La storia che sto per raccontarvi non è di fantasia, ma corrisponde alla pura realtà. Ci tengo a raccontarla perché spero che possa essere di monito ad altri appassionati e novizi che muovono i primi passi nel mondo dell’audio valvolare, ma soprattutto perché spero di riuscire a togliere un po’ di credibilità a una razza di personaggi che la fanno da padroni in questo ambiente: persone chiuse nel guscio del loro mondo fantasioso, circondate dai loro seguaci, che il più delle volte allontanano chiunque provi ad avvicinarsi al mondo dell’amplificazione valvolare e abbia la sfortuna di trovarsi invischiato nelle loro teorie strampalate.
Capitolo 1: Il Single Ended EL34 di Alberto
Tutto è iniziato con Alberto che, dopo aver realizzato con soddisfazione l’upgrade all’amplificatore di Nuova Elettronica LX1321, ha visto il progetto di un single ended con la EL34, nato dalla rielaborazione di una scatola di montaggio della concorrenza, che potete visionare cliccando qui (è il primo dei progetti presentati nella pagina).
Mi ordina il set di trasformatori, ma dopo qualche giorno inizia a mandarmi messaggi di preoccupazione su WhatsApp (allora gli schemi sul mio sito erano ancora in chiaro e non pixelati), perché aveva parlato con un suo amico che vive in America ed è appassionato di autocostruzione.

Questo “esperto d’oltreoceano”, dopo aver dato un’occhiata al mio progetto e al mio schema, inizia la solita litania da oracolo dell’Hi-Fi: “Non farlo!”, “Da quello schema non puoi aspettarti niente di che!”, “Non suonerà mai bene!”, “È tutto sbagliato! Devi staccare il negative feedback, devi mettere delle grid-stop lì, quello non va bene, devi fare questo, devi fare quello…” praticamente mancava solo “e ricorda di allineare le valvole con la luna piena”.
Ho fatto di tutto per rassicurare Alberto sulla bontà del progetto e, per fortuna, ha voluto darmi credito. Ha realizzato il mio schema con i miei trasformatori, e il risultato è riportato qui sotto, scritto con le sue parole.
L’esperienza di Alberto con il progetto SB-LAB
Di seguito il racconto di Alberto, che ha costruito l’amplificatore e ne descrive in prima persona l’esperienza.
Un Saluto a chi avrà pazienza di leggere questo mio resoconto ed a Stefano Bianchini. Ho deciso, essendo già possessore di un LX1321 modificato su progetto SB-LAB, ho deciso di farne uno interamente assemblato da me, non su PCB, quindi in aria ed in Classe A, sopratutto che fosse alla mia portata, dal punto di vista economico e della difficoltà di assemblaggio.
La scelta è ricaduta sullo schema in SE di EL34. Avendo piena consapevolezza sulle qualità dei trasformatori Stefano ho provveduto ad ordinarne un set dedicato a quel progetto ed a scaricare lo schema. Ho iniziato con il reperire tutti i componenti, mi sono affidato interamente ad un rivenditore specializzato in Elettronica valvolare nei pressi di casa, reperli in rete a destra e sinistra mi avrebbe portato fuori budget per via delle spese postali. Il commerciante vista la mia inesperienza ha subito approfittato per appiopparmi lo stagno Hi-End all’argento. Il quale è prontamente volato dalla finestra, per tornare allo stagno classico con cui ho saldato per tutta la mia gioventù. Con lo stagno per “Audiofili” le saldature restano opache, cosa mi fa sclerare e sopratutto si rompono da sole!
Mi sono procurato un lastra di bachelite, che ritengo necessaria, intanto per isolarci dalla lamiera, le tensioni in gioco non sono terapeutiche, e poi per far venire meglio tutto il montaggio in questo modo non vi vedono viti di fissaggio che escono nel coperchio superiore, sopratutto mentre lavori è comodissima per fissare gli ancoraggi.
