trasformatori sulla base dello schema Euridice di Ciro Marzio apparso su CHF numero 26, privato però della sezione phono e con la sezione di alimentazione ricalcolata con sole 2 induttanze da 20H, visto l’alto costo delle 5842 e la difficoltà nel reperirle matchate ho ripiegato sulle PC88 come suggerisce anche l’articolo originale (6DL4 = EC88). Ho pensato di non polarizzare le valvole in selfbias con resistenza e condensatore ma polarizzarla con in semplice LED Rosso che ha una caduta di tensione perfetta per polarizzare questa valvola, in questo modo si evitano colorature dovute alla reattanza capacitiva del condensatore e si fa suonare la valvola come se fosse polarizzata a bios fisso, è comunque sempre possibile adottare il metodo classico con la resistenza, in questo caso è necessario utilizzare un condensatore elettrolitico di buona qualità ed eventualmente bypassarlo con un polipropilene da 1uF. Sarà comunque possibile utilizzare la 5842 eliminando la resistenza di caduta in serie al filamento, è possibile inoltre utilizzare anche le PC86 e sempre eliminando la resistenza sul filamento anche le EC88, le EC86 e anche le EC8010. Come raddrizzamento ho utilizzato una comune ed efficacissima 6X5GT che è del tutto sufficiente ad alimentare le 2 valvoline, nelle vecchie foto qui sotto vedrete una 5Y3GT ma è sovradimensionata quindi nell’aggiornare questo articolo ho indicato l’uso appunto della 6X5GT come valvola più affine al tipo di circuito da alimentare, anche la 6X4 è utilizzabile (cambia solo lo zoccolo)

Lo schema premium qui sotto

Nonostante su internet si veda gente realizzare questo preamplificatore su 2 o addirittura 4 telai, separando alimentazioni e parte audio fidatevi se vi dico che è uno spreco di risorse assolutamente inutile, la costruzione dell’oggetto è molto semplice esattamente come è semplice e banale il circuito adottato, si può costruire tutto in un’unico telaio basta porre un minimo di attenzione nel girare di 90 gradi il trasformatore di alimentazione e tutto funzionerà perfettamente e senza ronzii e senza pregiudicare la qualità del risultato sonoro finale. L’alimentazione dei filamenti in continua serve solo se si realizza l’ingresso phono, lo stadio linea può essere alimentato tranquillamente con i filamenti in alternata.

Nonostante non siano state sostituite le PC88 con le EC8010 devo riferire che, all’ascolto, i bassi sono ben presenti, si avverte un globale miglioramento timbrico con incremento della dinamica. Distorsione e rumore di fondo assolutamente inavvertibili.

DSCN4812

Dati tecnici:

Guadagno in tensione: fattore 8
Banda Passante: 30Hz ~ 65khz -3b (con i trasformatori che ho realizzato è possibile portare la banda passante sotto i 20Hz usando la EC8010 al posto della PC88).
Distorsione THD: inferiore allo 0,1% con un livello di uscita pari ad una linea standard

Completamente privo di Negative Feed Back

L’analisi di spettro

Rumore di fondo dello strumento di misura -108db, THD misurata 0,0468%, seconda armonica a -30dB.


Nella foto sotto il campione funzionante (dopo 3 tentativi) di I10k600B.

Qui durante i test dove ho usato sia l’alimentatore PS-305D modificato che l’alimentatore anodico stabilizzato a valvole.

Nella tabella sotto riporto i grafici di risposta in frequenza del trasformatore con varie valvole, la costante durante le misure è la tensione di 250volt e ho impostato una resistenza che polarizzasse la valvola a circa 5mA di bias. Il segnale in ingresso è stato variato per ottenere in uscita sempre una tensione di 8Vpp su carico da 600ohm posto al secondario del trasformatore.