Bucare la bachelite non è uno scherzo viste le polveri puzzolenti, ed anche poco salutari che genera, consiglierei di farlo all’aperto. Il mobile prescelto e di Hifi2000, che è di discreta fattura, ma non è progettato per ospitare un’elettronica valvolare, infatti non è in grado di sopportare il peso dei trasformatori sul coperchio superiore, inoltre ci sono delle feritoie di aereazione che creano dei problemi durante la fase di foratura. Se vi dovesse capitare di acquistare dei Trasfo del Bianchini vi renderete subito conto che pesano molto di più di quelli commerciali (rispetto a quelli impiegati su ampli di pari potenza e spesso anche di potenza ben superiore).
Per risolvere il problema del coperchio ho aggiunto nella parte superiore un lastra di ottone, questa mi ha consentito facendo un sandwich con la lamiera stessa del coperchio e la bachelite da 3mm di avere una base di appoggio solidissima, mal sopporto quegli ampli nei quali mentre infili una valvola nello zoccolo senti la contropiastra che ti cede sotto le mani. Oltretutto l’ottone più essere facilmente fatto incidere da un qualsiasi laboratorio per creare delle scritte a piacimento. Ma cmq questo, a parte la questione meccanica e solo questione di gusti che sono strettamente personali.
Ho piano piano preso confidenza con il cablaggio in aria, ho twistato i fili dove necessario mettendo la coppia nel mandrino dell’avvitare. Vi consiglio inoltre di non buttare gli spezzoncini di filo che avanzano dai trasfo, sono morbidi, di qualità. si spellano bene e si saldano benissimo. Ho cercato di avere l’accortezza, di montare tutti i componenti con il valore facilmente leggibile, in modo che se Stefano, o io stesso per ricontrollare il cablaggio se avessimo dovuto rimetterci le mani si sarebbe imprecato di meno. Sono andato avanti di pari passo sui due canali, in modo che con un svista sola potevo sbagliare due volte :-)) Ho tentato anche nei limiti delle mie capacità di fare un montaggio il più ordinato possibile, su questo sono stato facilitato dalle generose dimensioni del mobile scelto, adatto ad un principiante come me alla prima esperienza di cablaggio in aria.
Lascia e riprendi ci ho impiegato qualche mese ad assemblare il tutto. Sono un tipo molto meticoloso, e attento alla misure quindi prima di fare buchi sul metallo, faccio delle prove su carta millimetrata e controllo appoggiando le cose sullo stesso mobile in modo da non dover fare le cose due volte.
Mi sono assicurato che le boccole di entrata e di uscita non fossero in corto con il mobile, ho collegato due resistenze di carico, verificato le tensioni, e grazie a questo controllo rimediato agli errori di assemblaggio e dopo aver collegato l’oscilloscopio ed il generatore di segnali, ho iniziato a vedere che tutto andava correttamente. Allego le forme d’onda rilevate. La prima accensione è stata molto emozionante, dopo ore ed ore di lavoro, emetteva i primi vagiti, seppur strumentali.
Finalmente sono o passato all’ascolto, vero è il detto che ogni scarrafone è bello a mamma soia, ma l’ampli l’ho trovato subito ottimo. In primis ronzio ZERO, nessun rumore di fondo, una gamma bassa a dir poco SUPERBA, molto dettagliato e controllato. Ho fatto la prova su diversi tipi di diffusori, anche delle Thiel da 4 ohm di un amico, che per un ampli piccolino sono una bella sfida. L’ampli ha restituito sempre un ottimo dettaglio e dei violini setosi, mai striduli, certo la Quinta di Beethoven nei passaggi di orchestra molto pieni lo ha messo leggermente in crisi perdendo un pochino di dettaglio, ma stavamo pur sonorizzando un salone di 60 mq con dei diffusori che secondo me in certi casi scendono pure a 2 ohm, quindi non oso lamentarmi, anche perchè il confronto avveniva con finale a mosfet sempre costruito dal sottoscritto, da 100+100w rms e un OTL valvolare del mio amico di pontenza ben superiore.