EC88 / PC88 / 6DL4 / 4DL4
Ri = 4800 ohm

EC86 / PC86 / 6CM4 / 4CM4
Ri = 5600 ohm

ECC88 / PCC88 / 6DJ8
Ri = 2600 ohm

Rispetto la EC88 ed EC86 si nota un leggero miglioramento della risposta in basso per via della sua resistenza interna inferiore.

ECC82 / 12AU7
Ri = 7700 ohm

Per via della sua resistenza interna superiore alle precedenti valvole misurate si osserva una diminuzione della banda passante sia in basso che in alto nel grafico pur restando una risposta in frequenza del tutto accettabile.

6211
Ri = 7800 ohm

Questo è un caso curioso, la 6211 è una valvola da computer, creata per avere una lunga vita di 10.000 ore e di resistere in condizione di cut-off per lunghi periodi, nonostante sia essenzialmente una ECC82 compatibile e venga dichiarato nel datasheet una Ri appena superiore a quella delle ECC82 classiche mostra ugualmente una risposta in più estesa rispetto quella della ECC82, molto vicina alla EC86. Probabilmente l’esemplare che ho utilizzato era bello arzillo e la sua Ri reale era inferiore a quella di targa, appena ho tempo voglio acquisire le curve e paragonarle a quelle della ECC82 comune. Resta che comunque queste valvole (equivalenti ECC82 per usi speciali) spesso danno buoni risultati strumentali anche se c’è da star attenti al fattore di microfonicità che potrebbe essere un tallone di achille sopratutto per le valvole nate per uso nei computer.

ECC81 / 12AT7
Ri = 11k ohm

La ECC81 è offlimits, la sua resistenza interna di 11Kohm è troppo alta per questo trasformatore, come si vede la risposta in frequenza che mostra con questa valvola degrada fino a 20Hz/20khz -2dB. Forse ancora meglio di tanta roba che si compra in giro ma dal mio punto di vista un risultato misero. Per realizzare un trasformatore che possa funzionare con questa valvola sarebbe necessario un nucleo più abbondante e un maggior numero di spire di rame per aumentare l’induttanza primaria e recuperare in basso, bisognerebbe poi adottare misure per diminuire moltissimo le capacità interne. Rispetto questo sarebbe un trasformatore più grosso con maggiori dispersioni, una resistenza DC degli avvolgimenti superiore, un minore accoppiamento tra gli avvolgimenti etc. In linea generale un trasformatore con più compromessi. Si potrebbe però ancora usare collegando le 2 sezioni in parallelo purchè le si polarizzi per non più di 5/6mA in totale, con una Ri combinata di 5500ohm la risposta del trasformatore dovrebbe risalire ai livelli della EC88/EC86.

6SN7
Ri = 7700 ohm

A parità di Ri si osserva un comportamento del tutto uguale alla ECC82 comune. Questo grafico vale anche per le 6J5.

Questo trasformatore può essere usato quindi con tutti i triodi che abbiano una Ri pari o inferiore a 7800 ohm, cito anche 6CG7 / 6FQ7 / 12BH7 / 5814 / 6N1P / 2C51 / ECC84 / 6CW7 / 6GK5 / 6FQ5 / EC97 PC97 / 6FY5 / 4FY5 / EC8010, è possibile parallelare le sezioni di altre valvole con Ri superiore purchè non si accedano troppo i 5/6mA di corrente DC.

Specifiche del trasformatore:

Impedenza  primaria 10k, due secondari da 300ohm che possono essere usati separatamente e caricati con 300ohm ciascuno, oppure posti in serie a formare un secondario da 600 ohm con presa centrale, oppure posti in parallelo e caricati con 150ohm. L’induttanza primaria del trasformatore è di 70Henry mentre l’induttanza dispersa di 38mH. La resistenza del primario è di 610 ohm. Potenza nominale 200mW, corrente massima nominale 7mA. Li fornisco in resina per una questione tecnica dovuta alla necessità di assicurare e mantenere l’assoluto serraggio del traferro che non deve potersi muovere nemmeno di 1 micron, codizione che non è possibile soddisfare con calotte o fascette.