Cmq alcuni dettagli, sfumature sulla canzone di Hug Masekela Coal train live uscivano solo dal SE-EL34, tant’evvero che il mio amico proprietario del tanto blasonato OTL è impallidito visti i fior di quattrini che l’ha pagato. Abbiamo ripetuto la prova diverse volte con la stessa canzone, e nulla certe sfumature passavano solo con il mio. Ho fatto prove con diversi generi di musica e diversi diffusori, ma i risultati sono stati sempre all’altezza delle aspettative, confermando le strumentali rilevate.
Insomma ad oggi sono pienamente soddisfatto del lavoro svolto, che seppur lungo e faticoso restituisce una soddisfazione incredibile. Assemblare un valvolare in forma artigianale, richiede tempo pazienza e manualità quindi non conviene buttarsi su schemi presi in giro per la rete e sopratutto non lesinare sui trasformatori che sono il cuore dell’ampli. Il vantaggio dello schema di Stefano è che “costruito” intorno ai sui trasformatori, in pratica ad HOC. Sono consapevole di aver svolto soltanto il lavoro di manovalanza, l’architetto che progetta, calcola e mette a punto è lui. Nonostante ciò è stato impegnativo sono cmq felice di averlo fatto, e credo non sarà l’ultimo. L’ampli è ampliamente promosso da me e finora da tutti coloro che lo hanno ascoltato. Grazie a Stefano ed hai sui trasformatori e alla sua competenza nel consigliarti nei momenti di difficoltà.
PS: Non sono Amico di Stefano, se non dal punto di vista professionale, non ci guadagno nulla e non ho sconti, sono soltanto un appassionato di elettronica un hobbista autocostrutture con molte passioni che spaziano in diversi settori anche molto lontani tra di loro. Per quanto riguarda il suono sono uno che ascolta molto, aperto al confronto e molto curioso mi metto sempre in discussione sui lavori svolti, sono quasi sempre lavori “aperti” devono essere affinati, in pratica non sono quasi mai alla parola fine. Vado spesso a mostre e dimostrazioni di HI FI e quando vedo la gente spendere cifre folli per cose che realmente non meritano nemmeno un decimo del loro prezzo mi soffermo a fare qualche riflessione. Grazie per la pazienza di avermi letto fino in fondo.
Le foto
Capitolo 2: L’amico americano
Dopo qualche mese dalla pubblicazione del primo articolo, ricevo un messaggio da Alberto su WhatsApp: il famoso “amico americano” quello del “da quello schema non puoi aspettarti niente di che” era venuto in vacanza in Italia. Naturalmente, da grande esperto quale si credeva, non poteva resistere alla tentazione di “dare un orecchio” a quell’amplificatore che, secondo lui, non avrebbe dovuto nemmeno accendersi.

Ebbene, dopo cinque minuti di ascolto è rimasto lì, con la faccia di chi ha appena scoperto che la Terra non è piatta. Letteralmente pietrificato: l’apparecchio non solo funzionava, ma suonava anche in modo splendido, con un dettaglio e una musicalità che il suo ego non era pronto a digerire. Dopo un paio d’ore, tra un grugnito e un “eh ma forse…”, è stato costretto ad ammettere con la grazia di chi ingoia un mattone che non aveva mai sentito niente suonare così bene.
Guru del “zero feedback a tutti i costi”: 0 — SB-LAB: 1.
Capitolo 3: Gozer il Distruttore
A quasi due anni dagli eventi raccontati nei capitoli precedenti, mi ritrovo a scambiare qualche messaggio su WhatsApp con Alberto per via del trasformatore bruciato di una vecchia radiolina Geloso. Nel corso della chiacchierata, però, viene fuori una storia molto più interessante (e un po’ tragica): quella del suo single ended con le EL34.
Alberto, con l’ingenuità tipica di chi si fida troppo, aveva venduto il suo amplificatore, perfettamente funzionante, silenzioso e suonante da paura, ad un amico. Tutto bene, finché questo amico non ha deciso di fare la cosa che non andrebbe mai fatta: portarlo a “far controllare” da un sedicente tecnico, il classico personaggio che si autoproclama esperto di valvole ma in realtà ha la stessa delicatezza di un macellaio ubriaco con il saldatore in mano.

Il risultato? Un disastro annunciato. Ma lascio che sia Alberto stesso a raccontarlo con le sue parole.
Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.
Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!
Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.
Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso, non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!
Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.
Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).
Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?
Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!
Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.
Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.
Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 2
Capitolo 4: Ripristino dello scempio
Dopo che il malconcio amplificatore è tornato a casa sua, abbiamo avuto modo di osservare il lavoro fatto da questo pasticcione da fiere: era una roba che non sapevi se piangere o ridere.
Riassumendo: aveva modificato il partitore di tensione che solleva il filamento delle 6SL7, con il rischio di causare una scarica distruttiva interna alla valvola; aveva collegato la EL34 da pentodo a triodo e montato una resistenza di polarizzazione sbagliata, troppo bassa, con la corrente di bias delle EL34 prossima ai 200 mA. Poi, non capendo lo scopo della resistenza in serie alla valvola raddrizzatrice prima del primo condensatore, ha concluso che 220 µF di capacità fossero “troppi” per la raddrizzatrice, così ha tolto la resistenza e sostituito il condensatore con uno da 22 µF. Peccato che quella resistenza, nel mio circuito, servisse proprio a preservare la raddrizzatrice e consentire l’uso di un condensatore più grosso. Risultato: con le finali tirate a cannone la raddrizzatrice finiva per sfondarsi di brutto, e il circuito anodico era talmente assetato di corrente che il trasformatore di alimentazione scaldava come un ferro da stiro!
Come se non bastasse, ha eliminato i condensatori in polipropilene che erano in parallelo agli elettrolitici, perché vuoi mai che suoni pulito e brillante?… nooo, deve suonare scuro, chiuso e senza dettaglio! Ovviamente il circuito di feedback è stato eliminato, e il driver modificato per guadagnare meno; ma “meno per meno” significava che l’ampli era diventato troppo sensibile, con il volume che arrivava al massimo già col pomello a ore nove.
Poi ha aggiunto dei diodi per rettificare separatamente l’alimentazione dei driver… Si vede che il taglio di una cella RC da 18 k + 47 µF non era abbastanza per lui. Oppure, dopo aver ridotto il condensatore iniziale a 33 µF, erano comparse delle oscillazioni a bassa frequenza.
Il montaggio, poi, non era nemmeno migliore di quello di Alberto che, come primo lavoro, è più che scusabile ma lui, come “guru da fiera” che aveva avuto il coraggio di sentenziare che il circuito era sbagliato e non poteva funzionare, ha messo insieme una porcata del genere. Veramente vergognoso.
Come suonava? Una meraviglia… per chi odia la musica. Il classico “zero feedback” montato da una capra cantinara in preda all’entusiasmo: bassi slabbrati da materasso ad acqua, medi impastati da minestra di stagno e alte così spente che neanche un tweeter con la bronchite avrebbe fatto peggio.
E pensare che questo individuo ha pure avuto il coraggio di dire che le 6SL7WGT JAN della Sylvania “non erano buone”, sostenendo che le ECC32 (equivalenti 6SL7) che aveva lui suonavano meglio… ovviamente solo perché doveva trovare un modo per gonfiare il prezzo senza faticare, o forse perché la bella ampolla “a duomo” delle ECC32 le faceva sembrare migliori. Già, perché si sa: se una valvola è più bella, suona meglio, no?