Dimensioni alla base 77x71mm altezza 95mm. Su richesta posso creare varianti con diverse impedenze secondarie, questo trasformatore può essere usato in preamplificatori linea con uscita sia bilanciata che sbilanciata, come trasformatori interstadio e come trasformatori per amplificatori da cuffie. Chi fosse interessato all’acquisto può chiedermi un preventivo contattandomi da qui –> clicca <–

Continue reading...

3 Responses to Nuovi trasformatori per L’Euridice e non solo – Trasformatori d’uscita SE per piccoli segnali.

  • Ringrazio per la pazienza e professionalità, il Sign. Stefano Bianchini. Ho potuto realizzare attorno a queste valvole PC88 che tenevo in garage da molti anni, un preamplificatore che mi ricorda tanto, il mio vecchio e ingombrante pre con le 211, realizzato oltre venti anni fà ( forse si trova ancora qualcosa in rete). Trasformatori che sono oltre molto belli da vedere, ma sopratutto da ascoltare. Progettati e realizzati per questo scopo, dimostrano la capacità e disponibilità professionale del Sign. Bianchini, nel soddisfare le mie richieste, ottenendo poi dei risultati all’ascolto sublimi.

  • ti ho risposto via email, appena ho un’attimo ti calcolo un trasformatore apposta

  • Ciao. Sto cercando in rete uno schema linea pre a trasfo di uscita, e ho visto il tuo, ma vorrei usare come triodo la 6gk5, visto che ne ho una decina diverse della rca. Vorrei domandarti, se , a parte la piedinatura, e filamento, questi trasformatori di uscita, sarebbero adatti per le mie valvole? Grazie. Ciao. Marco.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

OTL 6080 – DAC + Amplificatore Cuffie + Preamplificatore / Bonus: Update 6BX7-6BL7

Come sappiamo i produttori di impresentabili sono sempre al lavoro, sfornando castronerie una dietro all’altra e propinandole a ignorari compratori. Questa è la volta di un OTL cuffie che usa valvole 6080 e ECC88 in SRPP di cui si può osservare una foto del garbuglio qui sotto…

Impresentabile...

Evidentemente ne ha messi in giro un pò e più di una persona negli ultimi mesi mi ha chiesto come sistemarli… Qualcuno ha riferito di rumori e fruscii e dopo averlo aperto per vedere cosa non faceva contatto si è spaventato quando ha visto com’era fatto dentro. Un’altro ancora ha detto di averci bruciato sopra delle cuffie Beyerdynamic… Ma scusate però spendete tanti soldi per una cuffia e poi comprate un’apparecchio da un cantinaro? Non dovete dare peso a quello che molti scrivono sui social, dicono bravo, bello, buono… ma dovete tenere presente che spesso, se non sempre, sono pareri personali di persone che capiscono ben poco della materia di cui parlano facendosi passare per esperti ripetendo parole che spesso non capiscono nemmeno… Non perchè non ci siano persone che siano competenti, ma perchè le persone compententi il più delle volte hanno abbandonato quei luoghi o si sono stancate di invischiarsi in quei discorsi con quelle persone.

Fatto sta che qualcuno ha estratto lo schema elettrico dal garbuglio e me lo ha mandato chiedendomi come migliorarlo senza buttare tutto. Voglio solo citare l’ilarità dello schema elettrico dove c’era un SRPP con la ECC88 cui il condensatore di disaccoppiamento della sua alimentazione era da 68uF, le resistenze di catodo dei triodi erano da 680ohm, le gridstop degli stessi da 6k8 e la resistenza di ancoraggio posta dopo il condensatore di disaccoppiamento (quindi il carico dell’SRPP) da 680k… Dal manuale: “fare uno schema elettrico e decidere il valore dei componenti tirando i numeri della tombola”… Peccato ancora uno ed era una cinquina 🙄