In ultimo, avrebbe pure dichiarato che i due trasformatori d’uscita erano troppo vicini e quindi intermodulavano. Ha preso un apparecchio che funzionava benissimo, ha sentenziato che non andava e lo ha trasformato in un gabinetto a valvole. WOW!
Gente, state attenti a questi personaggi che non giustificano nulla con argomentazioni tecniche verificabili, ma solo con ciance da venditore di stoviglie: il fatto che si presentino a varie fiere del settore non li qualifica certo come buoni tecnici. Vediamo ora il ripristino: Alberto si è impegnato molto, sotto il mio aiuto, per ricostruire l’amplificatore e poi me lo ha fatto avere per la verifica strumentale finale.
Ricordo che il progetto di questo single ended con le EL34 lo trovate cliccando qui.
Strumentali
Potenza: 7Watt RMS per canale
Distorsione: THD rileva a 1khz 1 watt su carico resistivo 0,11%
Banda passante: 18Hz / 90khz -1dB
Smorzamento DF: 5,7
Separazione dei canali: 48,8dB (alla faccia di quelli che dicevano che i trasformatori sono vicini quindi intermodulano).
Spettro armonico
Banda passante su carico resistivo
Banda passante su carico reattivo
Quadre a 100hz / 1khz / 10khz
Guru del zero feedback a tutti i costi 0 SB-LAB 3
Conclusione
Non crediate che storie come questa capitino solo a me. Conosco diversi amici tecnici e riparatori sparsi per l’italico stivale, e tutti, ma proprio tutti, si imbattono regolarmente negli stessi episodi tragicomici. È una battaglia quotidiana cercare di far capire ai clienti che sono stati riempiti di frottole da una fauna di ciarlatani che continua a sparare sentenze con la sicurezza di chi ha appena scoperto il sacro Graal dell’audio… solo che dentro il Graal ci hanno messo del letame fumante.
Se avete un amplificatore che funziona bene e vi piace, non toccatelo. Non serve “migliorarlo” a ogni costo: semmai, ha senso fare un upgrade mirato e sensato dei componenti e, se proprio volete mettere le mani su un progetto fatto da me, chiedete a me. Non fatevi prendere dalla tentazione di farlo “rivedere” da qualche luminare improvvisato conosciuto alla fiera dell’Hi-Fi: quei personaggi riescono a rovinare in un pomeriggio ciò che è stato progettato con settimane di misura, calcolo e buon senso.
E soprattutto, non date retta a chi vi dice che “non può funzionare” un apparecchio che avete appena ascoltato funzionare con le vostre orecchie: quello è il segnale che avete davanti un pifferaio magico dell’Hi-Fi.
Diffidate anche da chi propone “upgrade” senza motivo. Come nel caso del guru di turno, che aveva bollato come robaccia o addirittura “truffa” il set di condensatori Mundorf presenti nell’amplificatore di Alberto. Dopo aver cambiato tutto (non si sa bene con cosa), ha pensato bene di sostituire le EL34 con delle NOS fin qui passi ma poi, colpo di genio, ha rimpiazzato una coppia di 6SL7GT NOS con delle ECC32 NOS, perché, a suo dire, “suonano meglio”. Peccato che ECC32 sia semplicemente la sigla europea della 6SL7GT, cioè la stessa valvola! È come dire che una ECC83 suona meglio di una 12AX7: cambia solo l’etichetta… ma per qualcuno basta quella per sentirsi un ingegnere del suono reincarnato.

















Ho realizzato il progetto di Stefano citato in questo articolo e suona veramente bene, il tizio che ha sentenziato che quello schema non poteva funzionare senza manco provare a sentirlo è un cialtrone, la mode dei circuiti senza reazione negativa è peggio di un cancro, anche io ho avuto esperienza di amici che non credevano che a suonare fosse un circuito retroazionato e nonostante sentissero con le loro orecchie che andava meglio del loro senza reazione continuavano ad essere straniti.