In questo articolo tratterò l’argomento OTL cuffie con la valvola 6080 nel suo insieme partendo dal più vecchio e diffuso schema dove la 6080 è collegata ad inseguitore catodico ed è pilotata dal triodo di una ECC88. Questo schema è stato proposto da più parti in diverse varianti ma è noto per non avere grandi capacità di pilotaggio in quanto non è abbastanza bassa l’impedenza di una valvola connessa ad inseguitore catodico (nemmeno se si mettono entrambe i triodi della 6080 in parallelo). Questo circuito quindi si dice sia adatto a pilotare cuffie dai 100ohm in su. In realtà comincia ad essere circa accettabile con cuffie da 250ohm… Per comodità comparativa ho portato i circuiti delle simulazioni qui sotto tutti ad un livello di uscita di circa 12Vpp sul carico. Nella prima immagine lo si vede su 250ohm andare abbastanza bene anche se comunque c’è un bel treno di armoniche…

Scendiamo a 100ohm, comincia ad essere evidente lo schiacciamento della semionda negativa…

Arriviamo al caso peggiore con un carico di 32ohm… Lo screenshot è inequivocabile.

Passiamo ora all’SRPP, prima di tutto è bene informare che un circuito costituito da 2 SRPP, prima l’SRPP tombolaro con la ECC88 e poi l’SRPP con le 6080 guadagna troppo. Nel circuito precedente il follower era appunto un follower, quindi a guadagno unitario e l’unico guadagno in tensione era dato dallo stadio con la ECC88. In questo circuito invece anche le finali guadagnano e per quanto possano guadagnare poco si moltiplica per il guadagno dello stadio con la ECC88, quindi troppo gain… ascolti una brano basso, alzi il volume un pochino, poi parte una traccia registata forte e dici addio a 1300€ di cuffie e stai 2 ore con un tinnito, anche in vece del fatto che il circuito era totalmente privo di protezioni al punto che se lo accendevi con le cuffie inserite il condensatore di accoppiamento si caricava attraverso di esse, una goduria! Problemi di progettazione a parte il concetto dell’SRPP migliora la situazione rispetto quella del follower, vediamo subito come si comporta l’SRPP di 6080 su il carico più ostico da 32ohm:

Meglio dell’altro sicuramente, ma comunque sempre un misero risultato se si vogliono usare cuffie a bassa impedenza, con cuffie di impedenza superiore il risultato è ovviamente migliore ma sempre tutto in proporzione. Ci tengo poi a far presente che nel grafico sopra, circa 12Vpp su 32ohm, sono una potenza erogata di circa 500milliwat, anche troppi visto che il più delle cuffie non regge che 100mW. Ma a questi 500mW la distorsione è già tanta e resta da chiedersi come facciano i personaggi che montano questi marchingegni a dire che possano erogare quasi 2 watt… tombola? Oppure portanto il circuito talmente in saturazione da uscire con pure onde quadre, l’importante che lo strumento segni quella potenza perchè non gli si possa dire che stanno raccontando balle. Che poi quei 2 watt siano inutili come segnale sonoro e vadano bene al limite per accendere una piccola lampadina per tenerti compagnia la notte è un’altro discorso.