Maestro da quando ho realizzato il SE con EL34, non mi stanco mai di sentire !
Finalmente qualcuno che dice le cose come sono, questi tizi ormai hanno monopolizzato il settore tra riviste e forum sembra che l’unico modo di fare un’amplificatore che suona bene sia come dicono loro e tra apparecchi senza feedback cavi pitonati scatoline magiche ti mandano a casa come un pollo spennato senza manco la soddisfazione di sentire qualcosa di decente, ci credo che ti attaccano perchè vivono sull’ignoranza delle persone, se gli fai sentire un’amplificatore che suona come si deve smettono di comprare tutte quelle cavolate e questi falliscono.
Dopo circa trent’anni di onorata carriera da appassionato di musica e della sua riproduzione, sono giunto ad alcune conclusioni: l’ambiente hifi è infelicemente caratterizzato da dogmi e verità rivelate che scaturiscono da una sinistra quanto efficace mistura di incompetenza e furbizia truffaldina. Non voglio stare qui ad elencarle, basta leggere con attenzione questo bellissimo sito per farsene un’idea abbastanza chiara. Quel che mi preme rimarcare è che, a mio avviso, sono ben pochi gli appassionati che hanno avuto la fortuna di ascoltare un amplificatore a valvole progettato e realizzato come Dio comanda. Temo che la maggior parte sia alla perenne ricerca del Santo Graal passando da un catorcio più o meno costoso all’altro. Io ero tra questi, con la testa piena di luoghi comuni e fisime audiofile, finché un bel giorno mi è capitato di passare da uno dei suddetti catorci (o ciofeche, chiaviche, morticini, come vi pare) che rispettavano appieno il sacro verbo del guru di turno, ad una creazione di Stefano Bianchini, ed ecco l’effetto “mascella cadente”: cosa cavolo avevo ascoltato fino ad allora? Non la voglio fare lunga, neanch’io sono sul libro paga di Bianchini, dico solo questo:
ottimi TU, ma soprattutto un progetto serio che può solo scaturire dalla passione e da tanta ma tanta competenza. Ebbene sì, c’è anche la controreazione, ma suona, cavolo se suona! Per quel che mi riguarda, il mio Graal l’ho trovato…
Gozer il distruttore non ha ascoltato l’apparecchio prima di modificarlo, visto lo schema ha sentenziato che non andava. Dalla parte invece dei proprietari degli amplificatori (e la cosa potrebbe valere anche per questi “tecnici”) c’è un rifiuto dell’evidenza, se sentono un’apparecchio che va bene e sanno che c’è controreazione o è stato fatto usando criteri considerati errati dalla stampa di settore iniziano ad arrampicarsi sugli specchi per dire che il loro ha suonato peggio per qualcosa di esterno. Io ho iniziato la mai carriera seguita da Mariani il progettista di Graaf, lui mi diceva “Le cose che dicono nei forum e sulle riviste imparale a memoria che se no sembri ignorante quando parli, se fai un’apparecchio digli che è fatto come vogliono loro, ma quando lo fai fallo fatto bene”, ma io per mio carattere non riesco a essere falso. Ti consiglio la lettura di un’articolo di Diego Nardi, forse l’unico con cui riesco ad essere d’accordo. https://www.stereo-head.it/2013/05/riflessioni-di-un-ex-audiofilo/
Io spesso mi sento come il tizio del finale del vecchio film “l’invasione degli ultracorpi”, mi appassiona quello che faccio ma è frustrante trovarsi in un mondo che sembra rifiutare l’uso del buon senso e dove sono discriminato perchè non mi conformo alle loro idee, ho l’impressione di lottare contro degli estremisti religiosi, a volte cestino dei commenti che lasciano sulle pagine che sarebbero anche passibili di denuncia…
Che dire… Magari è da segnarsi di ascoltare chi propone modifiche solo se quel qualcuno ha ascoltato l’impianto nelle condizioni attuali e assicura di farlo pure post modifiche. Insomma, se nel caso specifico fosse andata così la vedo dura arrivare a negare l’evidenza… E se quel qualcuno non accetta queste condizioni, farci una x sopra e cercare qualcun’altro, e se non si trova nessuno ci si tiene l’impianto corrente.
Vi racconto una strana storia, dal titolo: LA CONTORTA MENTE DELL’AUDIOFILO.
Realizzato l’ampli ci sono state diverse occasioni di ascolto con amici, uno di questi, rimasto affascinato dal suono mi propone di venderlo, tanto io lo avrei potuto realizzarne un’altro. Vista l’amicizia e la generosa offerta lascio l’ampli in prova. Dopo averlo ampiamente ascoltato decide di tenerselo, ed era soddisfattissimo!!!
Le cose procedono bene, fino al giorno che gli hanno messo in testa che sostituendo tutte le valvole con delle pregiatissime nos le cose sarebbero andate ancora molto, ma molto meglio. Io ingenuamente avevo raccontato dell’ingloriosa fine di una KT77 difettosa che aveva anche mandato in fumo un paio di resistenze durante le prime prove di accensione di questo amplificatore.
Dovendo fare un cospicuo investimento in tubi decide di portare l’ampli da un guru delle valvole conosciuto ad una mostra di HI FI e consigliato da un’altro amico per una verifica generale dello stesso,
non l’avesse mai fatto! è stato l’inizio di un incubo e la perdita di un’amicizia!
Il guru visto il tutto sentenzia: ti hanno titrato un pacco, l’ampli con questo schema NON può funzionare, è NORMALE che le valvole si siano rotte ecc… ecc… Quindi inizia a fare tutta una serie di modifiche al circuito, ma quella fondamentale fu togliere la controreazione, tutti gli ampli BUONI sono senza controreazione, configurare a triodo, riprogettare completamente il driver.
Il poveretto paga il salato conto e riprende l’oggetto accusando me di avergli venduto un ampli ROTTO! (????) che mai avrebbe potuto funzionare! (lo aveva ascoltato contentissimo fino a quel momento). Mostrandomi una bustina di componenti sostituiti che erano la prova della mia TRUFFA, in pratica il guru ha lasciato gli zoccoli delle valvole e il potenziometro del volume. (NOTA SB-LAB: Alberto aveva usato fior di condensatori Mundorf tutti acquistati da AudioKit di Roma, consigliati dagli stessi tecnici di AudioKit, e così per le resistenze e gli altri componenti!).
Mette su le sue ipercostose NOS e si mette all’ascolto. Ma!? La potenza non sembra più sufficiente, l’amplificatore ha perso energia, non suona più bene come prima non riesce a pilotare le casse? le frequenze basse spanciano in modo fastidioso, come mai?
Gli spiego cosa vuol dire configurare una EL34 a triodo = 4 w se ti va bene. Ancora più arrabbiato torna dal guru per chiedere di tornare a far suonare “forte” l’ampli. CERRRTO risponde lui, ti faccio subito un preventivo per la modifica, magari lo mandiamo in ultra lienare per farlo andare meglio! Altri soldi ? Certo io lavoro!
Quindi viene da me con la sua bustina di componenti chiedendomi con la coda tra le gambe di riportarlo alla configurazione originale, naturalmente gratis…….. Gli ho proposto di riacquistare l’apparecchio a metà prezzo, vedremo se si rifarà vivo.
Nel mondo dell’hifi, in particolar modo nello strano mondo delle valvole, ogni tecnico è più bravo di chi lo precede, tutti hanno la ricetta magica per far suonare beni questi strani cosi chiamati tubi, gli altri sono inetti, un apparecchio autocostruito seppur ascoltato confrontato e apprezzato è dubbio se criticato da un GURU, si da fede al terzo e non all’amico, e per concludere quando si parla di PSICO ACUSTICA credo ci si riferisca a questo tipo di persone.