Come migliorare l’SRPP quindi? bhe nel progetto plutone ero già giunto alla soluzione anni fà. Nel plutone ci sono 2 valvole 6CL6 in un SRPP, ma la valvola bassa è connessa a pentodo (quindi resistenza interna altissima), mentre quella alta a triodo (resistenza interna molto bassa), in questa configurazione circuitale l’impedenza dell’SRPP cala drasticamente rispetto allo stesso circuito realizzato con 2 triodi, tanto che bastano 2 valvolette da 7watt di dissipazione come le 6CL6 per fare le scarpe, senza problemi, a una 6080 che può gestire il doppio della dissipazione e il quadruplo della corrente. Ma qui sono costretto a usare una 6080 per forza. Una soluzione circuitale è sicuramente l’aikido follower, in questo tipo di circuito il triodo basso lavora in opposizione rispetto quello alto, aumentando quindi moltissimo la resistenza interna del triodo basso, ma la via non era praticabile per via delle limitazioni imposte dal progetto di partenza che usava due 6080 e due ECC88 per canale e relativo trasformatore di alimentazione recuperabile dall’impresentabile, inoltre la ECC88 guadagnava troppo, c’era sempre troppo gain, la resistenza sull’anodo alto del follower scaldava e faceva perdere troppa tensione utile, insomma un casino. Alla fine sono arrivato autonomamente ad un circuito molto simile per concetto all’ MJ OTL di Kadou Teppei. La mia versione del circuito risulta molto semplificata e pulita dai franzoli, non necessita di alimentazione duale e conserva il condensatore d’uscita. Il triodo alto (inseguitore) lavora praticamente a corrente costante in quanto la resistenza dinamica del triodo basso varia in modo da annullare quella del carico (similmente all’aikido follower) e da ciò derivano tassi di distorsione veramente bassi anche sui carichi più impegnativi. La ECC88 lavora in configurazione bilanciata più qualche altra chicca che non spiego per non svelare troppo del circuito a quelli che passando di qui vorrebbero rubarmi le idee senza spendere niente (a dire il vero qualcuno ha già provato a copiarmi facendo un circuito con un’orrendo sfasatore catodyna/williamson… non riesco a pensare a niente di peggio di un circuito del genere dove i 2 segnali non restano nemmeno in fase al variare della frequenza). Come nel plutone ho appicato un piccolo tasso di retroazione per evitare sbilanciamenti dei canali dovuti all’usura delle valvole e per evitare di aver bisogno di regolazioni da fare a orecchia. In fine ovviamente ho introdotto nel circuito 2 protezioni per impedire che regolazioni errate del volume possano far danni alle cuffie. Nel grafico qui sotto vediamo come si comporta il mio circuito sul carico da 32ohm, sempre 12Vpp, sempre 500mW…

Tassi di distorsione veramente prossimi a zero, per altro il circuito continua a erogare quel mezzo watt anche su 8ohm e con una distorsione inferiore a quella dell’SRPP di partenza su 32ohm…

Con questo circuito penso di assere giunto a un capolinea oltre il quale non è possibile migliorare ancora, penso soddisferò coloro che hanno gettato soldi in garbugli annodati, su cui dovranno lavorare (un bel pò visto che andranno ricablati al 100%) ma potranno sistemare il loro amplificatorino da cuffie invece di gettarlo via come fanno altri. Oppure se qualcuno è interessato a realizzare il progetto da zero potrò fornire anche il trasformatore di alimentazione e l’induttanza necessari al suo montaggio. Qui sotto lo schema premium:

Lavoro di ricostruzione

Ho potuto fare un paio di foto e dare una misurata a uno degli apparecchi ricostruiti. È stato aggiunto un DAC e tramite un selettore è possibile attivare l’audio in ingresso dal DAC oppure da un’ingresso esterno su boccola RCA. Inoltre è presente un’uscita linea che si attiva quando vengono disinserite le cuffie in questo modo è possibile utilizzare l’amplificatore cuffie anche come preamplificatore + DAC in abbinamento ad un finale di potenza.

Dati strumentali:
Banda passante su 100ohm: 20hz -0,2db / 37khz -1db (limitato volutamente dal circuito tramite gridstop sulla valvola di ingresso più compensazione). Rotazioni di fase piuttosto ridotte, vedi grafico.

Distorsione THD a 5Vpp su 100ohm: 0,69%

Quadra a 1khz

Triangolare 1khz

Triangolare a 10khz

Le foto della modifica eseguita da andrea (il commento è sotto)


Bonus: Update 6BX7 / 6BL7

In questi mesi i miei clienti si sono resi conto che le 6080 e tutte le varie similari 6AS7, 5998 etc… Scaldano come reattori nucleari, è praticamente come avere le cuffie collegate a un tostapane. Oltre a questo più di una persona ha avuto magagne durante il tube rolling. Alcune valvole sono veramente fuori specifica, non aderiscono al datasheet. Si sono trovati la corrente di bias completamente sballata che ha cotto le resistenze catodiche e fatto scoppiare i condensatori elettrolitici. Stessa cosa è capitata col cliente che ha voluto costruire il Triodino 2, nonostante la RK fosse calcolata sulla base delle curve del datasheet per 90mA alla fine si avevano 150mA di bias, oppure variazioni da freddo a caldo di oltre 100mA. In realtà io lo sapevo che queste valvole sono rognose, ho avuto esperienza simili con le 6C33, speravo che le 6080 fossero più stabili ma così non è. Le reputo valvole non adatte ad uso audio. E in realtà non sono valvole per uso audio, erano nate come regolatrici di tensione. O in ogni modo dopo queste esperienza direi in maniera definitiva che l’unico modo di usarle in audio è con un bias fisso servo controllato, e dico proprio servo controllato, perchè come per le 6C33 non puoi fare un bias fisso e basta perchè poi devi stare sempre li ogni 5 minuti a ritoccare la corrente di bias per circa 1 ora finchè le valvole non sono ben calde. Poi lo spegni, si raffreddano e quando lo riaccendi devi ricominciare un’altra volta.

Ma sapete i forum e i social sono pieni di gente che monta OTL e non si accorge nemmeno di avere la corrente continua nelle casse, ascolta il pastone che esce e dice guarda come si sente bene, quindi il dogma che siano buone valvole viene ripetuto a pappagallo ancora e ancora e ancora e questo ha più valore della realtà. Poi c’è quello che ha avuto fortuna a trovarne alcune stabili, oppure le ha selezionate da un grosso numero e pagate un rene, ma queste esperienza per mè sono prive di valore, i progetti devono essere replicabili con ciò che si trova normalmente. Questi personaggi che spendono capitali si inalberano dicendo che poi le hanno pagate tanto e sono ripagati da una qualità superiore, ma pure questa è una fregnaccia, avete pagato tanto per far funzionare in modo accettabile un circuito indecente e non sentite meglio (probabilmente peggio) di chi si gode un circuito concepito meglio e che non ha tutti quei problemi di stabilità o pretese di componenti super selezionati.

Ripercorrendo la storia di questo progetto che parte da un goffissimo inseguitore catodico con la 6080 che stenta a pilotare cuffie superiori i 100ohm di impedenza. Si partiva appunto da un circuito ridicolo e con un’efficenza pari al niente, praticamente un generatore da calore, qualcosa sopra il quale al massimo potevi mettere una graticola per scaldarti una pizzetta. Passando poi per l’interpretazione SRPP goliardica di un cantinaro fino al mio circuito MJ OTL che riesce ad erogare mezzo watt indistorto anche sopra un carico di 8ohm quando poi alla fine bastano 20/30milliwatt su cuffie da 32ohm a salire, ecco che la 6080 diventa il classico bazooka per uccidere le mosche. Più volte un cliente lamentava del troppo calore emanato dalle 6080, dallo schassis che diventava un fornetto e condensatori elettrolitici al suo interno che facevano come i popcorn. Più volte ho indicato l’uso della 6BX7 o la 6BL7 in sostituzione della 6080 dovendo cambiare solamente il valore di una resistenza nel circuito ma c’era sempre il timore che poi non avrebbe suonato più bene perchè la 6080 è sulla bocca di tutti e le 6BX7 nessuno sa cosa sono. Alla fine dopo l’ennesimo guasto causato dal caldo sono riuscito a convincere la persona…

Di cui riporto il commento che è poi qui sotto:

Ancora un grossissimo grazie a Stefano ed alla sua esperienza per avermi consigliato la sostituzione delle valvole finali del mio OTL,stanco del caldo che sviluppavano queste valvole e nell ultimo periodo anche di sostituzioni varie fra condensatori e resistenze cucinati,mi consigliava di montare delle 6BX7/6BL7.Al momento riluttante al cambio,montavo delle Tung-sol 6080wa dal suono molto caldo e piacevole diciamo che le chiamano “Holy Grail” delle 6080,naturalmente dopo le 6080WB Bendix,introvabili e costosissime.
E invece sapete cosa ? Le 6BL7-GT montate della Sylavania NOS mi hanno stupito,si sentono quasi meglio delle 6080,suono caldo,piacevole,medi e alti non troppo fastidiosi,e soprattutto scaldano 1/3 rispetto alle valvole di prima…..beh che dire……al prossimo ampli !

Continue reading...

4 Responses to OTL 6080 – DAC + Amplificatore Cuffie + Preamplificatore / Bonus: Update 6BX7-6BL7

  • Ancora un grossissimo grazie a Stefano ed alla sua esperienza per avermi consigliato la sostituzione delle valvole finali del mio OTL,stanco del caldo che sviluppavano queste valvole e nell ultimo periodo anche di sostituzioni varie fra condensatori e resistenze cucinati,mi consigliava di montare delle 6BX7/6BL7.Al momento riluttante al cambio,montavo delle Tung-sol 6080wa dal suono molto caldo e piacevole diciamo che le chiamano “Holy Grail” delle 6080,naturalmente dopo le 6080WB Bendix,introvabili e costosissime.
    E invece sapete cosa ? Le 6BL7-GT montate della Sylavania NOS mi hanno stupito,si sentono quasi meglio delle 6080,suono caldo,piacevole,medi e alti non troppo fastidiosi,e soprattutto scaldano 1/3 rispetto alle valvole di prima…..beh che dire……al prossimo ampli !

  • Stefano, navigando in Internet per trovare una soluzione all’amplificatore OTL che avevo acquistato tempo fa e che oltre ai disturbi a basso volume che sentivo, aprendolo mi ha fatto rabbrividire e dato che sono capace di tenere in mano un saldatore ho iniziato a cercare un modo per sistemarlo. Dapprima ho ricavato lo schema elettrico e poi ho cercato qualcosa di migliore, a forza di navigare mi sono imbattuto nel tuo sito. Ho apprezzato i tuoi lavori, le tue spiegazioni molto dettagliate completate dai grafici di misura. Poi mi sono deciso di contattarti per acquistare lo schema premium. Dopo avere messo in pratica lo schema e con i tuoi consigli ho realizzato il nuovo amplificatore OTL, del vecchio rimangono solamente il trasformatore di alimentazione e l’induttanza di filtro per l’anodica. Che dire non ci sono rumori, ronzii o soffi di sottofondo, ma sopratutto la dinamica è molto più estesa sulle frequenze medio alte, che per me sono la parte nobile della musica, sono più piene e dettagliate. Le basse frequenze sono presenti ma non danno fastidio. Ti devo ringraziare per avermi dato la possibilità di rispolverare le mie conoscenze di elettronica ed anche per correggere gli errori che ho fatto durante il montaggio. Al prossimo progetto.

  • Ciao Stefano e’ un po’ che non ci sentiamo,prima che me ne dimentico un’altra volta volevo lasciarti la recensione per il magnifico lavoro eseguito sul mio amplificatore che hai completamente riprogettato elettricamente rendendolo piu’ piacevole all’ascolto…..be’ che dire….ancora un grosso grazie a Stefano Bianchini per il lavoro magistralmente eseguito !!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.